Libri dalla categoria Argilla
L’Ordine delle Cose
Titolo originale: L’ordre des choses
Autore/i: Brosse Jacques
Editore: Edizioni Studio Tesi
prima edizione, presentazione di Mario Soldati, prefazione di Gaston Bachelard, premessa dell’autore, traduzione di Flavia Conte, René Magritte, Les signes du soir, Collezione Claude Spaak, Parigi.
pp. 178, Pordenone
Rifiutando una visione rassicurante e distratta del mondo che ci circonda, Brosse invita il lettore di questo libro ad un viaggio iniziatico fin dentro il cuore delle cose.
Tappa dopo tappa, approccio dopo approccio egli è chiamato a misurarsi con la freschezza ed il mistero che avvolgono i protagonisti di questa palpitante galleria di ritratti. I soggetti sono i più vari, animali e vegetali, animati e inanimati, visibili e non, e scelti per sistema ad ogni estremità del mondo conoscibile.
I muschi o il paramecio, l’eucalipto o l’asperella, il legno o l’alabastro: altrettante occasioni di osservazione avida e di instancabile meditazione, di affinamento dello sguardo, di tenerezza e curiosità per un universo che ogni giorno di più ci è estraneo e sconosciuto.
Sulla scia di uno scrivere trasparente e suggestivo, capace di raccontare il piacere della contemplazione, Brosse ci induce ad affiancare le nostre immagini a quelle che nel suo testo si susseguono. Ci fa così partecipi e protagonisti di tecniche di apprendimento e partecipazione al reale, in virtù delle quali potremo districarci nel nodo antinomico che oppone l’uomo alla natura.
Jacques Brosse è nato a Parigi nel 1922.
Portata a termine una poliedrica formazione universitaria in cui coesistono studi di storia, diritto e lingue orientali, si trasferisce negli Stati Uniti dove lavora per conto della Radio Francese.
Nel 1953 ritorna alla città natale, in cui tuttora vive ed opera, dedicandosi ad una brillante attività di responsabile di collana e redattore capo presso le edizioni Gallimard e Laffont.
Sotto la sua direzione vengono pubblicate opere enciclopediche memorabili tra cui Le Dictionnaire biograpbique des auteurs (1958), Le Dictionnaire historique des saints (1964), Le Dictionnaire des Eglises de France (1971).
Enciclopedista e poligrafo, uomo di grande cultura e curiosità intellettuale, Brosse non manca, nel corso degli anni, di coltivare anche in proprio un’intensa passione per la scrittura, riversando nelle proprie pagine una vivacissima esperienza della natura, frutto di innumerevoli viaggi e di instancabili contemplazioni.
I momenti forti di questo itinerario contemplativo coincideranno con i due poli cardinali del Regno della Natura: gli animali da un lato e le piante dall’altro; ad essi Brosse dedicherà la parte migliore della sua produzione, a partire da L’Ordre des choses, suo programmatico testo d’esordio, sino al recentissimo Les Arbres de France. Histoire et légendes.
Tra gli altri testi pubblicati da Jacques Brosse ricordiamo: Inventaire des sens (1965), L’Insecte (1968), Mahabalipuram, tout le monde descend (1973), Atlas des arbres d’Europe occidentale (1977), La Magie des plantes (1979), Les tours du monde des explorateurs. Les grands voyages maritimes 1764-1843 (1983), Terres promises (1985), Les grandes personnes (1988).
Presentazione di Mario Soldati
Prefazione di Gaston Bachelard
L’ordine delle cose
Premessa
I – Immagini virtuali e immagini reali
1. Gli appuntamenti mancati
II – L’oggetto stesso
2. Eppur si muove
III – Le vite parallele
3. Della pluralità dei mondi
IV – La minore delle cose
4. Linguaggio, scienza e contemplazione
V – Giacché bisogna chiamarlo con il suo nome
5. L’uomo disumanizzato
VI Il sognatore solitario
Note
Eros Tiranno – Sessualità e Sensualità nel Mondo Antico
Autore/i: Sissa Giulia
Editore: Editori Laterza
introduzione dell’autrice, in copertina «Amore e Psiche» particolare di un mosaico romano della Villa del casale di Piazza Armerina.
pp. 280, Roma
Prima che la frase “ti amo” siglasse il rapporto sessuale, prima che eros fosse sequestrato dall’arte ed espulso dalla filosofia, prima che sul sesso scendesse l’ombra del peccato e che il peccato fosse inseguito sin nei meandri dell’intenzionalità e della fantasia, il mondo antico conosceva possibilità inesplorate, cammini interrotti, e di espressione dai quali ripartire per comprendere chi siamo e dove, magari a nostra insaputa, stiamo andando. (Silvia Vegetti Finzi)
Il desiderio, il piacere, il corpo, dal mondo greco al mondo romano, ai Padri della Chiesa: una delle studiose più note dell’antichità ci conduce con grazia nei territori della passione.
«Il libro formula e riformula il rapporto sessuale nella concettualizzazione filosofica, nella rappresentazione alta della tragedia e in quella corriva della commedia, nella poesia erotica e infine nella precettistica religiosa del primo Cristianesimo, stretta nella necessità di salvaguardare la riproduzione dei corpi e di enfatizzare la comunione delle anime, di giustificare la vita attiva e di nobilitare la vita contemplativa. Poiché il libro termina nei primi secoli dopo Cristo, è quasi assente la parola “amore” con la quale si tenta, dall’alto Medioevo in poi, di amalgamare i segmenti di vita e sapere, di corpo e anima, di impulso e parola, che l’antichità ci restituisce invece ancora disgiunti. Ma è proprio la possibilità di ritornare a prima che la frase “ti amo” siglasse il rapporto sessuale, prima che eros fosse sequestrato dall’arte ed espulso dalla filosofia, prima che sul sesso scendesse l’ombra del peccato e che il peccato fosse inseguito sin nei meandri dell’intenzionalità e della fantasia, che rende questa incursione storica particolarmente interessante, oltre che arricchente. E non importa se l’origine si sposta sempre più in là, il principio si fa evanescente e il Paradiso Terrestre risulta, per definizione, precluso. È il percorso che conta, è l’analisi che avvince e arricchisce. Il mondo antico ci restituisce infatti possibilità inesplorate, cammini interrotti, modi d’indagine e di espressione dai quali ripartire per comprendere chi siamo e dove, magari a nostra insaputa, stiamo andando.» (Silvia Vegetti Finzi)
Giulia Sissa, ricercatrice del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi, insegna attualmente Classics e Political Science all’ University of California, Los Angeles. I suoi studi toccano il pensiero politico, la filosofia e la mitologia, la storia della sessualità, della differenza dei sessi e della parentela nel mondo antico. Tra le sue opere, Il piacere e il male. Sesso, droga e filosofia (Milano 1999) e, per i nostri tipi, La verginità in Grecia (1992) e La vita quotidiana degli dei greci (con Marcel Detienne, 2006).
Introduzione
Parte prima Eros tiranno
I. Il desiderio
- Come desiderano le donne
- Una sessualità teatrale
- Una donna interessante
- Il tempo di Penelope
- Corpi sensibili
- Filosofia del desiderio
- «Chiù luntana me staje…»
- Desiderio spiacevole
- Il canto di Penia
- Desiderio insaziabile
- Causa o oggetto?
- Un fiume in vaso
- Desiderio come cura
II. Il piacere
- «Hedoné»
- La vita democratica
- La vita spudorata
- «Éros kalós»
- La «poikilía» ateniese
- «Éros orthós»
III. Corpi
- Storia di una differenza – L’erezione – La sensualità femminile
IV. Rapporti
- Il matrimonio
- La filiazione
- Sposiamoci per non litigare
- Sessualità e comunità
- Sessualità e tragedia
- Clitennestra: la non-Penelope
- Deianira: troppo Penelope
- Elettra: verginità e vendetta
- Medea: la passione coniugale di una madre
- Giocasta: il tempo dell’incesto
Parte seconda «Mollis Amor»
- «Dira libido» – «Arte regendus amor»
- «Così fan tutte»
- Saper mentire
- «Non nisi laesus amo»
- «Pedicabo et inrumabo»
- Pederastia e pubertà
Parte terza «Perversa Voluntas»
- La svolta cristiana
- Una questione greca, la risposta cristiana
- Chi si sposa si occupa delle cose del mondo
- Chi non si sposa si occupa delle cose del Signore
- Sposarsi è bene, la verginità è meglio
- Sposatevi per non bruciare
- Meglio bruciare che sposarsi
- Voluttà e volontà
Conclusioni. Bestie da confessione e stilisti del piacere
Bibliografia
Europa e Islam – Storia di un Malinteso
Autore/i: Cardini Franco
Editore: Editori Laterza
In copertina: «Ambasciatori veneziani in visita in Oriente» Dipinto di scuola italiana attribuite a Giovanni Bellini, XVI secolo, Parigi, Museo del Louvre.
pp. 374, Bari
Nonostante crociate e guerricciole, scorrerie di pirati, saccheggi e tratta di schiavi, nonostante Lepanto e l’assedio di Vienna, la verità è che con l’Islam abbiamo sempre commerciato bene e avuto, in sostanza, buoni rapporti. In tempi diversi si è sovrapposto un malinteso, dagli esiti spaventosi per l’una e l’altra parte. È la tesi originale di Franco Cardini. (Mario Baudino, “La Stampa”)
Franco Cardini ritesse i fili della memoria e fa piazza pulita di menzogne e pregiudizi. (“Il Venerdì di Repubblica”)
Il volume di Franco Cardini è un punto di riferimento ineludibile, un raro lavoro che riesce a sintetizzare in un preciso quadro d’insieme la storia del rapporto fra cristiani e musulmani. “Medioevo”
Dal Maometto “cristiano eretico” all’Islam “religione diabolica”, dal “feroce Saladino” al Turco “nemico della croce”, i rapporti e gli scambi fra Europa e Islam sono quasi sempre stati pensati alla luce di un preconcetto ostile.
Franco Cardini è docente di Storia medievale all’Università di Firenze. Tra le sue pubblicazioni per i nostri tipi, Gostanza, la strega di San Miniato (a cura di, 2001), Noi e l’Islam.
Un incontro possibile? (2001).
Nel nome di Dio facemmo vela. Viaggio in Oriente di un pellegrino medievale (con G. Bartolini, 2002), Nostalgia del paradiso. Il giardino medievale (con M. Miglio, 2002), La paura e l’arroganza (a cura di, 2003), Medioevo al femminile (con F. Bertini, Mt. Fumagalli Beonio Brocchieri e C. Leonardi, 2005), Astrea e i Titani. Le lobbies americane alla conquista del mondo (2005).
La Letteratura Tardogotica – Arte e Poesia a Firenze e Siena nell’Autunno del Medioevo
Autore/i: Lanza Antonio
Editore: De Rubeis Editore
premessa dell’autore.
pp. 896, Anzio
In questo rivoluzionario saggio Antonio Lanza dimostra come nel periodo compreso tra il 1340 e il 1440 circa la letteratura volgare sia permeata da tali e tanti influssi tardogotici da poter essere definita “letteratura tardogotica”, Parallelamente alle arti figurative, anche la letteratura subisce infatti lo stesso naturale e indolore processo di trapasso da una maniera gotica (di cui la Divina Commedia, con la sua struttura pinnacolata, rappresenta l’espressione più tipica ed elevata) al linguaggio “fiorito”, nel quale gli stilemi gotici vengono estremizzati.
I connotati fondamentali della letteratura tardogotica sono lo scintillio delle immagini – lo stesso dei quadri di Gentile da Fabriano, di Lorenzo Monaco, di Gherardo Starnina, di Michelino da Besozzo, di Masolino, del Pisanello -, l’esasperata, minuziosa addizione di particolari e il sovramondo fastoso e dorato che fa da scenario. Al centro di questo microcosmo scollato dalla realtà campeggia sovrana la donna-luce (o donna-sole), creatura che irradia della sua sfolgorante luminosità un oleografico paesaggio miniaturizzato – descritto con un cromatismo vivido e brillante – aggirandosi deliziosamente tra lussureggianti giardini, con superbe fontane marmoree, ed interni sfarzosi. E il paesaggio ritratto dal Maestro del Giudizio di Paride nel magico desco del Bargello.
La produzione letteraria tardogotica, disimpegnata e d’evasione, costituisce la tipica espressione delle aspirazioni aristocratiche e della Weltanschauung mondana e paganeggiante dell’alta borghesia capitalistica, che aveva da tempo soppiantato il vecchio ceto nobiliare.
La città da cui muove (e dove si conclude) l’esperienza tardogotica è Siena, con Simone Martini e Folgère da San Gimignano, centro di cultura senese. Ma tra i fondatori della letteratura flamboyant un ruolo imprescindibile occupano il trevigiano Nicolò de’ Rossi, un apolide come il Petrarca, il Boccaccio, formatosi a Napoli – una delle capitali del gotico italiano -, il lirico cortigiano Fazio degli Uberti, attivo nelle corti settentrionali, e 1 fiorentini Franco Sacchetti e Manetto da Filicaia. Dopo una prima, feconda fase di intensa elaborazione, tra il 1370 e il 1440 circa si registra una vera e propria esplosione del fenomeno ad opera soprattutto del circolo culturale tradizionalista avverso agli umanisti; e non è un caso che Cino Rinuccini, Giovanni Gherardi e Domenico da Prato siano tra i principali scrittori flamboyant. In questo periodo non c’é genere letterario che non appaia permeato da elementi “internazionali”.
Con il trionfo dell’arte rinascimentale, classica e misurata, con il realismo icastico e drammatico di Masaccio, con il radicale antiaccademismo del Burchiello l’aprospettico mondo flamboyant si dissolve. Ma si tratta di un declino lento; lo dimostra la persistenza di elementi tardogotici in pittori come Paolo Uccello, Benozzo Gozzoli e Botticelli e in poeti quali Poliziano, Boiardo e Sannazzaro.
Il Lanza investe anche altri aspetti della civiltà tardomedievale, quali l’architettura privata, la moda femminile e la musica, cosicché il volume viene a costituire una pietra miliare per la storia della cultura e della letteratura dei secoli XIII-XV.
Antonio Lanza, docente di letteratura italiana nell’Università di Roma, direttore scientifico della De Rubeis e della Zauli Arti Grafiche, nonché della sezione dantesca della “Rassegna della letteratura italiana”, ha pubblicato i saggi: Polemiche e berte letterarie nella Firenze del primo Rinascimento (Roma, Bulzoni, 1989, 24 ediz.), Studi sulla lirica del Trecento (Roma, Bulzoni, 1978), Primi secoli (Roma, Archivio Guido Izzi, 1991), Firenze contro Milano. Gli intellettuali fiorentini nelle guerre con i Visconti (Anzio, De Rubeis, 1991); e le edizioni dei Lirici toscani del Quattrocento (Roma, Bulzoni, 1973-1975, 2 tomi), del Paradiso degli Alberti di Giovanni Gherardi (Roma, Salerno Editrice, 1975), del Milione di Marco Polo (Roma, Editori Riuniti, 1980; 2˚ediz. Studio Tesi), della Divina Commedia in collaborazione con Carlo Salinari e Sergio Romagnoli (Roma, Editori Riuniti, 1980; 2˚ediz. Studio Tesi), del Trecento novelle di Franco Sacchetti (Firenze, Sansoni, 1993, 44 ediz.), delle Vite di Dante e del Petrarca di Leonardo Bruni (Roma, Archivio G. Izzi, 1987), della Novella del Grasso Legnaiuolo (Firenze, Vallecchi, 1989), delle Rime di Cecco Angiolieri (Roma, Archivio G. Izzi, 1990), dei Pellegrini scrittori. Viaggiatori toscani del Trecento in Terrasanta (Firenze, Ponte alle Grazie, 1990), delle Rime di Tommaso Baldinotti (Roma, Archivio Guido Izzi, 1992) e del Giuoco d’Amore di Giovanni Gherardi (Roma, Zauli Arti Grafiche, 1994). Con Maurizio De Benedictis ha scritto L’Avventura di Marco Polo (Roma, Editori Riuniti, 1982) e con Enrico Ghidetti un’Antologia della Divina Commedia (Firenze, La Nuova Italia, 1992). Per la V Appendice dell’Enciclopedia Treccani ha firmato tutte le voci di Jazz, di cui è uno dei più noti esperti italiani.
Grande Libro della Magia
Evocazioni, incantesimi e malìe. L’occultismo svelato a tutti
Autore/i: Fenoglio Maria
Editore: Rl Gruppo Editoriale
presentazione di Sergio Fardin, collana: Esoterica & Mistero.
pp. 412, nn. illustrazioni b/n, Santarcangelo di Romagna (Rimini)
Vi è un metodo, primitivo ma universale, per rispondere ai desideri e ai sogni che incalzano l’uomo, in modo elementare e rituale ma efficace. È la magia, estranea a tutte le religioni ma con tutte imparentata, substrato rifiutato di tutte le culture positive eppure presente in ogni paese, al margine di ogni cultura.
Questo libro è stato scritto da una studiosa del fenomeno magico che, contemporaneamente, esercitava con notevole seguito, la professione di maga: il suo è quindi un approccio alla magia erudito ma anche vivamente partecipato, fatto di ricerca e pratica, reminiscenze storiche e fatti di quotidiana esperienza, in grado di rispondere adeguatamente sia ai curiosi che ai simpatizzanti dell’occulto. Dalle premesse per ottenere i poteri magici alle riprove storiche e pratiche della magia rituale, divisa nei quattro classici rami della magia bianca, magia verde, magia rossa e magia nera, riporta per ognuna rituali completi di preghiere, esorcismi, sortilegi per compiere operazioni di alta magia.
Maria Fenoglio è una delle più note scrittrici di occultismo, materia che affronta con competenza storica e con la sensibilità dell’iniziata. I numerosi testi che ha pubblicato sono considerati veri e propri classici della materia.
Presentazione – Le chiavi del Grande Libro di Magia
La magia pratica
- L’evoluzione in esoterismo
- La magia
- Come si ottengono i poteri magici
- La simbologia magica
- Erbe e piante magiche
- Pupazzetti per sortilegi
- Operazioni magiche d’amore
- Distruzione dei malefici di odio
- Operazioni di bassa magia
- Guarigioni col pupazzetto
- I pentacoli amuleti speciali
- L’esorcismo come atto di fede
- Riti misterici volti al bene
La magia rituale
- Iniziazione in magia
- Magia rituale
- Strumenti rituali
- Usi e oggetti rituali
- Abiti rituali
- La danza rituale
- L’altare e il tempio
- Riti magici antichi e moderni per l’amore
- Il simbolismo
- Alfabeti segreti in magia
- Magia degli amuleti
I segreti della magia
Parte prima: Magia bianca
- I poteri psichici e l’occulto
- Rito magico per la pioggia e per il sole
- Rito evocatorio particolare
- Cerimonia del fungo sacro
- La rigenerazione
- La divina divinazione
- Cerimonia magica fatata
- Ritorno ad un mondo che fu
Parte seconda: Magia rossa
- I misteri di Iside e la magia rossa
- La potenza dell’occulto
- Evocazioni d’oltretomba
- I terapeuti
- Magia per l’amore
- Rito alla luce divina
Parte terza: Magia verde
- Riti naturali della magia verde
- Gli adoratori della Grande Madre
- La magia verde per l’amore
Parte quarta: Magia nera
- La magia volta al male
- La regina nera
- Le Porte di Diamante Nero
- I Luciferiani
- I Tenebrosi
Bibliografia
Piccole Ragioni – Filosofia con i Bambini
Autore/i: Autori vari
Editore: Franco Cosimo Panini Editore
prima edizione, presentazione di Roberto Franchini, introduzione di Adriana Querzè, progetto a cura della Fondazione collegio San Carlo e dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Modena .
pp. 144, Modena
Enigmi in situazioni e mondi da inventare, sentieri alternativi da scegliere o da lasciare: così, a quattro o cinque anni, la filosofia si può scoprire giocando con le idee, tenendosi per mano.
Presentazione, Roberto Franchini
Introduzione, Adriana Querzè
I bambini giocano nei mondi intermedi, Alfonso Maurizio Iacono
La relazione tra adulti e bambini e la filosofia come pratica dialogica, Maria Antonella Galanti
Filosofia e cittadinanza. Un percorso di educazione all’autonomia, Carlo Altíni
La filosofia come spazio di riflessione per bambini e di formazione per insegnanti colti, Benedetta Pantoli
Filosofia con i bambini. Documentazione dei percorsi
Apprendimento e relazione educativa attraverso l’esercizio della mente simulativa, Luca Mori
Introduzione ai materiali proposti
- Un mondo dove sto bene
- Tre strade per un viaggio
- La casa nel parco
- Il ventre della cosa
- L’isola che non c’era e adesso c’è
Il Mito della Psicoterapia – La Cura della Mente come Religione, Retorica e Repressione
Titolo originale: The Myth of Psychotherapy
Autore/i: Szasz Thomas S.
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
prima edizione italiana, ringraziamenti, premessa e introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Andrea D’Anna, in copertina: «Guarigione dell’emorroissa» Chiesa di Santi Pietro e Marcellino, Roma.
pp. 208, Milano
Il famoso psichiatra americano Thomas S. Szasz compendia e completa il discorso di demitologizzazione della psichiatria iniziato oltre vent’anni fa con Il mito della malattia mentale e sviluppato da varie angolazioni in numerosi altri testi.
Per Szasz, mentre la malattia vera è una reale e oggettiva condizione abnorme del corpo, il termine “malattie mentale,” in quanto riferito a comportamenti che imitano la malattia, designa condizioni che malattia non sono. Quindi anche la psichiatria come forma di cura, propriamente parlando, non esiste. Come la malattia mentale, è una metafora e un mito. È una pseudoreligione di persone formalmente irreligiose, coi suoi preti ed esorcisti in camice bianco, col suo linguaggio, che non è latino ma il gergo medico e pseudomedico, coi suoi codici di condotta, che non sono etici ma legalistici, e con la sua teologia, che non è il cristianesimo ma il positivismo. Cosi come il concetto di malattia mentale, già riconosciuto da Carl Gustav Jung quale concetto di carattere sociale, è erroneo e fuorviante, le pratiche accettate e accreditate quali forme di psicoterapia sono scorrette, immorali, antiscientifiche, illusorie, spesso fraudolente e potenzialmente pericolose. Intese a guarire e recuperare i cosiddetti pazienti psichiatrici, sono il più delle volte strumenti di coartazione e di controllo di dissidenti, “diversi” e irregolari, e costituiscono una minaccia per la libertà e la dignità umana.
Szasz traccia la storia della psicoterapia a partire dai suoi precursori: il megalomane e bizzarro Franz Anton Mesmer, col suo “magnetismo animale” e il suo “fluido universale”, Johann Christian Heinroth, teorico della costrizione e della coartazione come Cura e fautore dell’impiego di allucinanti attrezzi di tortura e di contenzione sui pazienti psichiatrici, gli “elettroterapeuti” Wilhelm Erb e Julius Wagner-Jauregg. Un particolare rilievo viene naturalmente dato a Freud, fondatore, proprietario e appaltatore della psicanalisi, e a Jung, anch’egli fondatore di una propria scuola di psicologia e di psicoterapia in netta contraddizione con le sue più importanti intuizioni sulla psiche umana. Ma il più duro attacco polemico è contro Freud, visto come profeta di una religione personale che sostituì a quella mosaica e impose con metodi spregiudicati. Da Freud discende la pratica psichiatrica contemporanea di “patologizzare,” “psichiatrizzare” e “medicalizzare” tutti i comportamenti atipici, assimilati al concetto di malattia. A false malattie, false cure. Szasz conclude la sua trattazione con una panoramica delle più mirabolanti e cervellotiche “psicoterapie” in uso ai nostri giorni.
Thomas Szasz è professore di psichiatria presso l’Upstate Medical Center dell’Universita di Stato di New York e funge spesso da esperto e testimone in tribunale in favore di persone danneggiate da interventi psichiatrici. È inoltre co-fondatore dell’Associazione americana per l’abolizione dell’ospedalizzazione psichiatrica non-volontaria ed è membro dell’Associazione umanistica americana, che nel 1973 lo dichiarò Umanista dell’Anno. Nel 1974 ricevette il Premio Jefferson dell’Istituto americano per il servizio pubblico. E autore di quindici libri e di oltre trecento articoli.
Ringraziamenti
Prefazione
Introduzione
Parte prima
Il problema della psicoterapia
1. Il mito della psicoterapia: la metaforizzazione della cura medica
2. Come convincere la gente: la retorica come farmaco
3. La cura delle anime: la religione come medicina
Parte seconda
I precursori della psicoterapia
4. Franz Anton Mesmer: la metaforizzazione del magnetismo
5. Johann Christian Heinroth: la repressione come cura
6. Wilhelm Erb, Julius Wagner-Jauregg e Sigmund Freud: l’elettroterapia
Parte terza
Il paradigma della psicoterapia
7. Il movimento psicanalitico: la fede freudiana in appalto
8. La psicanalisi come bassa retorica: da Edipo al complesso di Edipo
9. Sigmund Freud: il vendicatore ebreo
10. Carl Gustav Jung: un pastore senza pulpito
Parte quarta
La politica della psicoterapia
11. La psicoterapia: medicina, religione e potere
12. Psicoterapia e linguaggio: usi ed abusi contemporanei
Nel Mondo Allucinante degli Etruschi
Rivelata la vita di una civiltà misteriosa
Autore/i: Signorelli Mario
Editore: Longanesi & C.
prefazione di Lelio Galateri di Genola.
pp. 204, 8 cartine b/n, 6 ill. b/n, Milano
Gli stessi Etruschi in qualità di perispiriti hanno guidato l’autore nelle sue ricerche, che l’hanno portato alla scoperta dell’area archeologica del Riello – Macchia Grande, nei pressi dell’attuale Viterbo.
Il libro nella prima parte è una descrizione accurata ed esaltante dei luoghi dove Mario Signorelli ha identificato le aree sacre, le strade e gli edifici di carattere pubblico, Attraverso l’analisi dei luoghi scoperti, l’autore elabora man mano una sua teoria del mondo degli Etruschi: questi si sarebbero stanziati in una zona già abitata da popolazioni del periodo neolitico, e una delle ragioni che avrebbero spinto i Lucumoni (le massime autorità religiose) a scegliere come sede stabile la zona intorno a Viterbo sarebbe stata la presenza di sorgenti termali, di supposta capacità curativa. Nella seconda parte l’autore rivive stupefacenti esperienze, rievoca apparizioni, fenomeni metapsichici, che gli rivelano le antiche divinità di questo popolo, quasi sconosciuto nelle sue espressioni artistiche, culturali e religiose.
Mario Signorelli è nato a Viterbo nel 1905 da nobile famiglia discendente in linea diretta dal celebre pittore Luca Signorelli. Diplomato presso l’Accademia di Santa Cecilia, ha pubblicato nel 1925 su Musica d’Oggi uno studio sulla musica degli Etruschi. Dal 1964 si dedica esclusivamente a studi e a ricerche archeologiche. Sue pubblicazioni su questo argomento sono: Sui sentieri dei Lucumoni etruschi e Storia degli Etruschi.
Autoliberazione – La Chiave che Apre il Vostro Futuro
Autore/i: Ammann L. A.
Editore: De Vecchi Editore
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione dallo spagnolo di Salvatore Puledda e Loredana Cici.
pp. 224, nn. illustrazioni b/n, Milano
Di famiglia svizzera, L. A. Ammann nasce in Argentina nel 1942. Segue studi di diritto e psicologia all’Università Nazionale di Cordoba. Qui si laurea in Letteratura Moderna, specializzandosi in Linguistica nel 1973. Dall’adolescenza alterna questi Studi con la pratica del giornalismo, della letteratura e la ricerca interna. Nel 1969 si unisce ai gruppi di ricerca formatisi sugli insegnamenti di Silo. Sotto la direzione e ispirazione di questo pensatore, autore dello Sguardo Interno, partecipa ad una equipe che elabora il sistema di Autoliberazione ed altri lavori – ancora inediti – che costituiscono un considerevole apporto alla scienza psicologica e una alternativa interessante alle correnti tradizionali. In Argentina tiene per breve tempo una cattedra universitaria. Viaggia poi per tutta America e l’Europa, abitando per un periodo alle Isole Canarie. Attualmente risiede a Madrid da dove continua le sue ricerche.
Guida all’Ipnosi
Autore/i: Hengel D. M.
Editore: Armenia Editore
prefazione dell’autore.
pp. 200, 8 tavole b/n f.t., Milano
Ipnosi. Per il grande pubblico è ancora una parola misteriosa, che incute soggezione e paura, quando non richiama alla memoria i vecchi giochi di illusionismo.
Oggi l’ipnosi, nata dall’ipnotismo dei primi sperimentatori, si è liberata di tante superstizioni e preconcetti. Esistono trattati ponderosi, di non facile lettura e di prezzo non accessibile,firmati da illustri professori, che svolgono l’argomento ad alto livello. L’ipnosi è ormai entrata nelle cliniche come mezzo d’anestesia; è praticata dai medici dentisti, dai ginecologi, dai dermatologi per togliere al paziente la sensibilità al dolore. Si può quindi dire che l’ipnosi, accolta dalla scienza ufficiale, è ritornata nel mondo di tutti come una realtà quotidiana.
Questo volume, di dimensioni accettabili e di facile lettura, spiega, senza parole difficili che cosa sia l’ipnosi, come chiunque se ne possa servire, per vincere l’insonnia, per favorire alcune manifestazioni, quali la telepatia e la chiaroveggenza, in soggetti dotati, perfino per favorire quell’eccezionale manifestazione che tecnicamente è definita bilocazione (viaggio fuori dal corpo).
NoiAltri
Rivista di psicologia analitica – Nuova serie – Volume 85/2012 n. 33
Autore/i: Autori vari
Editore: Editore Gruppo di Psicologia Analitica
a cura di Stefano Carta.
pp. 276, nn. illustrazioni b/n, Roma
(Va’ a te Stesso) Vattene dal tuo Paese, dal tuo parentado, e dalla casa del padre, al paese che ti farò vedere. (Genesi, 12, 1)
Introduzione di Stefano Carta
Jung e l’approccio allo straniero. Alcune considerazioni storiche e applicative di Renos K. Papadopoulos
Blanche degli spiriti di Mariapaola Lanti
Gli invisibili in psicoanalisi e in etnopsichiatria di Pietro Coppo
Terapie etno-narrative e dimensione rituale di Fabrice Olivier Dubosc
Un non-detto in un contesto etnopsicologico di Patrizia Di Gioia
Il dialogo come modello africano dell’analisi di Massimo Daci e Angiola Iapoce
Non di sola etnopsichiatria… Creolizzare le idee e vivere (comunque) felici e contenti di Natale Losi
Otto giorni tra Equador e Puglia di Mario Ciminale
La bambina tra due mondi e il tesoro nascosto di Lidia Tarantini
Il sandwork espressivo di Eva Pattis Zoja
Storie, contesti, dignità. Esperienze, annotazioni e applicativi minimali sulle questioni migranti di Pippo Costella
Una difficile sepoltura di Barbara Massimilla
Appunti sul lavoro con una comunità marocchina di Chiara Baroncelli, Giulia Cipriani e Pier Claudio Devescovi
opinioni
Archetipi e storia contemporanea nella psicologia analitica di Franco Livorsi
In ricordo di Mario Trevi di Stefano Carta
Ricordare un uomo e un maestro: Bruno Callieri di Concetto Gullotta
recensioni
Marina Breccia: Exilium. Oltre la psicosi
F. Angeli, Milano, 2011
Mariella Cortese
Marzia Bolognini: Volevo fare la Fulgeri
Ilmiolibro.it, 2011
Pina Galeazzi
Eva Pattis Zoja: Curare con la sabbia. Una proposta terapeutica
in situazioni di abbandono e di violenza.
Moretti&Vitali, Bergamo, 2011
Nicole Janigro
Paolo Febbraro: L’ldiota. Una storia letteraria
Le Lettere, Firenze, 2011
Matteo Marchesini
Ambra Cusin, Giuseppe Leo (a cura di): Psicoanalisi e luoghi della negazione
Frenis Zero, Lecce, 2011
Clementina Pavoni
Lella Ravasi Bellocchio: L’amore è un’Ombra-perché tutte le mamme
possono essere terribili
Mondadori, Milano, 2012
Stefania Salvatori
Sonu Shamdasani: Jung. A Biography in Books
W.W. Norton & Company (in Association with The M.B. Foundation)
New York, London, 2012
Giovanni Sorge
gli autori
Per una Morale della Ambiguità – Pirro e Cinea
Titolo originale: Pour une morale de l’ambiguité
Autore/i: De Beauvoir Simone
Editore: Sugar Editore
nota introduttiva e traduzione di Andrea Bonomi.
pp. 208, Milano
Per una morale dell’ambiguità e il Pirro e Cinea sono due brevi opere chiaramente situate in quel periodo del dopoguerra immediato che ha visto all’acme in Francia Jean Paul Sartre e i filosofi dell’esistenzialismo. “Ho perduto tempo – scrive oggi Simone De Beauvoir – a combattere obiezioni ridicole; ma allora si trattava l’esistenzialismo come una filosofia nichilistica, miserabilistica, frivola, licenziosa, disperata, ignobile: si doveva pur difenderlo”… Mentre i comunisti si dibattevano nelle angosce e nei misteri dello stalinismo, l’esistenzialismo agli albori cercava se stesso, sicuro dei valori da negare, ma incerto sui fini da assumere. La De Beauvoir scrive infatti: “Noi ripudiamo tutti gli idealismi, i misticismi, ecc. che antepongono una forma all’uomo stesso…”. Il tentativo di voler definire una morale al di fuori della società e della storia è stato criticato da Lukács e dallo stesso Sartre; tuttavia va detto che il punto di partenza delle due opere è la demistificazione dei “trucchi” della morale borghese, l’attacco ad ogni concezione “monopolistica” della società. Dietro alla De Beauvoir saggista, si avverte la De Beauvoir memorialista, lucida ed attenta indagatrice di tutto un clima politico, ideologico e intellettuale.
Simone De Beauvoir è nata a Parigi nel 1908. Studia filosofia e si laurea alla Sorbona dove conosce Jean Paul Sartre. Attratta fortemente delle sue idee e dalla sua personalità la giovane scrittrice divise con lui gli anni della guerra e della Resistenza. Nel 1943 prese ad insegnare filosofia nei licei di Marsiglia, Rouen e Parigi. Nello stesso anno si rivelò con il romanzo L’invitée. Sono del dopoguerragli altri suoi romanzi Le sang des autres (1945), Tous les hommes sont mortels (1946) e Les mandarins (Prix Goncourt 1954). Oltre al dramma esistenzialista Les bouches inutiles (1945), vanno ricordati i saggi: L’existentialisme et la sagesse des Nations, Le deuxième sexe, L’Amerique au jour le jour, La longue marche e i saggi autobiografici Mémoires d’une jeune fille rangée e La Force de l’âge.
Nota introduttiva
PER UNA MORALE DELL’AMBIGUITÀ
- I
- II
- III – 1. L’atteggiamento estetico
- III – 2. Libertà e liberazione
- III – 3. Le antinomie dell’azione
- III – 4. Il presente e l’avvenire
- III – 5. L’ambiguità
Conclusione
PIRRO E CINEA
Prima parte – Il giardino di Candido
- L’istante
- L’infinito
- Dio
- L’umanità
- La situazione
Seconda parte
- Gli altri
- La dedizione
- La comunicazione
- L’azione
Conclusione
Non Siamo Solo di questo Mondo
È possibile credere nell’esistenza o addirittura nell’attiva presenza di un Dio in un universo che dopo alcuni secoli di ricerca scientifica ha cominciato a diventare accessibile alla nostra ragione?
Autore/i: von Ditfurth Hoimar
Editore: Longanesi & C.
introduzione dell’autore, traduzione dall’originale tedesco di Simona ed Enrico Vigezzi, titolo originale: Wir sind nich nur von dieser Welt (Naturwissenschaft, Religion und die Zukunft des Menschen).
pp. 280, illustrazioni b/n, Milano
«Non ci sono due verità: lo scisma spirituale fra scienza e religione va eliminato, e il libro di Ditfurth è una sfida in questo senso.» (Hans Küng)
La visione scientifica e quella religiosa non si escludono reciprocamente e «la realtà non può finire la dove finisce la realtà da noi vissuta»: questa é la prospettiva concettuale che anima le varie riflessioni di un’opera concepita come tentativo di sintesi fra le ragioni della scienza e le speranze della religione. L’intenzione dell’autore di ricomporre lo scisma spirituale del nostro tempo si traduce nel rifiuto della separazione convenzionale fra le due verità parallele: quella empirica del sapere scientifico e quella metaempirica reclamata dalle istanze della fede. Lo scienziato tedesco sostiene invece con forza la compatibilità tra l’idea teologica di creazione e il concetto di evoluzione, quale risulta dalle moderne teorie biologiche e cosmologiche. Affrontando i problemi cruciali dell’origine del cosmo e della vita, il libro scuote preconcetti dogmatici tradizionali ed equivoci luoghi comuni che impregnano la cultura odierna. In un’esposizione accessibile, ma non dilettantesca, delle moderne teorie della conoscenza (da Popper, a Lorenz, a Wittgenstein) e del pensiero evoluzionistico, vengono discusse le possibilità fondamentali per il futuro della specie umana, nella cornice della vita cosmica e della vita ultraterrena. Genetica, cibernetica, astrofisica e biologia offrono gli spunti per ipotesi suggestive che cercano la via per piani di conoscenza sempre più alti, verso mondi non ancora percepiti, verso «quel cielo in cui, secondo la coscienza religiosa, si trova il senso del nostro mondo imperfetto».
Introduzione
La verità è indivisibile
I. Evoluzione e fede nella creazione
- Evoluzione e autocoscienza
- Fossili cosmici
- La realtà della filogenesi biologica
- Alla ricerca di una molecola fossile
- La storia del citocromo c
- Il problema dell’origine della vita
- La concezione di Darwin
- L’ordine è dovuto al caso?
- Osservazioni su un concetto equivoco: la «lotta per la vita»
- Falsi profeti
- Evoluzione come creazione
II. Realtà oggettiva e prospettive di un aldilà
- Quanto è reale la realtà?
- La realtà non è afferrabile
- Einstein e l’ameba
- L’utopia del positivismo
- Perorazione per l’aldilà
- L’«aldilà»: dov’è?
III. Futuro evolutivo e giudizio universale
- Il fantasma nella macchina
- Come lo spirito entrò nel mondo
- Il quadro cosmico
- L’evoluzione e l’aldilà
Scritti sulla Schizofrenia
Titolo originale: Schizophrenia as a Human Process
Autore/i: Sullivan Harry Stack
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
unica edizione, prefazione all’edizione italiana di Marco Conci, introduzione e commenti di Helen Swick Perry, traduzione dall’americano di David Mezzacapa, collana: Biblioteca di psichiatria e di psicologia clinica.
pp. 400, Milano
La presente raccolta è una ricca antologia ragionata e commentata dei primi scritti di Sullivan. Si tratta di articoli pubblicati su riviste tra il 1924 e il 1934 e mai finora in forma di libro. Essi rappresentano il luogo d’origine e di prima elaborazione di tutta la sua opera successiva e lo specchio più fedele della complessità e della modernità del suo pensiero.
Il contributo di Sullivan alla concettualizzazione dinamica e alla psicoterapia della schizofrenia vi appaiono tutt’altro che superati, tanto nel loro porre al centro della vita psichica i rapporti con gli altri che nella concezione della malattia mentale come di un processo che ha origine dalle comuni esperienze dell’individuo e come di un linguaggio che vuole comunicarci, ancorchè inadeguatamente, quelle esperienze.
Oltre ad alcuni veri e propri studi clinici, il volume comprende lavori che trattano diversi aspetti del problema della schizofrenia: spiccano, tra gli altri, quelli connessi ai criteri prognostici, alla raccolta dei dati clinici come materiale di ricerca sulla personalità, alla cultura sessuale arcaica e al training dello psichiatra.
Harry Stack Sullivan nacque nel 1892 a Norwich, nello stato di New York, da una famiglia cattolica irlandese. Studiò medicina e psichiatria all’Università di Chicago. Prima internista, poi psichiatra al St. Elisabeth Hospital di Washington, quindi al Sheppard and Enoch Pratt Hospital a Baltimora e alla facoltà di medicina dell’Università del Maryland, dove divenne docente, fu tra i fondatori della Washington School of Psychiatry e della rivista “Psychiatry”. Morì a Parigi nel 1949. Le altre sue opere fondamentali, tutte pubblicate in questa stessa collana sono: La moderna concezione della psichiatria (1961), Teoria interpersonale della psichiatria (1962), Studi clinici (1965), Il colloquio psichiatrico (1967).
Prefazione all’edizione italiana di Marco Conci
Introduzione di Helen Swick Perry
Ringraziamenti
Nota introduttiva
Scritti sulla Schizofrenia
1. La schizofrenia: aspetti conservativi e aspetti maligni
2. Peculiarità del pensiero nella schizofrenia
3. L’esordio della schizofrenia
4. Il terreno comune fra lavoro clinico e attività di ricerca
5. Criteri provvisori di prognosi infausta nella schizofrenia
6. Schizofrenia e ricerca
7. Cultura sessuale arcaica e schizofrenia
8. Soggetti schizofrenici come fonte di dati per uno studio comparato della personalità
9. Il rapporto fra il tipo di esordio e l’esito nella schizofrenia
10. Psichiatria e sociologia
I. I fattori ambientali nell’eziologia della schizofrenia e nel suo decorso durante la terapia
II. La ricerca sociopsichiatrica. Sue implicazioni per i problemi della schizofrenia e dell’igiene mentale
11. Il trattamento psicoanalitico modificato della schizofrenia
12. I disturbi mentali
13. La formazione psichiatrica come requisito preliminare per l’esercizio della psicoanalisi
14. Stress culturale e crisi dell’adolescente
L’uomo Sullivan di Clara Thompson
Opere di H.S. Sullivan
Indice dei nomi
Indice analitico
Il Giardino
Autore/i: Vessichelli Pane Rita
Editore: Edizioni Olivares
collana: Il Lusso della Pausa 9, grafica: Andrea Lancellotti , fotografia di copertina: Giuseppe Fattorusso.
pp. 228, illustrazioni b/n, Milano
Pochi sanno che Frederick Taylor, il severo padre dell’organizzazione scientifica del lavoro, a quarantacinque anni smise di fare il manager e si appartò sulle colline esclusive di Filadelfia, nella sua villa di stile georgiano, per dedicarsi prevalentemente al giardinaggio, coadiuvato da una quarantina di esperti giardinieri. Il giardino, dunque, come conquistata pausa di ozio creativo, contrapposto al lavoro industriale, come attivismo esaltato.
Il giardino, prima ancora che luogo fisico, è uno spazio della mente e una metafora del desiderio, che persiste lungo la nostra giornata terrena come sperata e consapevole occasione di lusso, calma e voluttà.
Esercizio di addomesticamento della natura attraverso la cultura, specchio delle civiltà che variamente lo hanno coltivato, sinonimo di paradiso per gli arabi e, per noi, di profumata carezza dei sensi, il giardino è organizzazione del bello, così come la fabbrica è organizzazione dell’utile.
Con questo prezioso piccolo libro, distillato di sapiente esperienza domestica in uno dei giardini più belli del Mediterraneo, una giardiniera d’eccezione come Rita Pane ci conduce lungo i viali della propria passione botanica alla scoperta, insieme, del giardino come costruzione razionale fuori di noi e del giardino come orto concluso dentro di noi.
I. – Il giardino immaginario
II. – Il paradiso perduto
III. – Astuzie della natura
IV. – Alchimie mediterranee
V. – Il giardino romano
VI. – Il non giardino
VII. – Il giardino sacro
VIII. – Il giardino medioevale
IX. – Il giardino officinale
X. – Il giardino rinascimentale-architettonico
XI. – Il giardino grottesco
XII. – Il giardino barocco
XIII. – Il giardino in Cina e in Giappone
XIV. – Il giardino dei Lumi
XV. – Il giardino naturale
XVI. – Il giardino romantico
XVII. – Il giardino vittoriano
XVIII. – La scoperta dello spazio
XIX. – Il giardino delle Sirene
Indice analitico delle essenze citate
Bibliografia
Il Riso nell’Antichità Greca
Autore/i: Marinone Nino
Editore: Pàtron editore
premessa dell’autore.
pp. 158, Bologna
Dalla premessa dell’autore Nino Marinone:
« La presente ricerca è condotta sugli autori greci e bizantini fino al sec. XIV. Sono raccolti tutti i passi in cui per qualsiasi ragione si parla del riso. A prescindere dalle brevi citazioni in grammatici e lessicografi, il riso è menzionato in 28 passi con riferimento alla pianta, la sua coltivazione e l’uso alimentare; inoltre, novità inaspettata, in ben 122 passi per l’impiego in farmacologia e medicina. La maggior parte di essi sono stati ora individuati e tradotti per la prima volta.
Il reperimento è stato possibile grazie al Thesaurus Linguae Graecae diretto dal prof. Theodore F. Brunner dell’Università di California, sede di Irvine, che contiene tutti i testi greci registrati elettronicamente su un compact disk con un complesso di oltre 70 milioni di parole: uno strumento indispensabile per lavori di questo tipo. Un particolare ringraziamento va al dott. Andrea Bozzi dell’Istituto di Linguistica Computazionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Pisa, che ne ha concesso la piena disponibilità.
Le parti descrittive del lavoro sono accompagnate da una traduzione in inglese, che è dovuta al prof. Peter Chandler dell’Università di Torino. L’ampia presenza di termini tecnici, la cui interpretazione non è sempre evidente e talora presenta difficoltà notevoli, ha suggerito l’opportunità di far seguire alla trattazione due appendici specifiche: alla loro compilazione hanno offerto preziosa consulenza peri problemi agrari e botanici il dott. Antonio Finassi dell’Istituto per la meccanizzazione agricola del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Torino e la prof. Eliana Centrella del Liceo Scientifico di Vercelli; per la medicina il prof. Paolo Menzio dell’Università di Torino, il prof. Giorgio Leigheb dell’Ospedale Maggiore di Novara e il dott. Grancarlo Arena dell’Ospedale S. Andrea di Vercelli. A tutti la mia profonda gratitudine.»
Premessa
1. il nome
2. la pianta e l’alimento
3. L’impiego terapeutico
4. testimonianze
A) per il nome
- Frinico
- Polluce
- Erodiano
- Esichio
- Commento a Dioniso Trace
B) per la pianta e l’alimento
- Erodoto
- Teofrasto
- Diodoro Siculo
- Strabone
- Filone
- periplo del mar Rosso
- Tolemeo
- Atenéo
- Eliano
- Porfirio
- Damascio
- testi anonimi, pseudoepigrafi, commenti
C) per l’impiego terapeutico
- Dioscuride
- Sorano
- Galeno
- Aretèo
- Oribasio
- Ciranidi
- Severo
- Aeto di Amida
- Alessandro di Tralli
- Paolo di Egina
- Leone di Costantinopoli
- testi anonimi, pseudoepigrafi
5. Appendici
A) nomenclatura botanica
- Terminologia
- Tipi di frumento e loro derivati
- Tisane e pappe d’orzo
- I baccelli
B) nomenclatura medica
- terminologia
- argomenti
Repertorio cronologico degli autori
Bibliografia
Wittgenstein su Regole e Linguaggio Privato
Titolo originale: Wittgenstein on Rules and Private Language
Autore/i: Kripke Saul
Editore: Bollati Boringhieri Editore
prefazione e note dell’autore, traduzione di Marco Santambrogio.
pp. 156, 1 fotografia b/n f.t., Milano
Nel paragrafo 201 delle Ricerche filosofiche Wittgenstein dice: “Il nostro paradosso era questo: una regola non può determinare alcun modo d’agire, poichè qualsiasi modo d’agire può essere messo d’accordo con la regola. Da tale paradosso, che costituisce forse il punto centrale delle Ricerche, ha origine una nuova forma di scetticismo, paragonabile solo allo scetticismo classico di Hume e ricco di insospettate conseguenze per la filosofia della matematica, della logica e della psicologia.
In questo saggio, straordinario per la concisa lucidità e la forza delle argomentazioni, Saul Kripke percorre in una prospettiva assolutamente originale il testo wittgensteiniano e propone una “soluzione scettica” del paradosso. È un esempio singolare di un confronto teoretico-filologico tra due grandi pensatori del nostro tempo.
Dalla prefazione:
« Il nucleo centrale di questo lavoro è già stato presentato in varie sedi sotto forma di conferenze, di cicli di lezioni o di seminari. Si tratta, come io dico, di un’”esposizione elementare” di quello che considero il filo conduttore nell’opera dell’ultimo Wittgenstein sulla filosofia del linguaggio e sulla filosofia della matematica; include anche la mia interpretazione dell’”argomento del linguaggio privato” che secondo me deve essere visto principalmente alla luce del problema del “seguire una regola”. Nel Poscritto discuto un altro punto che Wittgenstein ha individuato nella concezione del linguaggio privato e che offre l’occasione di approfondire alcuni aspetti delle sue posizioni a proposito del problema della mente altrui. Dopo aver sottolineato la stretta connessione che intercorre nella filosofia dell’ultimo Wittgenstein tra filosofia della psicologia e filosofia della matematica, speravo di riuscire ad aggiungere un secondo poscritto proprio sulla filosofia della matematica; ma me ne è mancato il tempo e quindi per il momento su questo punto bastino le osservazioni essenziali esposte nel testo.
Il presente lavoro non può veramente costituire un commento alla filosofia dell’ultimo Wittgenstein, e neppure alle Ricerche filosofiche. Molti temi ben noti e significativi – ad esempio, l’idea di “somiglianze di famiglia” e il concetto di “certezza” – sono appena menzionati; e, cosa più grave, per quanto riguarda la stessa filosofia della mente si è gettato solo un rapido sguardo a un materiale ricchissimo, come la trattazione che Wittgenstein ha dato dell’intenzione, della memoria, del sogno e così via. Ho la speranza comunque che buona parte di tutti questi argomenti diventi abbastanza chiara una volta che si siano comprese bene le idee che Wittgenstein ha espresso a proposito del tema principale.
Molte tesi di Wittgenstein sulla natura delle sensazioni e sul linguaggio che le riguarda sono appena accennate o addirittura ignorate; come preciso nel testo, ho deliberatamente adottato la strategia di non discutere quei paragrafi successivi al 243 delle Ricerche, normalmente noti come l’”argomento del linguaggio privato”[…]»
Saul A. Kripke, americano, nato nel 1935, è professore di filosofia all’Università di Princeton.
Prefazione
Preliminari
Il Pardosso wittgensteiniano
La soluzione e l’argomento del “linguaggio privato”
Poscritto: Wittgenstein e la mente degli altri
Note
Indice analitico
Esperimenti di Suggestione Mentale
Titolo originale: Eksperimentalnye Issledovanja Myslennogo Vnusenja
Autore/i: Vasiljev Leonid L.
Editore: Casa Editrice Meb
presentazione del Dr. Massimo Inardi, prefazione di Hans Bender, introduzione dell’autore, traduzione del Dottor Giorgio Alberti, collana: Mondi Sconosciuti.
pp. 304,15 illustrazioni b/n, Torino
Esiste una specie di «radio» nel cervello capace di trasmettere e captare segnali? • Quale forma di energia porta nello spazio questi segnali? • sorprendenti esperimenti degli scienziati russi dell’Istituto del cervello • Comandi telepatici a distanza • Trasmissione di immagini e di messaggi anche a migliaia di chilometri!
Per l’evoluzione della parapsicologia internazionale questo libro ha il significato di una pietra miliare. È testimonianza del fatto che la telepatia, fenomeno psichico e naturale ancora discusso, viene riconosciuta come degna di esame e di ricerca da veri scienziati in istituti perfettamente attrezzati.
Malgrado i probanti risultati degli esperimenti condotti, c’è ancora qualcuno che giudica la suggestione mentale e gli altri fenomeni ad essa connessi come «inconciliabili con l’attuale teoria scientifica». Ma la meccanica quantica, la teoria della relatività, la negazione del valore assoluto dei principi della conservazione della massa e dell’energia non sono state forse a loro volta «inconciliabili con le teorie scientifiche contemporanee»?
Grazie alle ricerche condotte dall’Autore di questo libro quello che prima era giudicato «soprannaturale» oggi viene riconosciuto come «naturale».
Nato nel 1891, Leonid L. Vasiljev studiò scienze naturali ed iniziò la sua attività scientifica sotto la direzione del fisiologo Vvdenskij; nel 1921 entrò all’Istituto per lo studio del cervello e dell’attività nervosa superiore fondato da V. M. Bekhterev.
Nel 1932 il nuovo direttore dell’Istituto del cervello, V. P. Osipov, gli affidò l’elaborazione e la realizzazione di un programma di ricerca sulla cosiddetta «suggestione mentale», che egli portò a termine nel 1938.
Successivamente la sua attività si svolse nei campi dell’elettrofisiologia, della biofisica, della biochimica e della psicofisiologia.
Nel 1943 fu chiamato alla cattedra di fisiologia dell’Università di Leningrado, che occupò fino alla sua morte, avvenuta nel 1966.
Nel 1959-60 egli creò, nel dipartimento di fisiologia della stessa Università, un laboratorio per lo studio della suggestione mentale. Nel 1959 pubblicò un libro divulgativo su questo argomento; nel 1961 pubblicò un secondo libro e, poco dopo, la presente opera.
Si seppe così che il lavoro sperimentale alla cui progettazione ed esecuzione partecipò (contrariamente a quanto avviene nella parapsicologia occidentale] tutta una serie di specialisti, psicologi, biologi e tecnici, aveva lo scopo di dimostrare l’ipotesi di una trasmissione elettromagnetica delle informazioni telepatiche. Nonostante il suo impegno filosofico, Vasiljev, mostra tolleranza e apertura verso le concezioni dei parapsicologi occidentali, dimostrando che, la vera scienza deve essere al disopra di ogni confine e divisione ideologica.
Presentazione
Prefazione
Introduzione
- L’origine e l’evoluzione della teoria della suggestione mentale
- La teoria elettromagnetica della suggestione mentale e le sue basi sperimentali
- L’apparecchiatura fisica, gli esperimenti di controllo e di orientamento. Il piano della ricerca
- La suggestione mentale di atti motori
- La suggestione mentale di immagini visive, e di sensazioni
- La suggestione mentale di sonno e risveglio
- La valutazione critica del metodo ipnogeno e dei risultati della sua applicazione. La variante perfezionata del metodo ipnogeno
- Esperimenti di suggestione mentale a grandi distanze
- Alcune particolarità psicologiche della suggestione mentale
- Lo stato attuale del problema della suggestione mentale
Appendici
Psicoterapie Orientali e Occidentali
Titolo originale: Psychotherapy East & West
Autore/i: Watts Alan W.
Editore: Ubaldini Editore
prefazione dell’autore, traduzione di Fabrizio Pregadio.
pp. 151, Roma
Un fertile incontro tra due universi di pensiero. Un incontro-scontro che porterà alla luce aspetti nascosti molto importanti dalle due parti, non per inasprire antitesi, ma per dare al discorso Oriente-Occidente una nuova svolta.
Il titolo di questo libro non tragga in inganno: non si tratta intatti di un sommario di teorie psicologiche e filosofiche condito accortamente da conclusioni equilibrate, si tratta piuttosto di un saggio volutamente provocatorio, scritto col preciso intento di dare uno scossone più o meno brusco a entrambe le parti – Oriente e Occidente – al fine di provocare una discussione.
Watts non crede, pur soggiacendo al loro fascino, che le discipline orientali rappresentino l’ultima parola, l’estrema espressione della saggezza sacrosanta è immemorabile; neppure crede, d’altra parte, nella verità evangelica delle concezioni freudiane, junghiane, ecc. Crede nell’utilità del confronto tra questi due mondi, queste due mentalità, su un terreno oggi molto attuale ma anche molto scottante: quello della salute mentale.
Che cosa hanno dunque in comune la psichiatria occidentale e la filosofia orientale? E cosa ciascuna può e deve apprendere dall’altra? Watts ha scoperto un principio soggiacente a entrambe che, intenzionalmente o no, sembra entrare in gioco ogni volta che la terapia cerca di superare il falso senso di sé dell’uomo come un Io isolato, un Io che lo intrappola in una continua fuga di fronte alla morte e alla solitudine. Tanto la filosofia orientale quanto la psicoterapia occidentale, in modi e gradi diversi, impegnando l’individuo in esperimenti che rivelano con tutta chiarezza la fallacia di questa concezione, gli conferiscono con questo processo un nuovo senso di identità.
Aran W. Warts è nato nel 1915 ed è morto nel 1973. Autore di numerosi libri, specialista soprattutto di zen e taoismo, è stato non solo uno dei più geniali e intuitivi interpreti del pensiero orientale per l’Occidente, ma anche uno dei saggisti più stimolanti del nostro tempo. Tra i tanti suoi libri ricordiamo quelli apparsi presso questa Casa Editrice: Il tao, Il significato della felicità, Il libro sui tabù, La gaia cosmologia, La saggezza del dubbio, La via della liberazione e Parlando di zen.
Prefazione
1. Psicoterapia e liberazione
2. Società e salute mentale
3. Le vie di liberazione
4. Come in uno specchio oscuro
5. Il contro-gioco
6. Invito alla danza
Riferimenti bibliografici
Pañcatantra – Il Libro dei Racconti – Storie e Favole dell’India Antica
Titolo originale: Tantrākhyāyikā
Autore/i: Anonimo
Editore: TEA – Tascabili degli Editori Associati
edizione italiana a cura di Giovanni Bechis, prefazione di Giorgio Cusatelli, in copertina: acquerello moghul su carta (1585 ca.).
pp. 190, Milano
Lo sciacallo e il tamburo, L’asino in pelle di pantera, II ladro di cipolle punito, La volpe e la caverna parlante…
Monumento centrale della letteratura indiana antica, il Pañcatantra, formatosi sulla tradizione orale tra il IV e il V secolo, rappresenta una delle rare opere di quella straordinaria fioritura ad avere avuto una precoce fortuna in Occidente. Animali, re, bramini e divinità popolano le pagine di questi racconti, riconosciuti ancor oggi come uno degli esiti più alti raggiunti dalla letteratura favolistica di tutti i tempi.


