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Libri dalla categoria Teosofia

India Antica

India Antica

Le Grandi Civiltà

Autore/i: Taddei Maurizio

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

presentazione di Clement Greenberg, introduzione dell’autore.

pp. 192, interamente illustrato con un ricchissimo apparato fotografico a colori, Milano

«Nell’affrontare lo studio dell’India antica, e in genere dell’antichità, non saremo in errore se giudicheremo tale studio come valido strumento per una comprensione più approfondita del presente, sempre che si liberi il campo dall’opinione ingannevole ma ben radicata che la storia come successione di eventi politici e militari del passato possa servire di chiave per la comprensione della storia che stiamo vivendo. È il capire le radici storiche dei fenomeni del presente che ci permette di comprendere anche questi ultimi, non lo stabilire un illusorio parallelismo tra passato e presente… Tuttavia, perché siffatta lettura della storia non cada in uno schematismo sterile, non si perderà di vista quel complesso di fatti che, pur non riguardando in maniera diretta le strutture economiche, incidono sulle trasformazioni sociali. intendo dire tutti quei dati che riguardano la politica come ideologia, la cultura in senso lato, la tradizione… Ma noi qui ci interesseremo di storia in maniera del tutto particolare, attraverso la lettura di “grandi monumenti” saranno essi sovrattutto templi, monasteri, santuari cavati nella roccia, stūpa, sculture di soggetto religioso, quel che d’interesse artistico l’India offre all’archeologo… Come davanti alle ideologie, così il primo atto che dovremo compiere davanti ad ogni opera d’arte sarà un atto di demistificazione, lo spogliarla di quel preteso valore universale di cui così volentieri si ammanta per individuarne la funzione pratica nell’ambito della società che l’ha prodotta. Da ciò dovrebbe apparire chiaro che, come la storia non può essere imparziale, così non può essere imparziale l’archeologia o la storia dell’arte: non imparziale ma critica.»

Maurizio Taddei è nato a Roma il 3 marzo 1936. È Ispettore archeologo nell’Amministrazione Antichità e Belle Arti, in servizio presso il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma. Libero docente in Storia dell’Arte dell’India e dell’Asia centrale ha l’incarico dell’insegnamento di questa disciplina presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli dal 1958. Partecipa alle Missioni Archeologiche dell’Istituto Italiano per il Medio e l’Estremo Oriente in Pakistan e in Afghanistan; dal 1%7 dirige gli scavi della Missione Italiana in Afghanistan. È redattore delle riviste «East and West», «Dialoghi di Archeologia» e «South-Asian Archaeology». È autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

 

Civiltà Khmer

Civiltà Khmer

Le Grandi Civiltà

Autore/i: Mazzeo Donatella; Silvi Antonini Chiara

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

presentazione di Han Suyin.

pp. 192, interamente illustrato con un ricchissimo apparato fotografico a colori, Milano

«Il fatto che l’architettura “laica” della Cambogia si servisse quasi esclusivamente di materiali deperibili, ci pone nella condizione di non poter documentare, se non sporadicamente, la vita quotidiana dei Khmer dal VII al XII secolo. Gli oggetti d’uso, il cosiddetto artigianato, la ceramica, gli utensili, tutto ciò che insomma è necessario ad una simile ricostruzione, giace infatti ancora sepolto sotto il suolo delle città di Angkor, di Rolûos e di Angkor Borei … I “monumenti” della civiltà khmer sono invece numerosi e tutti, per ragioni diverse, grandi. Si è dovuto perciò necessariamente sacrificarne alcuni a favore di altri con una scelta che, se in certi casi potrà apparire immotivata, si è sforzata in realtà di seguire due criteri fondamentali. In primo luogo quello di offrire al lettore opere che siano quanto piu possibile rappresentative dell’evoluzione della civiltà khmer dal punto di vista artistico, sociale e politico, e permettano pertanto di scorgere tutte le componenti che le hanno determinate e le caratteristiche salienti dell’epoca che le ha espresse. In secondo luogo quello, più didascalico, di illustrare i diversi tipi di costruzioni o ancora di documentare, attraverso le fondazioni religiose, l’ampiezza dell’espansione khmer nei territori limitrofi.»

Donatella Mazzeo è nata a Roma nel 1937. Laureatasi nel 1959, è direttore archeologo in servizio presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma. Ha collaborato all’ordinamento di varie mostre, fra cui la Mostra di arte dell’India, a Palazzo Venezia a Roma; la Mostra di arte del Pakistan, presso il Museo Nazionale di Napoli; la Mostra di arte della Thailandia, a Palazzo Vecchio a Firenze.

Chiara Silvi Antonini è nata in Piemonte il 6 ottobre 1937. Insegna preistoria e protostoria dell’Asia presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha partecipato a diverse campagne di scavo. Collabora a varie riviste specializzate, fra cui «East and West», ed è autrice di parecchie pubblicazioni sulla storia e l’arte del Medio e dell’Estremo Oriente.

 

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Presentazione di Han Suyin
Introduzione
Il periodo preangkoriano
PREISTORIA E PROTOSTORIA C. Silvi Antonini
L’INDIANIZZAZIONE C. Silvi Antonini
IL FU-NAN C. Silvi Antonini
IL CHÊN-LA C. Silvi Antonini
La piana di Angkor
JAYAVARMAN II C. Silvi Antonini
INDRAVARMAN E LA NASCITA DELLA CITTÀ C. Silvi Antonini
YASODHARAPURA, LA PRIMA ANGKOR C. Silvi Antonini
LE GRANDI OPERE IDRAULICHE E L’AGRICOLTURA D. Mazzeo
L’ORDINAMENTO POLITICO E SOCIALE D. Mazzeo
I TEMPLI-MONTAGNA D. Mazzeo
LE RELIGIONI D. Mazzeo
ANGKORVAT C. Silvi Antonini
I MONUMENTI CONTEMPORANEI AD ANGKORVAT C. Silvi Antonini
Lo stile del Bàyon: continuità e innovazione
LE OPERE DI UTILITÀ PUBBLICA E L’OMAGGIO AGLI ANTENATI D. Mazzeo
L’IMMAGINE DI LOKESVARA E I SIMBOLI DELLA REGALITÀ D. Mazzeo
IL BÀYON D. Mazzeo
Appendice
I Monumenti Khmer e l’Occidente D. Mazzeo
Schema cronologico
Bibliografia
Indice dei nomi

Giappone

Giappone

Le Grandi Civiltà

Autore/i: Tamburello Adolfo

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

presentazione di Yasunari Kawabata.

pp. 192, interamente illustrato con un ricchissimo apparato fotografico a colori, Milano

« … Oggi che l’Oriente e l’Occidente si vogliono incontrare su un terreno, non tanto di “mutua comprensione” quanto di reciproca scoperta di valori, il Giappone rappresenta una voce avanzata di questo dialogo, e non solo perché pare sia in grado di fondere in un tutto omogeneo le due espressioni di civiltà, ma anche perché l’interpretazione giapponese della stessa civiltà orientale ha enucleato elementi che si presentano di obiettiva validità per il mondo moderno. Per restare nel campo delle arti, che è il tema dominante di questo libro, possiamo prendere l’esempio dell’architettura. I valori spaziali e modulari dell’architettura giapponese sono progressivamente recepiti da tutta l’architettura moderna. Movimenti d’avanguardia, come il razionalismo e lo strutturalismo, devono molto al Giappone, così come in altre espressioni d’arte,figurative o letterarie, devono molto al Giappone l’impressionismo ed il simbolismo. Va rimosso l’ormai vieto pregiudizio della cultura giapponese come una somma di espressioni leziose che si manifestano in arte attraverso pazienti e minuscole composizioni, così come nella recente industria sembrano confermare i transistors. La civiltà giapponese non è affatto una città di formiche. È vero invece che l’arte giapponese ha condotto una sfida al monumentale ed è riuscita a formulare valori assoluti con ipotesi di misura.»

Adolfo Tamburello è nato a Palermo nel 1934. Libero docente in storia e civiltà dell’Estremo Oriente presso l’Università di Roma, ha compiuto missioni culturali in Asia per conto dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente. Professore di storia dell’arte dell’Estremo Oriente presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, insegna ano che storia e civiltà dell’India e dell’Estremo Oriente presso l’Università di Torino. Direttore della rivista «Il Giappone», edita dal Centro di Cultura Italo-Giapponese in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma, è autore di numerosi studi storici e storico-artistici sull’Asia orientale.

 

Incontro con Gesù

Incontro con Gesù

Una lettura buddhista del vangelo

Autore/i: Dalai Lama

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione di Laurence Freeman, a cura di Robert Kiely, traduzione dal tibetano e note a cura di Ghesce Thupten Jinpa, traduzione di Luisa Agnese Dalla Fortuna.

pp. 204, Milano

In questo straordinario Incontro con Gesù il Dalai Lama, guida spirituale dei buddhisti di tutto il mondo, commenta il Vangelo cristiano: otto notissimi brani delle Scritture, tra cui il Discorso della montagna e le Beatitudini (Mt 5), la Trasfigurazione (Lc 9) e la Resurrezione (Gv 20). «È come ascoltare quelle parole per la prima volta» osserva Robert Kiely nella prefazione «quasi un messaggero inaspettato le facesse vibrare di tutta la tenerezza, il mistero e la bellezza che di solito passano inosservati.» Nella serenità e nel raccoglimento il «messaggero inaspettato», il Dalai Lama, delinea affinità e divergenze fra cristianesimo e buddhismo. Da un lato ammonisce coloro che si definiscono «buddhisti cristiani», perché non si deve cercare di «mettere la testa di uno yak sul corpo di una pecora»: sul piano metafisico, infatti, le due dottrine differiscono su principi fondamentali (il buddhismo, per esempio, non ammette l’esistenza di un Dio creatore o di un Salvatore umano). Forti sono invece le affinità che egli riscontra sul piano dell’etica fra l’insegnamento del Buddha e quello di Gesù Cristo: entrambi tracciano la via della salvezza, che si compie nel servizio compassionevole degli altri; entrambi indicano un modo di trascendere i limiti meschini di un’esistenza egocentrica; entrambi affermano che c’è in tutti noi un seme di risveglio spirituale.
Esiste inoltre, per gli spiriti religiosi, una dimensione più profonda che va oltre il linguaggio e il pensiero. Nell’esperienza costituita dal silenzio e dalla meditazione, l’unicità e la differenza coincidono, insieme agli altri dualismi: si incontrano in un’unità che rispetta e completa la differenza, e allo stesso tempo trascende la divisione. E la divina compassione del Buddha, l’amore cristiano. Incontro con Gesù è l’espressione di questo amore privo di egoismo, che riconosce a ogni cultura umana una propria «via» alla Verità: molti dialetti, un solo Verbo. Il dialogo fra il cristianesimo e il buddhismo può porsi a modello di come gli esseri umani siano in grado di amarsi reciprocamente perché sono diversi, e non soltanto malgrado le loro diversità.

Tenzin Gyatso (1935) è il XIV Dalai Lama.
Leader politico del popolo tibetano, nel 1959 è stato costretto a rifugiarsi in India per sottrarsi alle pesanti ingerenze del regime cinese. Nel 1989 gli è stato conferito il premio Nobel per la Pace. Fra i suoi libri tradotti in Italia: Il Buddismo del Tibet. La chiave per la via di mezzo (1976), Libertà dall’esilio (1990), Come folgore nella notte (1992), La scienza della mente (1993), Oceano di saggezza (1993) e La via del buddhismo tibetano (1996).

Cristianesimi nell’Antichità

Cristianesimi nell’Antichità

Sviluppi storici e contesti geografici (Secoli I-VIII)

Autore/i: Rinaldi Giancarlo

Editore: Edizioni GBU

presentazione di Riccardo Maisano, introduzione dell’autore.

pp. 1040, Chieti Scalo

È un avviamento allo studio del cristianesimo antico, che evidenzia in modo innovativo e sensa censure ombre e luci della vicenda della chiesa antica. Dopo un primo capitolo sulle fonti (letterarie e documentarie), vi sono due successivi capitoli che riguardano, rispettivamente, il contesto giudaico e quello ellenistico romano. Le vicende degli antichi cristiani, le loro credenze e istituzioni sono narrate sempre con particolare attenzione al contesto storico. L’orizzonte d’indagine non si limita alle sole regioni dell’impero romano, ma si allarga anche all’Africa (Etiopia, Nubia) e all’Oriente più lontano (Persia, India, Cina). Un intero capitolo è dedicato al confronto con l’Islam. Il testo è composto in due diversi corpi tipografici: il più grande offre una linea di sviluppo generale, il più piccolo contiene bibliografie, note di approfondimento ed analisi di testi. Ciascun capitolo termina con una scheda sintetica e con un elenco di quesiti di autovalutazione utili al lettore per verificare il suo livello di apprendimento. Si è data attenzione non solo alle fonti letterarie, che ci trasmettono un cristianesimo più colto, ma anche a quelle di carattere archeologico ed antiquario che riflettono ambienti più popolari. L’analisi si sforza di far emergere le peculiarità della predicazione di Gesù e dei missionari cristiani nelle varie e diverse aree geografiche del mondo antico, da qui il suo quasi provocatorio titolo al plurale. Il lavoro nasce tra gli allievi di vari anni di corsi universitari ed a costoro è dedicato prevalentemente, ma non esclusivamente. Questa sua caratteristica lo rende chiaro così da essere fruibile anche a chi per la prima volta si avvicina a questo studio specialistico.

Giancarlo Rinaldi è docente di Storia del cristianesimo ed Antropologia delle Religioni presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Presso lo stesso Ateneo coordina il Master Post Laurea in Studi Storico Religiosi sul cristianesimo antico. È presidente del Centro per l’Alta Formazione Integrata.

 

Cina

Cina

Autore/i: Speiser Werner

Editore: Il Saggiatore

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Maria Attardo Magrini.

pp. 312, 61 tavole a colori, 3 carte, Milano

Dalla prefazione dell’autore:
“Il nome «Cina» indica nel campo spirituale una cultura artistica di grande valore e di alto livello, di antica tradizione e ininterrotta vitalità. La Cina ha dato molto al mondo: la porcellana e la seta, la lacca, la carta e il tè, saggezza, poesia, dottrine illuminate. Ognuno l’ammira e la loda, molti l’amano; ma ben pochi hanno un’idea sia pur vaga di quanto sia ancora scarsa e inadeguata la nostra conoscenza di questo affascinante paese, quali immensi patrimoni artistici e letterari restino ancora da esplorare, quanti tesori sepolti aspettino d’essere scoperti. Solo da pochi anni, attraverso i recenti scavi, il quadro si va a poco a poco completando: ma quante zone bianche ancor oggi, sulle carte topografiche dell’antica arte cinese e sulle tavole cronologiche della sua evoluzione storica! La storia artistica dell’Europa e del bacino del Mediterraneo è da secoli oggetto di studio da parte di numerosissimi dotti; ma quella dei paesi extraeuropei è quasi dovunque agli inizi. Ci sono senza dubbio opere introduttive e sommarie anche sull’arte cinese, ed è sempre allettante il compito di abbozzare e completare quel quadro di insieme; ma le pubblicazioni scientifiche sono tuttavia sempre poche in relazione alla vastità del mondo culturale cinese. Per contro, il gran numero di studi particolari su argomenti apparentemente secondari desta spesso la falsa impressione che i fatti e i concetti fondamentali siano già chiariti, che si siano già raccolti i dati più importanti; per lo più ogni questione particolareggiata viene in realtà a disperdersi in un vasto campo vuoto. E questa è la croce e la delizia di tutti coloro che intraprendono l’esplorazione degli immensi regni dell’arte extraeuropea. Tutto appare ogni volta nuovo, in attesa dello sguardo innamorato dello scopritore. Così anche questo nostro lavoro non può e non vuole offrire un quadro conclusivo, e neppure una costruzione dottrinale dell’arte cinese. Cerca piuttosto di estrarre il meglio da ciò che l’attuale stato delle ricerche può offrire, rinunciando a ripetere cose già risapute e sfruttando le possibilità delle riproduzioni a colori per presentare opere d’arte meno note, in cui il colore ha un valore essenziale.[…]”

Indagine su San Gennaro

Indagine su San Gennaro

Miracoli, fede, scienza

Autore/i: Straniero Michele L.

Editore: Bompiani

pp. 224, nn. tavv. b/n f.t., Milano

Venerato nei secoli con passione ininterrotta, il vescovo Gennaro, decapitato a Pozzuoli nel quarto secolo, continua a intrigare ricercatori e studiosi con la puntuale ripetizione del “miracolo” del suo sangue, che si scioglie sotto gli occhi dei curiosi e dei fedeli – ora anche delle telecamere – almeno due volte l’anno, a maggio nel monastero di S. Chiara, e il 19 settembre nel duomo di Napoli, dove normalmente è custodito. Il fascino e il mistero di questa vicenda – che ha suscitato polemiche, irrisioni, “spiegazioni” fantasiose ma mai definitive né anche lontanamente convincenti – aumentano quando si considera il fatto che quello attribuito a San Gennaro non è l’unico sangue inquietante che venga venerato e si sciolga nella stessa zona di Napoli o negli immediati dintorni. Muovendo da testimonianze storiche e dalle più recenti risultanze degli studi specialistici, l’indagine serrata e spregiudicata di Straniero non pretende di giungere a conclusioni sensazionali, ma si propone di cogliere – di questa “storia” esemplare che dura da quindici secoli – i più o meno “occulti” significati possibili.

Michele L. Straniero (Milano 1936), studioso di folklore musicale e di religione popolare, ha pubblicato fra l’altro una vivace biografia critica di Don Bosco, con la quale ha vinto nel 1989 il Premio Latina per il tascabile, e un saggio sui Mormoni. Collabora al quotidiano torinese “La Stampa” e al mensile specializzato “Il Giornale della Musica”.

Occidente Misterioso

Occidente Misterioso

Baccanti, gnostici, streghe: i vinti della storia e la loro eredità

Autore/i: Galli Giorgio

Editore: Rizzoli

prima edizione, introduzione dell’autore.

pp. 304, Milano

Mai come oggi, alle soglie del terzo millennio, la Scienza sembra avere imposto il suo dominio sul mondo occidentale; eppure, accanto alla tecnologia più raffinata e sofisticata, coesiste tutta una serie di atteggiamenti definiti convenzionalmente come non razionali (credenza, ad esempio, negli oroscopi, nei demoni, nella divinazione, nelle pratiche magiche) che hanno un sapore antico e che ci‘riconducono a un passato che risale alle radici della nostra civiltà. Scacciato dal progresso scientifico, esorcizzato dalla logica, l’esoterico torna a far capolino e ad accompagnarci nel corso della vita quotidiana come già fece nell’antica Grecia, con le baccanti e il culto dionisiaco; nei primi secoli dell’era cristiana, con l’eresia degli gnostici; negli anni in cui al tramonto del Rinascimento si affermò in Inghilterra la democrazia parlamentare, con la stregoneria. Le baccanti, gli gnostici, le streghe: prendendo spunto da questi tre significativi momenti storici, Giorgio Galli ci guida in questo suo libro alla scoperta di un Occidente misterioso, diverso, alternativo, contrassegnato dall’affermarsi di ciò che è stato frettolosamente – e deliberatamente – liquidato dalla storia ufficiale come irrazionale, ma che oggi è ben lontano dall’avere esaurito, in forme più o meno scoperte, il suo influsso. Un libro stimolante, di gradevolissima lettura e di profonda dottrina, che illumina vaste zone d’ombra del nostro passato e che ci fa conoscere le voci, le ragioni e l’eredità di alcuni di coloro che sono stati definiti i vinti della storia e che ci offre una nuova chiave di lettura per decifrare e interpretare il mondo e la società in cui viviamo.

Giorgio Galli, laureato in giurisprudenza, docente universitario di storia delle dottrine politiche, è uno dei maggiori politologi italiani. Tra i suoi numerosi scritti ricordiamo: La sinistra democristiana, Il bipartitismo imperfetto, Storia dei partiti politici italiani, I partiti politici europei, Manuale di storia delle dottrine politiche, Storia del partito armato (Rizzoli 1986, due edizioni). E titolare di una rubrica su «Panorama».

Canti Aztechi

Canti Aztechi

Il lamento di un popolo che agonizza nel pieno fulgore della sua storia

Autore/i: Autori vari

Editore: Ugo Guanda Editore

prima edizione, prefazione e cura di Ugo Liberatore e Jorge Hernandez-Campos.

pp. XXXV-120, 20 tavv. a colori e b/n f.t., 1 cartina del Messico Azteco in tavola doppia, Parma

Gli aztechi, i superbi guerrieri delle Aquile e delle Tigri, i luminosi figli del Sole, vivono con l’ossessivo presentimento del naufragio finale, della inevitabile vittoria delle forze delle tenebre su quelle della luce. L’intero universo sprofonderà negli abissi di un nulla non rischiarato dalla confortante speranza di altri soli e di altri cieli.
L’ineluttabilità di questa catastrofe cosmica precipita gli aztechi in un vortice di angoscia e di pessimistica solitudine. I giorni si colorano di nostalgia infinita per la presa di coscienza esistenziale della irrepetibilità della vita, di un drammatico «nur und einmal» della esperienza cosmica e individuale.
Sulla desolazione di questo mondo senza destino, i poeti del «cuicacalli», la casa dei canti, versano invano il balsamo di una vera filosofia epicurea: cantano i piaceri della vita, esaltano lo splendore dei fiori, delle giade, delle pietre preziose, si inebriano di gloria e di sangue. Ma sono proprio essi, i poeti aztechi, che ci offrono la testimonianza più viva ed immediata dell’intimo dramma dei leggendari abitanti di Aztlan. I loro canti, in questa antologia presentati per la prima volta in una traduzione italiana, non sono altro che il disperato anelito verso una realtà metafisica che allontani il terrore di una morte assoluta, non sono altro che il lamento di un popolo che agonizza assieme alle sue divinità, nel pieno fulgore della sua storia.

La Storia del Mago Merlino

La Storia del Mago Merlino

Autore/i: Schlegel Dorothea; Schlegel Friedrich

Editore: Edizioni Studio Tesi

presentazione e traduzione di Silvia Alfonsi, introduzione di Michael Müller, prefazione degli autori, traduzione dell’introduzione di Francesca Brunetta.

pp. XXXVI-288, Pordenone

Ritrovata nell’archivio di Stato di Berlino, dove era rimasta celata, quasi per effetto di un incantesimo, sin dagli inizi dell’800, La storia del Mago Merlino appare in una nuova edizione italiana. Ma chi era “Merlino”? Incantatore o profeta, figlio del diavolo o principe del Bene, saggio o folle, taumaturgo o anticristo? Unica nel suo genere quest’opera ha il pregio di introdurci segretamente nel mondo magico di Merlino dove le profezie si intrecciano con le avventure, gli incantesimi con gli amori, sino a rivelarci, in un tono a volte desueto ma proprio del testo medievale, gli aspetti più oscuri e meno conosciuti di questa singolare creatura, in bilico tra il mito e la letteratura, tra il sogno e la memoria. Pubblicata nel 1804 sotto la dicitura “Edita da Friedrich Schlegel”, La storia del Mago Merlino fu tradotta e rielaborata sulla base di un antico manoscritto dalla moglie Dorothea che partecipò attivamente agli studi filologici del cenacolo romantico di Jena. “Messer Friedrich dalla tasche vuote” (come era ironicamente soprannominato da Clemens Brentano per la sua proverbiale mancanza di denaro) e Dorothea condivisero l’entusiasmo del tempo per i primi capolavori letterari e, rivalutando il fantastico e il favoloso, portarono alla luce, durante il loro soggiorno a Parigi, innumerevoli tesori del passato. Nella Bibliothèque Nationale riscoprirono tra i manoscritti un antico testo, la versione in prosa del poema epico Merlin di Robert de Boron composto nel XIII secolo, su cui Dorothea Schlegel concentrò i propri interessi filologici per rendere nuovamente accessibile un’opera che per le sue risonanze mitiche permette al lettore di oggi, come a quello di ieri, di abbandonarsi alla voce magica dell’irrazionale, come Merlino si lasciò incantare dalla giovane Viviana.

Cenerentola nel Paese delle Nevi

Cenerentola nel Paese delle Nevi

Fiaba Tibetana

Autore/i: Anonimo

Editore: Utet

a cura di Carla Gianotti.

pp. 112, riccamente illustrato a colori e b/n, Torino

“È difficile trovare una storia che sia altrettanto popolare come quella di Cenerentola. Dall’Occidente all’Oriente all’Africa le centinaia e centinaia di versioni della fiaba fioriscono e si moltiplicano in una incredibile varietà di temi e motivi che, quasi giocando a rimpiattino, si rincorrono e si accostano, si intersecano in segmenti comuni o si allontanano verso esiti propri, nel rifrangersi di forme simili e diverse.
Il nucleo fondamentale della storia non sembra a prima analisi così straordinario: una ragazza di misera condizione viene aiutata con mezzi soprannaturali e conclude un buon matrimonio. Perché allora tanta fortuna? Forse perché l’immagine della ragazza che, maltrattata e disprezzata, porta in sé il segreto di un destino regale è venuta a riassumere un motivo che tutti incontrano una volta o l’altra nella vita, quello di non essere apprezzati dagli altri quanto si vorrebbe. Nelle versioni occidentali Cenerentola è una povera serva, insignificante e sudicia della polvere del focolare che potrà, nonostante tutte le apparenze esteriori, realizzare il suo sogno più alto, il matrimonio con il principe. Il carattere fondamentale di una Cenerentola è quello di credere, a dispetto di tutta la schiacciante forza del mondo esterno – e forse anche del buon senso – di essere destinata a qualche cosa di assolutamente prodigioso. Non fa dunque meraviglia che un tema del genere abbia conosciuto così grande favore.[…]”

Il Primo Sesso

Il Primo Sesso

Autore/i: Duché Jean

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Maria Grazia Alterchi.

pp. 440, Milano

Le donne sono creature inferiori, talmente sottosviluppate da non sospettare lo stato di abiezione in cui gli uomini le tengono. Lo si è pensato e detto per millenni, poi, scoperto l’inganno, nessuno ha più messo in dubbio, almeno a viso aperto, la proclamata uguaglianza dei sessi. Eppure le donne non sono sempre state asservite quanto si crede, né gli uomini hanno costantemente avuto la sicurezza della loro superiorità. La realtà della condizione femminile attraverso i tempi è molto più complessa, e nel ricostruirne la storia sul filo della millenaria evoluzione dell’umanità Jean Duché parte, per evitare fraintendimenti e dissipare equivoci, da un rapido esame dei ruoli maschile e femminile nel mondo animale. Dal loro comportamento provengono insegnamenti che, con la forza della diversità, chiariscono ciò che è sopravvissuto, dissimulato dalle abitudini, nei rapporti fra gli uomini e le donne. Anche i rapporti fra i sessi nella preistoria offrono elementi di comprensione tuttora utili; e i popoli primitivi possono essere d’aiuto, pur essendo necessario tenere presente che i loro costumi, nella misura in cui si sono conservati, hanno tuttavia subito un lungo e lento processo di «culturalizzazione». Nonostante ciò, dai primitivi viene una lezione inequivocabile: non esistono modelli universalmente validi della convivenza dei due sessi. Dalla coppia primitiva alle società della Cina e dell’India antiche e a quelle precristiane (babilonese, egiziana, ebrea), dalla cristianità al mondo arabo, fino ai modelli contemporanei, Il primo sesso insegue le tappe dell’evoluzione umana attraverso il ruolo sociale e la funzione privata delle donne, con grande ricchezza di aneddoti e di particolari, di sapide e vivaci contrapposizioni che, smontano luoghi comuni e idee ricevute di ieri e di oggi. Ne esce confermata la convinzione che il grande movimento di ’ liberazione’ della donna oggi in atto nelle società industriali recupera, più o meno consapevolmente, valori di giustizia e di creatività che appartengono al patrimonio millenario della storia umana.

Santi d’Italia – 2 Volumi

Santi d’Italia – 2 Volumi

Vite, leggende, iconografia, feste, patronati, culto

Autore/i: Cattabiani Alfredo

Editore: Rizzoli

nuova edizione riveduta e aggiornata, introduzione dell’autore.

vol. 1 pp. 592, vol. 2 pp. 593-1132, nn. tavv. b/n f.t., Milano

Il culto dei santi ha ispirato in Italia feste, patronati ma anche basiliche, cattedrali, pitture, sculture, opere letterarie e musicali.
Anche chi credente non è, avverte infatti l’esigenza di una maggiore informazione in campo agiografico per poter interpretare affreschi, quadri e sculture di soggetto religioso o desidera capire meglio le numerose feste patronali che suscitano interesse per la loro spettacolarità. Scrivendo questo libro l’autore ha voluto rispondere alle curiosità del lettore che non si accontenta di conoscere la vita reale del personaggio, ma vuole anche conoscere tutta la cornice leggendaria e di tradizioni popolari che si è formata intorno al suo nome. Alfredo Cattabiani, storico delle religioni e studioso di simbolismo, ha ripercorso in questo libro le vicende riguardanti i santi e i beati più venerati in Italia, compresi quelli vissuti fuori del nostro Paese, studiandone il culto nella regione in cui si è manifestato per la prima volta e poi allargando l’indagine su tutta la penisola. Un aspetto non marginale del libro è lo studio delle stratificazioni precristiane nel culto dei santi dei primi secoli i cui attributi o le cui funzioni ricordano talvolta quelli di divinità ed eroi pagani.
Santi d’Italia non è un’enciclopedia agiografica ma l’opera di uno scrittore che, pur lasciando trasparire qua e là i suoi umori, spazia con rigore scientifico dalle tradizioni popolari alla storia dell’arte, dall’agiografia alla storia della religione.

Alfredo Cattabiani, già direttore editoriale di alcune case editrici, ha ideato e condotto molti programmi su Radio Rai. Collabora a varie testate giornalistiche. Studioso di storia delle religioni, di simbolismo e di tradizioni popolari, ha pubblicato varie opere fra cui: Calendario (1988), Lunario (1994), Bestiario segreto (1995), Florario (1996), Planetario (1998), Breve storia dei giubilei (1999).

La Guerra nel Medioevo

La Guerra nel Medioevo

Autore/i: Contamine Philippe

Editore: Società Editrice Il Mulino

introduzione dell’autore, traduzione di Tukery Capra.

pp. 440, Bologna

«… un panorama generoso, commosso e vivissimo di un’età nella quale la guerra era una tragedia forse meno grave di altre – sia perché in un certo senso endemica, sia perché spesso non particolarmente rovinosa – mentre poteva essere uno sport elitario e uno spettacolo affascinante»
Franco Cardini
Per dieci lunghi secoli la guerra ha condizionato quasi ininterrottamente la vita politica, sociale ed economica dell’Europa occidentale. Il libro, ormai un classico negli studi sull’argomento, racconta la guerra medievale dai più diversi punti di vista: l’arte militare, l’armamento, il reclutamento, gli eserciti, le implicazioni morali e religiose, le connessioni con la vita sociale, politica ed economica; e traccia un’evoluzione storica che va dalle scorrerie dei barbari alle crociate, alle grandi guerre di fine Quattrocento.

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Introduzione all’edizione italiana
PARTE PRIMA: CARATTERI GENERALI
I. I barbari (V-IX secolo)
1. Il crollo dell’Impero romano d’Occidente e il problema militare
2. Guerra e società nei regni barbari (VI-VII secolo)
3. Forza e debolezza delle armate carolinge (VIII-IX secolo)
II. L’età feudale (X-XII secolo)
1. Caratteri generali
2. Il Sacro Romano Impero
3. Il regno di Francia
4. L’Inghilterra
5. L’Italia normanna
6. Il mondo iberico e la «Reconquista»
7. La Crociata e gli stati latini d’Oriente
III. L’apogeo del Medioevo (XII-XIV secolo)
1. Combattenti e armamento
2. Gli ordini cavallereschi
3. Obblighi e servizi militari
4. Il denaro, i servizi pagati, il mercenariato
5. Le fortificazioni
Conclusione
IV. Le compagnie di ventura, le armi da fuoco e gli eserciti permanenti (XIV-XV secolo)
1. Presenza della guerra
2. L’epoca della cavalleria
3. Metamorfosi della fanteria
4. Le armi da fuoco
5. Contratto, salariato, volontariato
6. I primi eserciti permanenti
PARTE SECONDA
V. L’armamento
1. L’armamento dei barbari
2. Il problema della staffa
3. La lorica, la corazza e l’usbergo
4. L’equipaggiamento collettivo e l’uniforme
VI. Le artiglierie
1. La fine dell’artiglieria a trabucco
2. Le polveri e i proiettili
3. Il ruolo dell’artiglieria a polvere nelle battaglie campali
4. La guerra d’assedio: attacco e difesa
VII. L’arte della guerra
1. Didattica dell’arte militare
2. La strategia: il dominio dello spazio e del tempo
3. La tattica: la battaglia campale
VIII. Guerra, politica e società
1. In margine alle strutture sociali
2. In margine alle strutture politiche
IX. Per una storia del coraggio
1. Il coraggio tra i vizi e le virtù
2. Motivazioni, comportamenti, speranze
3. La valutazione dei rischi
X. La guerra: aspetti giuridici, etici e religiosi
1. L’alto Medioevo: le usanze germaniche, i Padri della Chiesa, la cristianità carolingia
2. Pace e tregua di Dio, etica cavalleresca, Crociata
3. La guerra e la dottrina scolastica
4. Diritto d’armi e giustizia d’armi: i rapporti tra etica e pratica nelle guerre del tardo Medioevo
5. Il pacifismo medievale e i suoi limiti
6. La guerra integrata
Conclusione
Bibliografia

La Compassione e la Purezza

La Compassione e la Purezza

Conversazioni con Jean-Claude Carrière

Autore/i: Dalai Lama

Editore: Fabbri Editori

premessa di Jean-Claude Carrière, traduzione di Laura Deleidi.

pp. 240, Milano

“Queste conversazioni si sono svolte nel febbraio 1994 a McLeod Ganj, vicino a Dharamsala, nel nord dell’India, e più precisamente nel monastero di Thekchen Choeling, dove risiede il Dalai Lama. Essendovi arrivato il 10 febbraio, ho potuto assistere alle feste dell’anno nuovo tibetano, che inizia l’11 febbraio verso le cinque del mattino. Sono rimasto due settimane a McLeod Ganj.
L’idea del libro, cosi come l’organizzazione del viaggio, è di Laurent Laffont. Avevo incontrato il Dalai Lama in due riprese, brevemente, nel corso dei suoi due ultimi viaggi in Francia. Mi misi da principio in contatto con i responsabili dell’Ufficio del Tibet a Parigi, e grazie a loro tutto si svolse facilmente. Quando ripenso a questo viaggio, a parte il lavoro di preparazione che mi fu evidentemente necessario, e che durò mesi, conservo il ricordo di giornate molto piacevoli. In particolare l’atmosfera del monastero mi parve al tempo stesso seria e sorridente, senza affanno né tensione.
Prima del viaggio, su richiesta del Dalai Lama, gli scrissi diverse lettere in cui precisavo i temi che desideravo affrontare, tutti concernenti, come si può immaginare, il possibile ruolo del buddhismo nel mondo d’oggi e l’attrazione sempre più forte che esercita. Volevamo parlare del buddhismo nei suoi rapporti con la vita di ogni giorno, con la politica[…]”

Breve Storia degli Ebrei e dell’Antisemitismo

Breve Storia degli Ebrei e dell’Antisemitismo

Autore/i: Saracini Eugenio

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione di Elio Toaff, prefazione alla prima edizione Umberto Terracini, introduzione dell’autore.

pp. 180, Milano

Gli storici hanno diviso la storia ebraica in tre grandi periodi: il primo che dalle origini giunge sino all’esilio babilonese, il secondo che va dal ritorno dall’esilio fino alla catastrofe nazionale e all’inizio della diaspora, e infine l’ultimo che copre tutto il restante periodo fino ai giorni nostri. Appare quindi un’impresa certo non facile scrivere una storia del popolo ebraico, ma in particolare difficilissima quella di scrivere una breve storia degli ebrei e dell’antisemitismo. Eugenio Saracini ha avuto il coraggio di cimentarsi in questa impresa…

Da Atlantide alla Sfinge

Da Atlantide alla Sfinge

Autore/i: Wilson Colin

Editore: Edizione Mondolibri

introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese a cura di Stefania Marietti.

pp. 336, tavv. b/n f.t., Milano

Nel 1991 un professore di geologia di Boston sconvolse il mondo scientifico dimostrando che la Sfinge era stata erosa dall’acqua e che quindi doveva essere più antica di migliaia di anni rispetto a quanto comunemente pensato. Le ricerche di Hancock, poi, inducono a pensare che questo leggendario monumento potrebbe essere stato edificato nel 10500 a.C. circa dai superstiti di una tremenda catastrofe cosmica che sconvolse la Terra all’epoca in cui, secondo Platone, venne distrutta anche la civiltà di Atlantide.
Colin Wilson sostiene che nella notte dei tempi, quando ancora i ghiacci non ricoprivano l’Antartide, si sviluppò sulla Terra una straordinaria civiltà in possesso di avanzatissime conoscenze scientifiche, matematiche e astronomiche e che i discendenti di questa civiltà si misero in salvo in Egitto e in Sud America. L’aspetto più sorprendente di queste ricerche riguarda proprio il sistema cognitivo di questa antica civiltà: confrontate con l’uomo moderno queste antiche popolazioni erano simili a marziani.
Colin Wilson segue le tracce di questa antica conoscenza andata perduta. In un’affascinante esplorazione delle remote profondità della storia, assistiamo a un tentativo senza precedenti di capire come questi popoli, a lungo dimenticati, pensassero, sentissero e comunicassero con l’Universo.

Colin Wilson divenne famoso nel 1956, all’età di 25 anni, con un bestseller intitolato The Outsider. Sempre interessato all’esplorazione della psiche umana, nel corso della sua eccezionale carriera Wilson ha affrontato una vasta serie di tematiche: archeologia, astronomia, cosmologia e fenomeni paranormali. Attualmente vive in Cornovaglia con la moglie, ma è spesso in giro per il mondo a tenere conferenze e lezioni. Partecipa a programmi radiofonici e televisivi e i suoi libri sono stati tradotti in molte lingue.

 

L’Oro di Tutankhamen

L’Oro di Tutankhamen

Autore/i: El Mallakh Kamal; Brackman Arnold C.

Editore: Istituto Geografico De Agostini

prefazione di William Kelly Simpson, introduzione di Kamal El Mallakh, traduzione di Antonio Loprieno.

pp. 332, illustrato con un ricco apparato fotografico a colori e b/n, stampato e rilegato in giappone, Novara

La tomba di Tutankhamen, la cui scoperta ha rappresentato uno degli eventi più importanti della storia dell’archeologia, è anche l’unica sepoltura di un faraone egizio rinvenuta praticamente intatta: gli oggetti di incredibile bellezza e di inestimabile valore contenuti nella camera funeraria sono rimasti esattamente nelle stesse condizioni in cui si trovavano più di tremila anni fa. Per questo motivo i reperti della tomba (più di duemila) ci hanno potuto illuminare in modo concreto sulla vita dell’Egitto antico nel momento dell’apice della sua potenza, rivelandoci altresì quale alto grado abbia raggiunto l’arte di questa singolare civiltà.
Questo volume costituisce da un lato un affascinante racconto della grande scoperta, e dall’altro una eccezionale documentazione degli splendidi reperti. Nella prima parte infatti la narrazione si snoda, fluida e vivace, attraverso le fasi alterne e spesso burrascose che condussero i due protagonisti, Lord Carnarvon e Howard Carter, fino allo straordinario evento del 1922, seguendoli anche negli anni successivi, densi di difficoltà e di problemi.
La seconda parte del volume è costituita da 155 tavole a colori illustranti, Con grande fedeltà, il materiale rinvenuto nella tomba. Le fotografie, realizzate al Museo del Cairo grazie a particolari accorgi— menti tecnici, sono corredate di ampie didascalie che descrivono ogni oggetto nei particolari, inserendolo nel contesto della vita e del— rituale funerario del ‘faraone adolescente’. Il lettore può in tal modo vedere, quasi come dal vivo, anche quegli straordinari reperti che, non trasportabili a causa della loro fragilità, possono essere ammirati soltanto al Museo del Cairo: potrà così comprendere l’essenza dell’arte incantevole e quasi sovrumana di questo ipogeo roccioso, volta non già alla soddisfazione della curiosità degli uomini, ma tutta tesa al culto degli dèi dell’Egitto antico.

I Maya

I Maya

Catalogo della mostra presso Palazzo Grassi a Venezia

Autore/i: Autori vari

Editore: Bompiani

a cura di Peter Schmidt, Mercedes de la Garza, Enrique Nalda, prefazione di Feliciano Benvenuti.

pp. 696, interamente illustrato con un ricchissimo apparato fotografico a colori e b/n con alcune tavole ripiegate, Milano

Dalla prefazione di Feliciano Benvenuti:
“Questa civiltà del popolo Maya che presentiamo a Palazzo Grassi torna alla luce dopo secoli di oblio per trasmetterci un rinnovato messaggio. Per gli specialisti è l’occasione per riprendere analisi e confronti, per il grande pubblico sarà una scoperta affascinante perché i Maya ci parlano ancora dalle lontananze del tempo, con i loro significati, con quelle idee e quegli idoli che hanno retto la loro cultura.[…]”

Visualizza indice

M.De La Garza, La riscoperta di una civiltà
I.Graham, Breve storia delle ricerche archeologiche
A.Gomez-Pompa, La vegetazione dell’area Maya
J.A.Sabloff, L’antica civiltà maya nello spazio e nel tempo
T.Perez Suarez, I Maya e i loro vicini Olmechi
G.Orefici, Le frontiere maya
E.Nalda, La città maya
A.Benavides C., L’architettura maya
M.H.Ruz, La vita dei Maya. Una storia quotidiana
M.Ayala Falcon, La scrittura maya
V.R.Bricker H.M.Bricker, Cicli calendarici e astronomia
T.A.Lee Whiting, I codici maya
E.Florescano, La cosgomonia maya
M.De La Garza, Le divinità maya
C.Chase Coggins, L’artigianato
D.Reents-Budet, Le ceramiche maya del periodo Classico e le storie che raccontano
M.Green Robertson, Scultura e pittura murale della regione dell’Usumacinta
Z.Rodriguez Giron J.H. Paredes G., Gli altopiani del Guatemala e del Chiapas
D.Stuart, La politica e le dinastie maya del periodo Classico
R.Agurcia Fasquelle, Copan, arte, scienza e dinastia
H.L.Escobedo J.A.Valdes, Studi archeologici sui Maya dei bassorilievi centrali: Tikal
R.Carrasco V., La metropoli di Calakmul nel Campeche
R.Pina Chan, L’arte funeraria di Jaina
J.K.Kowalski, Uxmal e il Puuc: architettura monumentale, facciate scultoree e potere politico nel Classico Finale
P.J.Schmidt, I contatti con il Messico centrale e la transizione al periodo Postclassico: Chichen Itza
R.Gonzalez de la Mata A.P.Andrews, Navigazione e commercio nell’area costiera dello Yucatan
S.Quezada, L’organizzazione politica dei Maya e yucatechi dall’XI al XVI secolo
G.D.Jones, La conquista dei Maya e la resistenza nel periodo coloniale spagnolo
J.De Vos, I Maya moderni
Opere in mostra
Cronologia
Glossario
Divinità maya
Bibliografia
Indici

Ur dei Caldei

Ur dei Caldei

Autore/i: Woolley Leonard

Editore: Giulio Einaudi Editore

prima edizione italiana, introduzione dell’autore, traduzione di Carlo Fruttero.

pp. 288, nn. tavv. b/n f.t., ill. b/n, Torino

Il celebre archeologo Sir Leonard Woolley racconta le attività di scavo che portarono alla luce le rovine dell’antica città della Mesopotamia, Ur dei Caldei, dalle sabbie del deserto. Iniziato nel 1922, il suo lavoro segnò il ritrovamento di numerosi reperti di valore, tra cui lo Stendardo di Ur, la tomba intatta della regina Puabi e centinaia di documenti scritti. Dodici anni di scavi che fecero riaffiorare, oltre a tombe e templi, uno strato di argilla alluvionale, che Woolley interpretò come prova all’origine del mito del diluvio sumerico, ripreso dalla Torah e dalla Bibbia. Ed è proprio attraverso il confronto con la Bibbia che gli episodi dell’Antico Testamento sembrano trovare, attraverso gli scavi di Ur, un preciso fondamento storico. Una pagina appassionante di archeologia scritta da uno dei suoi principali pionieri.

Leonard Woolley (1880-1960), è stato un archeologo inglese, noto per i suoi scavi a Ur e a Karkemish. Considerato uno dei primi archeologi moderni, nel 1935 è stato insignito del titolo di cavaliere per i suoi contributi all’archeologia.