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Storia del Cristianesimo – 2 Volumi in Cofanetto

Storia del Cristianesimo – 2 Volumi in Cofanetto

Autore/i: Autori vari

Editore: Editori Laterza

traduzione di Maria Novella Pierini, a cura di Henri-Charles Puech.

vol. 1 pp. 408, vol. 2 pp. 409-768, nn. tavv. a colori e b/n f.t., nn. ill. b/n, Bari

Scritti di: A. Pincherle – E. Trocmé – J. Le Goff – J. Leroy – O. Clement – R. Stauffer – R. Taveneaux – G. Caprile – J. Guennou – A. Roux.

Antica Arte Magiara

Antica Arte Magiara

Dal X al XVII secolo

Autore/i: Autori vari

Editore: De Luca Editore

unica edizione, traduzione di Éva Kohut.

pp. 80, 282 tavv. b/n f.t., Roma

Roma, Palazzo Venezia, marzo – maggio 1972.

Il Segreto dei Segreti

Il Segreto dei Segreti

Autore/i: ’Abd al-Qadir al-Jilani

Editore: Edizioni 3P

introduzione e traduzione a cura di Andrea Pintimalli, prefazione di Tosun Bayrak.

pp. 248, Bastia Umbra (Pg)

Un’idea presiede la ricerca di perfezionamento in molti grandi pensatori: la felicità verrà raggiunta soltanto quando la propria mente sarà stata educata. La ricerca, ci suggeriscono, è uno spazio interiore, è la capacità di essere padroni dei propri processi, al fine di migliorarsi nel vivere il “qui e ora”, scoprendo in questo il senso stesso della vita.

Il tempo è la possibilità di godere di esso e il mezzo che prepara all’incontro con il divenire. Mantenersi vigili nell’attesa che precede lo svelamento è il vero segreto della vita mistica: un processo inclusivo, nel quale trovano collocazione e utilizzo i più elevati percorsi del pensiero umano.

Il Segreto dei Segreti (Sirr al-Asrar), l’opera attribuita al grande mistico sufi ’Abd al-Qadir al-Jilani, costituisce una tappa fondamentale per il lettore alla ricerca di sé. Un tesoro in grado di guidarlo attraverso le diverse stazioni che conducono alla realizzazione dei più profondi raggiungimenti interiori.
In questa collana vengono presentati alcuni scritti tra i più significativi della mistica di tutti i tempi, a testimonianza dell’intramontabile desiderio dell’uomo di conoscersi per incontrare l’infinito.

Giappone Potere e Splendore

Giappone Potere e Splendore

1568-1868

Autore/i: Autori vari

Editore: Federico Motta Editore

a cura di Gian Carlo Calza con Rossella Menegazzo.

pp. 384, interamente e riccamente illustrato a colori, Milano

Il volume è il catalogo della mostra di Milano, Palazzo Reale, 7 dicembre 2009 – 8 marzo 2010.

La mostra, che raccoglie duecento capolavori provenienti dai più prestigiosi musei giapponesi, quali il Tokyo National Museum, il Kyoto National Museum e l’Osaka Municipal Museum of Art. illustra la trasformazione della società giapponese in Stato moderno attraverso gli stessi secoli in cui tale fenomeno si verificava in Europa (1568 – 1868). In mostra sono stati individuati sei percorsi tematici – Natura, Potere, Occidente, Città, Arti decorative e Tradizione – lungo i quali vengono presentati al pubblico opere e oggetti di straordinaria fattura come alcuni capolavori pittorici, imponenti paraventi, preziose lacche e ceramiche, armi, tessuti e maschere, oltre a preziosi rotoli dipinti su carta o seta che documentano la nascita del Giappone moderno.

L’Ombra e la Grazia

L’Ombra e la Grazia

Autore/i: Weil Simone

Editore: Rusconi

introduzione di Georges Hourdin, traduzione dal francese di Franco Fortini, in sovraccoperta: Particolare di una vetrata di K. Moser. Vienna, collezione privata.

pp. 188, Milano

Raccolta di pensieri espressi in forma nuda e tesa, sovente di forte qualità lirica, questo libro è una spietata ed eroica meditazione sugli estremi della condizione umana, i rapporti fra Dio e l’uomo, quelli fra il bene e il male, fra il peso del corporeo (la pesanteur, la forza «deìfuga») e la Grazia. L’autrice, nutrita dei grandi testi taoisti e indù, dei tragici greci e di Platone, oltre che di una assidua meditazione evangelica, è – come scrisse il primo curatore dell’opera – mossa e impregnata da un infinito desiderio di purificazione interiore, di distruzione dell’Io, «questa ombra portata dal peccato e dall’errore». Dalla contraddizione e dalla automistificazione compensatrice si sfugge accettando fino in fondo la lacerazione e lo strazio, cioè la croce; cercando quindi, come fa il cristianesimo, un impiego, non un rimedio, sovrannaturale della sofferenza. Virile e tragico combattimento religioso che – nell’aperta violenza delle sue antitesi – avvicina queste pagine alle maggiori di Kierkegaard, Pascal, Giovanni della Croce, Caterina da Siena, Agostino.

Simone Weil nacque a Parigi nel 1909 da un’agiata famiglia ebrea dalla quale non ricevette alcuna educazione religiosa. D’intelligenza precoce, studiò presso l’École Normale e si laureò nel 1931, dedicandosi poi subito all’insegnamento. La scoperta della condizione operaia la avvicinò ben presto al sindacalismo e la spinse anche a sperimentare di persona la vita di fabbrica. Nel 1936 partì per la Spagna, dove contava d’unirsi agli antifranchisti. Al 1938, dopo una settimana santa trascorsa a Solesmes, risale l’inizio del suo interesse per i problemi religiosi, destinati a diventare centrali nell’ultimo scorcio della sua vita. Nel 1940, all’arrivo dei tedeschi, lasciò Parigi per rifugiarsi a Marsiglia. Nel 1942 parti con la famiglia per New York, di dove subito volle passare a Londra nella speranza di partecipare direttamente alla lotta antinazista. Ma morì in un sanatorio nel 1943. I suoi principali scritti (L’ombra e la grazia, Attesa di Dio, La prima radice, Lettera a un religioso, La condizione operaia, Oppressione e libertà, ecc.) apparvero postumi.

14 Lezioni di Filosofia Yoga

14 Lezioni di Filosofia Yoga

Introduzione alla conoscenza dei principi fondamentali dell’uomo

Autore/i: Yogi Ramacharaka

Editore: Libreria Vecchia Roma

prefazione dell’autore.

pp. 192, nn. tavv. b/n, Roma

Questo libro dello Yogi Ramacharaka racchiude l’antica saggezza della filosofia yoga espressa con grande semplicità e chiarezza.
Si scopre l’esatta funzione del corpo fisico, l’esistenza del corpo astrale; si impara come educare e indirizzare nella giusta direzione la forza vitale o prana che è in ognuno di noi; si ha la spiegazione dei concetti di mente istintiva, intelletto, mente spirituale, spirito; vengono illustrati i poteri paranormali come la chiaroveggenza, la telepatia, il magnetismo.
Un libro affascinante che leggerete più volte perché vi darà la possibilità di osservare l’uomo, la vita, i suoi problemi e le sue manifestazioni secondo una concezione nuova, più ricca e più vera.

Apocrifi dell’Antico Testamento – 2 volumi

Apocrifi dell’Antico Testamento – 2 volumi

Primo Volume: Storia e massime di Achicar, terzo libro di Ezra, libro dei Giubilei, libro di Enoc, frammenti aramaici di Enoc, testamwnti dei dodici patriarchi figli di Giacobbe – Secono Volume: Salmi di Salomone, Apocalisse siriaca di Baruc, quarto libro di Ezra, Apocalisse di Mosè e vita di Adamo ed Eva, libro dei segreti di Enoc

Autore/i: Autori vari

Editore: Utet

a cura di Paolo Sacchi.

vol. 1 pp. 1008, vol. 2 pp. 664, Torino

Secondo una tradizione antichissima, il male ebbe origine quando tra gli uomini nacquero “ragazze belle di aspetto”, e “gli angeli, figli del cielo, le videro e se ne innamorarono”. Da quel momento, con la discesa degli angeli e la loro unione con gli esseri umani, il peccato si diffuse su tutta la Terra. Questo mito delle origini, non incluso nel canone della Bibbia, è raccontato in uno dei testi attribuiti al patriarca Enoc in cui si intrecciano profonde riflessioni sul male e sul rapporto dell’uomo con Dio, scandagliate dagli ebrei fin dal tempo del travagliato esilio babilonese. Non è un caso isolato. È da versioni parallele di tal fatta che fiorirono rami secondari e dimenticati della tradizione biblica, specchio della varietà d’idee che serpeggiava nella Palestina del giudaismo precristiano: visioni teologiche alternative, spesso apertamente confliggenti con le posizioni ufficiali, che approdano fino al II secolo d.C., ponendo le basi delle comunità protocristiane.
Composizioni come le “apocalissi”, i testamenti di patriarchi e le raccolte di proverbi e salmi si mescolano, sotto strati di secoli, a immaginifici miti e compilazioni cosmogoniche, fino a perdersi nel tempo e scomparire sotto i colpi dell’ortodossia. Fu così che gli Apocrifi dell’Antico Testamento – qui raccolti in un nucleo di testi significativi, mai tradotti prima in italiano – furono trascurati per millenni e rivalutati nella loro importanza cruciale solo dopo i rinvenimenti di Qumran. A curarne la ricca e preziosa edizione Utet, in due volumi, è Paolo Sacchi, illustre biblista, considerato il padre dei nuovi studi giudaici italiani.

Paolo Sacchi è professore emerito di Filologia biblica, Ebraico e Aramaico presso l’Università di Torino, tra i maggiori studiosi a livello internazionale di giudaismo del secondo Tempio. Ha fondato la rivista “Henoch” e l’Associazione italiana per lo Studio del Giudaismo. Ha approfondito vari aspetti del giudaismo antico, come l’apocalittica e i manoscritti di Qumran.

Introduzione al Talmud e al Midrash

Introduzione al Talmud e al Midrash

Autore/i: Stemberger Günter

Editore: Città Nuova Editrice

edizione italiana, riveduta e aggiornata dall’autore, a cura di Daniela e Luigi Cattani, prefazione dell’autore, traduzione dal tedesco di Mariangela Barbieri.

pp. 520, Roma

La traduzione dell’opera di Giinter Stemberger, Introduzione al Talmud e al Midrash segue di poco la pubblicazione di un altro testo dello stesso autore, Il giudaismo classico (edito nel 1991 in questa stessa Collana, «Tradizione d’Israele»), di cui è quasi il proseguimento ideale. Tema generale di questo volume è la letteratura rabbinica nata e sviluppatasi nel primo millennio della nostra èra in Palestina e a Babilonia, i due centri più importanti della vita ebraica di allora.
L’insegnamento dei rabbini è qui presentato non in una dimensione atemporale, ma in rapporto con i principali avvenimenti del tempo. Ne deriva una esposizione completa e varia, avvincente anche sotto il profilo narrativo.
Nella prima arte del volume vengono approfonditi gli elementi essenziali della storia e della cultura del tempo rabbinico; nella seconda e terza parte l’autore inserisce i testi in una vera e propria storia della letteratura, rispondendo così ad un’esigenza primaria della più recente fase di ricerca.
Per l’ampiezza dell’apparato bibliografico, la ricchezza del materiale presentato, la serietà e il, rigore del metodo, la Introduzione al Talmud e al Midrash di Günter Stemberger costituisce un testo fondamentale per quanti si occupano dello studio della letteratura rabbinica, offrendo al lettore una testimonianza preziosa del rinnovato interesse diffusosi, negli ultimi anni, nel mondo ebraico e cristiano, per le testimonianze letterarie del giudaismo post-biblico e l’universo spirituale che in esse si esprime.

Günter Stemberger è nato nel 1940 e insegna Giudaistica all’Università di Vienna.

Introduzione al Buddhismo Zen

Introduzione al Buddhismo Zen

Autore/i: Suzuki Daisetz Taitaro

Editore: Ubaldini Editore

nota e cura di Christmas Humphreys, nota dell’autore, prefazione e traduzione di Grazia Marchianò, introduzione di Carl Gustav Jung.

pp. 136, Roma

Qui sono descritte la tecnica e la pratica dello Zen.
Numerosi esempi di dialoghi Zen aiuteranno il lettore a cercare lo Zen solo dove deve essere trovato, cioè oltre i vincoli del pensiero e la portata dell’intelletto.

Le opere maggiori in lingua inglese di D. T. Suzuki dedicate al Buddismo sono venticinque e almeno diciotto se ne contano in giapponese, tuttora sconosciute in Occidente. Come mostra chiaramente la cronologia bibliografica dei suoi scritti sullo Zen in inglese, egli fu il pioniere di questa dottrina fuori del Giappone. Infatti, prima del 1927, anno in cui uscì la prima serie dei suoi, Essays in Zen Buddhism, nulla era ancora noto dello Zen come vivente esperienza se si eccettua l’opera di Kaiten Nukarya, Religion of the Samurai.
Il professor Suzuki ha scritto con autorità. Non solo egli ha studiato le opere originali in Sanscrito, Pali, Cinese, Giapponese ma e anche stato un profondo conoscitore del pensiero occidentale, nelle lingue tedesche, francese e inglese che egli parlava e scriveva con grande scioltezza. Fu, tuttavia, molto più che uno studioso. Pur non appartenendo ad alcun ordine religioso o setta Buddista, la sua conoscenza delle cose dello spirito era tanto diretta, profonda e efficace per tutti coloro che avevano la fortuna di sedere ai suoi piedi, da essere onorato in ogni tempio del Giappone.
Quando egli parla degli stadi più elevati della coscienza lo fa come un uomo che vi ha, per così dire, abitato e che ha cercato poi di utilizzare dei simboli intellettuali per descrivere uno stato di coscienza che è “al di là dell’intelletto”.
A coloro che non hanno potuto sedere ai piedi del maestro, i suoi scritti sono un prezioso sostituto, e questa Introduzione al Buddismo Zen e la guida più preziosa per coloro che si accostano allo Zen per la prima volta.

Daisetz Teitaro Suzuki, professore di filosofia buddista nella Università Orani di Kijoto, nacque nel 1870 ed è morto nel 1966. Egli è stato l’esponente contemporaneo più autorevole del Buddismo Zen.

Psicoterapia e Critica Sociale

Psicoterapia e Critica Sociale

E altri saggi

Autore/i: Moreno Mario

Editore: Sansoni Editore

prefazione di Carlo Gentili.

pp. XVI-168, Firenze

Tre sono i temi fondamentali che caratterizzano i saggi di Moreno contenuti in questo volume: la verifica della posizione dello psicoterapeuta di fronte alla società, l’utilizzazione delle esperienze psicoterapeutiche ai fini di una ricerca antropologica, il tentativo di individuare elementi comuni nei vari modelli interpretativi del comportamento umano normale e patologico delle diverse scuole di psicoterapia analitica.
Al primo tema è dedicato Psicoterapia e critica sociale, che contiene tra l’altro una acuta analisi dei rapporti tra psicoanalisi e marxismo, analisi che porta Moreno ad indicare l’ipotesi dell’istinto di morte come il pomo della discordia tra questi due fondamentali aspetti del pensiero contemporaneo.
Il secondo tema è trattato principalmente nel saggio Il rapporto medico-paziente come fondamento dell’azione psicoterapeutica.
Riguardo al terzo tema, si può dire che esso è presente in ogni saggio del volume, anche se in quelli sulla psicodinamica delle nevrosi e l’erotismo magico delle perversioni il confronto tra i diversi approcci interpretativi è più diretto ed evidente, e più chiaro e l’impegno ad indicare possibili sintesi.
Questi temi testimoniano un impegno pieno e coraggioso, di rinuncia alla rassicurante posizione dell’analista chiuso nel proprio studio professionale e nelle proprie ipotesi di lavoro, trasformate in credenze dogmatiche.
Mario Moreno è nato a Roma nel 1928; laureatosi in medicina nel 1952 e specializzatosi poi in neurologia e psichiatria, si è dedicato alla prassi e alla ricerca della psicoterapia.
Formatosi come analista alla scuola di Ernest Bernhard, è stato il primo italiano accolto come membro dell’Associazione Internazionale di Psicologia Analitica ed uno dei più autorevoli rappresentanti della scuola junghiana nel nostro paese.
Libero docente di psichiatria nell’Università di Roma, ha insegnato per tre anni psicoterapia nella Scuola di Psichiatria dell’Università di Milano ed ora pratica lo stesso insegnamento nell’Università di Bologna.
Fra le sue opere più recenti ricordiamo: Breve storia della psicoterapia (ERI, 1968); Psicodinamica della contestazione (ERI, 1969); Problemi attuali di psicologia femminile (ERI, 1972) e La dimensione simbolica (Marsilio, 1973).

La Contessa Sanguinaria

La Contessa Sanguinaria

Autore/i: Penrose Valentine

Editore: Sugar Editore

premessa dell’autrice, traduzione di Luciana Marchi Pugliese.

pp. 224, nn. tavv. b/n f.t., Milano

Erzsébet Báthory, nata nel 1560 da una delle più illustri famiglie d’Ungheria, morì nel 1614 murata viva, per decisione del massimo tribunale del tempo, nel suo inaccessibile castello nei Carpazi. Un’oscura vicenda di sangue e di morte congiunge queste due date: una vicenda assolutamente vera, anche se ad ogni pagina verrebbe il sospetto che essa fosse soltanto l’orribile sogno di una mente malata.
Valentine Penrose si è chinata su quest’anima tragica, abissale, indemoniata e ha cercato di carpirne l’oscuro segreto ricostruendo sulla base di validissimi documenti, la vita di Erzsébet e la storia del suo Paese, a quel tempo in gran parte ancora semibarbaro e feudale. Erzsébet, vissuta sin dalla prima infanzia in un mondo sotterraneo, estranea a sé e agli altri, quasi assente, ha sempre celato il suo vero volto dietro la fredda maschera della sua singolare e inusitata bellezza. Per scoprire qual era questo volto, l’Autrice ci conduce nelle sinistre camere di tortura dove perirono forse più di seicento fanciulle; ci mostra le infelici creature, con le carni denudate coperte di piccoli fori procurati dalle punture di spillo, bruciate da attizzatoi ardenti, tagliuzzate, morse dalle tenaglie; ci fa assistere a scene allucinanti durante le quali Erzsébet, aiutata dalle sue fattucchiere, urla di voluttà mentre sulle sue candide spalle scorre il sangue ancora caldo delle giovani e belle vittime.
Chiamata “belva di Csejthe”, “Contessa sanguinaria”, paragonata alla torbida ma forse più umana figura di Gilles de Rais, Erzsébet – tale almeno sembra essere la conclusione del libro – fu una creatura abnorme e mostruosa, è vero, ma al tempo stesso fu anche vittima di un secolo e di un Paese oscuri e crudeli, che la costrinsero a vivere fuori dal tempo degli esseri umani, in un universo di caverne profonde, prigioniera di fosche magie, di assurde superstizioni, di solitudini sconfinate, di costumi e uomini ad un tempo rigidi e crudeli.
E pur senza nascondere nulla degli avvenimenti, l’Autrice, mediante una vivissima partecipazione umana ed un linguaggio affascinante, riesce a mitigare l’asprezza della vicenda e a cancellare ogni traccia di aridità dalla sua precisa ricostruzione storica, facendo di questo libro un documento singolarissimo e appassionante.

Pirandello Fascista

Pirandello Fascista

La coscienza borghese tra ribellione e rivoluzione

Autore/i: Vené Gian Franco

Editore: Marsilio Editori

prima edizione, prefazione dell’autore.

pp. 148, Venezia

Durante la più grave crisi del governo fascista, quando l’assassinio di Giacomo Matteotti parve travolgere Mussolini, Luigi Pirandello chiese con un telegramma “l’alto onore” di iscriversi al Fascio. Con questo gesto, non sospettabile di opportunismo, Pirandello esprimeva la crisi culturale europea della quale egli fu forse il massimo protagonista e il più sofferto interprete.
La straordinaria originalità di questo saggio di Gian Franco Vené (saggio che continua il discorso affrontato dall’autore in Capitale e” letteratura e L’ideologia piccolo borghese) e nel rifiuto di ogni facile aneddotica sulla letteratura in camicia nera per ricercare nell’intera opera di Pirandello le profonde, ineluttabili ragioni che portano lo scrittore, sommo interprete delle tensioni borghesi, a riconoscersi nelle ragioni storiche e filosofiche dalle quali nacque il fascismo. A costo di apparire provocatorio, il libro di Vené apre una prospettiva nuova sui reali rapporti tra letteratura e fascismo: se ne deduce che il più importante scrittore italiano del nostro secolo “non potè non essere fascista” per il suo perentorio rifiuto di riconoscere ai partiti il “diritto” di rappresentare gli individui e per aver vissuto fino in fondo la contraddizione tra ribellione individuale e illusione rivoluzionaria. Anche per questo Pirandello fascista è uno studio sul passato da leggere con l’occhio attento del presente.

Gian Franco Vené, ligure, vive a Milano. Saggista e giornalista ha pubblicato diversi libri tra i quali Capitale e letteratura, Il golpe fascista del 1922 e, presso questa casa editrice, L’ideologia piccolo borghese. Per i maggiori quotidiani e settimanali italiani ha seguito come inviato speciale i principali avvenimenti politici e bellici degli anni sessanta-ottanta. E fondatore e responsabile del “Premio internazionale di cultura città di Anghiari”. Dirige l’edizione italiana della rivista internazionale “Penthouse”.

Astrologia Esoterica Onomantica

Astrologia Esoterica Onomantica

Autore/i: Del Bello Alfonso

Editore: Editore Ulrico Hoepli

prefazione dell’autore.

pp. 464, 24 figure di cui 6 a colori e numerose tavole sinottiche, Milano

L’uomo, sin dai tempi più remoti, ha sempre voluto sollevare il velo misterioso dell’avvenire. Essere felice è lo scopo dei suoi sforzi, per cui desidera continuamente sapere se lo sarà.

Interrogare l’avvenire è perciò una necessità morale che sorge dall’istinto misterioso che ricerca avidamente la felicità e che non ha riposo se non nella certezza o nella speranza di raggiungerla. Quanto alla facoltà di previsione è necessario, per giudicarla, fare una distinzione tra la divinazione e la congettura. La prima è un fenomeno della sensibilità che permette di presentire gli avvenimenti, grazie ai rapporti tra il sensitivo e il pensiero divino e a mezzo di certi stati psichici. La seconda è il risultato di un lavoro intellettuale fatto di analisi e deduzione.

L’astrologia non è nè una religione, nè una filosofia, nè una superstizione; ma bensì la conoscenza intelligente della natura. In tal senso essa può evidentemente modificare il nostro modo di vedere e il nostro modo di concepire il mondo. Essa non è nè più nè meno occulta del campo d’azione dell’ipnosi, del radium, della radio, della coesione fra i diversi organi del corpo, o della simpatia tra gli uomini. L’astrologa si propone di studiare il carattere, le tendenze buone e cattive che ognuno apporta nascendo e di trovare i mezzi di migliorare, con l’educazione della volontà, in vista della polarizzazione che ci accompagna attraverso la vita sotto una prima forma di destino fatale. Cos’è il destino? L’astrologia lo spiega basandosi sul fatto che tutto l’Universo è una unità e che tutte le manifestazioni di quest’unità della quale noi siamo una parte, sono sottomesse a delle leggi che operano nell’Universo.

Ne consegue che tutto s’incatena e si collega. Conseguentemente i corpi planetari che formano il nostro sistema, influenzato da forze a loro superiori, s’influenzano a loro volta. Noi viviamo sotto quest’azione fluidica e le apparteniamo intimamente. L’astrologia ci permette di conoscere il nostro particolare tipo planetario; di discernere quindi tutte le probabilità della migliore riuscita nella vita; perchè sapremo dirigerci conseguentemente e terremo una decisa linea di condotta, base prima del successo. Consci del nostro carattere, con i suoi fattori positivi e negativi, potremo temperare la nostra passionalità o eliminare il nostro egoismo, barriera insormontabile per ogni armoniosa fusione. In quest’epoca di agitazione, incertezze morali, causate più che altro dalla maschera d’egoismo che l’umanità si è imposta; in quest’epoca ove l’occultismo, perchè spirituale, interessa molte menti elette, non è da meravigliarsi che anche in Italia veda la luce un completo trattato di astrologia esoterica onomantica.

In forma piana, chiara, esauriente, l’autore, Alfonso Del Bello, ispirandosi ai classici lavori degli astrologi medioevali italiani, ha creato un trattato d’astrologia grazie al quale ogni lettore, può indagare nel proprio e nell’altrui destino. Il volume è ricco di esempi, tavole sinottiche, cicli annuali e 800 aforismi per l’interpretazione. È notevole la parte concessa ai tarocchi interpretati, per la prima volta in lingua italiana, in tutti i loro sensi.

La Religione Romana Arcaica

La Religione Romana Arcaica

Miti leggende realtà della vita religiosa romana con un’appendice sulla religione degli etruschi

Autore/i: Dumézil Georges

Editore: Rizzoli

prima edizione, edizione italiana e traduzione a cura di Furio Jesi, prefazioni alla prima e seconda edizione francese dell’autore, in sovraccoperta: Statua di Apollo. Roma, Villa Giulia.

pp. 616, Milano

Le qualità peculiari di Dumézil, mitologo, storico e comparatista, in grado di operare con sicurezza filologica su documenti di almeno quindici lingue (oltre a quella dei materiali archeologici), e principale innovatore degli studi sulle civiltà indoeuropee, danno la misura di questo libro, dinanzi al quale viene naturale Pensare alle grandi opere, vive oltre che dottissime, della scienza dell’antichità nel secolo scorso. Si tratta infatti di un libro che non è solo un manuale esauriente, ma anche o innanzitutto una prova assai originale di metodo. I dati e i problemi della religione etrusca e della religione romana dalle origini alla fine della repubblica sono inseriti nel vivo degli studi e delle polemiche più recenti sui rapporti dialettici fra religione e mitologia, fra storia e mito, fra istituzioni sociali e funzioni e strutture delle immagini mitologiche. Questo fa sì che, come scrive Dumézil stesso, nuovi strumenti di osservazione riscoprano «la freschezza dei vecchi paesaggi, a spese dei miraggi che erano stati loro sostituiti… L’audacia di Dumézil consiste spesso nella sua capacità di recuperare, con gli strumenti di una metodologia raffinata e spregiudicata, testimonianze antiche svalutate da analisi moderne miopi e ipercritiche, e di cogliere in una costellazione di dati apparentemente marginali gli indizi di situazioni culturali che, sulla base dei materiali comparativi, vengono a comporsi in un disegno organico e nuovo.

Georges Dumézil, nato a Parigi nel 1898, è stato professore, dal 1933, all’École Pratique des Hautes Etudes e, dal 1948, al Collège de France. Dal 1979 fa parte dell’Académie Française.

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Prefazione all’edizione francese
Prefazione alla seconda edizione
Elenco delle abbreviazioni
Bibliografia generale

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI
I. Incertezza della storia dei primi secoli; II. Storia politica e storia religiosa; III. La religione romana più antica: Numen o Deus?; IV. Il tipo degli dei romani; V. La mitologia perduta: l’esempio dei Matralia; VI. Dalla mitologia alla storia; VII. L’eredità indoeuropea a Roma; VIII. Conservatorismo della religione romana: il caso del iuges auspicium; IX. Valore di testimonianza delle formule; X. Gli eruditi romani; XI. La pretesa «rivoluzione pontificale»; XII. Alcune caratteristiche della religione romana; XIII. Equilibri nella religione romana; XIV. Il lessico del sacro; XV. Scopo di questo libro

PARTE PRIMA – I GRANDI DEI DELLA TRIADE ARCAICA
I. La triade arcaica: i dati; II. Interpretazione: le tre funzioni; III. Giove; IV. Marte; V. Quirino; VI. La triade arcaica: ulteriori considerazioni

PARTE SECONDA – L’ANTICA TEOLOGIA
I. La triade capitolina
1. Giove Capitolino; 2. Giunone; 3. Minerva; 4. La triade capitolina
II. I fuochi del culto pubblico
III. Strutture;
1. Il dio degli inizi; 2. Il tempo; 3. I luoghi
IV. L’uomo
1. Il vivente; 2. I morti
V. Forze ed elementi
1. Terza funzione; 2. Seconda e prima funzione

PARTE TERZA – ESTENSIONI E MUTAMENTI
I. Astrazioni personificate; II. Gli dèi dei vicini; III. Gli dèi del nemico; IV. Gli dèi dei commercianti; V. I primi dèi greci; VI. Tentativo di cronologia; VII. La religione durante la seconda guerra punica; VIII. Prime testimonianze letterarie; IX. Novità ideologiche; X. Spinte e resistenze; XI. Le guerre civili e la religione

PARTE QUARTA – IL CULTO
I. Sacra publica; II. Sacerdotes; III. «Signa» e «portenta»; IV. Note sui culti privati
APPENDICE – La religione degli etruschi
Considerazioni preliminari; I «libri» degli etruschi; Libri fulgurales; Libri haruspicini; Libri rituales; Gli dèi; Gruppi di dèi; Il mondo dei morti

I Segreti Sessuali dell’Oriente

I Segreti Sessuali dell’Oriente

L’alchimia dell’estasi – Dal Kama Sutra all’Ananga Ranga, dai principali trattati taoisti all’arte tantrica tutte le millenarie tecniche erotiche delle culture indiana e cinese

Autore/i: Douglas Nik; Slinger Penny

Editore: Newton Compton Editori

introduzione degli autori, traduzione di Claudio Corvino.

pp. 384, interamente e riccamente illustrato b/n, Roma

Nel rapporto fra uomo e donna si riassume l’essenza del mondo; ma questa verità è stata offuscata in Occidente da tutte quelle “autorità” e istituzioni che hanno promosso la separazione tra corpo e mente, tra sessualità e sentimento religioso, diffondendo la paura sia dell’eros sia dell’estasi mistica, esperienze che per loro natura si congiungono e confondono.
Questo libro è uno studio completo sul sesso e sul misticismo. Non è mai apparso sull’argomento un lavoro di tale entità, lavoro che rappresenta un valido e vitale contributo alla comprensione della sessualità. Esplora il sentiero dell’amore e del misticismo basandosi sull’eredità e sulla saggezza delle grandi culture dell’Oriente. Creato da una coppia (scrittore e artista), e destinato a essere sperimentato quanto a essere letto.
L’opera si basa su più di duemila anni di autorevoli testi di medicina, filosofia e pratiche sessuali, molti dei quali mai visti o tradotti in Occidente.

Nik Douglas ha studiato arte, filosofia e medicina orientale e le relative pratiche sessuali vivendo per otto anni sull’Himalaya. Ha studiato con dottori indiani, adepti del Tantra e lama tibetani e al tempo stesso ha imparato la lingua sanscrita e tibetana. Ha organizzato numerose mostre di arte orientale e ha autenticato opere d’arte e scritture orientali per importanti musei e collezioni private.

Penny Slinger ha disegnato più di seicento illustrazioni per facilitare la comprensione del testo. Presentato in tutta Europa, il suo lavoro è stato accolto come «erotismo dinamico, moderno, un’esplorazione della sessualità femminile». Sono rappresentate più di duecento posizioni erotiche, prese dalle collezioni di tutto il mondo. Vi è compresa anche un’illustrazione completa del Kama Sutra, dell’Ananga Ranga e dei principali trattati erotici taoisti. L’illustratore ha attinto anche agli esempi più belli dell’arte erotica tantrica, peraltro mai pubblicati in precedenza.

Lo Specchio della Magia

Lo Specchio della Magia

Autore/i: Seligmann Kurt

Editore: Gherardo Casini Editore

traduzione dall’inglese di Giorgio Iannuzzi.

pp. 496, 255 illustrazioni b/n, Roma

La magia è uno dei fenomeni che hanno accompagnato il cammino dell’umanità dai suoi albori più lontani ai tempi recenti.
Le credenze, i riti, i cerimoniali, i personaggi che nei secoli hanno fatto della Magia uno dei capitoli più importanti e più misteriosi delle vicende dei popoli, sono passati in rassegna in questo libro che è unico nel suo genere.
Esso rivela come anche nelle più usuali forme della vita moderna si celi e persista insospettato, il germe delle credenze magiche, e come gli uomini abbiano conservato attraverso i secoli i residui di convinzioni di cui essi non ricordano la remotissima origine.

Mancava fino ad oggi in Italia un panorama storico e analitico completo della magia.
La magia è uno dei fenomeni più interessanti e più importanti della civiltà. Basti pensare all’immensa influenza che essa ha esercitato su tutte le scienze e sulle arti dall’origine della razza umana ad oggi, e ci si renderà conto del suo significato. Le credenze più strane, l’alchimia, la ricerca della pietra filosofale, nel Medioevo considerata la Grand Œuvre per antonomasia, le virtù di trasformazione, l’astrologia la stregoneria, la cabala, tutte le diavolerie di cui oggi si potrà sorridere, pur senza potersi sottrarre al sinistro fascino che ancora da esse emana, hanno dato le prime basi alle scienze positive e con la qualità diabolica del loro mistero hanno impressionato la fantasia dei più grandi poeti, da Dante a Shakespeare e a Goethe.
Questo libro vuole presentare alle persone colte un quadro sintetico delle dottrine e delle pratiche magiche presso le civiltà occidentali; e unisce alla più sicura informazione scientifica la più piana esposizione della materia, troppo spesso falsata da opere di dubbio valore e prive degli indispensabili argini critici.

Animali Simbolici

Animali Simbolici

Alle origini del Bestiario cristiano – I (Agnello-Gufo)

Autore/i: Autori vari

Editore: EDB – Edizioni Dehoniane Bologna

a cura di Maria Pia Ciccarese.

pp. 512, Bologna

La dimensione simbolica degli animali, un tempo corrente e universalmente accettata, ha lasciato traccia nel nostro mondo moderno. Anzi, man mano che la fauna selvatica sparisce dal nostro habitat, sembra quasi che gli animali simbolici tornino sempre più a popolarlo: la colomba rappresenta i movimenti pacifisti, il cavallino rampante è l’emblema di una casa automobilistica orgoglio degli italiani, leoni leopardi lupi e aquile sono adottati dalle più agguerrite squadre di calcio. Ancora oggi additiamo negli animali lo stereotipo di vizi e virtù che contraddistinguono il comportamento umano: il coraggioso è un leone, il vigliacco è un coniglio; la ragazza intraprendente fa la civetta e il maestro chiama asini i suoi studenti. Alla ricerca delle radici remote da cui ha tratto alimento il simbolismo animale scopriamo il ruolo centrale dell’esegesi biblica: a nessuno può sfuggire come, dalla Genesi all’Apocalisse, dal serpente al drago, la Bibbia si apra e si chiuda con una bestia-simbolo. L’opera tratta di animali: non tutti gli animali, è ovvio, ma solo quelli che sono menzionati nella Bibbia e hanno quindi goduto dell’attenzione degli antichi esegeti. La curatrice, di cui è nota la sicura competenza in questo ambito, propone una ricchissima e accurata antologia. Due i possibili livelli di lettura: per informazione e per consultazione. Ciascun capitolo è dedicato a un animale, rigorosamente in ordine alfabetico (il volume arriva fino alla lettera G). Si possono leggere tutti, l’uno di seguito all’altro, o consultarli come voci di un’enciclopedia, a seconda dei propri interessi; si può andare direttamente agli indici, alla ricerca di un autore o una citazione specifica. Ogni capitolo ha la medesima struttura tripartita: un’introduzione traccia brevemente la storia del simbolo animale, seguono i passi antologici suddivisi per simbologie, il corredo di note accorpate a fine capitolo fornisce il necessario complemento di passi paralleli e le spiegazioni più essenziali. Il rigore scientifico che contraddistingue il volume e il prestigio della collana che lo accoglie non traggano in inganno: scritto con uno stile agile e accessibile a tutti, corredato sempre di traduzione per quanti non conoscono (o più non ricordano) il greco e il latino, il testo è veramente “godibile” dal più ampio pubblico.

Maria Pia Ciccarese è professore ordinario di letteratura cristiana antica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, dove dirige il Dipartimento di studi storico-religiosi; dal 1998 al 2004 è stata presidente della Consulta universitaria di letteratura cristiana antica. Si occupa di esegesi biblica, di escatologia e visioni dell’aldilà, di edizioni critiche di testi cristiani; da oltre dieci anni pubblica contributi sul simbolismo cristiano degli animali. Ha curato i volumi: Il «Contra adversarium legis et prophetarum» di Agostino, Atti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Roma 1981; Visioni dell’aldilà in Occidente. Fonti modelli testi, Biblioteca patristica n. 8, Firenze 1987; La Letteratura cristiana antica nell’Università italiana, Letture patristiche n. 5, Fiesole 1998; presso le EDB ha curato Animali simbolici. Alle origini del Bestiario cristiano. II (Leone-Zanzara), Biblioteca patristica, 2007.

I Misteri di Mithra

I Misteri di Mithra

Cosmologia e salvazione nel mondo antico

Autore/i: Ulansey David

Editore: Edizioni Mediterranee

edizione italiana a cura di Gianfranco de Turris, prefazioni dell’autore, traduzione dall’inglese di Massimiliano T. Rezza e Livio Tucci.

pp. 176, nn. ill. b/n, Roma

Dei molti enigmi lasciati dall’antichità uno dei più misteriosi e affascinanti è quello relativo al culto misterico tributato in epoca romana, dal I al IV secolo d.C., al dio Mithra. I segreti, rivelati unicamente agli iniziati di questi misteri, non vennero – per quanto ne sappiamo – mai messi per iscritto, e quindi gli studiosi non si possono avvalere di specifiche testimonianze letterarie, ma soltanto della copiosa iconografia mitriaca, peraltro estremamente difficile da decifrare. L’interpretazione più accreditata delle fonti archeologiche, sostenuta in questo lavoro di David Ulansey – lo sviluppo della propria tesi di specializzazione presso l’Università di Princeton – è quella che la strana rappresentazione simbolica di questo antico culto sia in realtà un codice astronomico, e ciò dimostrerebbe l’elevato grado di conoscenza posseduto dai suoi adepti. Il libro, frutto di molti anni di ricerca, è entusiasmante e procede, passo dopo passo, tassello dopo tassello, fino allo svelamento della complessa struttura cosmologica nascosta dietro al simbolismo della tauroctonia, la scena dell’uccisione del toro da parte del dio Mithra, che compare in maniera identica in ogni tempio dedicato a questa religione. Ma, oltre all’interesse intrinseco di tali raffigurazioni, lo studio del mitraismo è di grande importanza per comprendere la matrice culturale da cui prese le mosse il cristianesimo. Le due religioni furono infatti sorelle, nacquero nella stessa epoca e si diffusero grosso modo nella medesima area geografica, cercando di dare risposte differenti al comune desiderio di trascendente.

David Ulansey, professore Emerito di Filosofia e Religione all’Istituto Californiano di Studi Integrali a San Francisco. È ricercatore di storia delle religioni, religioni comparate e storia culturale all’Università di Princeton. Il suo ambito specifico di studio riguarda le religioni del Mediterraneo antico, con particolare attenzione alle religioni misteriche, lo Gnosticismo, la cosmologia antica e il proto-Cristianesimo. Ha anche tenuto corsi in varie università su materie più speculative quali l’evoluzione della coscienza, la psicologia archetipica, il simbolismo alchemico, etc. È stato spesso conferenziere all’Istituto C.G. Jung di San Francisco.

Il Peccato e la Paura

Il Peccato e la Paura

L’idea di colpa in Occidente dal XIII al XVIII secolo

Autore/i: Delumeau Jean

Editore: Società Editrice Il Mulino

traduzione di Nicodemo Grüber.

pp. 1008, Bologna

Questo straordinario affresco disegna l’evolversi di un atteggiamento pessimistico e punitivo riguardo alla vita terrena, diffusosi in Europa fra il Trecento e il Settecento. Delumeau ne scorge l’origine negli ideali ascetici, nel “contemptus mundi”, nel tetro senso del peccato e della fragilità umana che dall’ambiente monastico medievale si allargano nella società grazie a quella che l’autore definisce una “pastorale della paura”, ossia una pervasiva pedagogia attuata dalle prediche, dai libri di edificazione, dall’iconografia macabra; una pedagogia del resto parallela alla terrificante serie di calamità e orrori bellici che punteggiarono e atterrirono quei secoli, e dovettero apparire altrettante punizioni in cerca di una colpa.

“Un libro che… s’impone come un autentico classico negli studi dedicati alla rievocazione del clima culturale dell’Europa tra l’epoca medioevale e quella moderna” (Valerio Castronovo)

“Delumeau scrive per la prima volta una riuscitissima storia culturale del peccato in Occidente” (Luigi Moraldi)

Jean Delumeau è professore onorario al Collège de France. Fra i suoi numerosi libri: “La paura in Occidente” (Sei, 1979), “Rassicurare e proteggere” (Rizzoli, 1992), “Storia del Paradiso” (Il Mulino, 1994), “Quel che resta del Paradiso” (Mondadori, 2001), “Scrutando l’aurora. Un cristianesimo per domani” (Messaggero Padova, 2005).

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Introduzione: una storia culturale del peccato

PARTE PRIMA: PESSIMISMO E SENSO DEL MACABRO NEL RINASCIMENTO

I. Il disprezzo dell’uomo e del mondo

II. Dal «contemptus mundi» alle danze macabre

III. Le ambiguità del macabro

IV. Un mondo di peccato

V. La fragilità dell’uomo

PARTE SECONDA: FALLIMENTO DELLA REDENZIONE?

VI. L’esame di coscienza

VII. Le competenze del confessore

VIII. Il peccato originale

IX. La «massa damnata» e il sistema del peccato

X. Il «disagio» religioso dell’esistenza terrena

PARTE TERZA: LA PAURA TRA I CATTOLICI

XI. Il diffondersi di una pastorale

XII. «Pensateci bene!»

XIII. I tormenti dell’aldilà

XIV. Un Dio dagli «occhi di lince»

XV. Il peccato e i peccati

XVI. Il modello ascetico

XVII. Le difficoltà della confessione

XVIII. La pastorale cattolica: tentativo di quantificazione

PARTE QUARTA: LA PAURA TRA I PROTESTANTI

XIX. «Eternità: una parola che folgora»

XX. Pastorale cattolica e protestante: punti in comune

XXI. Escatologia e predestinazione

Conclusione

La Caduta di Costantinopoli – L’Eco nel Mondo

La Caduta di Costantinopoli – L’Eco nel Mondo

Parte seconda – Gli echi in occidente e in oriente

Autore/i: Autori vari

Editore: Fondazione Lorenzo Valla / Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, testi a cura di Agostino Pertusi, in sopracoperta: Veduta di Istanbul miniatura da un manoscritto turco dell’inizio del Cinquecento (particolare) Istanbul, Biblioteca universitaria (Archivio A. Held, Ecublens, Svizzera) .

pp. 576, Milano

Durante l’ultimo assedio di Costantinopoli, segni funesti prostrarono la resistenza dei difensori. La notte del 24 maggio 1453 un’eclisse di luna oscurò il cielo per tre lunghe ore, così come per tre ore, il giorno in cui Cristo morì, «si fece buio su tutta la terra». Poi i segni nefasti si moltiplicarono: nel corso di una processione solenne, la sacra icona della Madonna scivolò a terra; una pioggia torrenziale allagò la città; una nebbia fittissima, mai vista in quella stagione, l’avvolse; e una strana luce, interpretata come quella dello Spirito Santo, cominciò a scintillare sopra la cupola di santa Sofia, brillò e scomparve, come un fuoco fatuo, nelle campagne. La mattina del 29 maggio 1453, Costantinopoli cadde nelle mani dei turchi. L’imperatore Costantino XII morì combattendo, e il suo corpo non fu mai ritrovato.
La chiesa di santa Sofia, «il paradiso terrestre, il secondo firmamento, il Veicolo dei cherubini, il Trono della gloria di Dio», fu spogliata delle offerte dei secoli. I saccheggi, le uccisioni e i pianti degli schiavi risuonarono, tra le mura della città. Bisanzio non esisteva più: quella straordinaria mescolanza di superba ostentazione terrena e di umile fede in Dio, quei palazzi e quei monasteri, la crudeltà atroce e la delicata pazienza, tanto genio ardente, tanta intelligenza squisita ed estenuata; tutto quello che aveva rallegrato lo sguardo dei secoli era morto per sempre. Per qualche anno l’umanità avvertì quel vuoto, quel brivido che si produce quando qualcosa di grande lascia la terra. I cantastorie ricordavano le parole di Geremia: «Colei che era una principessa tra i pagani e una regina tra le nazioni, ora deve servire». Il secondo volume della raccolta curata da Agostino Pertusi è diviso in due parti. La prima raccoglie i molteplici echi, racconti e testimonianze che la caduta di Costantinopoli risvegliò in tutto il mondo, dall’Occidente alla Grecia, dalla Turchia alla Russia. La seconda comprende i lamenti in prosa e in poesia che la scomparsa di Bisanzio ispirò ai poeti greci, veneti, francesi, tedeschi, slavi, armeni, e ai poeti popolari della Grecia e del Ponto.

Agostino Pertusi è professore di letteratura greca e di filologia bizantina all’Università Cattolica di Milano.
Si è occupato dei commenti antichi a Esiodo, della tradizione dei testi tragici e di Menandro. Nel campo degli studi bizantini, ha pubblicato edizioni critiche di Costantino Porfirogenito e di Giorgio di Pisidia, e si è occupato della storia dell’organizzazione militare provinciale dell’impero bizantino, del poema epico Digenis Akritas, del monachesimo italo-greco e dell’umanesimo bizantino nei suoi rapporti con l’umanesimo occidentale. Sta preparando una Storia dell’umanesimo greco nel Veneto e una Storia del pensiero politica e sociale bizantino.