Libri dalla categoria Conflitti Militari
La Vita e l’Insegnamento di Naropa
Tradotta dall’originale tibetano con un commento filosofico basato sulla trasmissione orale
Autore/i: Guenther Herbert V.
Editore: Ubaldini Editore
introduzione dell’autore, traduzione di Francesco Cardelli.
pp. 272, Roma
Il pandit Nāropa, uno degli “illuminati” nella linea che annovera Tilopa, Nāropa, Marpa e infine Milarepa, segna l’inizio di una nuova e ricca era di pensiero buddhista in Tibet e al tempo stesso rappresenta il culmine di una lunga tradizione. Nessuno dei suoi contemporanei o successori può essergli paragonato quanto a profondità di pensiero e ancor oggi la sua vita è un esempio per chiunque aspiri ai valori spirituali.
Nella storia del Buddhismo tibetano e tantrico il pandit indiano Nāropa occupa una posizione insolita. La vita e gli insegnamenti di questo mistico dell’undicesimo secolo segnano al tempo stesso il culmine di una lunga tradizione e l’inizio di una nuova e ricca era di pensiero buddhista.
La “vita” di Nāropa, tradotta da Herbert V. Guenther da fonti finora sconosciute e pubblicata per la prima volta in Inghilterra nel 1963, descrive con grande acume psicologico lo sviluppo di uno dei più grandi “santi” dell’oriente. È una biografia unica in quanto contiene l’analisi dettagliata dell’insegnamento di Nàropa, che è fondamentale per il Buddhismo tantrico nel suo insieme.
Alla sua traduzione moderna Guenther accompagna un commento che pone i concetti buddhisti in relazione alla filosofia analitica occidentale, alla psichiatria e alla psicologia del profondo, illuminando così il significato dei Tantra e del Tantrismo per il nostro tempo.
Herbert V. Guenther, già insegnante alla Lucknow University e alla Sanskrit University di Varanasi (Benares), è oggi Chairman del Department of Far Eastern Studies all’Università del Saskatchewan, Saskatoon, Canada. Oltre al presente libro, di Guenther usciranno prossimamente in questa stessa collana: La filosofia buddhista nella teoria e nella pratica e La concezione tantrica della vita.
Pratica e Teoria del Buddhismo Tibetano
Autore/i: Geshe Lhundup Sopa; Hopkins Jeffrey
Editore: Ubaldini Editore
premessa di tenzin Gyatso, prefazione degli autori, traduzione di Nazzareno Ilari.
pp. 164, Roma
Due testi della tradizione Gelukpa, per la prima volta tradotti e annotati. Il primo è un commento al’ sentiero dell’Illuminazione in cui sono riassunte moltissime delle pratiche quotidiane osservate dai monaci e dagli yogi tibetani. Il secondo fornisce una base per lo studio assiduo della filosofia buddhista.
Questo libro offre un’analisi approfondita degli aspetti pratici e teorici del Buddhismo tibetano. La prima parte riassume molta della pratica quotidiana dei monaci e degli yogi tibetani. Sebbene il testo sia tratto dall’ordine Gelukpa del Buddhismo tibetano, sotto molti punti di vista esso rappresenta simbolicamente la pratica di tutti gli ordini tibetani, Nyingmapa, Kagyupa, Sakyapa e Gelukpa. Il trattato è stato scritto dal quarto Panchen Lama (1781-1852/4) come commento a una breve lettera in versi di Tsong-ka-pa sui tre aspetti fondamentali del sentiero verso la somma illuminazione.
La seconda parte presenta una seria introduzione sia alla teoria che segue la pratica sia alla teoria che è realizzata nella pratica. Questo trattato, che è preso altresì dal commento Gelukpa, presenta un quadro di tutto l’insieme delle scuole dottrinali buddhiste. Fornendo allo studioso la base per la continuazione dello studio della filosofia buddhista, esso descrive minuziosamente le rappresentazioni dell’esistenza ciclica e della non esistenza del sé nelle quattro scuole, Vaibhasika, Sautrantika, Cittamatra e Madhyamika. Il testo è stato redatto da Kon-chok-jik-maywang-po (1728-91), reincarnazione di ]am-yang-shay-ba, autore del manuale di letteratura per l’Istituto Gomang del Monastero Drepung di Lhasa.
Geshe Lhundup Sopa è nato a Tsang, Tibet, nel 1925. Ha ricevuto il titolo di Geshe dopo vent’anni di studi al Monastero di Sera, a Lhasa e attualmente tiene dei corsi sul Buddhismo tibetano all’Università del Wisconsin.
Jeffrey Hopkins ha studiato a Harvard e all’Università del Wisconsin, attualmente è professore di studi religiosi all’Università della Virginia.
Le Mappe Immaginarie
Autore/i: Autori vari
Editore: Garzanti Editore
prima edizione, introduzione e cura di Marcelo Ravoni.
pp. 384, Milano
In quell’impero, l’arte della cartografia raggiunse una perfezione tale che la mappa di una sola provincia occupava tutta una città, e la mappa dell’impero tutta una provincia. Dopo un certo tempo, queste mappe smisurate non accontentarono più, e i collegi dei cartografi rilevarono una mappa dell’impero che aveva le dimensioni dell’impero e coincideva puntualmente con esso.
Da questa citazione, trovata da Jorge Luis Borges, viene il titolo della presente antologia di letteratura latinoamericana, una letteratura che sembra ritrarsi nell’infinito man mano si cerca di avvicinarla e di coglierla nel doppio senso: che le esplorazioni di questi ultimi anni (Julio Cortázar, García Márquez, Mário de Andrade) servono solo a stimolare ulteriori letture; e che più ci si addentra nelle letture, più si avverte l’inadeguatezza delle definizioni «critiche» che se ne erano date sinora.
L’antologia vuole guidare a nuovi sentieri, tracciare mappe di altre province, portare nuovi testi (per esempio un racconto perfetto, delizioso e struggente dell’uruguaiano Felisberto Hernández) e autori che conosciamo, in fisionomie nuove (come Guimaraes Rosa, qui presente con un breve racconto); e altri che si sentivano citare in tono esoterico (come il leggendario «maestro di Borges», Macedonio Fernández). Questo libro, oltre a prescindere da certe ortodossie retoriche, trascura le cronologie e le divisioni nazionali, regionali, le scuole letterarie, gli sviluppi ideologici: è un intreccio di storie che, come la mappa immaginaria, si sovrappone a un continente con uomini, spettri, miraggi e dèi innumerevoli.
La maggior parte dei testi corrisponde a un’epoca abbastanza precisa della letteratura latinoamericana: dalla fine degli anni ’20 ai nostri giorni, e nell’ambito di tale epoca viene seguito il filone del fantastico (o meraviglioso o mitico o insolito o straordinario); e questo filone è seguito sullo sfondo di una tradizione, disseminata nelle stesse pagine dei racconti principali sotto forma di favole, leggende, reperti folcloristici che vanno dai frammenti superstiti di narrativa precolombiana e dalle meravigliate iperboli dei primi conquistadores fino alle manifestazioni odierne di un pensiero magico che sopravvive, e coesiste con la logica di ferro quotidiana.
Segreto Tibet
Autore/i: Maraini Fosco
Editore: Edizioni Corbaccio
nuova edizione.
pp. 462, interamente e riccamente ill. a colori e b/n, Milano
Il Tibet, chiusosi ermeticamente al mondo nel secolo XIX, fu aperto a forza dagli inglesi nel 1904, per tornare subito a richiudersi ancora più ermeticamente di prima. Solo negli anni Trenta cominciarono a presentarsi rare occasioni d’accesso per alcuni privilegiati. Giuseppe Tucci, uno dei nostri massimi orientalisti, seppe approfittarne più volte. Nelle sue spedizioni del 1937 e del 1948 ebbe come compagno Fosco Maraini, allora giovanissimo, che dalle sue note di viaggio trasse «Segreto Tibet», un libro che ebbe enorme successo e fu tradotto in dodici lingue. Nel Tibet di allora si viveva ancora in un medioevo intatto, un medioevo però altamente e raffinatamente civile privo soltanto di quei mezzi, datici dalla scienza e dalla tecnologia, quali strade, luce elettrica e plastica, fibre sintetiche e gas metano, televisione, giornali e radio. Il popolo tibetano trovava nella propria antica civiltà religiosa, artistica, letteraria, teatrale e musicale i mezzi per trascorrere un’esistenza ricca di soddisfazioni. Dal 1951 a oggi mutamenti drammatici, spesso accompagnati da violenze umilianti e da distruzioni insensate sono stati imposti al Tibet. L’intera struttura della società è stata capovolta e stravolta. Quella che qui presentiamo è un’edizione aggiornata ai nostri giorni che ripropone ai lettori il racconto e le immagini di un tempo inquadrati e messi a fuoco nel panorama della realtà di oggi con tutte le sue implicazioni storiche, sociali e morali. Ora che è possibile visitare il Tibet più liberamente quest’opera si presenta come un’introduzione vissuta, sentita, pensata all’affascinante paese nel cuore dell’Asia, a quello che è stato e che è. In un momento in cui film e libri di successo puntano il dito sulla terribile situazione di oppressione e di violenza in cui si trova il Tibet a causa dell’invasione cinese, questo libro straordinario ci fa sentire la voce autorevole e appassionata di uno dei primissimi testimoni di una straordinaria civiltà che rischia di scomparire.
«Segreto Tibet è un must irrinunciabile: un libro di viaggio che combina la scienza dell’etnologo col pathos del narratore, un vero e proprio classico.» (La Repubblica)
«Come in ogni vero scrittore, anche in Maraini tutto diviene concreto e sensibile, diviene racconto e avventura…» (Claudio Magris)
La Scienza Occulta nelle Sue Linee Generali
Autore/i: Steiner Rudolf
Editore: Editrice Antroposofica
prefazioni dell’autore, traduzione di E. De Renzis e E. Battaglini, riveduta e aggiornata da Iberto Bavastro.
pp. 360, Milano
La scienza occulta è la scienza di ciò che avviene nell’occulto, in quanto non viene percepito fuori nella natura, ma là dove l’anima si orienta quando indirizza la propria interiorità allo spirito. Sebbene il libro si occupi di indagini non accessibili all’intelletto legato al mondo dei sensi, pure nulla vi è detto che non sia comprensibile alla ragione scevra da preconcetti e ad un sano senso della verità.
Prefazione alla sedicesima e fino alla ventesima edizione tedesca (1925)
Prefazione alla settima e fino alla quindicesima edizione tedesca (1920)
Osservazioni preliminari alla quarta edizione tedesca (1913)
Osservazioni preliminari alla prima edizione tedesca (1909)
Carattere della scienza occulta
Lessere dell’uomo
Sonno e morte
L’evoluzione del mondo e dell’uomo
La conoscenza dei mondi superiori (“Dell’iniziazione”)
Presente e futuro dell’evoluzione cosmica e umana
Alcune particolarità della scienza dello spirito
Il corpo eterico dell’uomo. – Il mondo astrale. – La vita dell’uomo dopo la morte. – Il corso della vita umana. – Le regioni superiori del mondo spirituale. Le parti costitutive dell’essere umano. – Lo stato di sogno. – Dell’acquisizione di conoscenze soprasensibili. Osservazione di speciali eventi ed esseri del mondo spirituale.
Osservazioni speciali
Vita e opere di Rudolf Steiner
Il Rituale Magico del «Sanctum Regnum»
Illustrato attraverso il simbolismo esoterico dei Tarocchi
Autore/i: Elifas Levi
Editore: Editrice Atanòr
con in appendice le «Orazioni Magiche», la «Tavola di Smeraldo» ed i «Sephiroth», traduzione, commento, note e appendici di Giorgio Arthos, introduzione di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco.
pp. 144, nn. ill. b/n, Roma
Il rituale viene illustrato attraverso il simbolismo esoterico dei Tarocchi e ha in appendice le “Operazioni magiche”, la “Tavola di smeraldo” e i “Sephiroth”.
Il Mahābhārata
Raccontato da R. K. Narayan
Autore/i: Narayan Rasupuram K.
Editore: Ugo Guanda Editore
introduzione dell’autore, traduzione di Riccardo Mainardi, l’indice e il glossario dei termini in sanscrito sono stati curati da Alberto Pelissero.
pp. 216, Parma
È nella grande piana del Kurukṣetra, fra il bagliore e il cozzare fragoroso delle armi, che culmina la lunga inimicizia fra i Pāṇḍava e i Kaurava, i due rami della famiglia regale dei Kuru. E quella battaglia incarna, in un certo senso, la lotta fra il bene e il male, non fosse che un’invincibile perplessità si insinua nell’animo del principe vittorioso: il bene e il male abitano vicini nei recessi più intimi di ogni essere, ed è facile, per chi difende una giusta causa, scivolare sulla china della violenza. L’antica epopea indiana si conclude in un senso di vuoto, di molto rumore per nulla, di inutile dispendio di energie e di sangue; è come se qualcosa ci avvertisse che, dopo la catastrofe, tutto continuerà come prima… Così, almeno, siamo portati a leggere il Mahābhārata, l’antichissimo poema epico in sanscrito, nella versione in prosa inglese (una scrittura sobria, efficace, e insieme corrusca e solenne) che R.K. Narayan ci ha fornito. Il racconto, che offre al pubblico d’oggi una straordinaria occasione per accostarsi a questo monumentale epos, colpisce innanzitutto per una magica virtù di seduzione: attraverso il rieco terreno della mitologia e della spiritualità dell’induismo, il lettore è condotto per mano da una narrazione suasiva, vibrante, ignara di pause e di rallentamenti. Dalle iniziali movenze di fiaba, scandite in sequenze fantastiche sullo sfondo di una natura idilliaca e stranita, affiora a poco a poco la vena di un vero e proprio romanzo, dai personaggi complessi e sfumati, al di là della loro vigorosa evidenza. La lontananza mitica si fa quotidiana prossimità: il paesaggio richiama a tratti quello della cittadina di Malgudi, teatro di tante opere del grande narratore indiano; per caricarsi poi di forti risonanze simboliche, laddove foreste intricate, grandi fiumi, magnifiche città regali si fanno specchio dell’anima umana, con il suo oscuro dibattersi, il senso del limite, il gusto orgoglioso del riscatto. Così, anche la luce sinistra negli occhi di Duryodhana, le incertezze del pavido Dhṛtarāṣṭra, o la generosa veemenza di Kṛṣṇa, sono forse altrettante tentazioni, debolezze e risorse di ciascuno di noi. E nell’eroica statura di Yudhiṣṭhira, il maggiore dei cinque Pāṇḍava, che caduto in errore sopporta con pazienza l’esilio; in quel suo vivere doppiato da un vedersi vivere, alla perenne ricerca di una misura morale, è la cifra dell’arduo, nobile tentativo dell’uomo di trovare se stesso.
Rasupuram Krishnaswami Narayan, nato a Madras nel 1906, è uno dei maggiori romanzieri indiani. La sua ricchissima produzione narrativa, ambientata nel microcosmo della cittadina immaginaria di Malgudi, segue l’evoluzione della vita indiana dal colonialismo all’indipendenza, con un’attenzione particolare all’incontro della cultura britannica con la civiltà e le tradizioni locali. Fra i suoi titoli, tutti in inglese, ricordiamo: Swami and His Friends: a Novel of Malgudi (1935), The Bachelor of Arts (1937), The Dark Room (1938), The English Teacher (1945), Mr Sampath (1949), Waitingfor theMahatma (1955), The Man-Eater of Malgudi (1961) e The Painter of Signs (1976). Prima di The Mahabharata (1978) Narayan aveva già dato con The Ramayana (1972) una versione in prosa moderna dell’antico epos indiano.
La Dimora Artica nei Veda
Nuova chiave per l’interpretazione di numerosi testi e miti vedici
Autore/i: Tilak L.G.B.
Editore: ECIG – Edizioni Culturali Internazionali Genova
prima edizione, presentazione di Renato del Ponte, traduzione e introduzione di Maria Fanny Bellisai, prefazione dell’autore, nota dell’editore.
pp. 336, 1 tavv. b/n f.t., Genova
Quest’opera, famosa presso gli studiosi di tutto il mondo, solo ora tradotta nella lingua italiana, dimostra su basi scientifiche inoppugnabili (matematiche, astronomiche, geologiche, archeologiche, linguistiche) e per mezzo dell’analisi comparativa dei miti e dei testi Avestici e Vedici, che la dimora dei popoli Vedici, antichissimi padri degli Indoeuropei, ossia delle razze oggi viventi in Europa, in Persia ed in India, fu artica e circumpolare.
In conseguenza, per la scienza europea si prospetta la necessità di rivedere datazioni e teorie arbitrarie, ma tenute per vere sino ad oggi.
Il rigore del metodo matematico usato costantemente dal Lokamanya Tilak conduce a datazioni assai arretrate in confronto a quelle che i dotti tedeschi ed inglesi avevano stabilito in relazione ai medesimi eventi.
Ogni studioso che mediterà su questa grande opera potrà riscontrare la fondatezza della scienza Vedica, finalmente restituita nella sua integrità storica ed astronomica dall’acuta mente del Lokamanya Tilak, che ha scoperto verità mai prima intraviste da alcuno.
Gli Astri e la Salute
Come interpretare le influenze planetarie per prevedere, prevenire e combattere le malattie – Segno per segno patologie, apparati, pianeti
Autore/i: Kinauer Saltarini Helene
Editore: Editoriale Albero
introduzione dell’autrice.
pp. 288, ill. b/n, Milano
Sull’esistenza e sulla credibilità delle relazioni e degli influssi astrali sul corpo umano non v’è più alcun dubbio. Semmai si tratta di definire meglio come, quando e quanto. Nel campo più specifico dei disturbi e delle malattie, l’Astrologia medica si prefigge di estrarre dagli oroscopi individuati le predisposizioni che vi sono iscritte.
Ed è proprio l’argomento principe di questo volume. Prevedere, e quindi individuare prima che si manifestino, i vari possibili malanni può ovviamente consentire di mitigarli o addirittura evitarli, mettendo in atto le opportune difese.
Per arrivare a ciò, per formulare una precisa diagnosi astrologica occorre tuttavia una lunga e comprovata esperienza: è quella che offre questo volume, frutto di lunghi anni di studi e di ricerche sul campo di un’astrologa del calibro di Helene Kinauer Saltarini, un nome che da tempo non ha ormai più bisogno di presentazioni.
Le Lingue Germaniche Antiche
Origine e sviluppo
Autore/i: Saibene Maria Grazia
Editore: Cisalpino – Istituto Editoriale Universitario
pp. XVII-446, nn. ill. b/n, Bologna
Questo manuale, destinato ai corsi di Filologia germanica, ma anche a ricercatori interessati allo studio delle lingue germaniche, presenta una descrizione della fonetica, della morfologia e della formazione delle parole Che assume come punto di riferimento il germanico ricostruito e segue la formazione e lo sviluppo delle singole lingue germaniche.
L’impostazione dell’opera, prevalentemente diacronica e storico-comparata, è integrata da una trattazione dei sistemi fonologici del germanico e delle lingue germaniche volta a evidenziare le corrispondenze e le diversità a livello sincronico tra gli stadi antichi delle lingue germaniche.
In conformità agli scopi della ricerca filologica, che si propone sia di studiare la genesi e la tradizione dei documenti, sia di descrivere fasi linguistiche antiche e per certi aspetti ancora oscure, questo manuale intende offrire gli strumenti per la comprensione dei documenti scritti nelle lingue germaniche antiche e al tempo stesso avviare alla ricerca. A questo scopo sono stati curati gli approfondimenti e l’apparato bibliografico su singoli aspetti che sono ancora oggetto di studio da parte della critica.
Maria Grazia Saibene è professore straordinario di Filologia germanica all’Università di Venezia Ca’ Foscari. Ha insegnato Filologia germanica e Storia della lingua tedesca nelle Università degli Studi di Milano e di Pavia. Ha pubblicato un manuale di Filologia germanica Dal germanico alle lingue germaniche (1979) e vari studi tra cui Rapporti fra l’Eneide di Virgilio e l’Eneide di Heinrich von Veldeke (1973). Ha tradotto testi medievali Walther von der Vogelweide – Canti e ha pubblicato contributi sulla traduzione letteraria, in particolare nel tedesco antico. Di recente pubblicazione è una Grammatica descrittiva della lingua tedesca (1992).
I Mantra
Sacre parole di potenza
Autore/i: Blofeld John
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione dell’autore, traduzione di Roberta Rambelli.
pp. 128, Roma
Con l’ampliarsi dell’interesse per le religioni e il misticismo dell’Oriente, sempre più numerosi sono coloro che vengono affascinati dai «mantra», le formule sacre che si imparano a memoria per la meditazione in India, Cina e Tibet. Come è comprensibile, il loro significato preciso e la loro funzione sono rimasti a lungo circondati da un alone di segretezza, per evitarne errate interpretazioni e abusi. John Blofeld, ben noto studioso della contemplazione yogica buddhista, spiega il significato e la funzione di queste sacre «parole di potenza». I meditatori le recitano sonoramente e ritmicamente, o le ripetono interiormente, e spesso visualizzano le sillabe come se emanassero raggi di luce fulgidamente colorata. L’efficacia dei mantra quale ausilio per la meditazione è indiscussa, tuttavia molti ritengono che le sillabe stesse siano sature di poteri meravigliosi o miracolosi. Blofeld approfondisce questi aspetti dell’argomento con grande intuizione e sensibilità e con la saggezza che gli deriva dall’esperienza diretta fatta con monaci e lama incontrati durante i lunghi anni da lui vissuti in Oriente.
John Blofeld, sinologo classico di fama mondiale, ha con il Buddhismo rapporti non solo di studio ma anche di pratica assidua. Numerosi sono i suoi libri sull’argomento.
Immagini Buddhiste
Manuale iconografico del buddhismo mahāyāna e tantrayāna
Autore/i: Schumann Hans Wolfgang
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Stefania Bonarelli.
pp. 388, 450 disegni b/n, Roma
Il Buddhismo Mahayana e Tantrayana comprende, oltre allo storico Gautama Buddha, anche dei Buddha trascendenti, dei Bodhisattva, degli Dei, dei Sadhita e alcuni grandi personaggi della storia. Fino ad oggi non era mai apparso un manuale completo di tali figure, che sono venerate e considerate sacre nel mondo spirituale dell’India settentrionale, come pure in Tibet, nel Nepal, nel Bhutan e in Mongolia. Dopo una accurata introduzione sui maggiori sistemi di pensiero di tutti gli insegnamenti buddhisti, il volume presenta un elenco illustrato completo delle posizioni, delle gesta e degli attributi con cui le immagini del Pantheon buddhista sono identificate e rappresentate in illustrazioni e incisioni in legno. Da una divisione in cinque categorie, a loro volta suddivise in 14 gruppi, scaturisce un insieme ben delineato della moltitudine delle figure del Grande Veicolo e del Veicolo Tantrico (compreso il Veicolo di Diamante). Ogni figura viene analizzata dal punto di vista religioso, storico e iconografico, ne vengono descritte le origini e la leggenda. Il mondo misterioso del lamaismo del Tibet e della Mongolia viene così non solo reso comprensibile, ma acquista una propria vita agli occhi del lettore, diventando fonte di arricchimento spirituale anche per il profano. Per la spiegazione delle figure sono state usate soprattutto fonti indiane, dal momento che gran parte del mondo delle rappresentazioni del Buddhismo Himalayano proviene dall’India. Un pratico indice analitico rende molto rapida la ricerca e la consultazione.
Schumann Hans Wolfgang, ha studiato Indologia e Scienze religiose comparate. È stato lettore alla Hindu University di Benares dal 1960 al 1963. Entrato nel Servizio Diplomatico, ha svolto per dodici anni funzioni consolari e diplomatiche nello Sri Lanka. Nel 1985-86 è stato incaricato per l’insegnamento del Buddhismo all’Università di Bonn. Ha scritto altri due libri dedicati al Buddhismo.
Farmacia Verde
Manuale di fitoterapia
Autore/i: Chiereghin Piergiorgio
Editore: Edizioni Calderini
prima edizione, presentazione di Alessandro Menghini.
pp. VIII-208, Bologna
Dalla presentazione di Alessandro Menghini:
“Nell’ambito della numerosa letteratura riguardante le piante medicinali, la presente opera, che ho il piacere di presentare, si colloca per qualità e contenuti a livelli eccellenti, molto al di sopra di tanti altri testi.
Frutto ovviamente della professionalità dell’Autore, del quale ho sempre apprezzato tre elementi della sua personalità: la profonda preparazione nel settore delle piante medicinali, la fede per questa «arte fitoterapeutica», la giovinezza interiore.
La preparazione professionale di Piergiorgio Chiereghin non si discute, si subisce.
Proprio in questo lavoro ci dimostra tutta la competenza relativa alle piante medicinali, la capacità di sintetizzare tante conoscenze, di illustrare tanti aspetti culturali e tecnici, di scendere ai dettagli minuziosi su questa o quella pianta, su questa o quella formulazione. La padronanza con la materia è evidente, la dimestichezza con le preparazioni è lampante. Per di più tutto risulta attuale, aggiornato, scientificamente contro/lato: anzi, questo aggiornamento continuo e costante al passo con le ricerche farmacobotaniche, fitochimiche e farmacognostico-farmacologiche, è un elemento qualificante sostanziale del lavoro dell’Autore, un vero fiore all’occhiello. Lavoro completo, così ricco di dati e informazioni, così nuovo e originale nell’impostazione, così pervaso di quella cultura fitoterapica troppo iniquamente e a torto dichiarata vecchia, dimostra invece la validità e la vitalità della cura con le piante, la modernità e l’attualità di un settore nel quale tutti dovremmo essere più correttamente educati, oggi che possiamo contare su una base ampissima di studi e di ricerche sull’argomento.
L’entusiasmo è altrettanto palese. Ma proprio perché grande. La passione per questo mondo così ricco di piacevoli soddisfazioni e con tanto spazio per l’autonomia professionale, rende il lavoro fecondissimo di insegnamenti, suggerimenti, stimoli, Troppo spesso ci si è trincera ti dietro un titolo per mascherare i limiti della cultura e la scarsa inclinazione verso questo campo applicativa: Chiereghin non ne ha avuto bisogno, ha sempre, in tante occasioni, espresso, apertis verbis, il suo credo profondo nelle piante medicinali. E lo sottolinea in questo volume. Guardato forse talvolta anche con scetticismo, ha finito per imporci il suo valore, per convincerci delle sue idee, per invogliarci a tornare neofiti, a ristudiare criticamente e con interesse diverso materie apprese in maniera frettolosa e altrettanto frettolosamente trascurate e dimenticate. Questo suo lavoro ci aiuta espressamente a colmare tante carenze e tante lacune.[…]”
Piergiorgio Chiereghin, farmacista in Bolzano, città in cui vive, e conosciuto perla profonda preparazione farmacologica, la sua fede nella tecnica fitoterapeutica, la giovinezza interiore. In questo libro Chiereghin interpreta le possibilità terapeutiche offerte dalle piante medicinali, sia alla luce delle moderne acquisizioni, sia facendo tesoro degli insegnamenti del passato.
Kalévala
Miti incantesimi eroi nella grande saga del popolo finlandese
Autore/i: Anonimo
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
introduzione e cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, prefazioni di Elias Lönnrot
pp. 462, Milano
Due popoli in lotta fra loro per il possesso di un oggetto magico e misterioso, apportatore di prosperità; un eroe prodigioso alla ricerca di una sposa nel paese nemico; un giovane scapestrato sempre a caccia di donne e di avventure; un vecchio e saggio eroe che offre agli uomini il dono della musica; e una maga che imprigiona il sole e la luna in una caverna privando l’umanità della luce e del calore vitale. L’amore, la morte, le nozze e i rituali che le accompagnano, le magie e gli esorcismi, divinità e eroi, animali incantati e simboli oscuri e tuttavia familiari: i temi e il fascino delle grandi epopee mitologiche, e insieme l’incanto del folklore finnico, delle antiche e semplici tradizioni, delle colorite cerimonie, si intrecciano in questa grande saga della Finlandia, la “terra di Kaleva”, presentata qui in una moderna versione in prosa che ne accentua il ritmo romanzesco, pur lasciandone intatta la straordinaria fantasia poetica. Pubblicato per la prima volta nel 1835 da Elias Lönnrot, che raccolse il vastissimo materiale trasmesso oralmente di generazione in generazione, il Kalevala ha sempre goduto di enorme popolarità; ancora oggi si celebra in Finlandia il 28 febbraio, data della sua prima pubblicazione.
Il Dio dei Filosofi – Volume 3
Definizione e fondamento
Autore/i: Weischedel Wilhelm
Editore: Il Melangolo
a cura di Letterio Mauro, traduzione di Mauro Letterio, S. Brusati.
pp. 332, Genova
Il presente, terzo e conclusivo tomo de Il Dio dei filosofi si articola in due ampie sezioni. Nella prima, di carattere storico, vengono analizzate le principali vie attraverso le quali nel nostro secolo si è espressa la riflessione su Dio. L’indagine abbraccia sia le posizioni “fideistiche” di quei teologi – Barth, Gollwitzer, Bultmann, Ebeling – che hanno in vario modo contestato la possibilità stessa di una teologia filosofica; sia i tentativi compiuti da teologi – Rahner, Pannenberg, Tillich – e da filosofi – Scheler, Jaspers, Krüger – di formulare coerenti progetti di carattere teologico-filosofico. La seconda sezione, di impronta teoretica, è invece interamente dedicata all’esposizione della prospettiva teologico-filosofica weischedeliana.
Lo Stato Ebraico
Autore/i: Herzl Theodor
Editore: Il Melangolo
prefazione e introduzione dell’autore.
pp. 120, Genova
Lo stato ebraico di Theodor Herzl, edito nel 1896 a Vienna, è il manifesto programmatico del movimento sionista. Scritto come risposta all antisemitismo crescente della seconda metà del secolo scorso, ha rappresentato il «testo sacro» a cui si sono richiamati gli ebrei di tutto il mondo che, rispondendo all’appello di Herzl, hanno cercato di costruire nella terra dei padri una patria per loro e per i propri figli.
Indipendentemente da ogni giudizio sulla realizzazione storica del progetto herzliano, Lo stato ebraico costituisce comunque un documento fondamentale della storia contemporanea. Uno strumento indispensabile per comprendere le motivazioni profonde che rendevano inevitabile, agli occhi di Herzl, la necessità per il popolo ebraico di avere un proprio stato, nonché alcune caratteristiche distintive dell’attuale società israeliana così come si è venuta formando dagli anni ’50 in poi. Gli ebrei di tutto il mondo hanno riconosciuto in Herzl il proprio profeta, e non a torto, se si leggono le pagine in cui con estrema lucidità dimostra come dal processo di assimilazione degli ebrei nel mondo moderno sarebbe sorto un antisemitismo ancor più violento e omicida. In questo senso si può leggere Lo stato ebraico come una risposta ante litteram ad Auschwitz.
Theodor Herzl (1860-1904), giornalista, scrittore, autore di teatro e intellettuale ammirato nei circoli e nei caffè viennesi, è considerato il fondatore del movimento politico sionista. Compie gli studi di diritto all’Università di Vienna; da] 1891 al 1896 svolge l’attività giornalistica in qualità di corrispondente della “Neue Freie Presse” di Vienna. Impressionato e turbato dal processo Dreyfus e dal clima di vivo antisemitismo che lo circonda, matura la convinzione della necessità di fondare uno stato ebraico. Nel 1897 convoca a Basilea il l Congresso sionista dove viene eletto primo presidente dell’organizzazione mondiale sionista. Si fa promotore della creazione della Banca nazionale ebraica e del Fondo per l’acquisto della terra in Palestina; svolge inoltre una instancabile attività diplomatica a sostegno della causa dello stato ebraico. Muore a Vienna nel luglio del 1904. Nel 1949 le sue ceneri vengono trasferite a Gerusalemme.
Anoressia e Bulimia : la Svolta
Manuale di auto-aiuto per il trattamento dei disturbi alimentari
Autore/i: Santoni Rugiu Antonietta, Calò Paola, De Giacomo Piero
Editore: Franco Angeli Editore
introduzione degli autori.
pp. 144, Milano
Il mangiare è un atto estremamente semplice e naturale, come respirare, camminare o dormire. Eppure per certe persone diventa una lotta disperata, un oscillare fra l’essere i più santi e i più lascivi della terra, un’altalena fra la vita e la morte.
Ci si può sentire belli o brutti, provare o non provare il piacere sessuale secondo che la bilancia pesi un chilo di più o di meno. Si può sacrificare la propria femminilità all’altare di un quadro dipinto di se stessi esili e belli come i prigionieri dei campi di concentramento nazisti. Quali esperienze e quali percorsi mentali possono portare a tanta disperazione? Come uscire da questo tunnel autodistruttivo?
Pensato per chi il problema lo vive in prima persona, ma utile per chiunque (genitori, amici, insegnanti, operatori, psicologi, ecc.) vi stia accanto, questo libro si propone come strumento concreto da cui partire per effettuare la svolta, per uscire dal tunnel.
- Come funziona la mente?
- Quali sono le cause predisponenti, precipitanti e perpetuanti il disturbo del comportamento alimentare?
- Quale è una dieta corretta e quali i problemi fisici e psichici connessi a certi tipi di alimentazione?
- Quali sono i metodi di auto-aiuto per liberarsi dall’ossessione del cibo, dalla preoccupazione del peso, dall’impulso alle abbuffate e al vomito?
- Come raggiungere e mantenere il proprio peso ideale senza chiudersi in una gabbia di sofferenze?
Ricco di esercizi, test di autovalutazione e casi clinici, questo libro vi aiuterà a capirvi di più e, soprattutto, a diventare i veri protagonisti della vostra vita.
Antonietta Santoni Rugiu , psicologa, docente di Psicologia clinica presso l’Università di Bari, psicoterapeuta familiare didatta, membro fondatore del Centro di ricerca e di intervento sui sistemi umani (CIRISU), responsabile del Day Hospital per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare del Policlinico di Bari, è autrice di oltre 100 pubblicazioni molte delle quali dedite ai disturbi del comportamento alimentare.
Paola Calò , psichiatra, è dirigente medico di I livello nel Dipartimento di salute mentale di Bari.
Piero De Giacomo , ordinario di Psichiatria dell’Univerasità di Bari, presidente del Centro di ricerca e di intervento sui sistemi umani (CIRISU), presidente della Società italiana di ricerca e intervento sulla famiglia (sezione speciale della Società Italiana di Psichiatria), è autore di 9 volumi e oltre 200 pubblicazioni scientifiche.
Introduzione
(Cosa puoi aspettarti da questo programma?; Cosa puoi fare per ottenere il massimo beneficio?; Esercizio: Cosa significa per me la guarigione)
Che cosa sono i disturbi del comportamento alimentare
(Caratteristiche; Preoccupazioni per il peso e la forma del corpo; Pratiche inefficaci di controllo del peso; Abbuffate; Esercizio: Programma sulle abbuffate: Lezione)
Le conseguenze: problemi fisici e psicologici associati ad un disturbo del comportamento alimentare
(Cute e capelli; Sistema gastroenterico; Denti; Muscoli; Ossa; Sistema cardiovascolare; Alterazioni del metabolismo; Alterazioni delle funzioni riproduttive; Complicanze psicologiche; Esercizio: I miei disturbi)
Le cause: fattori predisponenti, precipitanti e perpetuanti il problema alimentare
(Fattori socioculturali; Fattori familiari; Fattori individuali; Caratteristiche prevalenti di personalità; Esercizio: Programma sulle abbuffate: Lezione 2)
Le diete: perché sono inutili
(Il peso ideale; I metodi squilibrati per perdere peso; Le diete squilibrate; Cosa ti succede quando sei a dieta?; Il corpo e il consumo energetico; La teoria del set-point; Esercizio: Le mie diete: costi e benefici)
Un’alimentazione regolare come via d’uscita dal disturbo alimentare
(La distribuzione dei pasti; Il significato delle abbuffate; La varietà nei cibi; Alimentarsi in modo consapevole; Il diario alimentare; Il sommario della settimana; Ricomincia a pesarti; Mangiare è un momento importante; Smetti di vomitare o di usare lassativi; Introduci nella tua alimentazione i cibi “proibiti”; Rompi le tue regole dietetiche; Esercizio: Il sommario della settimana, il diario alimentare, Le mie regole sul cibo)
Cambiare, come
(Durante i pasti; Durante le abbuffate; Introdurre elementi esterni; Diventare artefice della propria vita e, dunque, della propria cura)
Consigli per i genitori
(Ascoltare per conoscere; Quali strumenti utilizzare per conoscere; Non fatevi sensi di colpa; Cosa potete fare per i vostri figli circa l’alimentazione; Il padre è importante; Esercizio: Programma sulle abbuffate: Lezione 3)
Il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare
(Il trattamento ospedaliero; La terapia farmacologica; La terapia cognitivo-comportamentale; La terapia familiare; La terapia interpersonale; Il trattamento integrato in Day Hospital; La terapia psicoeducazionale)
Alcuni esempi di intervento
(La psicoterapia di gruppo sulle relazioni interpersonali; La terapia corporea; Aiutarsi attraverso l’arte e la creatività)
Appendice – (La storia della mia vita. Diario di un’anoressica: Elisa e il fantoccio).
Il Segreto degli Illuminati
Dalle origini ai nostri giorni nostri: storia dell’Occhio che Tutto Vede
Autore/i: Marin Diego
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prefazione di Roberto Giacobbo, premessa dell’autore.
pp. 312, 4 tavv. a colori e b/n f.t., Milano
La confraternita dell’Occhio che Tutto Vede è nata millenni orsono con l’obiettivo di conservare la memoria della razza umana e le risorse economiche del pianeta. Fin dal tempo dei Sumeri si è resa conto di poter controllare gli stessi sovrani, grazie alla potenza economica che rimane sempre all’interno di una sola linea di sangue, la dinastia degli Hyksos o famiglia del Serpente Rosso.
Oggi la sua azione è più forte che mai, mascherata dai molti nomi, quali Bilderberg, CFR, Trilateral, che tengono al giogo gli stati “democratici”. Come ha raggiunto la confraternita un tale potere? Come è riuscita a conservarsi attraverso le dinastie dell’antico Egitto, le generazioni del popolo ebraico, l’impero romano, i carolingi, la famiglia Romanov fino agli odierni governanti… Il libro di Diego Marin prova a rispondere a tutti questi interrogativi, aprendone di nuovi e inquietanti nella mente del lettore.
Diego Marin (Bassano del Grappa, Vicenza, 1983), dottorato in Fisica teorica, specializzato in Teoria delle Stringhe e Gravità quantistica a Loop, da oltre dieci anni si occupa di mitologia comparata e di storia del pensiero esoterico. Nel 2009 ha fondato a Padova l’Associazione culturale Pangea, impegnata nella ricerca storica e archeologica, bibliografica e sul campo.
La Vita Quotidiana a Firenze ai Tempi dei Medici
Autore/i: Lucas-Dubreton J.
Editore: Rizzoli
traduzione di Rosanna Pelà.
pp. 382, nn. tavv. b/n f.t., Milano
La Firenze dei Medici e la nuova Atene di Pericle risorta in Italia duemila anni dopo: un centro commerciale, economico, finanziario fiorentissimo e un centro artistico, intellettuale, culturale incomparabile. Nel Quattrocento Firenze ha più di duecento fabbriche che producono tessuti di lana e di seta, al Mercato Nuovo ci sono settantadue banchi di cambiavalute, il fiorino è una moneta internazionale paragonabile al dollaro oggi, i banchieri fiorentini sono i più ricchi e rispettati d’Europa. La vita materiale è più ricca, elegante e raffinata che in qualsiasi altra città. La famiglia Medici, fatta di negozianti e banchieri accortissimi, riusci a governare la città senza averne l’aria: soltanto i loro successi vengono alla luce, mentre i mezzi per ottenerli rimangono nell’ombra. Questi Rothschild rinascimentali usano il denaro per accattivarsi il popolo e per distruggere i loro nemici. La complessa democrazia fiorentina e guidata da invisibili fili tirati dal Medici. La corruzione, la violenza, i torbidi politici sono all’ordine del giorno. Ma in nessun’altra città si vedono feste così sfarzose, si organizzano divertimenti più trascinanti, si suonano musiche più raffinate. Artisti come Beato Angelico, Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Donatello, Lorenzo Ghiberti, Brunelleschi operano in quegli anni e fanno di Firenze un museo a cielo aperto.
La Mente e le Menti
Verso una comprensione della coscienza
Autore/i: Dennett Daniel C.
Editore: Euroclub
prefazione dell’autore, traduzione di Isabella Blum.
pp. 200, Milano
Daniel Bennett parte da una domanda tanto elementare quanto ardua: cos’è la mente, e chi la possiede? La risposta è affidata a una nitida esposizione dell’evoluzione della vita sulla Terra, ricostruita come una successione di tappe che hanno portato l’uomo a interagire prima con l’ambiente, poi con gli altri, infine – la conquista più importante – con se stesso, creando un “linguaggio della mente” che è il pensiero. Questa affascinante teoria apre naturalmente la porta a nuove domande: la via del pensiero è aperta anche ad altre specie animali? Il pensiero sintetico dei computer è simile a quello dell’uomo? Con autentico talento di scrittore e una straordinaria abilità nell’attingere alle più diverse aree del sapere, Bennett affronta i mille paradossi dell’unica scienza che permette all’uomo di riflettere sulla propria capacità di riflessione.
Daniel C. Dennett è direttore del Centro di studi cognitivi alla Tufts University. È autore, fra l’altro, di Brainstorms e di Coscienza.


