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Libri dalla categoria Odontoiatria

Orrore nel West End

Orrore nel West End

Secondo quaderno delle memorie inedite del Dr. Watson, il fedele assistente di sherlock Holmes, pubblicate a cura di Nicholas Meyer

Autore/i: Meyer Nicholas

Editore: Rizzoli

prima edizione, premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Attilio Veraldi, collana: La Scala, titolo originale: The West End Horror.

pp. 192, Milano

Nel 1976 i lettori furono affascinati dall’incontro di Sherlock Holmes con Sigmund Freud nel romanzo La soluzione sette per cento, uno dei più grandi best-sellers dell’anno. Adesso nell’Orrore nel West End, Nicholas Meyer porta alla luce altri episodi finora sconosciuti sula carriera del famoso detective Sherlock Holmes – episodi narrati esemplarmente dal suo fedele assistente Dr. John H. Watson.
Nel 1895, nell’elegante quartiere di Londra “West end”, viene trovato ucciso nel suo appartamento il critico teatrale Jonathan McCarthy; qualcuno lo ha assassinato piantandogli un tagliacarte a forma di pugnale nel petto; queste almeno sono le apparenze; ma chi è l’autore del crimine? Un amico dell’ucciso, il commediografo Bernard Shaw, si reca da Holmes e da watson, ai quali propone di svolgere un’indagine al fine di scoprire l’autore di quel fatto di sangue.
Holmes accetta l’incarico, e nel corso dell’investigazione frequenta l’ambiente teatrale londinese; e, oltre ad approfondire la sua amicizia con Bernard Shaw, col quale ama parlare di letteratura, d’arte e di musica, stringe amicizia con Oscar Wilde e con Bram Stoker autore di Dracula; Scotland Yard crede per un istante che quest’ultimo non sia estraneo all’assassinio, ma certe apparenze non traggono in inganno anche Holmes, per il quale la faccenda è elementare: a Londra c’è un maniaco che si diverte smodatamente tutto qui.

Nicholas Meyer, il giovane autore di questo libro e de La soluzione sette per cento (Rizzoli 1976), ha cominciato a scrivere e a dilettarsi di cinematografia sin dall’infanzia. Dopo essersi occupato di teatro e aver partecipato alla realizzazione del film Love Story, si trasferì a Holliwood e in pochi anni alcuni suoi soggetti sono stati portati sullo schermo. Vive nei pressi di Los Angeles.

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Titina De Filippo – Vita di una Donna di Teatro

Titina De Filippo – Vita di una Donna di Teatro

Autore/i: Carloni Augusto

Editore: Rusconi

prima edizione, in copertina: foto di Titina De Filippo.

pp. 222, 24 foto b/n, Milano

Titina De Filippo, vita di una donna di teatro, non vuole essere solo la storia di una grande attrice, interprete prestigiosa di celebri commedie come Filumena Marturano, ma anche la storia di una “donna”, con le sue ansie, le sue preoccupazioni, i suoi momenti di gioia e di sconforto. Molti brani del libro sono tratti da un diario che Titina scriveva ed aggiornava puntualmente, brani del tutto inediti perchè l’attrice non intendeva pubblicare questi suoi pensieri. Le sue parole, riportate fedelmente, assumono maggior valore proprio perchè erano destinate a rimanere nel chiuso di un cassetto.
Titina, insieme ai fratelli Eduardo e Peppino, costituì un sodalizio artistico che negli anni Trenta raccolse strepitosi successi su tutti i palcoscenici d’Italia. Di carattere generoso, accomodante, comprensiva, non aveva mai tentato di emergere sui due fratelli, accontentandosi di svolgere con amorevole diligenza un ruolo di affettuosa mediazione smorzando rancori, piccole liti ed inevitabili incomprensioni che nascevano tra i due artisti. Sul palcoscenico riusciva a completarli equilibrando i toni amari di Eduardo con la comicità di Peppino. Poi la guerra, il divorzio artistico tra i due fratelli dopo una lite che nemmeno l’abilità di Titina era riuscita a far rientrare. Andò in compagnia con Eduardo e non fu una scelta facile. Titina era molto legata a tutti e due. Decisero per lei le circostanze. Con Eduardo ebbe la sua prima vera affermazione personale nella parte di donna Amalia, in Napoli  milionaria. Era il 1945. Due anni dopo con Filumena Marturano raggiunse il culmine della sua carriera artistica. Ma il successo, il vero successo, quello che ogni attore sogna durante tutta la sua carriera e che raramente arriva, durò solo tre o quattro anni per Titina. Poi si ammalò e dovette lasciare il teatro. Il successo inseguito tutta la vita era arrivato troppo tardi.

Augusto Carloni è nato a Napoli il 20 maggio 1923. giornalista parlamentare svolge il suo lavoro a Montecitorio. Collaboratore di numerosi giornali e periodici è stato anche per molti anni commentatore politico del GRI. Presidente della Stampa Parlamentare dal 1978 al 1980 ha dedicato gran parte della sua attività professionale al giornalismo politico. Ha pubblicato un romanzo, Gli impuri, che ebbe un ottimo successo di critica.
Figlio unico di Titina De Filippo, ha ottenuto nel 1982 il premio Antonio De Curtis (Totò) per una raccolta di poesie scritte dalla madre e da lui curata. Non ha seguito la strada del teatro come hanno fatto Luca e Luigi, figli di Eduardo e di Peppino, ma ha avuto importanti esperienze nel campo cinematografico, nell’immediato dopoguerra, come aiuto regista di personaggi di notevole valore come Fellini, Lattuada, Rossellini con il quale ha girato numerosi film e, tra gli altri, Stromboli con Ingrid Bergman. Autore anche di documentari di successo come Le maschere nella Commedia dell’Arte, le Opere di Vincenzo Gemito, La vita di S. Francesco. Lasciò il cinema nel 1954 per dedicarsi completamente al giornalismo.

Zio Cardellino

Zio Cardellino

Romanzo

Autore/i: De Crescenzo Luciano

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prefazione dell’autore.

pp. 156, Milano

Luca Perrella è un napoletano che vive a Milano, è sposato, non ha figli, si è laureato in chimica e lavora come dirigente in una grande multinazionale. Un bel giorno, mentre è a rapporto con il suo diretto superiore, emette un suono molto simile al cinguettio di un uccello. Che cosa gli è successo? È impazzito? Ha deciso di prendere in giro il suo capo o veramente si sta trasformando in una specie di volatile? E come reagirà a questa metamorfosi la grande multinazionale? E quali traumi subirà il suo ambiente familiare, borghese e conservatore, nell’accorgersi di avere in casa un parente che cinguetta come un cardellino? Queste le domande e le situazioni che hanno scatenato la fantasia e l’umorismo di Luciano De Crescenzo, fortunato autore di Così parlò Bellavista, qui al suo primo romanzo. Lo spunto è straordinario e surreale, ma la maniera in cui viene svolto ci coinvolge in profondità, anche perchè nessuno come De Crescenzo conosce cosi bene la vita di ufficio, i matrimoni falliti, i disagi, i sentimenti dei più.
Zio Cardellino è un libro agrodolce, che fa ridere, sorridere e pensare, e che lascerà molti nell’attesa, un po’ spaventata, di due ali che spuntino, e li portino via, lontani da tutto.

Luciano De Crescenzo è nato a Napoli nella prima meta del secolo ventesimo (per quanto riguarda l’anno di nascita, non possiamo essere più precisi, essendo stato richiesto in proposito il silenzio stampa). Ama definirsi «ex-ingegnere» e sostiene di aver praticato la professione presso la IBM ITALIA fino a raggiungere la qualifica di dirigente. Molti dubbi sussistono sul fatto che si sia mai potuto laureare in ingegneria, e questo non tanto per le capacità intellettive, che potremmo anche definire normali, quanto per il carattere allegro e l’assoluta mancanza di puntualità. Nel 1977, contro il parere unanime dei parenti e degli amici tutti, lascia volontariamente il «posto sicuro» e si tuffa nel mondo corrotto della letteratura e dello spettacolo. Nel giro di soli tre anni diventa autore di successo – (Così parlò Bellavista, Raffaele, La Napoli di Bellavista), sceneggiatore di film (La Mazzetta, Il Pap’occhio), collaboratore presso alcuni giornali e presentatore televisivo. Chi gli vuole male lo chiama «umorista».

Il Libro Antico

Il Libro Antico

Autore/i: Baldacchini Lorenzo

Editore: Carocci Editore

nuova edizione aggiornata, introduzione dell’autore.

pp. 176, nn. figure b/n, Roma

I libri antichi non sono semplici contenitori di testi, ma testimoni complessi di attività intellettuali, manuali, commerciali, politiche, religiose, che attendono ancora, per molti versi, di essere interrogati. Questa edizione completamente rinnovata e aggiornata ripropone un titolo pubblicato per la prima volta nel 1982. Si tratta di un lavoro dedicato espressamente al libro nel periodo della stampa manuale, dall’invenzione di Gutenberg alle trasformazioni seguite alla rivoluzione industriale dell’Ottocento, prodromo di quella rivoluzione dei media tuttora in atto. Non vuole essere un manuale di storia del libro, ma si propone di offrire un’introduzione, di taglio agile, alle tecniche di produzione, ai materiali impiegati, all’organizzazione del lavoro, alle tipologie e soprattutto ai problemi che i libri antichi pongono oggi a chi deve occuparsene: per descriverli, conservarli, tutelarli, valorizzarli. Si tratta dunque di un libro rivolto soprattutto a bibliotecari e ricercatori che si occupano di edizioni antiche, ma anche indirizzato agli studenti dei corsi di Conservazione dei Beni culturali sorti negli ultimi anni in Italia.

Lorenzo Baldacchini è docente di Bibliologia e Biblioteconomia a Ravenna, sede distaccata della Facoltà di Conservazione dei Beni culturali di Bologna.

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Cittadino d’Europa – 75 Anni di Storia Mondiale

Cittadino d’Europa – 75 Anni di Storia Mondiale

Autobiografia

Autore/i: Monnet Jean

Editore: Rusconi

prima edizione italiana, traduzione dal francese di Elena Tessadri.

pp. 404, Milano

Settantacinque anni di storia mondiale nelle Memorie di Jean Monnet, uno dei creatori, con Adenauer, De Gasperi, Schuman, della Comunità europea.
«Jean Monnet ha svolto un ruolo di primo piano, sia come Ispiratore del piano Schuman, sia come presidente dell’Alta Autorità, sia come fondatore del Comitato d’azione per gli Stati Uniti d’Europa… Dopo aver consacrato il meglio di sè alla causa europea, egli merita che l’Europa gli renda un tributo particolare di riconoscenza e di ammirazione. Per questo motivo i capi di Stato e di Governo della Comunità europea, riuniti in consiglio europeo a Lussemburgo, hanno deciso di conferirgli il titolo di cittadino onorario d’Europa.»
A questo riconoscimento della Comunità europea, altri meno ufficiali ma non meno significativi si aggiungono; di lui l’economista Keynes disse che aveva, con la sua opera, abbreviato di un anno la Seconda Guerra Mondiale, e Kissinger scrisse: «Poche persone hanno avuto un ruolo importante come Monnet nella storia del mondo».
Nato in quella terra di Charente che produce ed esporta cognac, Jean Monnet ha la pazienza del coltivatore e lo spirito aperto del commerciante che non conosce provincialismi e nazionalismi. Portato dalle circostanze ad occuparsi degli affari politici mondiali, egli li affronta e li risolve con lo stesso spirito aperto con cui, prima, aveva risolto gli affari della ditta paterna: convinto che se gli uomini, anzichè combattersi, si unissero per risolvere i problemi comuni, potrebbero davvero «costruire la pace». Jean Monnet ha influito tenacecente sugli atteggiamenti e sulle scelte degli uomini politici di questo secolo, che ha visto due guerre mondiali, due dopoguerra drammatici e il cammino arduo di un’Europa comunitaria. Egli è stato, tra l’altro, l’ispiratore della cooperazione franco-britannica durante la guerra del 14-18, del Victory Program di Roosevelt e dell’alleanza tra Gran Bretagna e Stati Uniti, durante la Seconda Guerra Mondiale; poi, nel secondo dopoguerra, l’ideatore della CECA e della Comunità politica europea.

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L’Immaginazione nel Bambino

L’Immaginazione nel Bambino

Titolo originale: The Work of the Imagination

Autore/i: Harris Paul L.

Editore: Raffaello Cortina Editore

prima edizione, edizione italiana a cura di Ottavia Albanese, traduzione di Carmen Marchetti.

pp. XVIII-310, Milano

Secondo una lunga tradizione intellettuale, in cui si ritrovano autori eterogenei come Freud e Piaget, la vita immaginativa nella prima infanzia sarebbe primitiva e disorganizzata. Paul Harris, uno dei più illustri psicologi dello sviluppo, si schiera contro questa tradizione, mostrando come la capacità di immaginare possibilità diverse dal reale contribuisca allo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino; in particolare, l’autore illustra come la capacità di prendere in considerazione tali possibilità sia fondamentale per la formulazione di giudizi morali. Improntato all’interdisciplinarità, L’immaginazione nel bambino analizza una molteplicità di aspetti fondamentali dello sviluppo cognitivo che in genere vengono trattati separatamente. Un contributo di grande interesse per comprendere come il reale, l’immaginario e il magico si intreccino strettamente a costituire la natura stessa della cognizione umana.

Paul L. Harris, docente di Psicologia, si occupa di sviluppo cognitivo ed emotivo e di sviluppo dell’immaginazione. Dopo aver insegnato per più di vent’anni all’Università di Oxford, è attualmente professore all’Università di Harvard. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Il bambino e le emozioni (2000).

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Esistono i Fantasmi? Come Oggi si Spiegano?

Esistono i Fantasmi? Come Oggi si Spiegano?

Autore/i: Piccioli Annibale

Editore: Casa Editrice Ceschina

introduzione dell’autore.

pp. 224, Milano

Dall’introduzione dell’autore:
«Fantasmi? Spettri? Apparizioni di defunti?
Queste voci, ovvero un qualunque chiaro cenno all’argomento, come ho avuto modo di constatare nella mia qualità di medico e di libero docente universitario, ormai anziano e venuto a contatto, per motivi professionali e di carriera, con ogni tipo di persone, in ciò facilitato anche dall’avere un pò percorso alcune contrade del mondo, e per essermi interessato, quale studioso ed indagatore indipendente, alla osservazione di taluni speciali fenomeni appartenenti al gruppo detto della fenomenologia paranormale od anche parapsicologica, non mancano, dico, quasi mai di suscitare nei singoli soggetti che le odono, uomini o donne, giovani ed anziani, una qualche reazione.
Ma questa è ben diversa da soggetto a soggetto; v’è, infatti, tutta una gamma di variazioni reattive. Ed ecco che dalla piena indifferenza, limitata invero a pochi individui, si passa all’insorgere del più bel sorriso canzonatorio o di uno di chiaro com patimento, sino al delinearsi di quello freddamente scettico. Da un appena abbozzato atteggiamento mimico dispregiativo, si arriva a quello francamente sprezzante, con la variante del decisamente sfidante, talvolta perfino con una sfumatura di aggressività.
V’è, inoltre, una larga serie bene graduata di espressioni mimiche: da quelle d’un tratto divenenti pensose, come ad indicare una semplice preoccupazione, sino a talune capaci di raggiungere le varie tonalità dell’emotività ansiosa o quelle speciali sfumature più rare, indici di una contenuta intima paura.[…]»

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Magia e Filtri d’Amore

Magia e Filtri d’Amore

Autore/i: Battista Antonio

Editore: Edito in proprio

premessa dell’autore.

pp. 248, Avellino

Sommario:

Premessa

PARTE PRIMA

  • Capitolo primo
    Chi è il Mago Battista
  • Capitolo secondo
    Altri strani fatti
  • Capitolo terzo
    Cos’è la magia
  • Capitolo quarto
    La prodigiosa preghiera di San Cipriano
  • Capitolo quinto
    I primi quattro filtri d’amore
  • Capitolo sesto
    Le arti magiche
  • Capitolo settimo
    Ancora sulle arti
  • Capitolo ottavo
    Filtri e talismani

PARTE SECONDA

  • Capitolo nono
    I vecchi talismani e gli amuleti
  • Capitolo decimo
    Dalla magia alla metapsichica
  • Capitolo undicesimo
    Filtri e talismani
  • Capitolo dodicesimo
    Le Orazioni Magiche
  • Capitolo tredicesimo
    Strumenti rituali e formule magiche
  • Capitolo quattordicesimo
    I grandi iniziati
  • Capitolo quindicesimo
    La Cabala, la Pietra filosofale, le Fraternite, i Tarocchi
  • Capitolo sedicesimo
    I Grandi Talismani del mago Battista

Conclusione Teoretica e Pratica

Indice dei Talismani

Indice generale

Insieme a Felicia – Il Coraggio nella Voce delle Donne

Insieme a Felicia – Il Coraggio nella Voce delle Donne

Autore/i: Ebano Gabriella

Editore: Navarra Editore Officine

prefazione di Franca Imbergamo, premessa dell’autrice.

pp. 280, nn. fotografie b/n, Marsala

“Ho lottato… sì, ho lottato. Venticinque anni sò tanti, tanti di paura, disperazione in casa, sola, neanche i vicini venivano, nessuno, e neanche parenti, niente, niente. Non veniva nessuno a casa mia. Ora vengono, ora sì, mi salutano, si fermano. Adesso vengono da tutta Italia e dell’estero”.

Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, è stata una donna che ha lasciato un segno forte in tante persone che l’hanno conosciuta. Gabriella Ebano, dal primo incontro con lei nel 2003, l’ha frequentata assiduamente negli ultimi anni della sua vita e le rende omaggio con questo libro, attraverso una serie di interviste e di fotografie. Insieme a Felicia ecco quindi un coro di voci, che appartengono alle donne che le hanno vissuto accanto o che hanno avuto un destino amaro, simile al suo. In entrambi i casi, con coraggio ne hanno raccolto l’eredità umana e civile. Nella prima parte del libro troviamo le interviste più recenti: aneddoti e riflessioni di alcune delle donne che in modi molto diversi tra loro – dalle volontarie di Casa Memoria alle attrici che l’hanno interpretata nei film dedicati alla storia della sua famiglia – continuano a trasmetterne il messaggio alle giovani generazioni. Gli scatti di Gabriella Ebano, tra cui alcuni inediti, ritraggono Felicia nella sua casa, in momenti significativi. Nella seconda parte, scorrono invece le storie di donne a cui la mafia ha strappato gli affetti più cari, e che dunque hanno condiviso con Felicia la medesima, dolorosa esperienza. Madri, figlie, sorelle e mogli che ricordano le figure di sindacalisti, magistrati, giornalisti, uomini delle forze dell’ordine e persone comuni, le cui vite sono state spezzate in ragione del loro impegno contro la criminalità.

Gabriella Ebano, nata a Roma, laureata in Lettere, si dedica alla fotografia dalla fine degli anni Ottanta, quando vive e lavora prima a Bergamo e poi a Milano.
Svolge attività di ritrattista e di fotografa di scena per il Teatro Donizetti di Bergamo. Partecipa a corsi e seminari tenuti da Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna e Giuseppe Leone. Dirige la galleria fotografica “Il filo di Arianna” di Bergamo. Dal 1997 si trasferisce in Sicilia, terra natale del padre, prediligendo in particolare la fotografia sociale ed etnografica. Nel 2005 pubblica il libro Felicia e le sue sorelle. Dal secondo dopoguerra alle stragi del ’92-’93: venti storie di donne contro la mafia (Ediesse, 2005). Collabora con agenzie italiane e straniere. Ha tenuto numerose mostre personali e collettive; sue foto sono state pubblicate su varie riviste e quotidiani. Insegna fotografia presso scuole pubbliche e istituzioni private. Conduce progetti sulla legalità e laboratori di scrittura creativa nelle scuole. Collabora con il CRESM (Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione) di Gibellina (TP).
Per Navarra Editore ha già pubblicato Le mie signore di Sumpetar. Cronaca di volontariato nei campi profughi della ex Jugoslavia (2015).

La Vita Senza Morte

La Vita Senza Morte

Autore/i: Satprem; Venet Luc

Editore: Edizioni Mediterranee

a cura di Boni Menato, traduzione a cura dell’Istituto di ricerche evolutive.

pp. 164, Roma

Questo libro vuole spiegare le condizioni di un cambiamento che sta già avvenendo: non a livello esterno, spettacolare, ma al livello umano più profondo.
Queste pagine invitano a capire la mutazione in atto – e a viverla attraverso un ribaltamento radicale del nostro stato di coscienza.
Un ribaltamento che avviene non a livello mentale, a livello fisico, della materia: “…il mio corpo è tutto un dolore, tutto funziona male; ma poi, appena entro in quello stato lì, tutto va a posto… Come se la vecchia coscienza fosse la morte, ti facesse morire a ogni istante; mentre quell’altro stato, di una pace immutabile e sorridente, è la vita: la vita che non muore… Allora il corpo sbuca una prima volta dall’altra parte, in un altro Potere di vita – ed emerge alla Vita. Non è del cancro che bisogna guarire, ma dalla morte”.

Satprem, nato da ceppo bretone a Parigi nel 1923, internato per resistenza nei lager nazisti, dopo questa sconvolgente esperienza si chiede: «Che cosa resta in un uomo quando non resta più niente?». Dopo tante avventure, dall’Egitto alle foreste amazzoniche, dall’Africa Nera al Tibet, in India l’incontro con Sri Aurobindo gli fa sentire ancora più lancinante il bisigno di «trovare quello che l’uomo è davvero e che ancora non è». Satprem rimarrà vent’anni accanto a Mère, la continuazione dell’azione di Sri Aurobindo, e raccoglierà nei 13 volumi dell’Agenda di Mère la mille e mille esperienze dell’avventuroso passaggio a un altro stadio evolutivo dell’uomo.
Di Satprem, le Edizioni Mediterranee hanno già pubblicato: LA GENESI DEL SUPERUOMO, L’UOMO DOPO L’UOMO e LA MENTE DELLE CELLULE.

Luc Venet è nato a Parigi nel 1943 e vive negli Stati Uniti, dove dirige l’Institute for Evolutionary Research di New York. Già ordinario di matematica superiore, ora si dedica all’esperienza evolutiva di Sri Aurobindo e di Mère, di cui mette in luce nella prima parte di questo libro le rivoluzionarie scoperte a livello fiElla seconda parte, Luc Venet ha raccolto le più recenti testimonianze di Satprem, che dal 1982 vive «ritirato dal mondo per essere di più dentro al mondo».

Le Poesie di Eduardo

Le Poesie di Eduardo

Autore/i: De Filippo Eduardo

Editore: Giulio Einaudi Editore

pp. 236, Torino

Dopo avere scritto poesie giovanili, come fanno più o meno tutti i ragazzi, questa attività divenne per me un aiuto durante la stesura delle mie opere teatrali. Mi succedeva, a volte, scrivendo una commedia, d’impuntarmi su una situazione da sviluppare in modo da poterla agganciare più avanti ad un’altra, e allora, messo da parte il copione, per non alzarmi dal tavolino con un problema irrisolto, il che avrebbe significato non aver più voglia di riprendere il lavoro per chissà quanto tempo, mi mettevo davanti un foglio bianco e buttavo giu versi che avessero attinenza con l’argomento e i personaggi del lavoro interrotto. Questo mi portava sempre più vicino alla essenza del mio pensiero e mi permetteva di superare gli ostacoli. Per esempio, «’A gatta d’’o palazzo» e «Tre ppiccerilli» mi aiutarono ad andare avanti con «Filumena Marturano». Come la gatta lascia il biglietto da mille lire e mangia il cibo, cosi Filumena non mira al danaro di Domenico Soriano ma alla pace e alla serenità dei suoi figli. I quali figli sono poi i tre bambini sotto un ombrello che vidi davvero una mattina in un vicolo di Napoli, uniti nella poesia, separati nella vicenda teatrale fino al momento della rivelazione di Filumena. Mentre scrivevo «Questi fantasmi», per chiarire a me stesso il tormento di Pasquale Lojacono, ebbi bisogno di «lo vulesse truva’ pace».
Talvolta l’impuntatura riguarda questioni di linguaggio.
Per esempio, per rendere vivo il modo d’esprimersi di Amalia Jovine nel secondo aito di « Napoli milionaria», scrissi «L’enemi», avendo in mente il tipo di popolana napoletana che usa termini a lei inconsueti e cosi, per paura di sbagliare le finali delle parole, le elimina del tutto. Invece di dire « vitamina» dice « vitami», invece di «anemia», «enemi»: l’eterna anemia del popolo napoletano… A poco a poco ci ho preso gusto e ora scrivo poesie anche indipendentemente dalle commedie. Fra le tante che si sono andate accumulando sul mio tavolo ho scelto quelle che più mi piacevano per farne una raccolta di versi, alcuni gia pubblicati in «Il paese di Pulcinella» e in «’O canisino», e altri inediti.
(Eduardo De Filippo)

La Nobile Arte dell’Insulto

La Nobile Arte dell’Insulto

Autore/i: Shiqiu Liang

Editore: Giulio Einaudi Editore

prima edizione, traduzione e saggio introduttivo di Gianluca Magi, in copertina: statua di un arciere dell’esercito di Qin Shi Huang, fronte e retro.

pp. XXI-58, Torino

“Quando si rivolgono critiche a qualcuno, bisogna farlo in una lingua infinitamente sottile il cui senso rimanga implicito. Conviene evitare che l’avversario si renda contro fin dalle prime parole che lo si sta criticando: è solo al termine di un certo tempo di riflessione, a poco a poco, che questi giunge a prendere consapevolezza che le parole rivoltegli erano tutt’altro che benevoli. Lo si metta a suo agio, cosicché il suo viso dapprima sorridente, viri poi dal bianco al rosso, dal rosso al violaceo, infine dal violaceo al grigio plumbeo. Questo è il più alto grado nell’arte dell’insulto”.
Liang Shiqiu scrisse nel 1926 questo piccolo trattato che viene qui presentato per la prima volta in traduzione integrale in una lingua europea. “L’intento di questa breve trattazione, – come scrive l’autore, – è quello di offrire un generale aiuto a tutti coloro che vogliano trarre vantaggio in una disputa, illustrando in modo sintetico come sia possibile sviluppare la tecnica dell’invettiva nei suoi vari aspetti”.
Un libro che affonda le radici nella conoscenza disingannata della vita e nell’arte di stare al mondo di chi ne ha viste di tutti i colori. Una piccola perla dal tagliente sarcasmo, pressoché ignota al di fuori della Cina.

Liang Shiqiu (Pechino 1902 – Taipei 1987) è stato un importante letterato e lessicografo che influenzò con il proprio pensiero generazioni di studiosi del suo Paese. Visse tre anni negli Stati Uniti. In Cina insegnò presso vari centri universitari. Nel ’49, dopo la fondazione della Repubblica popolare cinese si trasferì a Taiwan dove insegnò fino al 1966. Fu un grande traduttore in lingua cinese dell’opera completa di Shakespeare, che portò a compimento una decina d’anni prima di morire.

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Contatto Cosmico – Una Prospettiva Extraterrestre

Contatto Cosmico – Una Prospettiva Extraterrestre

Titolo originale: The Cosmic Connection, an Extraterrestrial Perspective

Autore/i: Sagan Carl

Editore: Rizzoli

un libro prodotto da Jerome Agel, prefazione dell’autore, traduzione di Antonio Ghirardelli, in copertina: La nebulosa Trifida, una densa nuvola di pulviscolo e gas dalla quale si formano stelle brillanti, per cortesia dell’Osservatorio Steward.

pp. 304, nn. illustrazioni b/n, Milano

«Una chiara, ardita, rigorosa indagine dell’universo condotta dal più versatile degli astronomi contemporanei» (Isaac Asimov)

I libri di grande impegno scientifico, scritti in un linguaggio al tempo stesso facile e brillante, sono ancora piuttosto rari, da noi. Riteniamo quindi utile per il lettore italiano presentargli questo Contatto Cosmico – Una prospettiva extraterrestre che, oltre ad essere un esempio di chiarezza divulgativa, è scritto con una vivacità di stile che lo rende appassionante come un romanzo di avventure. A questi risultati il celebre studioso della vita extraterrestre Carl Sagan è giunto avvalendosi della collaborazione di Jerome Agel, al quale va anche il merito di aver ispirato all’Autore l’idea stessa del volume e di averne curato l’apparato illustrativo, comprendente 51 documenti fotografici di cui molti sono di altissimo valore scientifico.
In Contatto Cosmico l’Autore delinea un panorama completo della ricerca spaziale: dalle premesse scientifiche, storiche, sociali, tecnologiche che l’hanno preceduta o stimolata, alle conquiste attuali, alle prospettive per il futuro. Sagan ha presenti tutti i dati del problema. Rifacendosi, da un lato, alle più accreditate teorie scientifiche sull’apparizione e l’evolversi della vita sulla Terra, ed elaborando, dall’altro, i dati più recenti trasmessi dai Pioneer e dai Marine in orbita attorno a Marte e ad altri pianeti, egli conclude che le condizioni fisico-chimiche esistenti su questi ultimi lasciano aperta, per l’uomo del futuro, la possibilità di raggiungerli e di abitarli.
Sagan non si limita, pero, all’indagine del sistema solare. Nella nostra e in altre galassie esistono milioni di pianeti simili, per composizione fisico-chimica, per temperatura ecc. alla Terra. È quindi estremamente probabile, secondo Sagan, che su di essi siano presenti forme di vita analoghe alle terrestri, e che molte di esse abbiano raggiunto uno sviluppo tecnologico assai più avanzato del nostro. Da anni alcuni grandi osservatori astronomici terrestri lanciano messaggi radio a questi nostri omologhi delle galassie. Un giorno, afferma Sagan, qualcuno, in qualche parte del cosmo, capirà e risponderà, Da quel momento, cadranno anche le ultime prevenzioni «sciovinistiche» di chi avrà continuato a ritenere che il destino dell’uomo si dovesse necessariamente realizzare e consumare sulla Terra.
L’espansione del genere umano sugli altri pianeti del nostro Sole, e gli scambi di informazioni con quelli di altri sistemi solari sono, per Sagan, non soltanto degli obiettivi scientificamente possibili, ma anche un esigenza vitale per la sopravvivenza dell’uomo. E confermeranno la celebre frase di Tsiolkovsky, secondo il quale «La Terra è la culla del genere umano, ma non si può vivere eternamente in una culla».

Un libro divertente, ma anche vigoroso, ricco di nuovi fermenti culturali, che colloca la Terra del XX secolo nella prospettiva del Cosmo. Una lettura per tutti, particolarmente stimolante per i giovani. (Science Magazine)

Il contenuto scientifico del volume non impedisce al lettore di trovarlo facile e divertente come un racconto di fantascienza. (Denver Post)

Una rampa di lancio per l’immaginazione. (Saturday Review Syndicate)

Agile e ricco di imprevisti come un romanzo d’avventure, Contatto Cosmico ha il dono di svegliare l’immaginazione del lettore, iniziandolo all’esplorazione di una dimensione nuova e sconvolgente. (Cultural Information Service)

Carl Sagan
è il più noto studioso di esobiologia oggi esistente. Insegna astronomia alla Cornell University. Ha ottenuto un alto riconoscimento dalla NASA per il contributo dato alle scoperte spaziali, e il premio astronautico internazionale Galabert. È l’ideatore del messaggio inciso sulla placca in alluminio dorato, e inviato nello spazio interstellare col Pioneer 10.

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Dolmen – Architetture Preistoriche in Europa

Dolmen – Architetture Preistoriche in Europa

Autore/i: Cipolloni Sampò Mirella

Editore: De Luca Editore

premessa dell’autrice.

pp. 176, nn. illustrazioni a colori, Roma

Dalla premessa dell’autrice:
«Dolmen, pietre senza un nome. Eppure queste tracce di un passato lontano e dimenticato hanno risvegliato da sempre quell’interesse per le nostre radici umane e culturali che è presente in ciascuno di noi.
Il fascino magico di questi monumenti spiega il legame col mondo fiabesco creato dalla fantasia popolare: la Casa Encantada, la Grotte des Fées, letti dei giganti, tombe dei giganti, case dei folletti, delle fate, degli spiriti. Nomi che da soli tradiscono un tentativo di capire, di interpretare, magari attraverso l’assimilazione ad episodi culturali di momenti storici ben diversi da quelli in cui i monumenti furono creati: cabanes de César, épée de Roland, tavola dei Paladini, la Cabana de los Moros.
Nell’antico dialetto brettone dolmen significa semplicemente tavola di pietra. Un termine simile, tolven, in Cornovaglia indica qualcosa di non costruito artificialmente ma molto simile ad un dolmen, un masso erratico poggiato naturalmente su un cumulo di pietre.
La parola dolmen è stata forse la più usata nella letteratura archeologica da chi si occupa dell’ architettura megalitica, ma il suo significato è divenuto col tempo sempre più generico, sostituito da una gran quantità di denominazioni particolari.
Il termine è entrato in uso a partire dalla fine del XVIII secolo come descrittivo in generale dei monumenti in pietra sormontati da una grande lastra di copertura. Oggi nelle tradizioni dei vari paesi europei questa denominazione è stata spesso sostituita da altre terminologie, più specifiche per la descrizione di un determinato tipo architettonico, con la conseguenza però che quasi ogni nazione ha adottato una propria nomenclatura.
Il dolmen à galerie déi francesi è la Passage Grave degli inglesi. Il dolmen in Francia e in Italia diventa Chamber Tomb in Gran Bretagna. Ci sono poi forme particolari come Steinkisten in Germania, Hunebedden in Olanda, Dyssen in Danimarca, Anta in Portogallo, ecc.
In Italia il termine dolmen è sempre rimasto in uso nel linguaggio tecnico, affiancato semmai da ulteriori specificazioni utili per meglio definire la morfologia del monumento.
I dolmen sono le più antiche architetture in pietra d’Europa, monumenti costruiti per durare nel tempo, essi meritano quindi la nostra attenzione e un tentativo di capire e ritrovare significati perduti.
Quanto tempo passa in un mondo che si basa sulla rapidità delle comunicazioni e sulla diffusione dell’informazione, da quando talune conoscenze diventano patrimonio di pochi a quando entrano nella coscienza di molti? Dipende dai settori dell’informazione e della scienza e l’archeologia è una di quelle discipline in cui il divario esiste e spesso è grande.
Quando si parla di archeologia si oscilla tra una visione di antiquariato da élite, l’immagine avventurosa del Dottor Indiana Jones, o quella di studiosi tutti presi da polemiche accesissime su fatti avvenuti centinaia o migliaia di anni fa – ai quali la maggior parte della gente benpensante non presterebbe più attenzione – o alle prese con spazzolini e setacci mentre portano alla luce dal terreno le tracce più svariate, relitti di azioni e fatti avvenuti in un lontano passato, successivamente studiate e catalogate con ostinata minuzia.
In tutte queste diverse immagini oggi c’è molto poco di vero ma resta il fatto che tra scoperte e risultati delle ricerche, che nel migliore dei casi sono notizie da scoop o da telegiornale, e tessuto culturale più ampio, che diventa conoscenza diffusa e consapevolezza storica, continua a mancare un collegamento. La storia del nostro passato più remoto resta un campo del sapere spesso confinato agli specialisti.
Per i dolmen, come per tutti i monumenti della preistoria, manca naturalmente ogni notizia scritta ed essendosi perduta ogni memoria essi sono stati per così dire riscoperti e a poco a poco ricollocati nella loro realtà storica solo attraverso il paziente lavoro di ricerca di generazioni di archeologi.»

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I Tre Viaggi per Mare di Willem Barentsz

I Tre Viaggi per Mare di Willem Barentsz

Autore/i: de Veer Gerrit

Editore: Edizioni San Paolo

edizione a cura di Juliette Roding e Pinuccia Drago, introduzione e note di Juliette Roding, prefazione di Jaap R. Bruijn, traduzione di Pinuccia Drago.

pp. 280, nn. illustrazioni b/n e 21 tavv. a colori e b/n f.t., Milano

Dopo la scoperta del passaggio a Sud-Est (Vasco da Gama, 1498) e di quello a Sud-Ovest (Magellano, 1521-2), la perdurante suggestione dell’Oriente congiunta al potenziamento degli scambi commerciali, fu all’origine della ricerca di un passaggio a Nord-Est che consentisse alle navi di raggiungere la Cina costeggiando la Moscovia.

Nel corso delle estati del 1594, 1595 e 1596, navi armate da Olanda, Zelandia e dalla città di Amsterdam, con Willem Barentsz e – limitatamente ai due ultimi viaggi – Gerrit de Veer a bordo, si spinsero fino alla Novaja Zemlja e all’isola di Vajgač. Alla fine d’agosto del 1596 la nave di Barentsz rimase imprigionata nella morsa dei ghiacci sulla costa nordorientale della Novaja Zemlja. Costretti a sbarcare, gli uomini si rassegnarono a trascorrere l’inverno a quelle latitudini. Trasferirono a terra il carico del vascello, misero al sicuro le scialuppe, costruirono una baracca, accatastarono il legname sospinto dalla corrente e poi affrontarono i lunghi mesi delle tenebre artiche, del gelo, delle bufere di neve, e l’assedio degli orsi, le visite provvidenziali delle volpi, che fornivano carne e pellicce.
Il resoconto di questa terza esperienza, l’ossessionante monotonia della reclusione sotto montagne di neve sferzate dal vento e il periglioso viaggio di ritorno pilotando le scialuppe tra lastroni galleggianti, costituisce la testimonianza di un’epopea che ha rari riscontri nella storia dell’audacia umana. Un’epopea, si badi bene, rappresa in moduli espressivi un pò rigidi, dettati dall’esigenza di informare le amministrazioni cittadine e i ceti mercantili più che da ambizioni letterarie o da gusto per l’avventura. Ma la pazienza, la disciplina, la pietà religiosa, la tempra insomma di quei remoti e oscuri naviganti affiorano comunque dalla narrazione, che nel suo progredire si fa meno didascalica e più corposa, soggiogata dalla drammaticità dell’evento.

Jaap R. Bruijn è professore di Storia marittima all’Università di Leida dal 1980. Ha scritto sulla storia della marina militare olandese, la Compagnia delle Indie Orientali, la caccia alla balena, la vita degli uomini di mare.
Ultimo lavoro pubblicato: The Dutch Navy of the Seventeenth and Lighteenth Centuries (Columbia, South Carolina, 1993).

Juliette Roding ha conseguito nel 1991 il dottorato di ricerca presso la Katholicke Unt versiteit di Nimega con la dissertazione. Christiaan IV van Denemarken (1588-1648) Architectuur en stedebouw van een Luthers vorst. È docente all’istituto di Storia dell’Università di Leica dal 1992. Opera presso il centro di ricerca De Republiek e tiene corsi di preparazione per asststenti e prericercatori sulla storia della Repubbiica dei Paesi Bassi dal 1550 al 1800.

Pinuccia Drago, olandese d’adozione dal 1979, svolge da alcuni anni l’attività di traduttrice in campo letterario.

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Risonanze Celesti – L’Aiuto dell’Astrologia nella Cura della Psiche

Risonanze Celesti – L’Aiuto dell’Astrologia nella Cura della Psiche

Autore/i: Marinangeli Luciana

Editore: Marsilio Editori

prima edizione.

pp. 334, nn. illustrazioni b/n f.t., Venezia

«Quando un uomo costruisce uno strumento per guardare il cielo stellato, si volge a una solenne bellezza che lo salva, poiché egli trova lassù la spiegazione onnicomprensiva, l’ordine vasto che calma e abbraccia la solitudine dell’uomo»  (Simone Weil)

Un libro pionieristico sull’utilità dell’astrologia in ogni situazione di cura, specie quella psichica; un libro controcorrente che chiede al medico, in un mondo ormai da tempo distratto e affrettato, un’attenzione molto più profonda verso chi ha di fronte.
Inizia con una vivace rassegna dell’interscambio tra astrologia e cura della mente, a partire dagli sciamani dei popoli originari fino alle pratiche tradizionali ancora utilizzate oggi in Cina, India, Tibet e Giappone, con significative interviste a medici taoisti, ayurvedici e tibetani viventi.
Grande rilievo viene poi dato al ruolo svolto da Franz Anton Mesmer, fin dalla novità della sua tesi di laurea De planetarum influxu (1766) dedicata all’influenza dei pianeti nelle malattie psicosomatiche e qui pubblicata per la prima volta, in cui il medico illuminista anticipa la moderna psicoterapia ma anche alcune straordinarie scoperte della fisica moderna, come la risonanza magnetica e preconizza la futura rilevanza di disastri collettivi come lo tsunami.
Indagini inedite sono inoltre dedicate, nell’ambito della psicoanalisi e della psicoterapia, all’acuto interesse di Freud per il paranormale, ricostruito non solo attraverso la sua fitta corrispondenza con Fliess, Ferenczi e Jung ma anche grazie ad altre figure dimenticate; e al fondamentale ruolo dell’astrologia nel pensiero e nella pratica diagnostica di Jung come dimostrano lettere, interviste, testimonianze della stessa figlia Gret Baumann-Jung, di Mircea Eliade, del fisico Wilhelm Pauli e di Ernst Bernhard, oltre alle sue opere teoriche.
A Bernhard, il berlinese che portò il pensiero di Jung in Italia, è dedicato un intero capitolo in cui sono presentati i suoi eccezionali oroscopi dei grandi politici del suo tempo.
Infine, altri spunti di grande fascino, sono da ritrovare nell’interesse per l’astrologia da parte di W.B. Yeats, di Arthur Miller, dello psicologo H.J. Eysenck con le sue indagini statistiche e dello psicoterapeuta James Hillman – tra gli altri – fino alle recenti applicazioni dell’astrologia nel controllo naturale delle nascite, nella nutrizione, nella storia dell’arte, nell’identikit dei criminali – specie dei serial killer – ma anche nella comprensione delle nostre affinità musicali.

Luciana Marinangeli, allieva a Ginevra della psicolinguista M.A. Sèchehaye e dello junghiano Mario Moreno a Roma, è conduttrice di programmi e autrice di testi per la RAI. Tra i suoi libri, tradotti in molti paesi tra cui il Giappone, Humpty Dumpty salta. Storia iniziatica (Lo Faro 1983), Astrologia tibetana (Edizioni Mediterranee 1987), Introduzione all astrologia indiana (Rizzoli 1993), Vivere sereni (Rizzoli 1995), Parlare con Pinocchio (Bompiani 1996), Contro la sofferenza (Rizzoli 1998).

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Storia delle Origini

Storia delle Origini

Autore/i: Turone Mario

Editore: Edizioni Corbaccio

prologo dell’autore.

pp. 360, illustrazioni b/n, Milano

«A tutti gli spiriti liberi; a tutti gli esseri illuminati; a tutti gli uomini vivi e vitali, che desiderino la vita e il progresso dei popoli; che aspirino a spezzare il cerchio di ferro entro il quale i vari rami della famiglia umana si dibattono e si battono; che vogliano sia dato libero corso alle forze vitali della nostra razza, per la costituzione di quel più grande organismo sociale che solo potrà assicurare il progresso indefinito dell’Uomo, e la tranquillità dei Popoli.
A tutti gli uomini di buona volontà, perché mi ascoltino, perchè vogliano comprendermi in questa lettura, e perché con me cooperino al bene dell’Umanità, divulgando tra i popoli le leggi della Vita e dell’Eterno Divenire, in modo che la Confederazione dei Popoli Ari, unica formula che salverà l’uomo Ario e la civiltà occidentale dalla rovina imminente, abbia la più sollecita attuazione.
Potrà così l’Uomo Ario, liberato da tutti i mali sociali che oggi l’ostacolano e l’avviliscono, lanciarsi liberamente alla conquista dei suoi più alti destini, e preparare per l’umanità quell’Età dell’Oro, che non fu vano sogno dei nostri padri, ma fu epoca di benessere effettivamente vissuta dall’Uomo, in una più grande e più felice Confederazione di Popoli.»

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Scienza e Fede

Scienza e Fede

Titolo originale: One world: the interaction of science and theology

Autore/i: Polkinghorne John

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione saggi, prefazione di Giulio Giorello, premessa dell’autore, traduzione di Massimo Turchetta.

pp. XVII-162, Milano

«Tutte le cose furono fatte attraverso di Lui, e senza di Lui non sarebbe niente di cid che esiste». Il Logos – il Verbo, la Parola di Dio – combina due nozioni, una greca – il principio ordinatore dell’Universo – e una ebraica – l’attività di Dio nel Mondo. La scienza coglie l’ordine razionale, la teologia ritrova il Mondo investigato dalla scienza come «segno» del mondo di Dio. Fede e scienza – indagine razionale e intuizione religiosa – sono due diverse prospettive da cui si guarda lo stesso, unico mondo, quello in cui spendiamo la nostra giornata terrena e che cerchiamo di comprendere con l’articolato gioco dei nostri modelli, ipotesi, teorie, esperimenti. Forse il fatto che il Mondo ci sia comprensibile è, come diceva Albert Einstein, il mistero più grande di tutti, ma che dell’«arredo del Mondo» faccia parte anche un soggetto «capace di capire» è forse l’indizio migliore che «la mirabile compagine delle stelle e dei pianeti» non è lasciata al caso. Fede e scienza, talvolta in conflitto – per esorbitanti pretese o anguste ristrettezze intellettuali – devono invece ritrovare i loro «punti di interazione». Si può essere fisici e credenti, sostiene John Polkinghorne, perchè le due diverse strade alla fine convergono verso un unico punto.

John Polkinghorne, professore di fisica matematica all’Università di Cambridge, ha dedicato gran parte della sua vita alla fisica sub-atomica, per poi ritirarsi nel 1979 dall’insegnamento e dalla ricerca per servire la Chiesa d’Inghilterra. Attualmente è vicario di Blean, nel Kent, non lontano da Canterbury. Di lui il pubblico italiano conosce già Il mondo dei quanti, Garzanti, Milano 1986.

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Un Viaggio nell’Acqua – Piccola Storia e Curiosità dell’Approvvigionamento Idrico nel corso dei Secoli

Un Viaggio nell’Acqua – Piccola Storia e Curiosità dell’Approvvigionamento Idrico nel corso dei Secoli

Autore/i: Albano Mario

Editore: Edito in proprio

presentazione del Prof. Ing. Corrado Gisonni e del Prof. Ing. Furio Cascetta, prefazione del Prof. Ing. Alessandro Petriccione, premessa dell’autore.

pp. 190, nn. illustrazioni a colori e b/n, 7 tavole ripiegate b/n f.t., Roma

La certezza che l’acqua sia un bene primario e assunto come bene dovuto, spesso come “gratuitamente dovuto”, allontana la nostra attenzione dalle gravose vicende che ha dovuto affrontare nel corso dei secoli.
Con questo lavoro l’autore ha voluto sinteticamente raccontare il millenario cammino dell’arte di creare una disponibilità di acqua per i bisogni dell’uomo e dare dell’ingegnosità e dell’umana fatica per realizzare tecniche idonee per la captazione, il trattamento per la difesa dall’inquinamento, il trasporto nei luoghi di impiego e l’altissimo influsso sullo sviluppo della società dai primordi ai giorni nostri, purtroppo minacciato dai mutamenti climatici.

Mario Albano è nato a Napoli nel 1924, si laurea nel 1949 in ingegneria idraulica alla prestigiosa scuola di Udalrigo Masoni, Guido Nebbia e Girolamo Ippolito nell’Università di Napoli Federico II, si specializza in Ingegneria Sanitaria presso la stessa Università.
Dirigente della Cassa per il Mezzogiorno, negli ultimi 5 anni di appartenenza all’Istituto ha assunto la responsabilità del “progetto speciale 14 – schemi idrici intersettoriali per le Regioni Puglia e Basilicata”, contribuendo con la sua specifica preparazione alla progettazione e realizzazione dei grandi complessi idrici del Pertusillo, del Sinni, del Fortore e degli impianti di potabilizzazione delle acque per uso potabile e di depurazione dei liquami di fogna. Ha progettato e diretto lavori per la costruzione di reti di fognatura ed impianti di depurazione per diverse città in Italia ed all’estero.
Nel corso della sua attività ha partecipato a molti congressi presentando monografie su vari argomenti attinenti gli studi dei quali si è occupato durante la sua attività.
Nel 2013 ha pubblicato con la casa editrice La Sapienza “… e il Vesuvio esplose!” racconto che scorre tra i ricordi personali e gli avvenimenti storici che hanno caratterizzato il periodo che fa riferimento al ventennio fascista.
Tra i suoi interessi l’archeologia, la storia, la musica sinfonica.

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Libro della Mia Vita

Libro della Mia Vita

Autore/i: Teresa D’Avila

Editore: Edizioni Paoline

quarta edizione riveduta, introduzione e revisione di Giovanna della Croce, traduzione di Letizia Falzone.

pp. 506, Milano

Il Libro della mia vita di Teresa d’Avila non è un’autobiografia, nè un diario intimo: è il racconto, come lei stessa afferma, delle meraviglie che Dio ha operato nella sua persona. Una raccolta di esperienze, di fatti mistici, di memorie: è il «libro della sua anima».
A mano a mano che ci si inoltra nella vita di Teresa, lo stile semplice, la freschezza dell’espressione, la concretezza pratica, il suo humour introducono quasi con naturalezza il lettore ai gradi più alti dell’orazione, che la protagonista definisce «rapporto di amicizia con Dio».
L’avventura spirituale di Teresa, vissuta nella duplice tensione verso la pienezza dell’unione con Cristo e la realizzazione del regno di Dio sulla terra, rende questo libro quanto mai attuale: una rara testimonianza di quella sintesi tra contemplazione e azione che l’uomo d’oggi ricerca con tanta fatica.

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