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Teoria e Prassi delle Libertà di Religione

Teoria e Prassi delle Libertà di Religione

Autore/i: Autori vari

Editore: Società Editrice Il Mulino

con premessa.

pp. 756, Bologna

Di poche idee, come di quella di solito indicata con la formula «libertà religiosa», si può dire che raccolgano tanta convergenza di consensi: sino a costituire ai nostri giorni una sorta di «patrimonio giuridico comune», di cui sono partecipi i più diversi ordinamenti. Eppure quella formula, nata nei sistemi di derivazione ideologica liberale e poi diffusasi dovunque, vien a esprimere, nei diversi ordinamenti in cui è chiamata ad operare, contenuti normativi differenti, talora in qualche misura confligenti. Essa, nonché essere passibile d’una e d’una sola interpretazione, ottiene o questo o quel significato precettivo a seconda dei valori ideologici che presiedono all’uno o all’altro ordinamento. Inoltre il suo valore operativo non rappresenta un che di astratto, che abbia rilievo in sé e per sé, ma un qualcosa che dev’essere valutato in relazione all’entità concreta di ciascun ordinamento, alla realtà politica e sociale delle singole comunità (civili e religiose) che di ciascun ordinamento costituiscono il sostrato umano. Sicché il valore reale della «libertà religiosa» – ma sarebbe più esatto parlare delle libertà in materia religiosa: «libertà di religione», «libertà di religione e verso la religione», «libertà nella religione», «libertà dalla religione», eccetera – è dato dal suo modo effettivo di operare nella realtà viva dei rapporti comunitari, quali si atteggiano di fatto in dipendenza del concorso o dello scontro di molteplici energie sociali. E quindi può accadere (non diversamente del resto dal caso di tutte le altre libertà civili) che, ad onta delle norme di presidio, l’organizzazione di vita societaria sia tale da impedire, nelle cose, alle singole persone di attendere alla propria autorealizzazione umana, anche in ordine ai fatti dello spirito, se non in modo parziale e insufficiente e comunque con seri condizionamenti e remore, provenienti da una folla di fattori esterni.
Questo volume – che raccoglie ricerche di studiosi di diversa formazione culturale e di diversa ispirazione ideale e cerca di coordinarle a sistema per quanto Io consente l’esigenza di rispetto dell’autonomia scientifica di ognuno – vuol affrontare il tema tradizionale della «libertà religiosa» sotto questa nuova angolazione. Con l’intento di arrivare a cogliere dietro le parole della legge (con specifico riguardo ai diversi ordinamenti che operano in Italia: a quello civile e a quelli religiosi) la viva concretezza del fenomeno sociale; e di valutare il grado di corrispondenza o divergenza fra prospettazione ideologica e realtà effettuale (fra teoria e prassi) delle libertà in materia di religione, e quindi il coefficiente di coerenza interna di ciascun ordinamento.

Gli autori: Piero Bellini (1926) insegna diritto canonico a Firenze; Carlo Cardia (1943) diritto ecclesiastico a Cagliari; Pasquale Colella (1932) diritto canonico a Salerno; Guido Fubini (1923) è avvocato in Torino; Luciano Guerzoni (1937) insegna diritto ecclesiastico a Padova; Sergio Lariccia (1935) e Giorgio Peyrot (1910) diritto ecclesiastico a Perugia; Paolo Picozza (1942) è assistente di diritto canonico a Roma.

Elementi di Docimologia

Elementi di Docimologia

Valutazione continua ed esami

Autore/i: De Landsheere Gilbert

Editore: La Nuova Italia

traduzione di Anna Corda.

pp. 294, ill. b/n, Firenze

Il caso in cui ci si crede infallibili nei giudizi non è infrequente. L’occhio clinico, come il buon senso, sembra una merce di cui nessuno lamenta la mancanza.
Nel campo della scuola: sia in occasione di un esame risolutivo, istantaneo, condotto una tantum e con esito inappellabile, sia, con maggiori giustificazioni, nel caso di scolari seguiti per intere annate scolastiche, magari per un intero corso di studi. Poi saltano fuori i “freddi” metodi statistici, e si scopre che per un’ovvia legge psicologica, della quale però tendiamo a non prendere coscienza, siamo portati – a parità di condizioni – ad abbassare il voto di uno scolaro ritenuto mediocre e a tenere alto quello del figlio del professionista di grido, fino ad attribuire l’insufficienza al compito eseguito di nascosto da un docente universitario.
La docimologia non si presenta quindi solo come la scienza della giustizia distributiva ma anche come un detector delle nostre debolezze, dei nostri idola theatri.
Quanto il dominio critico di queste manchevolezze o limiti oggettivi sia necessario lo si può capire solo pensando all’influenza che valutazioni su scala nazionale come esami o concorsi possono avere sul destino di migliaia di candidati.

La Festa della Sfortuna

La Festa della Sfortuna

Con la ragione senza le gambe Georges Couthon e la Rivoluzione francese

Autore/i: Piro Franco

Editore: Rizzoli

prima edizione, in sovraccoperta: illustrazione di Mario Saroldi.

pp. 258, Milano

“Gli schiavi adorano la sfortuna e il potere. Noi onoriamo la Sfortuna, la Sfortuna che l’umanità non può bandire interamente dalla terra, ma che consola, e allevia con rispetto.” Così Robespierre riassumeva, in quello che rimane forse il suo discorso più bello, gli impegni presi dalla Rivoluzione francese con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Ma con queste parole rendeva anche omaggio a Georges Couthon, l’amico fedelissimo, che gli aveva suggerito, con orgoglioso paradosso, di istituire la Festa della Sfortuna. Giovane ed entusiasta deputato del dipartimento del Puy-de-Dome, Couthon, fin dai suoi primi interventi all’Assemblea legislativa, si era guadagnato la stima di tutti riuscendo a far dimenticare (e dimenticandola egli stesso) la sua infermità: colpito a ventidue anni da una misteriosa malattia, aveva perso l’uso delle gambe, e poteva spostarsi solo grazie all’aiuto dei compagni e, nell’ultimo anno, con una sedia a rotelle.
La menomazione non gli aveva impedito di riversare tutte le energie della sua mente nelle cariche politiche che gli venivano via via affidate (nel 1791 all’Assemblea legislativa, nel ’92 alla Convenzione e dal luglio ’93 al Comitato di salute pubblica dove, con Robespierre e Saint-Just, formò il triunvirato), ma aveva certamente accentuato in lui l’attenzione per l’umanità sofferente, per i più deboli, per gli oppressi, un’attenzione che ricorre puntualmente in tutti gli interventi che gli Atti parlamentari ci hanno tramandato. Attraverso questa documentazione Franco Piro ha ricostruito la vicenda umana e politica di Georges Couthon, forse il meno noto e il meno studiato fra i grandi protagonisti della Rivoluzione, ma non il meno importante: percorrendo le tappe della sua breve intensissima vita, conclusa inevitabilmente dalla ghigliottina il 10 termidoro, rileggiamo tutta la storia della Rivoluzione francese cui Couthon si era dedicato con lucida coerenza senza mai perdere di vista, delle tre parole emblematiche “Liberté, Egalité, Fraternité”, essenziale per un uomo che, come usava dire, non era in grado di fare un passo senza gli altri.

Franco Piro, nato nel 1948, è professore di Storia economica contemporanea all’Università di Bologna. È attualmente parlamentare e ricopre l’incarico di vicepresidente dei deputati socialisti. Colpito dalla poliomielite quando aveva un anno, si è impegnato per i diritti civili dei portatori di handicap. Fra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo La carrozzina e il Presidente. Storia di un handicappato: Franklin Delano Roosevelt (1986, in collaborazione con Lia Gheza Fabbri) e L’handicap in Parlamento (1987).

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Prologo

I) La Festa della Sfortuna

II) L’avvocato dei poveri

III) Gli Stati Generali

IV) La Dichiarazione dei diritti

V) La rivoluzione dell’innocenza

VI) L’Assemblea legislativa

VII) Liberare la terra, questa grande eredità comune…

VIII) La caduta della Monarchia

IX) La Convenzione

X) Muore Re Luigi, nasce la Vandea

XI) La Rivoluzione divora i suoi figli

XII) L’assedio di Lione

XIII) La religione morale, la politica: una cosa sola

XIV) La clemenza sotto accusa

XV) La Virtù e il Terrore, L’Essere Supremo e le Leggi di Pratile

XVI) Termidoro

XVII) Processo alla memoria

Nota bibliografica
Indice dei nomi

La Guerra

La Guerra

Sulle forme attuali della convivenza umana

Autore/i: Asor Rosa Alberto

Editore: Giulio Einaudi Editore

in copertina: Foto di Thomas Dworzak.

pp. 242, Torino

Nel corso degli ultimi dieci anni l’uso politico della guerra si è sempre più diffuso nel mondo ed è entrato a far parte del “nuovo ordine” occidentale o almeno di quella parte di esso che segue senza discutere né opporsi il comando imperiale. In contrapposizione, il Terrore segue più o meno la stessa logica, in un perverso avvitamento delle reciproche azioni di distruzione e di morte, che Asor Rosa in questo libro chiama “la divaricazione speculare degli opposti”.
A partire da “Fuori dall’occidente”, il celebre testo del 1992, Asor Rosa indaga negli scritti di questo nuovo libro gli effetti politici, istituzionali, culturali, morali e mentali di quella che rischia di essere la “guerra infinita” sulla coscienza dell’Occidente, la terribile ricaduta, in termini di modi di vita e di forme dell’esistenza, di questa voluta, programmatica “sistematizzazione della guerra”. Ed esamina, al tempo stesso, le condizioni e le forme di un “possibile” discorso alternativo.

Alberto Asor Rosa, di professione critico letterario e scrittore, ha più volte sondato nei suoi scritti lo stato dell’agire politico e morale nella nostra epoca. Per Einaudi, su questa linea, ha pubblicato “Le due società” (1977), “L’ultimo paradosso” (1985), “Fuori dall’Occidente, ovvero ragionamento sull’’Apocalissi’” (1992) e “La sinistra alla prova” (1996).

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Parte prima. Il “modo”

– Una potenza umana smisurata

Parte seconda. Parlar prima

– Prefàzio, Profàzio, Profezia

Parte terza. Vedere attraverso

– La “guerra giusta” (Irak, 1991)

Fuori dall’ Occidente
ovvero Ragionamento sull’”Apocalissi”

I.    Un solo Occidente, un solo mondo
II.   Apocalissi, Rivelazione
III.  Guerra, “nuovo ordine” del mondo
IV.   Fumo, fuoco, sange, veleno, abisso
V.    Macellai, bene organizzati
VI.   un piccolo libro aperto
VII.  Memorie del passato, conoscenza del futuro
VIII. I sette segni
IX.   Occhio per occhio, dente per dente
X.    “Magna meretrix”
XI.   Religione, non compassione
XII.  Caduta di Babilonia
XIII. Fuori dall’Occidente
XIV.  Gerusalemme celeste
XV.   Etica della responsabilità ed etica della fede,
ovvero: “Filius hominis”

– La “guerra umanitaria” (Kosovo e Serbia, 1999)

Il disegno dell’Impero
Pedagogia della guerra
Il senno di poi

– Il Terrore e la “guerra preventiva” (New York, Afghanistan…, 2001…)

Una modesta voce umana

I.    Il Terrore
II.   L’imbroglio
III.  La divaricazione speculare degli opposti
IV.   Barbari e controbarbari
V.    Economia e politica, democrazia e capitalismo
VI.   Guerra e democrazia
VII.  La dottrina dell’Impero
VIII. L’era dei fondamentalismi
IX.   Il “Nuovo Ordine”
X.    La “terza parte del Mondo”

Parte quarta. Parlar dopo

Epilogo

Tantra della Grande Liberazione

Tantra della Grande Liberazione

(Mahānirvāna Tantra)

Autore/i: Avalon Arthur

Editore: Edizioni Mediterranee

traduzione dal sanscrito con introduzione e commento, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Roberta Rambelli.

pp. 400, Roma

Per lunghi anni i documenti segreti dei culti dedicati alla Shakti in India, i libri segreti dei seguaci del Tantra sono stati occultati non soltanto agli occidentali, ma agli stessi indiani seguaci delle dottrine ortodosse. Arthur Avalon ebbe la fortuna di poterli studiare con l’aiuto di pochi sapienti capaci di comprenderli, penetrando così i loro segreti e traducendoli in inglese. Il “Tantra della Grande Liberazione” (Mahanirvana Tantra) è uno dei più importanti di tali testi. Esso consiste essenzialmente in una serie di conversazioni tra il grande dio Shiva e la sua Shakti, o consorte-energia. Shiva dà le sue istruzioni sul modo di eseguire gli esercizi di meditazione e proiezione mentale, esercizi yogici di tipo individuale, mantra per la concentrazione e per il training mentale, cerimonie sacre, informazioni di fisiologia circa il sistema dei chakra o centri di energie e sull’importanza del tantrismo. Avalon ha tradotto il testo sanscrito, di enorme difficoltà, in forma chiara e semplice, e lo ha inoltre arricchito di numerosissime note esplicative. In un’ampia introduzione di oltre 130 pagine, egli ha inoltre fornito notizie e spiegazioni circa l’anatomia dei chakra, varie forme di yantra e mandala, e i siddhi, che conducono alla “Grande Liberazione”. Quest’opera è pertanto del più grande interesse per gli studiosi dell’India, dell’induismo e dello Yoga, ma affascinerà anche il lettore non specialista alla ricerca di se stesso e alla scoperta delle tecniche evolutive orientali.

Sir John George Woodroffe (1865-1936), conosciuto anche con lo pseudonimo di Arthur Avalon, era un inglese orientalista il cui lavoro ha contribuito a scatenare in Occidente un vasto e profondo interesse per la filosofia indù e le pratiche yoga.

L’Atomo tra la Vita e la Morte

L’Atomo tra la Vita e la Morte

Fondamenti elettrofisici della vita e di sue anomalie: cancro, carie, cirrosi epatica, reumatismo, tetano

Autore/i: Mancini Giovanni

Editore: Edi Europa

prefazione dell’autore.

pp. 228, XVI tavole a colori e b/n, nn. illustrazioni b/n, Roma

Alcuni giudizi su «Ipotesi circa un enigma» che può essere considerato come una vasta introduzione alle specifiche tesi di questo volume.

Sconcertante, impregnato di cultura, questo libro assegna all’atomo una immane potenza. I traumi, i raggi, i virus possono smantellare gli atomi e l’energia che se ne libera può essere causa di tumori.
(Carlo Sirtori – Gazzetta Sanitaria)

Noi non sappiamo, in fondo, qual’è l’intima essenza dell’uomo, o.. meglio, si, lo sappiamo: l’uomo è immerso in un mare di energia ed è un prodotto dell’energia… Non c’è niente di strano a pensare, dunque, che la salute del nostro corpo sia una funzione dell’equilibrio dell’energia… Dal punto di vista medico è proprio questa la parte più interessante del libro di Mancbet… Un libro interessante che vale la pena di leggere.
(Guido Granata – Il Messaggero)

Ricco di statistiche e riferimenti letterari il libro è volutamente rivoluzionario in quanto tratta e combatte alcune credenze e problemi basilari. (Da Una conversazione radiofonica Irradiata da una «rete» americana)

Questo sconcertante saggio di interesse anche medico affronta l’enigma della vita, della morte, dell’universo; in altre parole, il grande mistero dell’uomo e del mondo… in questo volume l’autore ha condensato una serie di varie considerazioni e riflessioni indagando nei vari campi della scienza per vedere quali sono le ipotesi e le spiegazioni che si tenta di dare sulla base di un progresso scientifico avanzante con ritmo vertiginoso… Nel settimo capitolo di questo interessante volume viene esaminato il problema del cancro. Secondo l’autore, «il cancro andrebbe ricercato nel comportamento dell’atomo e non nel comportamento della cellula». Asma bronchiale, malattia reumatica, carie dentaria sono altrettanti argomenti medici qui affrontati con originalità di vedute. (S. R. – Minerva Medica)

Ai margini della scienza, come è.svolto il saggio in esame, viene proposta una teoria avvincente che, se dimostrata accettabile, può risolvere molti dubbi di ordine scientifico e filosofico e dare un nuovo indirizzo alla ricerca e all’immagine della vita quale finora è conosciuta. (Explorer)

Il dott. Giovanni Mancini è nato a Teramo il 14 dicembre 1917, Giornalista-Pubblicista, Dirigente della Radiotelevisione italiana, si è dedicato a studi vari: biofisica, matematica, statistica, alta composizione.
Oltre a numerosissimi documentari e programmi radiofonici di interesse giornalistico, scientifico e artistico, ha al suo attivo varie pubblicazioni fra le quali: Ipotesi circa un Enigma (1962), Ipotesi circa un Enigma (edizione quasi raddoppiata – 1964), Voci e immagini (1957, 1958, 1959, 1960, 1961), Il Volto del ’60 – 60 anni in un’ora (in coll. con Michele Serra), La Luce sul Mondo, Concilio Ecumenico Vaticano II – Documenti, cronache, testimonianze in coll. con G.L. Bernucci), Storia della Musica (in coll. con R. Giazotto, R. Lupi).

Elementi di Radiestesia

Elementi di Radiestesia

Teorica e pratica – Le meraviglie di una Scienza Nuova

Autore/i: Zampa Pietro

Editore: Società Editrice Vannini

terza edizione riveduta, corretta e ampliata, nota dell’editore, prefazione dell’autore.

pp. XV-354, nn. illustrazioni b/n, Brescia

Dalla prefazione dell’autore:
“Un giorno (son già trascorsi da allora diversi anni) una nobile e colta signorina francese, reduce da un viaggio nella sua patria, mostrandomi una specie di ciondolo attaccato ad un filo mi chiese: «Conoscete questo?»
Arrossendo della mia ignoranza, dovetti confessare che non conoscevo affatto il grazioso gingillo che ella vezzosamente continuava a farmi dondolare dinanzi agli occhi, e che neppure avevo idea di ciò che potesse essere.
«Ebbene, – mi disse – questo ninnolo è una cosa magica, portentosa, perché può rispondere in modo affermativo o negativo a tutte le domande che vorrete fargli ». E siccome io guardavo attonito la mia gentile interlocutrice, non sapendo se dicesse sul serio oppure se mi canzonasse (cosa che ella sa fare con tanta grazia e con vivacità frizzante tutta parigina) mi afferrò la mano destra e sul dorso della medesima sospese il suo ciondolino per mezzo del filo che lo reggeva. E vidi il ciondolino, senza che ad esso fosse impressa alcuna spinta, muoversi spontaneamente e mettersi ad oscillare secondo l’asse longitudinale della mia mano. Poi la signorina stese a sua volta la sua mano destra e mi diede a tenere il pendolo che, questa volta, si mise a girare vorticosamente sul dorso della mano di lei. Rimasi a bocca aperta.
«E questo è nulla; – continuò a dirmi – è proprio nulla di fronte a quello che questo pendolino può dire e fare. lo non so quanti anni abbiate; ma posso dirvelo subito».[…]”

Racconti dal Giappone – 2 Volumi

Racconti dal Giappone – 2 Volumi

Narratori giapponesi contemporanei

Autore/i: Autori vari

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione e cura di Cristina Ceci.

vol. 1 pp. 240, vol. 2 pp. 241-472, Milano

Quindici racconti di scrittori giapponesi moderni e contemporanei, voci di un universo letterario tanto più affascinante quanto più lo si avvicina. Ad autori già noti in Italia come il premio Nobel Kawabata si affiancano scrittori mai tradotti prima nella nostra lingua come Yoshiyuki Jun’nosuke e Hirabayashi Taiko. Autori diversi che concorrono a delineare un quadro inedito e di grande interesse: lo sviluppo della società giapponese dalla modernità post-bellica alla contemporaneità. In questi racconti si trovano prima le lacerazioni della guerra e di una faticosa rinascita, poi il disagio esistenziale dell’uomo contemporaneo. Opere lucide e talvolta disperate, scritture emblematiche di una condizione mai facile, che contraddistingue la società e la letteratura giapponese del Novecento.

Cristina Ceci si è laureata in Lingua e letteratura giapponese presso l’Università degli Studi di Venezia. Si occupa in particolare di letteratura giapponese del Novecento; ha tradotto e curato romanzi e opere di poesia. Vive e lavora a Milano.

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Introduzione di Cristina Ceci
Nota biobibliografica
Nota del Curatore

Racconti dal Giappone

Volume primo

Hayashi Fumiko

  • La città della fisarmonica e dei pesci
  • Il tardo crisantemo

Dazai Osamu

  • Il suono del martello

Hirabayashi Taiko

  • Sono viva
  • La vita di un uomo

Yoshiyuki Jun’nosuke

  • Il venditore di rose

Kawabata Yasunari

  • Luna d’acqua

Volume secondo

Fakunaga Takehiko

  • La palude

Enchi Fumiko

  • L’ammaliatrice

Abe Kōbō

  • Il gesso magico
  • L’uovo di piombo

Fukazawa Shichirō

  • Nankinkozō

Ōe Kenzaburō

  • Uno strano lavoro
  • L’orgoglio dei morti

Endō Shūsaku

  • Un uomo di quarant’anni

Glossario

Ontologia Fondamentale

Ontologia Fondamentale

Autore/i: Mancini Italo

Editore: La Scuola Editrice

prefazione dell’autore.

pp. 288, Brescia

Dalla prefazione dell’autore:
«Questo libro non è propriamente una storia dell’antologia nè la prima parte del trattato d’ontologia nè una serie unitaria di studi storico-critico-teoretici sui fondamentali problemi dell’antologia; eppure, se è nessuna di queste cose in particolare, vuole esserle tutte quante insieme: una meditazione storica sul sapere ontologico; un’esposizione sistematica del farsi dei primi segni e delle prime strutture ontologiche; una discussione di entrambi questi compiti attraverso il metodo saggistico e comparato.
Se sono riuscito a questo “si” o non rimanga il triplice “no” iniziale.
io non posso dire: questo spetta alla libera critica del lettore.
Io dovevo approfittare di questo cantuccio per confessare candidamente un intendimento ed una volontà che, in quanto tali, rappresentano un dato che solum è mio, intrascendibile. Come debbo avvertire che i motivi che mi hanno spinto ad intrecciare cosi storia, trattato, saggio sono connessi alla sostanza teoretica del lavoro e sono, con essa solidali: nella riuscita o meno della fondazione ontologica si giustifica o meno la mia procedura metodologica: cosa che, per tal motivo, vale anche vice versa. E si giustifica infine, o no, questa connessione e questa reciprocità tra la forma e la sostanza del libro.»

Le Parole dell’Estasi

Le Parole dell’Estasi

Autore/i: Abū Yazīd al-Bisṭāmī

Editore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Press

testo arabo in fondo al volume, prefazione di Bartolomeo Pirone, traduzione, introduzione, note e cura di Angelo Iacovella.

pp. 360, Napoli

«Ci saranno pure silenzi che avranno bisogno di parole per essere o divenire fulgenti astri dell’esperienza singolare del mistico, si che di lui e dell’universo delle sue contemplazioni si possa lambire almeno l’orlo e uscire forse guariti dalla ridda di valori e di inclinazioni che ci legano alla materialità di molti tra i nostri percorsi di vita. L’estasi di cui visse e ha parlato ampiamente al-Bisṭāmī è solo l’interiorizzazione dell’io meditativo, che travolge gli orizzonti del tempo e dello spazio e si illimita, abbattendo i densi o fragili diaframmi del muoversi uomo tra uomini, nel ridotto durare della vita sulla terra. Il terreno su cui posa i piedi sembra divenire territorio sacro, dimensione di santuario, a custodia di una presenza del divino che informa di sé ogni particella del suo pensare e del suo agire». (Dalla prefazione di Bartolomeo Pirone)

Per la prima volta in lingua italiana, Le parole dell’estasi presentano al lettore contemporaneo la traduzione integrale dall’arabo dei frammenti più antichi attribuiti al mistico persiano vissuto nel IX secolo d.C.

Angelo Iacovella (Roma, 1968) è docente di lingua e letteratura araba presso la Libera Università LUSPIO di Roma. Medievista di formazione, attualmente si occupa di storia della letteratura mistica arabo-musulmana. Ha insegnato presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e negli Atenei della Calabria, di Roma “Sapienza” e della Tuscia. Autore di saggi e monografie sulla civiltà musulmana, ha pubblicato, tra l’altro, L’epistola dei settanta veli di Muḥyī al-Dīn Ibn ’Arabī, Il pettine e la brocca. Detti arabi di Gesù, Il concerto mistico e l’estasi di Abū Ḥāmid al-Gazālī. Ha inoltre curato, in collaborazione con Alberto Ventura, il volume miscellaneo Il fondamentalismo islamico.

Sesso e Origini della Morte

Sesso e Origini della Morte

Autore/i: Clark William R.

Editore: McGraw-Hill Libri Italia

premessa dell’autore, traduzione di Diego Rossi.

pp. XI-132, illustrazioni b/n, Milano

«L’invecchiamento e la morte non sono tappe obbligatorie per tutti gli esseri viventi, addirittura, pare che la morte obbligatoria, (…), non sia esistita affatto per circa un miliardo di anni dal momento in cui comparvero le prime forme viventi.
Si direbbe che la morte programmata comparve più o meno allorché le cellule cominciarono a fare i primi esperimenti sessuali.»

La morte è stata oggetto di speculazioni filosofiche, culturali e religiose e infine è divenuta anche oggetto di speculazione scientifica. Se è vero che la morte è inestricabilmente legata alla condizione umana, è pur vero che deve avere un significato biologico indipendente. Ed è proprio dal punto di vista della biologia che l’autore spiega che cos’è la morte e come fa un essere vivente a morire. Lungo il percorso che porta dal sesso (la riproduzione) alla morte si snoda l’enigma della senescenza. Nel tentativo di penetrare il processo di senescenza ci imbattiamo ancora nella ricerca senza fine di un significato dell’esistenza.

William R. Clark è professore di Immunologia e preside del Dipartimento di Biologia molecolare, della cellula e dello sviluppo presso l’UCLA.
È considerato un’autorità a livello internazionale in materia di risposta immunitaria delle cellule.

Dalla Satira alla Caricatura

Dalla Satira alla Caricatura

Storia, tecniche e ideologie della rappresentazione

Autore/i: Brilli Attilio

Editore: Edizioni Dedalo

seconda edizione aggiornata e ampliata.

pp. 248, nn. illustrazioni b/n, Bari

Le radici storiche e le forme attuali di una grande tradizione letteraria e popolare, che dalla satira greca e romana giunge alle vignette di Forattini e di Altan.

Una panoramica di materiali critici essenziali allo studio della satira e della caricatura e, insieme, un’ipotesi di lettura di testi satirici. Il recente interesse per questo genere, in un paese che ha quasi sempre sottaciuto la grande tradizione culturale della satira menippea, ha motivato l’esplorazione di un entroterra teorico e critico e, con esso, alcune riflessioni sulla specificità di questo linguaggio: un linguaggio saturo, farcito, corporale. La presentazione di questi materiali si articola sul doppio binario dell’analisi della satira per epoche e autori fondamentali, da bardi irlandesi ai chirurghi delle passioni, e dei modelli e delle pratiche linguistiche che compongono lo spettro satirico, dal polo rovente dell’invettiva a quello violetto dell’ironia, passando attraverso le ubique e proliferanti grammatiche carnevalesche. Completano il volume tre saggi (di Brilli e di Paolo Pettinari) sulla caricatura dai Carracci al Tiepolo sino alle «vignette» di Altan, Forattini, Giuliano ecc., ed un’ampia e aggiornata rassegna bibliografica.

Attilio Brilli, ordinario di Letteratura inglese, è uno dei maggiori esperti nel campo della satira, della parodia e del grottesco. Ha pubblicato saggi su Leopardi satirico, Byron, Swift. Fra le sue numerose traduzioni si ricordano quelle da Swift: I viaggi di Gulliver (Milano 1975), Lo spogliatoio della signora (Torino 1977), Una modesta proposta e altre satire (Milano 1978).

C’erano Uomini Forti

C’erano Uomini Forti

Titolo originale: Portraits from Life (poi Mightier than the Sword)

Autore/i: Ford Madox Ford

Editore: Pratiche Editrice

premessa dell’autore, introduzione di Giovanna Mochi, traduzione di Giovannella Fanti, in copertina: particolare della «Spoglia del minotauro in costume d’Arlecchino» (1936) di Pablo Picasso.

pp. 216, fotografie b/n, Parma

Gli straordinari ritratti di scrittori (James, Crane, Conrad, Lawrence, Hardy, Wells, Turgenev) qui raccolti sono un atto d’amore nei confronti della letteratura, e in particolare nei confronti di un gruppo di romanzieri, amici di Ford Madox Ford, quasi tutti morti, ormai, alla fine degli anni Trenta, quando fu pubblicato questo libro. «Di questi miei amici – scrive Ford Madox Ford – ho voluto dare una rappresentazione che li ritraesse a piccoli tratti nell’intimità, che costringesse il pubblico a vedere quella cerchia di forti personalità così come io voglio che siano viste. Io sono, cioè a dire, un romanziere, e voglio che siano viste più o meno come se fossero personaggi di un romanzo…».[…]

Ford Madox Ford (Merton, Surrey, 1873 – Deauville 1939) è autore di romanzi, poesie e saggi. In Italia è noto soprattutto come narratore per i romanzi Il buon soldato, Una telefonata, La saga di Tietjens, Alcuni no, Non più parate, e per il racconto dei bambini La regina che sapeva volare. Nel 1908 fondò e diresse per due anni la «English Review», dove pubblicò i primi testi narrativi di scrittori che si sarebbero poi affermati come i maggiori del Novecento.

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Introduzione di Giovanna Mochi

Premessa

  • Henry James. Il maestro
  • Stephen Crane
  • Conrad e il mare
  • D.H. Lawrence
  • Thomas Hardy
  • H.G. Wells
  • Ivan Turgenev. Il bellissimo genio
  • «C’erano uomini forti»
  • La fine

Fra Londra e Mosca

Fra Londra e Mosca

Ricordi e ultime annotazioni

Autore/i: von Ribbentrop Joachim

Editore: Fratelli Bocca Editori

tratti dal lascito e pubblicati da Annelise von Ribbentrop, traduzione di Guido Gentili, collana Bocca della verità (n° 7).

pp. 398, Milano

Gli scritti raccolti in questo volume sono stati redatti nella loro prima parte quali “Memorie” da Joachim von Ribbentrop durante il processo di Norimberga nella sua cella. Ulteriori notizie furono trovate fra i documenti da lui lasciati. Ci si potè servire per completare il quadro anche di estratti di lettere. Le aggiunte della compilatrice sono contraddistinte in corsivo. Il titolo Fra Londra e Mosca venne scelto, perchè designa non solo le tappe dispose dell’opera politica di Ribbentrop, ma anche la problematica della politica estera del Terzo Reich.
Von Ribbentrop dispose il 23 settembre 1946 che all’edizione del volume delle sue “Memorie” venisse preposta la dedica: A mia moglie, valorosa e amata sopra ogni altra cosa, dedica Joachim von Ribbentrop.

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Avvertenze

  • I) Il corso della mia vita dal 1893 al 1933
  • II) Adolf Hitler
  • III) Uguaglianza di diritti della Germania
  • IV) Londra
  • V) Ministro degli Esteri del Reich
  • VI) Mosca
  • VII) Lo scoppio della guerra
  • VIII) Politica estera durante la guerra
  • IX) Rottura con la Russia
  • X) Annotazioni norimberghesi
  • XI) Dalle ultime lettere

Appendice-Documenti

Mesopotamia – La Scrittura, la Mentalità e gli Dèi

Mesopotamia – La Scrittura, la Mentalità e gli Dèi

In un affascinante affresco storico, l’età che precede il tempo della filosofia.

Autore/i: Bottéro Jean

Editore: Giulio Einaudi Editore

prima edizione, traduzione di Claudia Matthiae.

pp. XXXVI-356, 36 illustrazioni b/n f.t., illustrazioni b/n, Torino

Da quando nel 1802 G. F. Grotefend individuò i fondamenti della decifrazione della scrittura cuneiforme e poi nel 1842 P. E. Botta iniziò l’epopea della scoperta archeologica del mondo assiro, la civiltà della Mesopotamia antica è sempre rimasta per la cultura occidentale niente più che una tappa, pur significativa, ma soprattutto misteriosa e suggestiva, del percorso lento e tortuoso della storia umana verso la luce del mondo biblico e della civiltà classica. Questo atteggiamento sostanzialmente antistorico, che negava a priori originalità alla civiltà mesopotamica perché le contrapponeva valori che non le erano propri, è dipeso dall’antico pregiudizio greco e romano che quasi identificava il mondo mesopotamico con la superstizione caldea della pratica, coinvolgente quanto mistificatoria, dell’astrologia e dalla moderna concezione eurocentrica dello sviluppo culturale unilineare. Nel saggio di Jean Bottéro questa prospettiva viene ribaltata e il mondo mesopotamico viene indagato come un sistema di valori che meriti di essere osservato dal suo interno e non per il tramite di parametri critici ad esso sovrapposti dall’esterno. Così, in una scrittura piana e persuasiva, che è il segno di un dominio filologico non meno ampio che profondo, sono analizzate con affascinante acume le ragioni logiche di un sistema di scrittura apparentemente astruso e contraddittorio, è illustrato in modo illuminante il carattere sistematico e «scientifico» della divinazione deduttiva, sono poste in evidenza le motivazioni basilari di pratiche sociali particolari come quella del sostituto reale. Dalle indagini sul mondo divino e mitico della Mesopotamia antica, attraverso la ricostruzione del sistema religioso, dei valori etici e della mitologia della morte, si arriva a tracciare concretamente i lineamenti assai stimolati di una storia della mentalità in quella che è stata definita l’età che precede il tempo della filosofia. Dalla ricostruzione dei procedimenti che hanno portato all’interpretazione del cuneiforme all’analisi della specifica posizione giuridica che è alla base della formulazione del «Codice» di Hammurabi, dall’individuazione del ruolo della prostituzione nel quadro dei valori morali mesopotamici all’indagine sul celebre «Dialogo del pessimista», i contributi di questo saggio compongono un’organica immagine di grande fascino di una delle più originali e ricche culture dell’antichità.

Jean Bottéro, directeur d’études all’École pratique des hautes Etudes, Sezione delle scienze storiche e filologiche, è uno dei massimi assiriologi francesi. Tra le sue opere maggiori si ricordano La religion babylonienne (1952, trad. it. Firenze 1961), Mythes et rites de Babylone (1982), Naissance de Dieu. La Bible et l’historien (1986) e Lorsque les dieux faisaient les hommes. Mythologie mésopotamienne (1989), cui è stato conferito il Grand prix national d’histoire 1989.

Breve Storia della Spiritualità Cristiana

Breve Storia della Spiritualità Cristiana

Autore/i: Borriello Luigi; Di Muro Raffaele

Editore: Editrice Àncora

presentazione di José Saraiva Martins, introduzione degli autori.

pp. 528, Milano

Il volume ripercorre brevemente la storia della spiritualità dalle origini del cristianesimo ai giorni nostri, soffermandosi sui personaggi più rilevanti e sul contributo da essi offerto alla vita di fede del proprio tempo.

La storia non è un casuale susseguirsi di sconnessi fatti religiosi, ma un vero e proprio snodarsi, secondo il progetto di Dio, di memoria e di vita, di valori e di verità di fede, di personaggi, minori o maggiori, segnati particolarmente dalla grazia, che stimolano la vita nella direzione del divino e che da essa assumono tutta la pienezza. Questo libro vuole essere un lavoro di sintesi rispetto ai precedenti di questo genere ponendosi come novità, nel senso che si colloca a metà strada tra l’enciclopedia di storia della spiritualità e il medaglione di personaggi celebri, cercando di fondere al meglio le esigenze di analisi in un testo piuttosto sintetico (dall’Introduzione).

Luigi Borriello, carmelitano scalzo, è docente di teologia spirituale e mistica presso la Pontificia Facoltà Teologica del Teresianum. È consultore presso la Congregazione delle Cause dei Santi e la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Per Àncora ha curato con Maria Rosaria Del Genio e Tomáš Špidlík La mistica parola per parola (2007) e ha pubblicato Teologia e spiritualità degli istituti secolari (2008) e Il cielo che è in te (2010), dedicato a Elisabetta della Trinità.

Raffaele Di Muro, francescano conventuale, è docente di teologia spirituale e spiritualità francescana presso la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura e di storia della spiritualità medievale presso la Pontificia Facoltà Teologica del Teresianum.
È padre spirituale del Collegio Internazionale Seraphicum, Direttore della Cattedra Kolbiana e Assistente Internazionale della Milizia dell’Immacolata.
Ha recentemente pubblicato: Spendersi per amore. La preghiera, I ’ascesi e la missione in San Massimiliano Kolbe (2011) e La mistica di Santa Chiara. Dimensioni e attualità (2012).

La Terapia Segreta degli Alberi

La Terapia Segreta degli Alberi

L’energia nascosta delle piante e dei boschi per il nostro benessere

Autore/i: Mencagli Marco; Nieri Marco

Editore: Sperling & Kupfer Editori

prime edizione, introduzione degli autori.

pp. 220, nn. illustrazioni a colori, Milano

Una fase di stress o malumore, e subito viene voglia di rifugiarsi nel verde per ritrovare l’equilibrio e sentirci meglio. Pura suggestione? No, il beneficio è concreto e ha radici profonde nella storia dell’evoluzione. All’estero da anni si conducono ricerche scientifiche sull’impatto che il contatto con la natura ha sulla nostra salute: induce calma e serenità, regolarizza il battito cardiaco, modula la pressione arteriosa, diminuisce l’aggressività, aumenta l’energia, stimola la memoria e le capacità cognitive, alza le difese immunitarie e la nostra capacità di contrastare tumori e malattie. Molti studi sono ancora sconosciuti in Italia, dove invece potremmo fruire facilmente della forest therapy, grazie al variegato patrimonio di parchi, boschi e giardini. Ma dove andare, quando e in che modo? In questo libro, per la prima volta, Marco Mencagli e Marco Nieri, professionisti che da tempo lavorano in questo settore, introducono le nuove scoperte scientifiche, spiegano come avviene l’interazione tra piante e organismo e quali effetti può avere sul nostro benessere psicofisico. Dal forest bathing al bioenergetic landscape, ci guidano a capire quali attività sono efficaci e come praticarle per ottenere i massimi risultati; ci aiutano anche a creare un ambiente più sano e confortevole in casa e in ufficio, perché alcune piante purificano l’aria e assorbono gli inquinanti, ci rendono più sereni migliorando il riposo e il buon umore.

Uomo e natura: un rapporto profondo che può regalarci salute e benessere.

In questo libro scoprirete:

  • cos’è il bioenergetic landscape
  • come praticare il forest bathing
  • quali piante purificano l’ambiente
  • i benefici degli ioni negativi e dove trovarli
  • come recuperare le energie nel verde
  • che alberi sono più efficaci per il nostro benessere

Marco Mencagli esercita la professione di dottore agronomo da oltre venticinque anni. Si occupa di progettazione e manutenzione di parchi e giardini per privati ed enti pubblici, ma anche di sentieristica e strutture per la fruizione delle aree protette. Ha collaborato per dodici anni con l’Ente Parco Regionale della Maremma come consulente agronomo. Da tempo si interessa degli aspetti terapeutici della vegetazione e degli spazi verdi. È consulente per l’arredo verde di prestigiose strutture ricettive in Toscana e nel Lazio.

Marco Nieri è bioricercatore ed esperto in ecodesign e salute dell’habitat. Ha ideato «Bioenergetic Landscapes», un’innovativa tecnica per studiare gli effetti del bioelettromagnetismo vegetale sul corpo umano, realizzando spazi verdi terapeutici in Italia e all’estero. Conduce gruppi esperienziali in parchi, boschi e foreste, dove illustra i meccanismi dell’interazione biologica con le piante e l’effetto terapeutico degli alberi sul nostro organismo. Ha scritto Bioenergetic Landscape (Sistemi Editoriali, 2009).

Visualizza indice

Introduzione

  1. L’impronta della natura: davvero indelebile?
  2. Il fascino della natura si sta spegnendo?
  3. Stress, difese immunitarie ed esperienze di natura
  4. Il paesaggio terapeutico
  5. Il «forest bathing»
  6. Gli ioni negativi e gli ambienti naturali
  7. Il «bioenergetic landscape»
  8. Le piante utili negli interni

Conclusioni

Vita nello Yoga

Vita nello Yoga

Trasformazione, Saggezza, Libertà

Autore/i: Iyengar B.K.S.

Editore: Edizioni Mediterranee

con la partecipazione di John J. Evans e Douglas Abrams, prefazione e introduzione dell’autore, edizione italiana a cura di Gabriella Giubilaro e David Meloni, traduzione di Alessio Rosoldi.

pp. 264, illustrazioni b/n, Roma

«Lo yoga permette di riscoprire un senso di completezza nella vita, di trovare una pace interiore che non viene turbata né intorbidata dalle infinite tensioni e fatiche della vita, di scoprire un nuovo tipo di libertà».

Trasformazione, conoscenza, sapienza “Lo yoga era nel mio Destino, e per gli ultimi settanta anni, è stato la mia vita, una vita fusa con la pratica, la filosofia e l’insegnamento dell’arte dello yoga. Come tutti i destini, come tutte le grandi avventure, ho visitato luoghi che mai mi sarei immaginato prima di partire. Per me è stato un viaggio di scoperte. In termini storici, è stato un viaggio di riscoperte, ma intrapreso da una prospettiva unica: quella dell’innovazione all’interno dei confini tradizionali. Questi ultimi settanta anni mi hanno condotto lungo il Viaggio Interiore, verso la visione dell’Anima. Questo libro parla dei miei trionfi, delle mie battaglie, dei miei dolori e delle mie gioie. Lo yoga libera il potenziale creativo della Vita. Lo fa stabilendo una struttura di auto-realizzazione, mostrandoci come progredire lungo il nostro cammino, e rivelandoci una visione sacra del Supremo, della nostra Origine Divina, e del nostro Destino finale. La Luce che lo yoga diffonde sulla nostra Vita è un qualcosa di speciale. È trasformativa. Non modifica il modo in cui vediamo le cose: modifica noi stessi. Porta la conoscenza e la innalza a sapienza. Questo libro parla della Vita. È un tentativo di illuminare il cammino per voi e per altri cercatori spirituali. Ha lo scopo di tracciare nei dettagli un percorso che chiunque possa seguire. Offre consigli, metodi e modelli filosofici ad un livello che persino un principiante di yoga può afferrare. Non offre scorciatoie o promesse vane per i creduloni”.

Bellur Krishnamachar Sundara Iyengar (1918-2014). È stato uno dei più famosi maestri di yoga del mondo, ed è stato uno tra i primi a introdurre lo yoga in Occidente. Il suo libro Teoria e pratica dello yoga è stato un bestseller ed è a tutt’oggi considerato un testo classico per ogni studente di yoga. Il maestro Iyengar ha deciso di donare i diritti d’autore dalla vendita di questo libro per finanziare progetti d’istruzione e sviluppo nel suo villaggio natale di Bellur, India. Nel 2004 è stato nominato tra le 100 persone più influenti al mondo dalla rivista Time. Le Edizioni Mediterranee, oltre al succitato Teoria e pratica dello yoga, hanno pubblicato anche Teoria e pratica del pranayama, Compendio di Teoria e pratica dello yoga, Iyengar, la vita e l’opera, Commento agli Yoga Sutra di Patanjali e Vita nello yoga.

Beethoven

Beethoven

La vita, l’opera, il romanzo familiare

Autore/i: Solomon Maynard

Editore: Marsilio Editori

prima edizione, a cura di Giorgio Pestelli, traduzione dall’inglese di Nicoletta Polo.

pp. 392, Venezia

Nella penuria di studi beethoveniani disponibili nella nostra lingua il Beethoven di Maynard Solomon viene a colmare una lacuna evidentissima: Beethoven, onnipresente nella programmazione concertistica, radiofonica e discografica, come figura biografica è da noi uno sconosciuto, consegnato a poche nozioni e alcuni luoghi comuni. Ma l’interesse del Beethoven di Solomon non è solo in funzione delle lacune italiane. Il libro ha un elemento in più rispetto alla scrupolosa documentazione e allo scaltrito esercizio critico: la categoria dell’analisi psicoanalitica come mezzo conoscitivo della personalità. Cucite nelle pieghe della sua personalità, Beethoven portava parecchie idee ossessive che tramano sullo sfondo di quello che Solomon chiama il suo «romanzo familiare»: ammirazione per il nonno, rifiuto e custodia del padre, incertezza sulla data di nascita, indulgenza circa la diceria di essere figlio naturale di qualche personaggio regale, smania della nobiltà, ricerca di donne irraggiungibili, «fantasia di sauvetage» nei riguardi del nipote, convinzione di esserne il vero e proprio padre.
Così, una vita in fondo povera di grandi accadimenti esteriori diventa avvincente per la centralità e la statura del protagonista: i maestri di Beethoven, le amiche, gli amici, le sue giornate a Vienna, i legami con i protettori, gli editori, i teatri, il pubblico: tutto acquista valore per la capacità di Solomon di far sentire la sproporzione fra la piccola quotidianità e il fluttuare di una grande anima inquieta. Svelate e ricostruite come in una detective-story, le strane «storie» della mentalità di Beethoven (vuoi i fatti – come la tremenda relazione col nipote Karl e la cognata Johanna, o la misteriosissima vicenda dell’Immortale Amata, finalmente qui definitivamente interpretata -, vuoi le fantasie nevrotiche) portano ad ogni opera beethoveniana il contributo di un corredo interpretativo di motivazioni, pensieri, stati d’animo, sogni diurni, rapporti allucinati, reali condizioni di vita, reazioni, idee fisse, crisi, soluzioni di problemi. La carriera creativa di Beethoven viene indagata da Solomon con strumenti raffinati, pervenendo a risultati mai gratuiti. L’analogia fra forme musicali e procedimenti psicologici è condotta con dovuta cautela-e larga esperienza musicale e con la sensibilità artistica, il gusto, l’orecchio che accompagnano l’autore nella sua ricerca.

Maynard Solomon (New York 1930), musicologo e psicanalista, è uno dei massimi studiosi viventi della vita e dell’opera di Beethoven cui ha dedicato diverse originali ricerche che hanno orientato nuovi corsi della critica beethoveniana (in solidarietà con gli studi di A.
Tyson, J. Kerman, L. Lockwood, e dei centri tedeschi della Beethoven-Haus e del Beethoven-Archiv). Solomon, dal lato della sua competenza psicanalitica, è editor della rivista «American Image».

Sulwân Al-Muṯâ’ Ossiano Conforti Politici

Sulwân Al-Muṯâ’ Ossiano Conforti Politici

Autore/i: Ibn Ẓafer

Editore: S. F. Flaccovio Editore

prefazione e cura di Paolo Minganti, prefazione dell’autore, introduzione e versione italiana di Michele Amari.

pp. LXXX-248, Palermo

Dalla prefazione di Paolo Minganti:
“[…] La traduzione del Sulwân fruttò all’Amari 1.200 franchi, preziosi in un momento di estremo bisogno: questo il «mercato».
Ma al lettore non sfuggirà certamente quanto sia inadeguata la definizione di « versione italiana » applicata a questo lavoro amariano: la traduzione è stata condotta su un testo critico ricostruito attraverso la diligente collazione delle fonti manoscritte (la prima edizione a stampa del testo arabo fu pubblicata a Tunisi nel 1279 E., 1862 d. C.), le cui diverse recensioni e varianti sono accuratamente registrate e valutate; l’introduzione va ben oltre la presentazione di Ibn Ẓafer e della sua opera; le note sono spesso vere e proprie monografie. Intorno alla traduzione del ricostruito testo del Sulwân l’Amari ha intessuto un’opera originale di profonda erudizione nella quale ha criticamente messo a frutto non solo quanto all’epoca era considerato acquisito in fatto di storia orientale: molto spesso infatti ha preferito rifarsi direttamente alle fonti, sia manoscritte sia edite.[…]”