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Libri dalla categoria Cultura

L’Arte in Roma – Documentario Fotografico Originale di Leonard Von Matt

L’Arte in Roma – Documentario Fotografico Originale di Leonard Von Matt

Titolo originale: Leonard Von Matt ROM
I. Die Kunst in Rom
II. Papsttum und Vatican

Autore/i: Mariani Valerio

Editore: Stringa Editore

edizione a cura di Franco Barelli.

pp. 494, 300 illustrazioni a piena pagina, di cui 12 a colori, da fotografie d’arte originali, Genova

Un’opera totalmente nuova, pur su un argomento tradizionale. Il testo è insieme monografia critica aggiornatissima, guida artistica ai singoli monumenti e itinerario spirituale. Le illustrazioni, di eccezionale luminosità e ricchezza di dettagli, costituiscono una insuperabile documentazione, che assurge ad originale visione d’arte.

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Presentazione

SIGNIFICATO DI ROMA NELLO SVILUPPO DELL’ARTE

  • Roma nell’età classica
  • L’arte cristiana
  • Il Medioevo
  • Il Rinascimento
  • Roma nell’età barocca
  • L’Ottocento

Nota bibliografica

VISIONI DI ROMA E NOTE ILLUSTRATIVE

  • Il Foro Romano
  • Strade, ponti, acquedotti
  • Magnificenza dell’architettura
  • Scultura romana
  • Cristianesimo primitivo e decadenza dell’impero
  • Basiliche cristiane
  • Mosaici
  • Medioevo mistico e guerresco
  • I Cosmati
  • Architettura del Rinascimento
  • Scultura e pittura del Rinascimento
  • Michelangelo scultore
  • Michelangelo pittore
  • San Pietro
  • Cupole di Roma
  • Chiese barocche
  • Soffitti, volte, saloni
  • Scultura barocca
  • Piazze e scalinate
  • Fontane
  • Giardini

Indice analitico

Il Libro del Ruggito di Leone – Gli insegnamenti del Buddha

Il Libro del Ruggito di Leone – Gli insegnamenti del Buddha

Autore/i: Gotama Buddha

Editore: ADEA Edizioni

prima edizione, introduzione di Mauro Maggio.

pp. 192, nn. figure b/n, Cremona

Le parole e gli insegnamenti di Gautama Buddha, così come sono state riportate nei testi del Canone buddhista. È questo un libro arbitrario – come arbitrarie sono tutte le scelte – che si propone di riportare gli insegnamenti più dolci e più significativi di colui che, a buona ragione, si può considerare un Maestro di tutta l’umanità. Un omaggio commosso a un uomo che ha saputo raggiungere – da solo – quella libertà cui tutti aspiriamo.

Il “Libro del Ruggito di Leone” è effettivamente una raccolta di scritti che appartiene al Majjhima Nikaya (discorsi di lunghezza media), uno dei testi del Sutta Pitaka (il canestro dei discorsi del Buddha).
Sono gli insegnamenti del Maestro, insomma – i “vangeli” del buddhismo – riportati prima oralmente e qualche tempo dopo anche per iscritto.
Questo volume, in realtà, espone poco del “Libro del Ruggito di Leone” effettivo, anche se molto del suo contenuto è tratto dal Majjhima Nikaya. Tuttavia abbiamo scelto questo titolo perché a nostro parere esprime perfettamente la sintesi dell’evento della comparsa nel mondo di un Maestro della portata di Gotama Buddha.
Il testo non ha alcuna pretesa di portare contributi allo studio del buddhismo, né di costituire una traduzione filologica o uno studio originale sull’argomento.
È piuttosto una specie di “promemoria”, un testo magico e dolcissimo, fatto del ritmo delle ridondanze di un linguaggio che tocca momenti di vera poesia.
D’altronde, il contenuto è fuori discussione: un uomo come noi, nato nel dolore, si è posto delle domande, e ha cercato – da solo – di uscire da una prigione che aveva sperimentato ed esaminato in tutti i suoi aspetti.
Ha usato ogni metodo, ha provato di tutto, e alla fine è riuscito a liberarsi.
Ma poi non se ne è andato via – soddisfatto della propria vittoria – ed è, al contrario, tornato tra noi, insegnandoci il modo – la Via – per raggiungere la stessa libertà.
E questo è un gesto di tale compassione da porre Siddharta Gotama nel cuore di ogni sincero ricercatore di quella Verità che non è esclusiva del Buddhismo, ma unica e universale, alla portata di chiunque abbia la forza e il desiderio di cercarla con sincerità.

Mitologia degli Alberi – dal Giardino dell’Eden al Legno della Croce

Mitologia degli Alberi – dal Giardino dell’Eden al Legno della Croce

Titolo originale: Mytologie des arbres

Autore/i: Brosse Jacques

Editore: Rizzoli

prefazione dell’autore, traduzione di Gioia Angiolillo Zannino.

pp. 320, Milano

Nessuna situazione mi pare più tragica, più offensiva per il cuore e per l’intelligenza, di quella di un’umanità che coesiste con altre specie viventi con le quali non può comunicare… Un tempo, la natura stessa aveva un significato che ognuno, nel suo intimo, percepiva. Avendolo perso, l’uomo oggi la distrugge e si condanna.
(Claude Lévi-Strauss)

La distruzione dei boschi e delle foreste del pianeta e i suoi effetti a lungo termine sull’ambiente sono argomenti molto attuali. Ma troppo spesso si dimentica che con gli alberi scompare anche un prezioso patrimonio culturale dell’umanità. Perché è esistita un’epoca in cui le piante venivano considerate la manifestazione più immediata e concreta della divinità: a esse gli uomini si rivolgevano per chiedere protezione e conforto; intorno alle piante fiorivano miti straordinari, a ciascuna specie, a ogni albero, venivano attribuite caratteristiche particolari. Jacques Brosse ha ricostruito questo mondo perduto, raccogliendo racconti e tradizioni dall’immenso serbatoio delle mitologie egizia, semitica, cretese, indiana, greca, latina, germanica, celtica. Quella così compilata è dunque in primo luogo una piccola ma esauriente enciclopedia dei miti legati alle diverse specie: quercia, pino, frassino, betulla, noce, cipresso, fico, ulivo, melo, vite…

Jacques Brosse è autore di varie opere dedicate agli animali e agli alberi, sotto il profilo naturalistico e culturale. Tra i suoi libri pubblicati in Italia figurano Storie e leggende degli alberi e L’ordine delle cose.

La Psicologia del Transfert • Commentata con l’Ausilio di 12 Illustrazioni Alchimistiche

La Psicologia del Transfert • Commentata con l’Ausilio di 12 Illustrazioni Alchimistiche

Per Medici e Psicologi Pratici

Autore/i: Jung Carl Gustav

Editore: Il Saggiatore

prima edizione italiana, premessa dell’autore, traduzione di Silvano Daniele, titolo originale: Die Psychologie der Übertragung.

pp. 192, 12 illustrazioni b/n, Milano

Fin dal suo apparire (1946), questo libro fu giudicato una tappa fondamentale così per la teoria come per la terapia psicologica. Nel suo dissenso dal freudismo, Jung era qui arrivato ad affrontare uno dei punti in apparenza più paradossali della dottrina del Maestro: il transfert, cioè quel rapporto effettivo, di resistenza o di dipendenza, che si instaura tra il paziente e il medico nel corso del trattamento psicoanalitico. Può essere simbolico che sia proprio il transfert a fornire all’ex-discepolo l’argomento per l’ultima discussione con Freud. Non si può considerare guarita una nevrosi che ha semplicemente convertito i suoi sintomi in un attaccamento nevrotico allo psicoterapeuta. La contraddizione di un metodo di cura che genera a sua volta un nuovo aspetto della malattia mette in moto questo libro di Jung e gli permette di concertare il senso di tutte le ricerche e acquisizioni consegnate alle opere precedenti. Segnatamente quello di Psicologia e alchimia. Si sa che il processo alchimistico, per Jung, non è solo l’iter del processo di individuazione, della cosiddetta «integrazione dell’ombra», ma anche del processo di congiunzione con gli altri e col mondo. Ora, l’incontro tra l’Io e il Tu, che si celebra nel transfert del paziente verso il medico, è appunto la rappresentazione simbolica dell’incontro tra due esseri umani sullo sfondo delle grandi strutture espresse dalla dialettica tra l’eterno e il tempo, l’universale e l’individuale, il positivo e il negativo, il bene e il male. Il transfert deve dilatarsi nella relazione cosmico-erotica del Misterium conjunctionis. Così la Psicologia del transfert ricapitola e innova in un intreccio, in un riverberarsi sinfonico, i grandi temi a volta a volta emersi dalle pregnanti investigazioni di Jung. Questa volta il discorso si fa serrato, non perde mai di vista il motivo centrale e conduttore, ordina panoramicamente un «tutto Jung», che finora sembrava fuggire alle ricapitolazioni, ai sommari, ai tentativi di riassumerlo. Per tal modo, la Psicologia del transfert, ultimo idealmente della serie dei grandi libri junghiani, ha anche la lucidità estrema di un testamento, generoso di lasciti ancora da mettere a frutto.

Figlio di un pastore protestante, Carl Gustav Jung (1875-1961), è nato nel Cantone di Turgovia, ha studiato medicina a Basilea; nel 1900 era assistente nella clinica psichiatrica di Burghölzli a Zurigo, dove lavorò sotto la guida di Bleuler. Nel 1907 Freud viene a conoscenza che Bleuler e Jung si interessano alle sue teorie, rimaste fino a quel momento senz’eco. L’anno seguente, si tiene a Salisburgo il primo Congresso di Psicanalisti, si fonda una rivista, della quale Jung è caporedattore; un anno dopo (1910), si costituirà la Società internazionale di Psicanalisi con Jung a presidente. Il grande dissidio data dal terzo Congresso (1911) e fin dal 1912, nel libro Metamorfosi e simboli della libido, Jung critica come troppo anguste le concezioni freudiane. Se poi egli ha dato alle proprie dottrine il nome di psicologia analitica, l’intenzione era di riconoscere un debito verso Freud, che tuttavia protesterà non avendo ottenuto da Adler e Jung la rinuncia al nome di «psicanalisi». Ma Jung già attribuiva i fondamenti della psicanalisi al tipo estrovertito di Freud, che lo portava ad annettere un’importanza essenziale al transfert verso il medico. Nelle sue grandi linee, il pensiero di Jung capovolge finalisticamente il senso dei processi psicologici, che Freud aveva interpretato deterministicamente. Ma la polivalenza e fecondità delle sue vedute è tale che di lui si è potuto parlare come di un teista, di un ateo, di uno gnostico, di un agnostico, di un mistico, di un materialista, di uno scienziato, di un mitologo, ecc. Tra più che duecento libri, le opere che segnano con maggiore risalto la sua linea di sviluppo sono, oltre questa sul transfert: Die Psychologie der unbewussten Prozesse (1917; trad. ital. Sulla psicologia dell’inconscio, 1947); Psychologische Typen (1921; Tipi psicologici, 1947); Die Beziehungen zwischen dem Ich und dem Unbewussten (1928; L’io e l’inconscio, 1948); Seelenprobleme der Gegenwart (1931; Il problema dell’inconscio nella psicologia moderna, 1942); Psychologie und Religion (1940; Psicologia e religione, 1948); Psycologie und Alchemie (1944; Psicologia e alchimia, 1948); Symbolik des Geistes (1948; La simbolica dello spirito, 1959).

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Premessa

Parte Prima
CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE AL PROBLEMA DEL TRANSFERT

Parte Seconda
LA SERIE DI ILLUSTRAZIONI DEL «ROSARIUM PHILOSOPHORUM)» come base per l’esposizione dei fenomeni del transfert

  • La Fonte Mercuriale
  • Re e Regina
  • La nuda verità
  • L’immersione nel bagno
  • La congiunzione
  • La morte
  • L’ascesa dell’anima
  • La purificazione
  • Il ritorno dell’anima
  • La nuova progenie

Conclusione
Traduzione delle didascalie tedesche dei disegni
Bibliografie e indice degli Autori

Il Canto del Riso – Cento Ricette di Cucina Vietnamita

Il Canto del Riso – Cento Ricette di Cucina Vietnamita

Titolo originale: Le chant du riz pilé

Autore/i: Autori vari

Editore: Gabriele Mazzotta Editore

a cura del Comitato Vietnam Milano, prefazione di Le Than Khoi.

pp. 128, numerose fotografie, xilografie e illustrazioni in bianco e nero, Milano

«Stretto dentro la macina, soffre il seme di riso
ma passata la prova guardate com’è bianco!
Così è pure degli uomini nel mondo in cui viviamo:
il dolore matura la nostra umanità.» (Ho Chi Minh)

Prefazione culinaria
L’Occidente confonde spesso la cucina vietnamita con quella cinese. L’affinità fra le due cucine è evidente quando si considerano i modi di preparazione e di cottura; ma la confusione aumenta per l’abitudine che la borghesia vietnamita ha di preparare piatti cinesi ricercati in occasione delle festività. Tuttavia esiste una cucina vietnamita tipica, borghese o popolare, più tropicale, più profumata di quella cinese: questo libro cerca di presentarla.
Come tutte le buone cucine del mondo anche la vietnamita necessita una preparazione iniziale; ma con un pò di esperienza il tempo che questa preparazione richiede si può abbreviare. Occorre esercitarsi specialmente a tagliare carni, verdure e frutta in cubetti, fette e striscioline: è una delle operazioni principali. La cottura è spesso assai breve, al massimo richiede alcuni minuti, specie per quanto riguarda le verdure, che in tal modo conservano intatte le loro vitamine, il valore nutritivo e la fragranza. Inoltre la cottura rapida fa risparmiare tempo e energia. I piatti hanno alti valori proteici e vitaminici, sono quindi sani e equilibrati.
I pasti si compongono spesso di tre o quattro portate: una zuppa, un fritto, un piatto di pesce o di carne, salata o alla griglia. È consigliabile fare per ogni piatto una quantità sufficiente per una persona.
Questa semplicità non esclude la delicatezza: mescolando i sapori la cucina vietnamita sa offrire piatti combinati con ingredienti i cui gusti si completano felicemente.
Notiamo che nelle insalate si uniscono alle verdure fette di carambole, di fichi, banane e carne di maiale bagnata con Nuoc mam preparato in diversi modi.
I condimenti sono dei più vari: peperoncino, pepe, zenzero, limoncina, menta, ecc., il che consente di adattare a ogni piatto uno o più aromi appropriati.
La presentazione dei piatti armonizza forme e colori, la fetta stellata della carambola, il rosso del peperoncino, il bianco avorio dei germogli di bambù, tanto nelle singole ciotole quanto nei vassoi, in modo che si presentino anche gradevoli alla vista.
Per accompagnare i pasti esiste una vasta gamma di liquori di riso profumati in modi diversi. Essendo questi liquori rari da noi possono essere sostituiti da buoni vini o dal tè al gelsomino. La maggior parte dei prodotti citati in questo libro si possono trovare nei negozi specializzati o nelle grandi drogherie.
E ora al lavoro e… buon appetito!
(Kimy)

La Tempesta Prima della Calma – Conversazioni con l’Umanità

La Tempesta Prima della Calma – Conversazioni con l’Umanità

Titolo originale: The Storm Before the Calm

Autore/i: Walsch Neale Donald

Editore: Sperling & Kupfer Editori

traduzione di Cristina Volpi.

pp. 342, Milano

Dall’autore di Conversazioni con Dio, un messaggio illuminante e pieno di speranza che indica a ciascuno di noi la strada per costruire un futuro migliore.

Come un artista insoddisfatto che si allontana dalla tela, ci siamo accorti che il quadro da noi dipinto non ci piace. Qualcosa deve cambiare.
Ciò che serve non è una rivoluzione nel concreto, ma una rivoluzione nella mente. Tu e io affronteremo la tempesta. Daremo ai nostri figli, e ai nostri nipoti, un mondo meraviglioso in cui vivere. Stiamo per voltare pagina nella storia dell’umanità. Ti va di voltare quella pagina con me?
(Neale Donald Walsch)

Il mondo attorno a noi si sta trasformando: terremoti, tsunami, guerre, una crisi economica globale sembrano dare ragione alle cassandre che prevedono una catastrofe imminente e irreversibile. Ma se non fosse così? Neale Donald Walsch dà una spiegazione nuova agli eventi che stanno sconvolgendo il pianeta e trasmette un messaggio rassicurante: non dobbiamo mai avere paura del domani, perché il cambiamento fa parte della natura delle cose e, come dopo il temporale spunta l’arcobaleno, così a questo periodo di turbolenza seguirà un’epoca di pace e splendore.
In queste pagine l’autore ci offre l’occasione di contribuire a crearla, invitandoci a non restare immobili davanti alle sfide del presente, ma a partecipare attivamente alla costruzione del futuro che desideriamo. La strada da lui indicata si snoda attraverso sette domande fondamentali che mettono in discussione i nostri valori, il senso della vita, il rapporto con Dio: rispondendo a questi interrogativi, e instaurando un dialogo continuo e costruttivo con il resto dell’umanità, potremo finalmente riportare l’anima al centro del nostro modo di pensare e di agire.
Solo allora saremo in grado di “guarire” il mondo e noi stessi e il domani non ci spaventerà più.
Dopo il successo internazionale di Conversazioni con Dio, con questo volume Walsch inaugura un nuovo ciclo di “conversazioni con l’umanità”. Una lettura illuminante, che coniuga magistralmente temi di attualità e preziose lezioni spirituali per affrontare con serenità e speranza i tempi bui che stiamo attraversando.

Neale Donald Walsch è autore di numerosi libri di spiritualità, fra i quali la trilogia bestseller Conversazioni con Dio, diventata un vero caso editoriale. Ha creato la Conversations with God Foundation, un’organizzazione no-profit il cui scopo è diffondere il messaggio di pace e serenità contenuto nei suoi scritti.

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Parte prima
Fine della paura, l’avventura comincia

Conversazione n. 1. Possiamo parlare?
Conversazione n. 2. «Perché» e «quando»?

Ecco le risposte

Conversazione n. 3. L’unica certezza
Conversazione n. 4. La prima convinzione da cambiare
Conversazione n. 5. L’azione più audace dell’umanità
Conversazione n. 6. L’evoluzione è anche tua
Conversazione n. 7. Domande cui pochi sono disposti a rispondere
Conversazione n. 8. Non credi che qualcuno dovrebbe parlarne?
Conversazione n. 9. Una priorità nuova per te … e per l’umanità
Conversazione n. 10. Domanda n. 1: quello che pensiamo
Conversazione n. 11. Domanda n. 2: quello che pensiamo
Conversazione n. 12. Domanda n. 3: quello che pensiamo
Conversazione n. 13. Domanda n. 4: quello che pensiamo
Conversazione n. 14. Domande nn. 5, 6 e 7: quello che pensiamo
Conversazione n. 15. «Oh, my darlin’ Clementine … »

Parte seconda
Fuori il vecchio, avanti il nuovo

Conversazione n. 16. L’incredibile storia attuale
Conversazione n. 17. La natura della spiritualità
Conversazione n. 18. Il campo morfico, il punto di non ritorno e la massa critica
Conversazione n. 19. Una nuova storia per un nuovo giorno
Conversazione n. 20. Noi ci crediamo, e tu?
Conversazione n. 21. Sei disposto a credere in ciò in cui tutti noi potremmo credere, se scegliessimo di far lo?
Conversazione n. 22. Il misterioso «Terzo Elemento» in grado di cambiare il mondo
Conversazione n. 23. Un cambiamento radicale nel modo di vivere la vita?
Conversazione n. 24. Quando giocare secondo le regole è scorretto
Conversazione n. 25. Non c’è niente da fare
Conversazione n. 26. Ci riusciremo?
Conversazione n. 27. Vivere mettendoci l’anima: metodi e processi
Conversazione n. 28. Il punto più vitale in assoluto

Epilogo

Una possibile risposta dell’umanità …

Individuo e Stato

Individuo e Stato

Titolo originale: Menschen im Staat, Teil I

Autore/i: Reich Wilhelm

Editore: SugarCo Edizioni

traduzione dal tedesco di Alberto Tessore e Silvana Ziviani.

pp. 312, 1 fotografia in bianco e nero fuori testo, Milano

Individuo e Stato (Menschen im Steat, Teil I) venne pubblicato negli Stati Uniti, per la prima volta, come secondo volume di «The emotional Plague of Mankind» con il titolo People in Trouble (Volume I, L’assassinio di Cristo). Quest’opera è l’autobiografia con cui Reich descrive lo sviluppo del suo pensiero sociologico nel periodo 1927-1937. In forma narrativa egli riporta le esperienze personali vissute sullo sfondo di idee e avvenimenti socio-politici nuovi e spiega come queste esperienze gradualmente lo condussero alla coscienza del profondo significato che riveste la struttura del carattere nella essenza e nella fenomenologia dei processi sociali.
Individuo e Stato è la storia della battaglia intellettuale di un uomo dotato di grande coraggio e generosità nel cercare di comprendere l’attività sociale degli altri uomini.

Dello stesso autore, pubblicati dalla SugarCo: La funzione dell’orgasmo, Reich parla di Freud, Psicologia di massa del fascismo, L’assassinio di Cristo, L’irruzione della morale sessuale coercitiva, Analisi del carattere, Ascolta piccolo uomo, Etere, dio e diavolo, Superimposizione cosmica, La biopatia del cancro (vol. I), La biopatia del cancro (vol. II), Scritti giovanili (vol. I), Scritti giovanili (vol. II).

Date Parole al Dolore

Date Parole al Dolore

Intervista di Stefania Rossini

Autore/i: Cancrini Luigi

Editore: Edizioni Frassinelli

terza edizione, prefazione di Stefania Rossini.

pp. XIV-136, Milano

«La depressione clinica è diventata il riferimento per ogni forma di disagio psicologico. Siamo tutti malati e tutti da curare: con i farmaci, naturalmente.
Lo dicono con sicurezza “scientifica” gli psichiatri-vedette della pillola a tutti i costi. Lo ripetono ormai da anni in libri, giornali e trasmissioni televisive, con un martellamento persuasivo che ha, purtroppo, avuto i suoi effetti. Il paradosso è che l’allarme è tanto amplificato, quanto la terapia proposta – il farmaco – è improntata a sopprimere ogni riflessione e ogni approfondimento sui motivi della sofferenza. Si grida alla depressione, ma la cura è il silenzio. […] La tesi di Luigi Cancrini è netta: nella cura della depressione i farmaci non servono a nulla, anzi, sono per lo più dannosi. […] Messo a tacere il dolore solo per un pò, la depressione si ripresenterà fatalmente, fino a rischiare di diventare cronica. Solo una psicoterapia potrà far parlare la “malattia”, aiutando il depresso a rintracciare i motivi della propria sofferenza, a elaborarli e a superarli.»

La depressione è il «male dell’anima» di questa fine millennio. La sua definizione si è andata via via ampliando, assumendo confini incerti e finendo per indicare indifferentemente umori e comportamenti, sentimenti e patologie. Ciò che una volta si chiamava tristezza, nostalgia o malinconia, oggi si chiama infatti depressione. Ma è depressione anche quel dolore feroce che paralizza e annienta, toglie il sonno e l’appetito, o, al contrario, fa dormire e mangiare senza tregua.
Quella sofferenza che guasta e consuma la voglia di vivere. Di fronte a questa grande confusione clinica e culturale, Date parole al dolore affronta il tema della depressione percorrendone le definizioni, indagandone le ragioni, spiegandone le manifestazioni e, soprattutto, suggerendo le terapie da adottare.
Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta di grande fama, sapientemente interrogato da Stefania Rossini, la più qualificata giornalista italiana su queste tematiche, si schiera nettamente contro le tesi, oggi tanto di moda, che definiscono la depressione una malattia di origine organica, genetica, da curare con gli psicofarmaci o addirittura con l’elettrochoc.
Secondo Cancrini la depressione non è una malattia ma un sintomo, così come è un sintomo la febbre. E, proprio come nessuno si azzarderebbe a curare una persona con la febbre alta senza capire da che cosa questa è causata, così nella depressione la cura non può mai prescindere dalla ricerca dei motivi che l’hanno scatenata. Nell’indicare la strada per questa ricerca, il libro fa chiarezza tra depressione come reazione «normale» a un evento traumatico e tutte quelle depressioni che sembrano sorgere dal nulla, improvvisamente. Ma anche per queste ultime – è la tesi «forte» di Cancrini – esiste sempre una causa scatenante, che la persona non è in grado di afferrare e collegare alla propria sofferenza. Solo una psicoterapia potrà aiutare il paziente a rintracciare i fili di esperienze dolorose e traumatiche, liberando la rabbia e l’aggressività nascoste dietro la maschera della depressione. Sì, perché dalla depressione si può guarire e le possibilità di ricaduta saranno tanto minori quanto più si sarà compreso, mentalizzato ed elaborato il motivo del disturbo. Gli psicofarmaci, invece, proprio perché non permettono di indagare sulle cause «oscure» della sofferenza, finiscono per convincere il paziente che la sua è solo una «malattia» esterna, sulla quale egli non può nulla: può solo cercare di allontanarla per un pò con quelle pillole blu o rosse o verdi. Date parole al dolore è un testo fondamentale nel dibattito attualissimo intorno alla natura della depressione. È inoltre una sfida a ricercare le ragioni più intime di un malessere che si può anche tamponare con i farmaci, ma da cui si può guarire solo affrontando un viaggio all’interno di se stessi.

Luigi Cancrini, già professore di Psicoterapia e Psichiatria all’Università di Roma, insegna presso il Centro Studi di terapia famigliare e relazionale con sede a Roma.

Stefania Rossini, giornalista e scrittrice, e inviato speciale del settimanale L’Espresso.

UFO Dossier – Alla Scoperta delle Macchine Misteriose

UFO Dossier – Alla Scoperta delle Macchine Misteriose

Autore/i: Watts Alan

Editore: Casa Editrice Meb

prefazione di Giovanni Pelosini, introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Giovanna Mannino.

pp. 280, numerose illustrazioni in bianco e nero, Padova

La storia dell’umanità, dai tempi delle iscrizioni murali nelle caverne fino al ventesimo secolo, ha sempre registrato l’apparizione di storie di aeronavi in visita sul pianeta Terra. Ma il ricercatore di UFO Alan Watts sostiene che sono stati i recenti progressi tecnologici a generare in noi un livello di interesse senza precedenti nei confronti di esseri provenienti da altre parti della galassia. Ne è conseguita l’ondata moderna di avvistamenti, insieme al notevole boom di studi sull’argomento e al cambiamento di attitudine nei confronti dei “dischi volanti”.
Questo libro non solo fornisce una panoramica dettagliata e scientifica degli UFO, ma promuove anche la convinzione dell’autore che gli UFO sono reali, misteriose macchine volanti. inoltre egli sostiene che ci sono prove schiaccianti dell’esistenza di queste aeronavi spaziali e dei loro abitanti che arrivano sul nostro pianeta.
Osservandolo attentamente dal punto di vista tecnologico, fisico e chimico, Watts esamina tutti li aspetti del Fenomeno UFO, dagli originali “dischi volanti” della fine degli anni quaranta fino ai più moderni avvistamenti. In molti casi cita esempi convincenti, frutto di esperienze personali. Le sue argomentazioni sono schiaccianti: gli UFO sono reali aeronavi spaziali aliene e sono in visita sul nostro pianeta!

“Siamo davvero soli nell’universo oppure la vita intelligente esiste anche al di fuori del nostro pianeta? Siamo comunque di fronte ad un grande mistero, in ogni caso; e questo libro, anche se sicuramente non pretende di svelarlo, ha il pregio di essere un serio contributo alla chiarezza”. (dalla prefazione di Giovanni Pelosini)

Alan Watts è scrittore eclettico e poliedrico: ha pubblicato in America una trentina di libri di successo. In questo libro, apparso negli Stati Uniti e in Gran Bretagna da pochi mesi, propone una summa delle sue esperienze esoteriche, di logica e di matematica, che lasceranno il lettore, anche il più diffidente, incuriosito, perplesso, disponibile al cambiamento di attitudine nei confronti dei “dischi volanti”.

Il Circo Elettrico delle Sirene

Il Circo Elettrico delle Sirene

… Davvero i sogni durano solo una notte?… No amore mio, non è vero durano finchè ci crediamo …

Autore/i: Coco Emanuele

Editore: Codice Edizioni

prima edizione.

pp. 146, nn. ill. a colori e in b/n n.t., Torino

Un racconto d’amore? Un viaggio nel mito? Un’indagine tra i desideri reconditi del nostro Io? Il circo elettrico delle sirene è tutto questo insieme. Una storia ironica e commovente che ci svela segreti (un pò terribili, un pò divertenti) sulle signore del mare, e verità (un pò romantiche, un pò imbarazzanti) sui nostri bisogni più intimi. La storia è qui presentata in una veste grafica – filologica e circense – che si ispira ai tanti personaggi, oggetti e rimandi simbolici evocati nelle pagine: Ulisse, Orfeo, Elena, le miniature medievali, i bestiari d’amore, le scoperte dei naturalisti, gli inganni dei falsari, gli ostracismi religiosi, e i timori del corteggiatore al cospetto delle sue maldestre prestazioni pratiche con l’amor cortese. Un contrappunto tra passato e presente, tra sogno e realismo. Ma soprattutto, un libro in difesa delle donne, degli innamorati e di tutti coloro che sono in cerca della felicità, tra miraggi e avventure, nel tempestoso mare della vita.

Lo studio creativo accompagna il racconto romantico scritto dallo storico Emanuele Coco, “Il circo elettrico delle sirene”, con un disegno elegante e raffinato che mette in risalto il ritmo e la ricchezza del testo. Per legarsi all’immaginario fantastico di questo viaggio nei secoli guidato dalle sirene, ogni dettaglio è ispirato a volumi antichi e capolavori tipografici: dai testi classici ai primi libri d’artista, passando per le miniature medievali e i bestiari, di cui si riprendono simboli, glifi, grazie. Ma anche allineamenti, moduli e la disposizione in pagina, per una mappa di richiami e opposizioni formali con cui affascinare il lettore.
Il libro pubblicato da Codice Edizioni è un oggetto di valore, composto da carte e veline speciali (della cartiera Arjowiggins Creative Papers) selezionate per creare riflessi, iridescenze, giochi di colore. A partire dalla copertina, perlescente con trancia metallica, le diverse carte e gli stili grafici si alternano per dare suggestioni visive e tattili.
Fino all’impressione di essere di fronte a vere squame di sirene.

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Rovinosi desideri

  • Dal mondo classico alla cosmologia pitagorica: ovvero fanciulle, eroi e filosofi

La biblioteca delle sirene

  • Dal simbolismo mistico alle trasposizioni visive: ovvero maghi, illuminati e misogini

L’esposizione del sogno

  • Dai mostri immaginari alle meraviglie naturalizzate: ovvero timorosi, zoologi e falsari

Il contrario perturbante dell’innocenza

  • Dal mito all’io: ovvero amorose, venerabili, magnifiche

Elenco delle citazioni
Note bibliografiche
Ringraziamenti

La Vita e l’Arte del Doganiere Rousseau

La Vita e l’Arte del Doganiere Rousseau

Autore/i: Callegari Piera

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

ricerca iconografica e didascalie a cura di P. Enniless, in copertina: Autoritratto-paesaggio 1889-90 Praga, Narodni Galerie.

pp. 162, 56 illustrazioni a colori, Milano

Rousseau il Doganiere: così è universalmente conosciuto. Ma sarebbe più esatto, e più consono al personaggio, designarlo «Henri Rousseau, impiegato del dazio presso la municipalità di Parigi».
Dunque esattore del dazio, gabelliere, e neppure molto zelante da quando, in età ormai matura, lo morse la tarantola dell’arte.
Privo della pur minima preparazione accademica, stroncato senza remissione dai critici e bonariamente messo alla berlina dai «colleghi», Rousseau per una vita intera ignorò le stroncature e non si accorse delle burle, convinto com’era, con assoluta naturalezza, modestia e caparbietà, di essere un «artista pittore». Se lo faceva stampare sui biglietti da visita, e fu proprio questa sua disarmante ingenuità a valere a lui per primo e al suo modo di dipingere l’appellativo di naïf, ingenuo. Un uomo vissuto in un sogno, un sogno trasferito in linee e colori veramente «di favola» su innumerevoli tele che solamente verso la sua morte incominciavano a essere capite da geni a loro volta incompresi, come Apollinaire, Soffici e qualcun altro.
L’Autrice disegna con maestria il personaggio umano e il personaggio artistico, il primo non meno carico d’interesse del secondo. Le ottime riproduzioni commentano la sua narrazione con la magia dell’arte ingenua e inimitabile del «Doganiere».

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Prefazione

  • Alle radici della sua “naïveté”
  • La pittura come favola
  • In fuga dalla giungla
  • La leggenda del Messico
  • La magia dell’assurdo

Indice delle illustrazioni
Bibliografia

Antropologia della Musica

Antropologia della Musica

Titolo originale: The Anthropology of Music

Autore/i: Merriam Alan P.

Editore: Sellerio Editore

prefazione di Diego Carpitella, premessa dell’autore, in copertina: Arpista cieco, decorazione di una tomba della necropoli tebana, 1556-1314 a.C. circa.

pp. 344, Palermo

Una fusione di prospettive musicologiche e antropologiche nel libro pietra miliare nello studio dell’etnomusicologia.

«Una teoria e una metodologia dello studio della musica» definisce Alan Merriam questo studio – ormai un classico della etnomusicologia – che prende le mosse dai quesiti che sin dal suo nascere hanno agitato la disciplina. Vale a dire, se l’etnomusicologia sia lo studio di certe musiche particolari (le primitive, le esotiche, le non-europee) o sia invece un nuovo modo di affrontare lo studio della musica anche nelle sue forme più colte e a noi vicine; e se il metodo della etnomusicologia debba consistere nell’analisi delle strutture sonore dei prodotti musicali, o al contrario concentrarsi sui processi umani che danno alla musica significati culturali. Le soluzioni prospettate da Merriam convergono verso un’antropologia della musica, della quale, in questo libro, sono assestate metodologie e chiavi teoriche. «Laddove non esistono uomini che pensano, agiscono e creano, il suono musicale non può esistere; comprendiamo la musica molto meglio che non l’intera organizzazione della sua produzione. Questo libro si sforza quindi di colmare la lacuna che esiste nel campo dell’etnomusicologia; fornire un supporto teorico allo studio della musica in quanto comportamento umano; chiarire il tipo di processo che deriva da fattori antropologici e musicologici insieme, migliorare infine la nostra conoscenza di entrambe le discipline, sotto la comune prospettiva di studi comportamentali».

Alan P. Merriam (Missoula, Montana 1923 – Versavia, 1980) ha insegnato Antropologia alla Northwestern University, alla University of Wisconsin e alla Indiana University. Tra le sue opere: Ethnomusicology of the Flathead indians (1967). Ha scritto anche di musica etnica africana e di jazz.

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Prefazione di Diego Carpitella

Antropologia della musica

Premessa

Parte prima. Etnomusicologia

  • Capitolo primo – Lo studio dell’etnomusicologia
  • Capitolo secondo – Per una teoria musicologica
  • Capitolo terzo – Metodi e tecniche

Parte seconda. Concetti e comportamenti

  • Capitolo quarto – Concetti
  • Capitolo quinto – Sinestesia e modalità intersensoriali
  • Capitolo sesto – Comportamento verbale e comportamento fisico
  • Capitolo settimo – Comportamento sociale: il musicista
  • Capitolo ottavo – L’apprendimento
  • Capitolo nono – Il processo compositivo

Parte terza. Problemi e risultati

  • Capitolo decimo – Lo studio del testo dei canti
  • Capitolo undicesimo – Usi e funzioni
  • Capitolo dodicesimo – La musica come comportamento simbolico
  • Capitolo tredicesimo – L’estetica e le relazioni tra le arti
  • Capitolo quattordicesimo – Musica e storia culturale
  • Capitolo quindicesimo – Musica e dinamica culturale

Bibliografia

Vimalakirti Nirdesa Sutra

Vimalakirti Nirdesa Sutra

Titolo originale: The Vimalakirti Nirdesa Sutra

Autore/i: Anonimo

Editore: Ubaldini Editore

prefazione e cura di Charles Luk, traduzione di Patrizia Nicoli.

pp. 136, Roma

Questo sutra, uno dei più importanti testi dello Zen e del Buddhismo Mahayana, rivela l’importanza dell’impegno interiore alla vita spirituale. È particolarmente valido per gli studiosi occidentali in quanto i suoi insegnamenti sono essenzialmente dedicati a spiegare la pratica buddhista per i laici.

Il Vimalakirti Nirdesa Sutra è un discorso filosofico in forma di dialogo, scritto in India intorno al primo secolo d.C., in cui vengono presentati i principi fondamentali del Mahayana nell’ambito di una conversazione tra Vimalakirti e alcuni famosi personaggi buddhisti. Tradotto in cinese da Kumarajiva nel 401, questo sutra divenne enormemente popolare in tutto il mondo del Buddhismo e dello Zen, in quanto è stato da tutti riconosciuto come il testo che meglio spiega l’importanza della dedizione alla vita spirituale.
Tra le tante opere di Zen e Buddhismo Mahayana il cui studio è fondamentale per gli studiosi, le principali sono il Sutra del Diamante, il Sutra del Cuore, il Sutra del Loto, il Surangama Sutra e il Vimalakirti Nirdesa Sutra.
Di tutte le altre già esistevano traduzioni occidentali da diversi anni, ma questa, curata da Charles Luk, è la prima edizione del Vimalakirti Nirdesa Sutra in lingua europea. Questo testo, particolarmente valido per gli studiosi occidentali del Buddhismo in quanto espone la pratica così come la può seguire un laico, oltre a segnalarsi per la sua precisione e leggibilità, fornisce un utilissimo glossario di tutti i termini buddhisti usati in questo sutra.

Charles Luk, nato a Canton nel 1898, ha studiato il Buddhismo per tutta la sua vita. Vive oggi a Hong Kong e i suoi scritti appaiono in numerose riviste specializzate in tutto il mondo. La sua unica ambizione, come lui stesso dice, è “preservare quanti più testi buddhisti possibile affinché il Buddhismo possa sopravvivere per lo meno in Occidente se dovesse essere destinato, come sembra, a scomparire in Oriente”. Altri due libri di Charles Luk, I segreti della meditazione cinese e La trasmissione della mente fuori dell’insegnamento, sono già apparsi in questa stessa collana.

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Prefazione

  1. La Terra di Buddha
  2. Il metodo opportuno (upāya) d’insegnamento
  3. I discepoli
  4. I Bodhisattva
  5. Mañjuśrī visita Vimalakīrti
  6. La liberazione inconcepibile
  7. Come considerare gli esseri viventi
  8. Il sentiero del Buddha
  9. L’iniziazione al Dharma non-duale
  10. Il Buddha della Terra Profumata
  11. La condotta del Bodhisattva
  12. La visione del Buddha Akṣobhya
  13. L’offerta del Dharma
  14. L’ordine di diffondere questo sūtra

Glossario

Il Libro degli Incantesimi o l’Arte di Evocare gli Spiriti – 1616 • Manuale del Mago

Il Libro degli Incantesimi o l’Arte di Evocare gli Spiriti – 1616 • Manuale del Mago

Sortilegi, Esorcismi, Scongiuri, Invocazioni, Preghiere Meravigliose, Segreti Cabalistici, Talismani, Cerimonie di Alta Magia

Autore/i: Anonimo

Editore: Edizioni Rebis

unica edizione, copia numerata – nostro esemplare n. 274.

pp. 86, numerose illustrazioni b/n, Viareggio

Dal prologo:

« È perfettamente vano a colui che non ha grande lettura allorché adopera la presente operazione, poiché non sa quale è la penitenza e quanti giorni contiene; le leggi corrispondenti ed il rimanente necessario per la operazione che segue.
Il sommo fattore del tutto allorché formò l’uomo, lo fece superiore a tutte le cose create e comandò ad esse di ubbidirlo, ma questo non bastò, volle che gli angeli lo assistessero, come pure tutti i segni celesti. I profeti, gli Evangelisti, i Dottori della Chiesa che scrissero non fu sola opera d’intelletto umano, ma assistenza degli angeli.
Per farsi l’operazione di chiamare gli angeli in aiuto:

  1. Si deve avere perfetta fede negli angeli.
  2. L’uso dev’essere in bene.
  3. Non deve usarsi per la curiosità dei fatti altrui
  4. Se eviti di domandare cose lascive, che non si avrà mai risposta si perderà l’influenza
  5. L’invocazione può farsi da tutti.

Si avverte inoltre di non far domande di Gabale, perché diconsi angeli, che poiché anche i Demoni furono Angeli e di questi se ne trovano molti e chi le avesse avute deve prima abiurarle e non farne più uso, ma, anzi fa ferma promessa di non più servirsene, è da notarsi che sebbene porta però il nome di Michele, Daniele ecc. pure non sono più angeli di bene. Per evocare gli angeli è buono fare per sette giorni l’operazione seguente. […]»

La Catena degli Spiriti – L’Arte del Miracolo e la Teoria del Successo

La Catena degli Spiriti – L’Arte del Miracolo e la Teoria del Successo

Autore/i: Cobellis Tommaso

Editore: Editrice Atanòr

ristampa anastatica dell’edizione di Todi del 1926, prefazione di Luigi Scarpa De Masellis.

pp. XII-118, Roma

Dalla prefazione:

« Questa prefazione non ha nessuna pretesa di essere una revisione ad un ripensamento critico dell’opera di Tommaso Cobellis. Vuole essere invece un documento di fraternità intellettuale; il compiacimento di chi ha assistito, in intima confidente amicizia, quasi al travaglio, alla gestazione dell’opera nel cervello dell’autore e l’ha vista compiuta; un attestato di simpatia spirituale in conclusione.
Il libro non è quello che si potrebbe desumere dal titolo. Il titolo sta al libro non in un rapporto di comprensione, ma quasi direi di contatto o d’interferenza. Da esso si potrebbe desumere che il libro serva solo ad uno scopo pratico, voglia cioè dare un’indicazione di un metodo per conseguire ciò che costituisce Vassillo della nostra, tormentata generazione: il successo dell’esistenza. Ma il libro ha ben altro significato, se anche se ne possano trarre consigli per una pratica di vita, consigli che, del resto, si riducono ad uno solo: rafforzare il proprio potere spirituale, fare della propria volontà, per mezzo della concentrazione e della meditazione, un’arma di potenza e di dominio. Ma il libro, dicevo, ha un significato ben diverso e profondo: è una visione d’insieme dei fenomeni del mondo e dello spirito come espressioni di una sostanza spirituale universale. Esso tesaurizza, è vero, sapientemente assimilato, tutto il materiale di esperienze di pensiero moderno; ma ha una linea sua propria, una sagoma inconfondibile e direi quasi originale. Ad Arturo Schopenhauer possono, secondo il mio convincimento, ricondursi alcuni indirizzi che oggi hanno il predominio in filosofia, come l’antintellettualismo, il volontarismo, la prevalenza del sentimento, della volontà, dell’istinto sull’idea astratta e la ragione ragionante. La scienza, la trionfatrice di ieri, che sembrava averci dato il criterio della verità, sistemando definitivamente i fenomeni secondo leggi universali e necessarie, ha manifestato la sua impotenza quando le abbiamo chiesto la visione e la comprensione della vita. La scienza è il mondo della distinzione e della relazione; è il regno dell’astratto […]»

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  • Miracolo, Scienza ed errori
  • La vita è miracolo
  • Il cervello e le sue facoltà ignote
  • L’allenamento del pensiero
  • Le passioni individuali e collettive
  • La plastica dello Spirito
  • La catena degli Spiriti
  • La grande efficacia della preghiera
  • I tre stadi della Coscienza
  • L’arte del Miracolo e il Successo

Come Lavora il Cervello – Introduzione alla Neuropsicologia

Come Lavora il Cervello – Introduzione alla Neuropsicologia

Titolo originale: The working Brain. An introduction to Neuropsychology

Autore/i: Luria Aleksandr R.

Editore: Società Editrice Il Mulino

edizione italiana a cura di Dario Salmaso e Carlo Umiltà, presentazione dell’autore, traduzione di Patrizia Biasiacchi.

pp. 436, nn. figure b/n, Bologna

Questo volume dello studioso sovietico A.R. Luria, uno dei fondatori dei massimi esponenti della neuropsicologia, offre una visione sistematica dell’organizzazione cerebrale e del rapporto tra tale organizzazione e i processi mentali, non solo quelli elementari, ma anche i più complessi, quali il linguaggio, la memoria, il pensiero. È quindi un testo introduttivo alla neuropsicologia e, contemporaneamente, una sintesi dei risultati ottenuti da Luria e dalla scuola sovietica in quarant’anni di attività di ricerca.

A.R. Luria, nato a Kazan nel 1902, cominciò a lavorare all’Istituto di psicologia di Mosca nel 1923 con Leont’ev e Vygotskij affrontando il problema di un’analisi scientifica e deterministica dell’attività mentale umana. Divise la sua attività scientifica tra la ricerca e la sperimentazione clinica e l’insegnamento. «Coeditor» di importanti riviste come «Neuropsychologia», «Cortex», «Brain and Language» ha al suo attivo una vasta produzione scientifica. È morto il 14 agosto 1977.

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Prefazione

Parte prima: Organizzazione funzionale e attività mentale

  • Lesioni cerebrali locali e localizzazione funzionale
  • Le tre principali unità funzionali

Parte seconda: Sistemi cerebrali localizzati e loro analisi funzionale

  • Le regioni occipitali e l’organizzazione della percezione visiva
  • Le regioni temporali e l’organizzazione della percezione uditiva
  • Le regioni parietali e l’organizzazione delle sintesi simultanee
  • Zone sensomotorie e premotorie e l’organizzazione del movimento
  • I lobi frontali e la regolazione dell’attività mentale

Parte terza: Sintesi delle attività mentali e loro organizzazione cerebrale

  • Percezione
  • Movimento e azione
  • Attenzione
  • Memoria
  • Linguaggio
  • Pensiero

Parte quarta: Conclusioni

  • Riferimenti bibliografici
  • Indicazioni bibliografiche per ulteriori approfondimenti

La Tradizione Orale – Saggio di Metodologia Storica

La Tradizione Orale – Saggio di Metodologia Storica

Titolo originale: De la tradition orale. Essai de méthode historique

Autore/i: Vansina Jan

Editore: Officina Edizioni

edizione aggiornata con un nuovo saggio dell’autore, prefazioni dell’autore, introduzione di Alessandro Triulzi, traduzione di Elisabetta Simeoni.

pp. 332, Roma

Questo volume di Jan Vansina è il primo studio sistematico sulle tradizioni orali che si pubblica in Italia. Basato su sei anni di ricerche sul terreno in Africa, questo saggio si propone di rivalutare le tradizioni orali come fonte storica di fondamentale importanza per lo studio delle società prive di scrittura, o nelle quali scarso sviluppo ha – ancora oggi – la tradizione scritta. Il volume analizza i complessi meccanismi di trasmissione delle tradizioni orali, ne valuta le possibili distorsioni, la loro relazione con la struttura sociale e il mondo di valori dal quale esse nascono, e perviene alla formulazione di una tipologia articolata delle fonti orali che è rimasta sostanzialmente valida fino ad oggi.
L’autore si sofferma in particolare sui problemi metodologici, e dà largo spazio alle tecniche di raccolta delle tradizioni nonché alla loro analisi e interpretazione. Illustrato con dovizia di riferimenti e di esempi concreti, questo saggio offre un valido strumento di lavoro a quanti si interessano allo studio delle culture orali. È un’opera di grande utilità non solo per gli storici, ma anche per ogni ricercatore sul terreno sia esso etnologo o antropologo, o studioso delle tradizioni popolari.
Il volume è arricchito da un capitolo scritto appositamente per l’edizione italiana, in cui l’autore valuta e illustra i risultati più importanti delle ricerche sulle tradizioni orali compiute dal 1960 a oggi, ricerche alle quali questo libro ha costituito l’indispensabile premessa.

Jan Vansina, antropologo e storico belga, si è formato all’Università di Lovanio e ha compiuto ricerche sul terreno tra i Kuba del Kasal (Congo Kinshasa) negli anni 1953-56 e tra le popolazioni del Rwanda e del Burundi negli anni 1957-60. Da allora ha insegnato all’Università del Wisconsin e più recentemente in quella di Lovanio alternando l’insegnamento con prolungati soggiorni in Africa.
Egli è l’africanista che si è maggiormente distinto nel campo della metodologia della ricerca sulle tradizioni orali. È autore di numerose pubblicazioni sui Bushongo, sulla storia precoloniale dell’Africa centrale, e sulla metodologia e l’interpretazione delle fonti orali. Tra le sue opere più importanti: Kingdoms of the Savanna (1968) e The Tio Kingdoms of the middle Congo (1973). È stato inoltre uno dei curatori del volume The historian in tropical Africa (1964).
Vansina è attualmente Professor of African History nell’Università del Wisconsin, Madison, USA.

Gli Anni Santi Attraverso le Bolle

Gli Anni Santi Attraverso le Bolle

Autore/i: Autori vari

Editore: Edizioni Piemme

unica edizione, introduzione e cura di Rino Fisichella.

pp. 336, Casale Monferrato (AL)

Bolla d’indizione del primo anno giubilare, Antiquarum habet, datata 22 febbraio 1300 (Datum Rome apud S. Petrum, VIII Kal. Martii, anno sexto). Bonifacio VIII concede pienissima indulgenza e remissione dei peccati ai fedeli che, pentiti e confessati, visiteranno le basiliche di San Pietro e di San Paolo durante l’anno 1300 e in ogni centesimo anno futuro. (BAV, Arch. Capit. San Pietro, Caps. I, fasc. 1, n. 8.)

Le Bolle di indizione degli Anni Santi, dalla prima del 22 febbraio 1300, Antiquorum habet, con la quale Bonifacio VIII dava vita al primo Giubileo della storia della Chiesa, fino all’ultima, Incarnationis mysterium, del 29 novembre 1998, con cui Giovanni Paolo II ha indetto il Grande Giubileo dell’Anno 2000. Una storia degli Anni Santi attraverso le sue fonti più autorevoli e ufficiali, le Bolle di indizione, presentate e commentate da mons. Rino Fisichella, vice-presidente della Commissione storico-teologica del Comitato per il Grande Giubileo dell’Anno 2000.
Testi importantissimi per ricostruire il contesto e le modalità di celebrazione dei diversi Giubilei, ma anche preziosa miniera di informazioni per comprendere che cosa sia realmente l’Anno Santo, i riti, i costumi, le consuetudini che ne caratterizzano lo svolgimento. Un libro per cogliere da vicino il profondo valore, storico e spirituale, del Giubileo dell’Anno 2000 con tutti i suoi segni.

Rino Fisichella, vescovo ausiliare di Roma, professore di Teologia Fondamentale presso l’Università Gregoriana, vice-presidente della Commissione storico-teologica del Comitato per il Grande Giubileo dell’Anno 2000, è oggi uno dei teologi più noti.
Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: La Rivelazione evento e credibilità (Bologna 1955), Dizionario di Teologia Fondamentale (Assisi 1990) e Storia della Teologia III (Roma 1996).
Presso le Edizioni Piemme ha pubblicato: Introduzione alla Teologia Fondamentale (1953), Commento al Catechismo della Chiesa Cattolica (1993), La Teologia Fondamentale (1997), Quando la fede pensa (1997) e il Commento all’ultima Enciclica di Giovanni Paolo II, Fides et ratio (1998).

La Stregoneria in Europa (1450 – 1650)

La Stregoneria in Europa (1450 – 1650)

Autore/i: Autori vari

Editore: Società Editrice Il Mulino

terza edizione, cura e introduzione di Marina Romanello, premessa di Raoul Manselli.

pp. 388, Bologna

La stregoneria – e il più generale ambito in cui essa si inserisce – comprende una gamma di fatti oggettivamente complessi e a volte difficilmente afferrabili, che gli equivoci introdotti da tutta una pubblicistica divulgativa hanno contribuito a confondere ulteriormente. L’accezione corrente del termine stregoneria sembra comprendere infatti un complesso di episodi quanto meno pittoreschi, oscillanti fra il folclore e la favola, una sorta di mondo fatto di curiosità esoteriche e di riti più o meno suggestivi. In realtà, un approccio storico a questo problema deve inserirsi in ampie, ma precise coordinate cronologiche e in tal modo appariranno chiare le reali dimensioni del fenomeno e la profonda influenza che esso esercitò nel momento in cui nacque e si diffuse. I brani scelti in questa antologia mirano a coprire l’arco di tempo – circa due secoli – che segna il periodo di maggiore diffusione del fenomeno in Europa, prendendo in esame, soprattutto, l’evoluzione dell’idea stessa che i contemporanei si facevano della stregoneria e tenendo presente quel tanto di vicende che oggi è ancora possibile documentare.

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Introduzione, di Marina Romanello
Le premesse medioevali della caccia alle streghe, di Raoul Manselli

Parte prima: La realtà del fenomeno
Introduzione – Credenze magiche, eresia e Inquisizione, di Joseph Hansen

  • «Il martello delle streghe», di Heinrich Institor e Jexob Sprenger
  • Confutazione delle opinioni di Giovanni Wier e di Jean Bodin
  • Un processo dell’Inquisizione a Modena

Parte seconda: Stregoneria e credenze religiose
Introduzione – Streghe, demoni e fertilità, di Arne Runeberg

  • Caccia alle streghe in Europa nel ’500 e nel ’600, di Hugh R. Trevor-Roper
  • L’opposizione ecclesiastica alla magia, di Keith Thomas

Parte terza: Stregoneria e società
Introduzione – Problemi sociali, conflitti individuali e stregoneria, di Keith Thomas

  • Stregoneria in Inghilterra tra il ’500 e il ’600, di Alan Macfarlane
  • La stregoneria a Ginevra (1537-1662), di E. William Monter

Parte quarta: Stregoneria e mondo culturale
Introduzione – Legge, medicina e accettazione della stregoneria, di E. William Monter

  • Una nuova presa di coscienza sul problema della stregoneria, di Robert Mandrou
  • Aspetti fisiologici e psicologici del «Malleus maleficarum», di Gregory Zilboorg
  • Le streghe e il loro mondo, di Julio Caro Baroja

Fonti e riconoscimenti
Indicazioni bibliografiche per ulteriori approfondimenti

Un Angelo tra i Capelli – L’Incredibile Storia Vera di una Donna che sa Comunicare con le Creature Celesti

Un Angelo tra i Capelli – L’Incredibile Storia Vera di una Donna che sa Comunicare con le Creature Celesti

Titolo orinigale: Angels in My Hair

Autore/i: Byrne Lorna

Editore: Rizzoli

traduzione di Cristina Luisa Coronelli, collana: Best BUR.

pp. 324, Milano

…Quando era solo una bambina tutti pensavano che Lorna fosse un pò strana: viveva in un mondo tutto suo, era diversa. E Lorna lo era davvero, era diversa da chiunque altro, perchè riusciva a vedere gli angeli e a parlare con loro, oltre la superficie del mondo degli uomini…

Un corteggiatore affascinante ma di umili origini, che tuo padre adora e tua madre non vorrebbe assolutamente farti sposare. Un doloroso segreto famigliare. Un marito dal cuore grande ma dal fisico troppo debole. Quattro figli meravigliosi. Tanti problemi economici. La vita di Lorna Byrne assomiglia nel bene e nel male a tante altre. Ma c’è qualcosa di speciale, oltre a una profonda fede in Dio, che l’ha sorretta attraverso tutte le difficoltà, i lutti, la paura di non farcela: fin dalla più tenera età Lorna ha avuto il dono di vedere gli angeli e di poter parlare con loro. Una dote sublime e incoraggiante ma anche delicata e difficile da gestire, per una donna dall’animo pulito e luminoso come lei, tanto lontana dalla volontà di sfruttarla a suo vantaggio che per anni non ha osato nemmeno parlarne all’amatissimo compagno. Poi, incoraggiata proprio dai suoi straordinari amici, dopo la morte del marito e l’uscita di casa dei figli, Lorna ha accettato di aprire il suo cuore per raccontare con totale sincerità la sua esperienza in questo libro, struggente come un romanzo, dedicato a tutti coloro che conoscono la sofferenza e desiderano un conforto e una speranza. Lorna infatti ci mostra come siamo tutti accompagnati e sostenuti dalla vivida presenza degli angeli custodi, anche nel corso delle prove più dure che il destino ci impone. Ma soprattutto, ci insegna a considerare tali prove come tappe di un’evoluzione spirituale, in cui la sofferenza – qualunque ne sia l’origine – oltrepassa la durezza della situazione presente e viene sublimata dalla luce dello spirito. È nato così Un angelo tra i capelli che, grazie al passaparola dei lettori, ha immediatamente scalato le classifiche britanniche ed è attualmente in corso di pubblicazione in ventuno Paesi, dalla Polonia al Giappone, conquistandosi così in meno di un anno il titolo di libro sugli angeli più venduto e letto del mondo.

Lorna Byrne, nata e cresciuta nella campagna irlandese, vede gli angeli e comunica con loro da quando era bambina. I suoi libri Un angelo tra i capelli, Una scala per il cielo, La speranza degli angeli, L’amore viene dal cielo hanno venduto oltre un milione di copie.