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Libri dalla categoria Persia

Jnana-Yoga

Jnana-Yoga

Lo yoga della conoscenza

Autore/i: Swami Vivekananda

Editore: Ubaldini Editore

prefazione all’edizione italiana di Swami Nityabhodananda, unica traduzione integrale autorizzata di Lionello Stock.

pp. 280, Roma

Swami Vivekananda, il grande e nobile spirito, amato in Oriente e in Occidente come colui che ha ringiovanito l’Induismo e predicato le sue eterne verità, nacque il 12 gennaio 1863 da famiglia aristocratica di casta Kshatriya.
Il suo nome era Narendranath (Narendra), e Datta il nome della famiglia, nota a Calcutta per la ricchezza, lo slancio filantropico, la cultura e l’indipendenza di spirito.
Negli anni della prima giovinezza, Narendra si compiacque di manifestare un certo materialismo, e parve più incline a coltivare il vigore fisico che la meditazione. Ma l’incontro con Ramakrishna fu la «via di Damasco». Dalle ceneri del giovane Narendra nasceva rigenerato il profeta Vivekananda che in una breve e folgorante esistenza compiva un’opera imperitura. A 39 anni, il 4 luglio 1902, Vivekananda muore in un’intensa meditazione.
In quest’anno in cui ricorre il centenario della nascita, le opere del Maestro vengono per la prima volta presentate in Italia in una degna edizione, e i suoi fecondi insegnamenti sono raccolti con organico criterio nei due libri: «Jnana Yoga» (lo Yoga della conoscenza) e «Gli Yoga pratici» (Bhakti-Yoga, Karma-Yoga, Raja-Yoga).
L’approccio a queste opere recherà grande sorpresa a più di un lettore, fuorviato finora dalle reiterate manomissioni a cui è stata sottoposta una dottrina che si è creduto di poter apprendere e divulgare in modo approssimativo e facilone.
Sentiamo ciò che dice in proposito Romain Rolland, che di Vivekananda e Ramakrishna è il miglior biografo: «Il nome Yoga è stato compromesso in Occidente da tutti i ciarlatani e imbroglioni che ne hanno fatto un uso degradante.
Poichè questi metodi mentali, fondati su una geniale psico-fisiologia, la cui sperimentazione è stata proseguita per secoli, assicurano a colui che li assimila una padronanza spirituale che necessariamente gli comunica (senza nulla di misterioso) potenti mezzi di azione (uno spirito sano e pieno è la leva di Archimede: trovate in il punto di appoggio e solleverà il mondo), è proprio su quei mezzi – reali o supposti – che si è logorato il pragmatismo interessato di migliaia di gonzi.
«I veri yoga vedantici, come li espone nei suoi trattati Vivekananda, sono una disciplina dello spirito, così come l’hanno ricercata i nostri filosofi occidentali, al fine di incamminarsi, per la via diretta, verso la verità. E questa via diretta esattamente come in Occidente, è quella della esperienza e della ragione». Romain Rolland.

È lo yoga della conoscenza; esso insegna la divinità dell’uomo, la non-dualità della divinità, l’armonia delle religioni e l’unità di tutto ciò che esiste.

«Il nome “Yoga” è stato compromesso in Occidente da tutti i ciarlatani e imbroglioni che ne hanno fatto un uso degradante. I veri “Yoga-vedantici”, come li espone nei suoi trattati Vivekananda, sono una disciplina dello spirito, così come l’hanno ricercata i nostri filosofi occidentali, al fine di incamminarsi, per la via diretta, verso la verità. E questa via diretta, esattamente come in Occidente, è quella della esperienza e della ragione». (Romain Rolland)

Swami Vivekananda, il grande e nobile spirito, amato in Oriente e in Occidente come colui che ha ringiovanito l’Induismo e predicato le sue eterne verità, nacque il 12 gennaio 1863 da famiglia aristocratica di casta Kshatriya. Il suo nome era Narendranath (Na­ren­­dra), e Datta il nome della famiglia, nota a Calcutta per la ricchezza, lo slancio fi­lantropico, la cultura e l’indipendenza di spirito. Negli anni della prima giovinezza, Na­rendra si compiacque di manifestare un certo materialismo, e parve più incline a coltivare il vigore fisico che la meditazio­ne. Ma l’incontro con Ramakrishna fu la sua “via di Damasco”. Dalle ceneri del gio­vane Narendra nasceva rigenerato il profeta Vivekananda che in una breve e folgorante esistenza compiva un’opera im­peritura. A 39 anni, il 4 luglio 1902, Vi­­ve­kananda muore in un’in­­ten­sa me­di­ta­­zio­ne.

Volatilia

Volatilia

Animali nell’aria, nella storia della scienza – Da Aristotele ai giorni nostri

Autore/i: Ghiretti Francesco; Longo Oddone; Minelli Alessandro; Pilastro Andrea; Renna Enrico

Editore: Generoso Procaccini Editore

a cura di Oddone Longo, premessa di Oddone Longo e Enrico Renna.

pp. 312, nn. tavv. e ill. b/n, Napoli

Sommario:

Premessa

Parte I – Essere uccello

F. GHIRETTI, Vivere nell’aria
A. MINELLI, Il volo del primo uccello
O. LONGO, Peso e leggerezza
A. PILASTRO, Il costo di essere grassi
A. MINELLI, Uccello uguale uomo, pipistrello uguale uomo. O quasi.
O. LONGO, Uccello uguale uomo?

Parte II – Migrazioni
F. GHIRETTI, Le migrazioni degli uccelli
O. LONGO, Migrazioni antiche
O. LONGO, La migrazione delle gru
A. PILASTRO, Gru o cicogne?
E. RENNA, Breve storia del pettirosso
O. LONGO, La quaglia: un migratore «pesante»
A. PILASTRO, L’enigmatica migrazione della quaglia
F. GHIRETTI, I piccioni viaggiatori
E. RENNA, I piccioni viaggiatori nell’antichità

Parte III – Documenti
G.A. BORELLI, Dal De motu animaliam: De volata
Premessa di A. PILASTRO
Il volo, traduzione di O. LONGO
G. CUVIER, Mémoire sur l’ibis des anciens Égyptiens
Premessa di A. MINELLI
Memoria sull’ibis degli antichi Egizi, traduzione di A. MINELLI

Indice delle fonti antiche
Indice dei nomi moderni
Indice degli zoonimi

Aquatilia

Aquatilia

Animali di ambiente acquatico nella storia della scienza – Da Aristotele ai giorni nostri

Autore/i: Longo Oddone; Ghiretti Francesco; Renna Enrico

Editore: Generoso Procaccini Editore

presentazione di Alessandro Minelli, premessa degli autori.

pp. 204, nn. tavv. b/n f.t., Napoli

Sommario:

Presentazione
Premessa
Abbreviazioni bibliografiche
Vivere nell’acqua
Il cervello del polpo
In bocca alla tilapia
Pesci fuor d’acqua
Il tonno e la quercia
Sulle tracce dell’anguilla
I pesci elettrici
Indice delle tavole e nota iconografica
Indice delle fonti antiche
Indice dei nomi moderni
Indice degli zoonimi

Virtù Terapeutiche del Miele

Virtù Terapeutiche del Miele

Autore/i: Huibers Jaap; van der Woerd Yvonne

Editore: Hermes Edizioni

prefazione di Dick Nicolai, introduzione degli autori, traduzione di Nadine Pennington de Jongh, illustrazioni di Gerry Daamen.

pp. 88, ill. b/n, Roma

Il miele è uno degli alimenti più pregiati e completi che la Natura mette a nostra disposizione. Ricco di proteine, vitamine e minerali, è altamente digeribile (a differenza degli zuccheri bianchi) perché è composto di zuccheri semplici, che non provocano alcuna fermentazione e acidità nello stomaco e nell’intestino. In queste pagine gli Autori restituiscono al dolce alimento il suo giusto posto. Dopo la descrizione delle sue qualità e virtù, passano ad elencare i vari generi di miele (di tiglio, di acacia, di fiori, di frutta, di quadrifoglio, ecc.), e i «tipi psicologici» a cui ciascuno di essi si addice, esaminando anche tutte le funzioni dell’organismo umano per le quali il miele è un valido ausilio. Non poteva mancare un capitolo dedicato a torte e dolci preparati con miele e con altri ingredienti naturali. Concludono il libro una serie di riflessioni sul significato intrinseco del miele e della cera d’api, che sublimano nel loro dono all’uomo l’essenza dell’amore della Natura per le sue creature.

Jaap Huibers omeopata e naturopata olandese, è autore di oltre sessanta libri e si occupa da più di trent’anni di fitoterapia, nutrizione e di medicina alternativa.

Il Potere Farmacologico degli Alimenti

Il Potere Farmacologico degli Alimenti

Bioterapia Nutrizionale: l’applicazione pratica

Autore/i: Arcari Morini Domenica; D’Eugenio Anna; Aufiero Fausto

Editore: Red Edizioni

introduzione degli autori.

pp. 672, Cornaredo (MI)

La Bioteropia Nutrizionale, incentrata sul potere farmacologico degli alimenti, è una metodica medica iniziata negli anni Settanta da Domenica Arcari Morini.
In medicina sono innumerevoli gli esempi di utilizzo dei singoli principi farmacologici contenuti negli alimenti. In Bioterapia Nutrizionale si impiega invece l’intero alimento, associato, inoltre, con alimenti contenenti altri principi attivi.
I sistemi e le modalità di cottura sono, nella Bioterapia Nutrizionale, importanti quanto gli alimenti stessi. Così come le informazioni di tipo energetico, direttamente dipendenti dal tipo di alimento, dalla sua integrità biologica e dal modo in cui viene proposto all’organismo.

Domenica Arcari Morini è una delle più illustri naturopate italiane. Ha fondato nel 1993, e dirige, il Centro di Ricerche e Studi di Medicina Naturale Applicata “Vis Sanatrix Naturae”, sede di corsi di formazione in Bioterapia Nutrizionale per personale medico e paramedico. È docente di Bioterapia Nutrizionale e autrice di numerose pubblicazioni ha conseguito sia in Italia sia all’estero prestigiosi riconoscimenti.

Anna D’Eugenio e Fausto Aufiero sono suoi allievi.

Il Roveto Ardente

Il Roveto Ardente

Storia dell’Antisemitismo

Autore/i: Litvinoff Barnet

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Isabella Farinelli e Francesca Piviotti.

pp. 528, Milano

Perchè l’antisemitismo? Quali le sue origini più lontane? Ma soprattutto, che cos’è esattamente l’antisemitismo? Secondo alcuni, una lunga, ininterrotta storia di persecuzioni, palesi o latenti, contro un popolo vittima infine dell’immane tragedia dell’olocausto; per altri, una delle tante forme di intolleranza che costellano i rapporti tra uomini e popoli.
Con equilibrio e rigore, Bamet Litvinoff traccia in quest’opera una storia dell’antisemitismo, dall’inizio dell’era cristiana ad oggi, cercando di individuare le radici e la specificità di un fenomeno che ha comunque attraversato tutta la nostra storia di europei e di cristiani. Se è vero infatti che per lunghi periodi gli ebrei sono vissuti in armonia con i popoli che li hanno ospitati, è anche vero che la diaspora, la mancanza di una terra e di uno stato hanno acuito il problema della loro identità, facendone le vittime sacrificali preferite di regimi totalitari e di coscienze civili inquiete. Sicché l’ebreo ha costituito un problema, oltre che per l’Europa e per i cristiani, anche, e in misura non lieve, per se stesso: il suo stesso modo di vita ha rappresentato la sua vulnerabilità. Se, dunque, si può parlare di una specificità, di una «unicità» dell’antisemitismo, questa va collocata, secondo Litvinoff, sullo sfondo delle dinamiche storiche della civiltà occidentale: dinamiche che hanno via via modificato la nostra percezione delle minoranze etniche e religiose, e che soprattutto dopo la seconda guerra mondiale e la nascita dello stato di Israele hanno profondamente trasformato contorni e valenze del problema.
In questo quadro, l’opera di Litvinoff si propone non solo come ricostruzione storica, ma anche come un invito allo stesso popolo ebraico all’elaborazione di una nuova coscienza di sé.

«Un resoconto preciso e sconvolgente; una storia dell’antisemitismo ma anche, a pieno titolo, una storia del popolo ebraico.» (Publishers Weekly)

«Litvinoff scrive con una chiarezza e un vigore rari tra gli studiosi dell’argomento.» (The Daily Telegraph)

Autore di biografie di Ben Gurion e di Chaim Weizmann, Barnet Litvinoff è uno dei maggiori studiosi dell’ebraismo. Collaboratore di numerose riviste e giornali, è anche autore di diverse opere di narrativa.

Astrologia della Coppia

Astrologia della Coppia

Le unioni felici, le unioni sbagliate: guida pratica per superare le difficoltà della vita in due.

Autore/i: Dottoressa Horus

Editore: Aldo Palazzi Editore

introduzione dell’autrice.

pp. 180, ill. b/n, Milano

Sempre più numerosi sono coloro che ricorrono all’astrologia per una conoscenza più approfondita di se stessi e delle persone con cui entrano in rapporto. È segno forse – al di là delle spiegazioni razionali- di una sempre più diffusa consapevolezza che esistono zone della nostra psiche, sottovalutate o addirittura misconosciute, che le moderne scienze razionali non sono in grado di sondare e dove, invece, possono arrivare psicologia, psicanalisi, grafologia, chirologia, astrologia? Il crescente interesse che l’astrologia continua a suscitare negli ambienti culturali più diversi (da C.G. Jung a Einstein, che già dagli inizi del secolo videro, da angolazioni diverse, l’importanza di questa disciplina) sembrerebbe confermare questa ipotesi. Non a caso la dottoressa Horus, che da oltre un anno tiene una rubrica astrologica sul settimanale «Tempo», riceve un numero sempre crescente di lettere, che pongono quesiti riguardanti soprattutto la vita di relazione. Proseguendo quindi nella sua opera di valorizzazione e divulgazione iniziata con la «Guida all’Astrologia» in cui chiariva la funzione dell’oroscopo individuale come fondamento di ogni indagine astrologica, con questo libro essa ci dà un importante contributo alla comprensione di quel complicato enigma che è la vita di relazione. In particolare poi, il libro, dopo aver esaminato analiticamente la vita di relazione dei dodici segni zodiacali e le varie possibilità di rapporti con tutti gli altri segni, propone come non ultimo elemento di interesse un esempio di applicazione di astrologia comparata, in cui si mettono a confronto gli oroscopi del famoso caso del marchese Casati e in cui si rileva come il dramma che distrusse tre vite umane fosse una delle soluzioni astrologiche possibili del rapporto tra i vari personaggi.

L’Apocalisse il Libro Segreto della Rivelazione

L’Apocalisse il Libro Segreto della Rivelazione

Autore/i: Quispel Gilles

Editore: Cappelli Editore

unica edizione, edizione italiana a cura di Luciano M. Leone, traduzioni di Attilio Loiacono e Marco Ugolini.

pp. 192, interamente e riccamente ill. a colori e b/n, Bologna

L’Apocalisse, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, e stata incessante fonte di ispirazione, speculazione e divinazione per tutta l’era cristiana fino ad oggi. All’Apocalisse ci si e spesso riferiti come al «Libro Segreto della Rivelazione», poiché in tutte le epoche questo testo enigmatico e affascinante non ha quasi mai svelato i suoi segreti. Mentre la poesia e i contenuti immaginativi hanno ispirato artisti e scrittori, il vero significato ha continuato ad eludere i profani e a dividere gli studiosi e gli uomini di chiesa. Le scoperte storiche recenti hanno aperto nuovi approcci all’Apocalisse. Elaborando i materiali ora utilizzabili, uno studioso eminente evoca un’immagine drammatica del contesto in cui l’Apocalisse emerse.
Con una penetrante analisi delle vicende storiche, il Prof. Quispel riesce a cogliere la replica appassionata dei primi cristiani alla tirannia e alle persecuzioni di Roma della fine del primo secolo dopo Cristo, e rende tangibile il conforto e il significato riposti nell’attesa del millennio.
Con acuto intuito psicologico, egli illumina il ricco simbolismo della visione di Giovanni, che rivela i contenuti del libro della storia di Dio chiuso da sette sigilli, e mostra come, nella sua visione della Nuova Gerusalemme, l’autore della Rivelazione attingesse un grado notevole di autorealizzazione e di sollievo psicologico.
Un elemento particolarmente utile di questo libro e la ristampa integrale del testo biblico dell’Apocalisse a fianco della spiegazione di parole, frasi e simboli che hanno sempre provocato perplessità nei lettori.
Grazie a una adeguata impaginazione, non v’è bisogno di sfogliare le pagine alla ricerca di note introvabili.
Oltre al materiale di fondo, i commenti essenziali fanno della lettura del Libro Segreto della Rivelazione una esperienza ricca e poliedrica.
400 illustrazioni – incisioni, dipinti, miniature di manoscritti rari aggiungono al testo una nuova dimensione. Questi tesori artistici di ogni parte del mondo occidentale riprendono i simboli e i temi che abbiamo ereditato dal Libro della Rivelazione.

L’Apocalisse ha coinvolto un mondo molto più esteso di quello cristiano a cui Giovanni si rivolgeva con il suo messaggio di consolazione. Nessun altro documento nella storia e mai riuscito ad esprimere con altrettanta urgenza l’annuncio della fine del mondo come catastrofe; o ad evocare un’immagine così persuasiva del glorioso futuro che attende l’ umanità dopo l’ultima eclisse.
Di certo, i simboli con cui Giovanni rappresenta lo svolgersi degli avvenimenti li rendono con molta più efficacia di qualsiasi elaborazione concettuale. La visione fantastica espressa nell’Apocalisse offre un esito consolatorio alla lacerazione umana, e insieme abbraccia la verità eterna. Questo insieme unico di immagini e di parole suona per noi come un avvertimento, e come raccomandazione di fedeltà alla terra, poiché il regno messianico è già annunciato in essa.

Gilles Quispel è professore di storia della chiesa primitiva nell’Università di Utrecht in Olanda e professore «» di istituzioni ellenistiche del Nuovo Testamento nell’Università di Lovanio in Belgio; e stato visiting professor nell’Università di Harward. Fra le sue opere, pubblicate in inglese, olandese, francese e tedesco, ricordiamo Young, a man for our time, The Gospel of Thomas e studi su Tertulliano e altri autori greci e latini.

La Saggezza dell’India

La Saggezza dell’India

Il fiore della letteratura indiana dagli inni vedici al surangama sutra

Autore/i: Lin Yutang

Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani

introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Rachele Sgobio.

pp. 612, 24 tavv. b/n f.t., Milano

Lin Yutang, il narratore che nei suoi romanzi e nel suo errabondo filosofare ha distillato limpidamente l’anima della vecchia Cina con i libri di seta, il lirismo calligrafico e la cortesia pregna di sapienza, di tenerezza e di religiosità, ci accompagna ora alle sorgenti dell’immensa anima indiana. Il tesoro filosofico, poetico e religioso dell’India classica, paradiso dei 3333 dèi e, anche, dei filologi romantici, si apre ai nostri occhi come un grande fiore di loto. Nessuno meglio di Lin Yutang, intelletto ricco di tanto miele asiatico e di tutto il sale della nostra cultura, poteva guidarci in una plaga che appartiene in ugual misura all’Oriente monistico e all’Occidente cartesiano, La selva mitica del Ramayana, la poesia teologica del Rigveda, la maestà filosofica delle Upanishad e la grazia fantastica e così familiare a noi del Pancatantra, la liturgica serenità del pessimismo buddhistico e il candore delle sue leggende: voci in do europee antiche come la nostra preistoria consanguinea e nuove come una apparizione esotica, che egli restituisce d nostro orecchio stordito da troppo rumore di uno smemorato progresso.

Canti Religiosi dei Sikh

Canti Religiosi dei Sikh

Autore/i: Autori vari

Editore: Rusconi

prima edizione, prefazione, introduzione e cura di Stefano Piano.

pp. 284, Milano

Il nome dei Sikh è balzato improvvisamente alla ribalta della cronaca in seguito a una serie di eventi dolorosi e tragici che li hanno visti a volta a volta carnefici e vittime. Il mondo ha guardato attonito, ma l’attenzione si è fermata in superficie, delineando un’immagine falsa a un tempo e sfocata di quegli uomini dall’aspetto imponente e fiero che, nell’immensa India, costituiscono un esigua, anche se prestigiosa minoranza.
Per comprendere meglio gli ideali di questa comunità orgogliosa della propria peculiare spiritualità bisogna far ricorso alle fonti, prima fra tutte il Guru Granth, il «Libro che è maestro spirituale» In esso i Sikh credono che viva il medesimo e solo Spirito che animò l’uno dopo l’altro i loro dieci «maestri» storici (da Guru Nānak, che fondò il Sikh-panth attorno all’anno 1500, sino a Govind Singh, che morì nel 1708): venerano quindi come incarnazione vivente di quell’unico e sommo Maestro che è Dio all’interno dei loro templi, dai quali ogni immagine è bandita.
I brani qui scelti, tradotti e riuniti offrono un saggio della spiritualità del Granth e sono fra le cose più pregevoli e più alte non solo della poesia religiosa indiana dei secoli XVI e XVII, ma della poesia religiosa universale. La perfetta continuità dei temi e dei motivi ispiratori dà un carattere unitario a questo libro pur così fortemente composito fra essi spiccano la fede in un Dio unico, trascendente e onnipresente nello stesso tempo, che è volontà ordinatrice del cosmo, che fa apparire il mondo come un gioco incomprensibile e meraviglioso e si fa parola di verità e voce salvatrice nel cuore dell’uomo; e poi, la convinzione dell’inutilità di tutte le pratiche religiose esteriori sia degli Indù, sia dei Musulmani, l’invito ad abbandonarsi al Signore con devozione amorosa, a cantare le sue lodi, a ripeterne continuamente il Nome nel proprio cuore, a cercare la compagnia dei santi dedicandosi al loro servizio.
Sono temi che in parte appartengono alla cultura tradizionale dell’India, in parte anche si elevano al di sopra dei confini di quella cultura per comunicare un messaggio particolarmente significativo per tutti gli altri uomini.

 

Magia

Magia

Storia Sociale di un’Idea

Autore/i: Daxelmüller Cristoph

Editore: Rusconi

prima edizione, saggio introduttivo di Luciano Parinetto, prefazione dell’autore, traduzione dal tedesco di Paola Galimberti e Marina Buzzoni.

pp. 416, 48 tavv. b/n f.t., Milano

L’interesse per la magia e per la credenza nel diavolo ha subìto ai nostri giorni un nuovo incremento, soprattutto a seguito del fiorire di correnti esoteriche. Questo libro presenta una storia sociale della magia e risponde alle domande sul concetto di magia, demonologia e stregoneria: quando e come siano sorte tali pratiche e quale ruolo abbiano avuto nella storia della magia sia le scienze naturali dominanti che, in modo del tutto diverso, le chiese. Partendo dalla tarda antichità, la trattazione descrive il Medioevo “incantato”, esamina accanto alla tematica delle streghe le più importanti teorie magiche e termina con uno guardo alla nostra epoca.
«Le radici del moderno esoterismo, della New Age e dell’occultismo dei teenagers possono essere ricondotte solo in parte alla magia tradizionale[…]. Tuttavia non sono cambiate radicalmente soltanto le idee, sono mutate anche le condizioni sociali: ai maghi moderni manca la paura per la propria vita che i loro antenati tenevano a bada con l’atto magico», sostiene Cristoph Daxelmüller, che nel suo studio indaga soprattutto due ambiti del sapere: da una parte quello dominato dalla figura del “mago”, fondamento primario della pratica magica, dall’altra quello dominato dall’élite colta, responsabile sia dell’idea di magia intesa come speculativa mistica, sia delle persecuzioni delle streghe diffusesi in Europa in una serie di ondate successive. Perché le informazioni a disposizione dello studioso moderno sugli aspetti di storia sociale della magia sono inevitabilmente passate attraverso il filtro, senza dubbio molto deformante, del sapere elitario e della capacità di astrazione teorica.

Christoph Daxelmüller è ordinario di storia delle tradizioni popolari all’Università di Regensburg. Collabora al Lexikon des Mittelalters (Dizionario enciclopedico del Medioevo), alla Enzyklopädie des Märchens (Enciclopedia della fiaba), e all’Handbuch des europäischen Volksglaubens (Manuale della credenza popolare europea).

Gli Angeli

Gli Angeli

Autore/i: Faure Philippe

Editore: Edizioni Paoline

introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Giuseppe Mariani.

pp. 152, ill. b/n, Cinisello Balsamo (Milano)

La presenza angelica si è innegabilmente affievolita nella coscienza dell’uomo occidentale. Philippe Faure ne attribuisce la causa al processo di secolarizzazione che ha investito la cultura europea a partire dal XVIII secolo. A suo parere, tuttavia, gli angeli non si sono dileguati per sempre: è difficile spiegare altrimenti perché abbiano riacceso l’attenzione di studiosi di valore (Henry Corbin) o di maestri del cinema (Wim Wenders). Da qui l’opportunità di ripercorrere le mitologie e le filosofie antiche, le tradizioni orientali, i tre grandi sistemi dottrinali monoteisti, i loro testi sacri, Bibbia e Corano, lo sviluppo teologico, i vari esoterismi. Faure teme che in Occidente, con l’angelo, sia scomparso quel principio di conoscenza e di amore che riconcilia fra loro la realtà umana e quella divina, e che la percezione dell’Assoluto ne risulti oggi forse più problematica, certo più arida e povera. Vale la pena di ripensare l’angelo come chiave di volta di un universo spirituale che appartiene alla diffusa esperienza religiosa dell’umanità e che offre alla filosofia e alla scienza moderne un’armonia di forme e di gradi di conoscenza, il principio ideale di una sintesi del sapere.

L’Arte dei Fenici

L’Arte dei Fenici

Autore/i: Moscati Sabatino

Editore: Fabbri Editori

presentazione dell’autore.

pp. 232, interamente e riccamente ill. a colori e b/n, Milano

Questo libro presenta, per la prima volta in assoluto, uno studio sistematico dell’arte fenicia articolato per temi e per problemi.
Non, dunque, un’esposizione descrittiva attraverso il tempo, ma un’analisi dei fenomeni artistici enucleati in quanto tali, secondo i metodi della critica più ammodernata. Ne conseguono risultati originali e vaste prospettive per le future ricerche.
Ma ebbero davvero un’arte autonoma i Fenici, oppure, come si diceva abitualmente, furono soltanto abili artigiani, che fusero le esperienze diverse dei popoli da cui vennero preceduti, o con cui s’incontrarono nella loro affascinante avventura mediterranea?
Questo libro dimostra che i Fenici furono capaci di elaborare originalmente le tradizioni recepite e incontrate, dando vita anzitutto nelle arti “minori” (gioielli, scarabei, amuleti, avori) a opere mai prima realizzate.
D’altronde, i Fenici crearono opere di alto pregio anche nelle arti “maggiori” (statue, sarcofagi, stele), che solo le scoperte recenti evidenziano in tutto il loro valore. E appunto le scoperte recenti costituiscono il fondamento di questo libro, dimostrando che negli ultimi anni v’è stata una vera e propria rivoluzione nelle conoscenze su questo grande popolo dell’antichità.
L’autore, che e stato protagonista di un’ampia parte delle scoperte e che Fernand Braudel ha definito “il principe incontestato degli studi sui Fenici”, dopo aver offerto nella grande mostra veneziana del 1988 una presentazione globale di questa civiltà risorta, ne traccia ora un panorama del tutto nuovo sotto il profilo delle creazioni artistiche. Con questo libro, i Fenici entrano di diritto tra i maggiori protagonisti dell’antica civiltà mediterranea, illuminando quella che rispetto a noi può chiamarsi “l’altra faccia della storia”.

Sabatino Moscati e accademico dei Lincei e pontificio, accademico di Francia. Professore nell’Università di Roma, ha insegnato in varie università europee e americane. Presiede il Comitato nazionale per gli studi fenici e punici al Ministero peri Beni Culturali e Ambientali, l’Istituto per la civiltà fenicia e punica al C.N.R. Gli sono stati conferiti numerosi premi scientifici, tra cui quello del Presidente della Repubblica per le scienze morali, storiche e filologiche l’Empedocle per gli studi mediterranei, i Cavalli d’oro di Venezia per l’orientalistica, il Columbus per l’archeologia. È medaglia d’oro dei Benemeriti della cultura.
Ha promosso varie missioni archeologiche italiane; in Israele, dove è stata scoperta la cittadella dei re di Giuda a Ramat Kabel; in Tunisia, dove sono riemerse le fortezze puniche sul Capo Bon; a Malta, dove sono stati posti in luce il tempio di Giunone e i resti cristiani di San Paolo; in Sicilia, dove e avvenuto il ritrovamento delle stele votive di Mozia; in Sardegna, dove e tornata alla luce la città punica di Monte Sirai e sono stati pubblicati i gioielli di Tharros. Tra i suoi libri, tradotti in numerose lingue, ricordiamo: Le antiche civiltà semitiche (1958); Antichi imperi d’Oriente (1963); Il mondo dei Fenici (1966); Historical Art in the Ancient Near East (1973); Italia archeologica (2 voll., 1973); Les Phéniciens (1975); L’alba della civiltà (3 voll., 1976); Cartaginesi (1982); Gli Italici (1983); Italia ricomparsa (3 voll., 1983); Archeologia delle regioni d’Italia (1984); Italia punica (1986): L’Italia prima di Roma (1987); L’ancora d’argento (1988); Le civiltà “periferiche” del Vicino Oriente antico (1988); Passeggiate nel tempo (1990).

Epistola agli Ebrei

Epistola agli Ebrei

Autore/i: San Paolo

Editore: Edizioni Studium

introduzione e commento di Giuseppe Bonsirven, traduzione di Umberto Massi.

pp. 448, Roma

Dall’introduzione di Giuseppe Bonsirven:
«Il problema dell’autenticità dell’epistola lo tratteremo solo nell’ultimo capitolo di questa introduzione; gli argomenti svolti prima ci forniranno dati preziosi per la soluzione della difficile questione.
Consacriamo due capitoli alla teologia della presente epistola, senza tuttavia esporla per intero: riteniamo che su due punti, uno centrale e l’altro marginale ma spinoso, sia necessario riunire in una sintesi armonizzatrice i diversi elementi dottrinali che, nel commento, debbono esser presentati isolatamente: è il solo modo per dissipare certe oscurità e per affermare meglio un pensiero o troppo ricco o troppo sconcertante.»

Conflitto, Attivazione e Creatività

Conflitto, Attivazione e Creatività

Psicofisiologia del comportamento esplorativo

Autore/i: Berlyne Daniel E.

Editore: Franco Angeli Editore

unica edizione, prefazione di Virgilio Lazzeroni, traduzione di Paola Campioli.

pp. 452, Milano

«Gli esseri umani – scrive D. E. Berlyne – sono inclini a osservare e a indagare, a interrogarsi e a riflettere sulle cose anche quando tali «attività non sembrano avere uno scopo evidente e tangibile». Autogratificanti, perseguite per se stesse, le varie forme del comportamento esplorativo pongono allo psicologo problemi di vastissima portata. Perché l’attenzione si fissa su uno stimolo piuttosto che su un altro? Che cosa fa scattare la molla della curiosità? Quali sono, nell’enorme flusso d’informazioni che in ogni istante giungono ai recettori, le caratteristiche specifiche che inducono l’organismo a selezionarne alcune, a trasmetterle al cervello, e poi, eventualmente, a esplorarne la natura e a ricercarne le connessioni esplicite o latenti? Negli ultimi venti anni le ricerche sperimentali in questo campo si sono straordinariamente intensificate grazie a precise tecniche di misurazione dei processi fisiologici connessi ai fenomeni della attenzione e dell’esplorazione. Attraverso un’acuta e originale analisi dei dati forniti dalle diverse discipline – neurofisiologia, teoria dell’informazione, psicologia della percezione e del condizionamento – Berlyne formula una Serie di ipotesi teoriche generali il cui interesse, investendo fenomeni come l’arte, il senso?
Del comico e il pensiero, va molto al di là del livello meramente specialistico. La ricerca delle motivazioni che presiedono alle attività percettive e intellettuali, lo porta infatti a isolare un gruppo di variabili e a provarne il ruolo determinante in tutte le manifestazioni del comportamento esplorativo, dalle più semplici risposte motorie alle più complesse forme di comportamento ludico, estetico e conoscitivo.
Il contributo più significativo di Berlyne, e ciò che rende questo volume estremamente stimolante non solo per lo psicologo e il neurofisiologo ma anche per l’uomo colto in generale, e per l’educatore in particolare, è dunque connesso alla possibilità di descrivere e interpretare certi aspetti del pensiero e del comportamento – creativo ancorandoli rigorosamente ad una « lettura» sperimentale; questo riferimento, consentendo un controllo operativo della attività produttiva rende possibile impostare programmi efficaci di intervento pedagogico secondo gli attuali indirizzi didattici che riconoscono un ruolo di primo piano alla espressività spontanea dell’allievo.»

Daniel E. Berlyne – uno degli esponenti più rappresentativi della psicologia inglese – ha conseguito il dottorato in filosofia con un lavoro di psicologia sperimentale nel 1953 alla Università di Yale.
Ha insegnato e svolto attività di ricerca in numerose e prestigiose Università e Centri di ricerca americani ed europei (Università di Aberdeen in Scozia dal 1953 al 1957; a Berkeley presso l’Università di California dal 1957 al 1958; al Centre International d’Epistemologie genetique presso l’Università di Ginevra dal 1958 al 1959; alla Università di Boston dal 1960 al 1962).
Dal 1963 è professore di Psicologia all’Università di Toronto e dal 1968 al 1969 ha svolto la sua attività come Visiting Associate Professor presso l’Institut d’Esthetique et des Sciences de l’Art all’Università di Parigi.
È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e del volume pubblicato nel 1965 Structure and Direction in Thinking.

Il Labirinto Verticale

Il Labirinto Verticale

Autore/i: Carotenuto Aldo

Editore: Casa Editrice Astrolabio

pp. 152, Roma

Smarrito nel labirinto, Arione impara dolorosamente a trovare, tra le mille strade che a ogni passo gli si aprono dinanzi, l’unica che è la sua. La paralisi lentamente si scioglie quando comprende che la soluzione non sta nel fuggire dal labirinto, ma nell’imparare a percorrerlo.

Un artista di successo cade in una depressione devastante. È il culmine di un’esperienza di vita che l’aveva portato a constatare il profondo divario fra la sua verità interna, vissuta come fallimentare, e la dimensione pubblica della stima e del rispetto. In modo drammatico il conflitto paralizza la sua possibilità di espressione e il suo desiderio d’amore. Ed è in questo preciso momento, nel confronto fra l’essere e l’apparire, che si inserisce un’esperienza di analisi psicologica protrattasi sei anni. Aldo Carotenuto, che di questa vicenda è stato un polo dialettico, illustra e discute la complessa situazione dell’artista, e cerca di comprenderla alla luce delle proprie convinzioni «psicologiche, ponendola nello sfondo di quelle vaste dimensioni interpretative che per primi Jung e Neumann hanno esplorato.
Un caso clinico quindi, che nel suo apparente discorso privato si apre di fatto alla dimensione dell’umano universale. Come in un caleidoscopio i vari elementi della vita di Arione (tale è, lo pseudonimo con cui Carotenuto indica il paziente, alludendo alla mitica figura salvata dal delfino), s’intersecano fra loro e la composizione permette di osservare all’interno di una singola anima i problemi che schiacciano la maggior parte degli esseri umani. Tra quei problemi emerge soprattutto una modalità paranoica di rapporto con la realtà, cioè un atteggiamento del paziente in cui il reale in sé ha scarsa rilevanza; esso funziona solo come uno specchio che rimanda al paziente il suo odio e la sua paura, inducendolo a credere che esclusivamente nel mondo esterno risiede la fonte del suo brutale destino.
Il percorso che conduce alla responsabilizzazione di Arione è costellato di angosce e crisi di disperazione, ma la circolarità del rapporto con l’analista, osservatore, coinvolto ma sempre “con la testa fuori”, permette al paziente di uscire dalla paralisi, senza eccessivi trionfalismi e facili entusiasmi.
Soltanto la penosa scoperta che conoscere noi stessi non è e non è mai stato sinonimo di felicità.

Aldo Carotenuto, nato nel 1933, è attualmente professore incaricato di Teorie della personalità all’Università di Roma. Membro dell’Associazione Internazionale di Psicologia Analitica, dirige la Rivista di psicologia analitica, il Giornale storico di psicologia dinamica e due collane di libri scientifici. Ha pubblicato: Senso e contenuto della psicologia analitica (1977), Jung e la cultura italiana (1977), Psiche e inconscio (1978), La scala che scende nell’acqua (1979), Psicologia della liberazione (1979), Diario di una segreta simmetria (1980).

Luci su Šambhala

Luci su Šambhala

Sciamani, guerrieri e iniziati ai confini del mondo – Rapporto storico, geografico ed esoterico sulla regione più misteriosa ed introvabile della Terra

Autore/i: Compassi Valentino

Editore: Editrice Atanòr

premessa e introduzione dell’autore.

pp. 128, nn. tavv. b/n f.t., Roma

Con questo suo nuovo e documentato lavoro, Valentino Compassi scuote il mistero dell’esistenza concreta di quella occulta regione del Mondo che va sotto il nome di Šambhala, Kalapa o Pémakö. Avvalendosi di alcune relazioni di viaggi di sacerdoti missionari del 1600, nonché di ottime descrizioni operate da famosi viaggiatori ed esploratori e di importanti e remoti testi tibetani di religione e geografia, l’Autore giunge a scartare in modo definitivo le molteplici, stancanti ipotesi mistiche di una Šambhala percepibile esclusivamente tramite ipotetici pseudo voli astrali o con illusorie catene mistiche, sature di deliranti messaggi di Luce rivolti all’Umanità. Come è nel suo stile ed esperienza di Maestro esoterico e di serio ricercatore e studioso, Compassi svolge questa importante indagine collocando la segreta Šambhala in contrade e regioni ai confini del Mondo, lì dove la natura incontaminata urla i suoi istinti magici e dove il Saggio, mistico o guerriero che sia, segue ancora, con l’animo e con la mente, i celesti guizzi di mille, colorati aquiloni.

La Suprema Arte Egizia per la Divinazione con le Carte

La Suprema Arte Egizia per la Divinazione con le Carte

Con tutti i sistemi: specialmente il Sistema Egiziano delle 78 Carte, ossia il libro di Thot

Autore/i: Moorne DR.

Editore: Casa Editrice Bietti

pp. 284, esemplare senza mazzo di carte, nn. ill. b/n, Milano

Manuale di cartomanzia? Studio e introduzione alle Scienze occulte? Ricostruzione paziente della metodologia e della tecnica degli Egizi per predire il futuro? Questo libro è un pò di tutto ciò. Ma soprattutto è una felicissima strenna che offre in unica confezione un prezioso originale mazzo di carte egizie e l’elegante manuale che ne consente l’uso. Si tratta di un gioco, dunque; un gioco per adulti che si evidenzia assai bene come “idea” per un regalo originale e spiritoso. Il mazzo comprende 78 carte (sono dunque quasi il doppio di quelle comprese in un normale mazzo di carte) che vengono definite egiziane perché si fanno risalire alla saggezza dell’antico Egitto.
In realtà il mazzo si suddivide a sua volta in quattro tipi di carte: francesi, tarocchi, spagnole, egizie propriamente dette. Queste appunto sono le più antiche e recano effettivamente simboli geroglifici che si fanno risalire alla tradizione dell’Antico Egitto.
Il testo poi deriva da un antico volume spagnolo e si divide in due parti. Nella prima si dà una giustificazione della cartomanzia, se ne espone brevemente la storia, e quindi si illustrano i metodi per “fare le carte ”, Nella seconda parte invece si prendono in esame, una per una, le carte del mazzo e se ne spiegano i significati talora molteplici, sempre allusivi.
Siamo dunque sul piano del gioco; di un gioco che consente al lettore-operatore di “farsi le carte”. C’è quindi, strettamente connessa ed evidentemente voluta, la possibilità della eterna suggestione: “io non ci credo… però ! ” E questo stato psicologico appare senz’altro componente non esigua del divertimento che si può trarre, da questo articolo-regalo e quindi anche della fortuna che può incontrare a chi volesse farne dono altrui.

Esemplare senza mazzo di carte.

Tesori dell’Antica Arte Russa

Tesori dell’Antica Arte Russa

Dai Musei dell’Unione Sovietica – Roma, Palazzo Venezia, 21 Marzo – 21 Maggio 1967

Autore/i: Autori vari

Editore: De Luca Editore

pp. 110, riccamente ill. b/n, Roma

L’archeologia è una parte integrante della scienza della Storia.
L’archeologo sovietico e il responsabile dello studio di quattro millenni di storia di tutti i popoli; la conoscenza che gliene deriva e importante soprattutto per quei popoli delle terre russe che hanno appreso la lingua scritta soltanto dopo la Rivoluzione d’Ottobre.
L’esplorazione archeologica nell’Unione Sovietica e fatta dallo Stato. Essa si attua con le programmazioni degli Istituti archeologici, per quanto riguarda la soluzione degli importanti problemi storici, e in concordanza con i grandi progetti politico-economici di costruzione che vengono sempre associati alle intensive campagne di scavo; i mezzi finanziari sono garantiti per legge.
In questa mostra sono esposti reperti di tutte le epoche, dall’Età paleolitica al Medioevo e oltre; e di tutte le regioni del nostro grande paese, dal Caucaso fino al Mar Bianco e dal Danubio fino alla Siberia.
Gli archeologi e gli Storici dell’Arte sovietici si augurano che questa mostra possa offrire un quadro esauriente dello sviluppo degli avvenimenti storici, nonchè della storia dell’economia, dell’arte, della religione dei popoli arcaici, e dell’antica colonizzazione del nostro Paese. (B. A. RYBAKOV Ordinario dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica, Direttore dello Istituto di Archeologia.)

I Misteri della Cabala

I Misteri della Cabala

Una dottrina segreta che permette di mettersi in comunicazione con le materie divine

Autore/i: Autori vari

Editore: Edizioni Cartedit

introduzione, traduzione e adattamento di Laura De Vecchi.

pp. 162, ill. b/n, Monte Cremasco

La Cabala è una dottrina segreta e misteriosa, trasmessa durante i secoli dagli ebrei ai discepoli prediletti, ma sotto giuramento solenne di mantenere il silenzio più assoluto.
Malgrado questo giuramento, un rabbino ebreo chiamato Mosè de Leon, rivelò e trasmise questi segreti insieme ai principali testi rabbino-cabalistici in un’opera intitolata “Zoltara”.
Da questa opera è stato tratto tutto ciò che attualmente sappiamo sulla Cabala, questa dottrina segreta che permette all’uomo di porsi in comunicazione permanente con Dio, con lo stesso uomo e con madre natura.
In quest’opera il lettore troverà la chiave per addentrarsi nei MISTERI DELLA CABALA.