Guida alla Scelta e all’Acquisto di Gioielli e Pietre Preziose
Titolo originale: Le guide pratique des bijoux et des pierres précieuses
Autore/i: Arax Jacques
Editore: Casa Editrice Meb
prefazione dell’autore, traduzione di Maria Teresa Todeschini.
pp. 200, nn. figure b/n e nn. tavole a colori f.t., Padova
Siete in grado di stimare un diamante secondo il criterio dei “AC”: colour (colore), carat (dimensione), clarity (purezza), cut (taglio)? Come si valuta un “bianco eccezionale”’, un “bianco extra”, un “bianco sfumato”?
Si può determinare la provenienza di un rubino, di uno smeraldo, di uno zaffiro, di una perla? Come distinguere falsi e imitazioni? Quali legami ci sono tra pietre preziose, segni astrologici, carattere, salute?
Discendente da una famiglia di gioiellieri e gioielliere egli stesso, Jaques Arax vi insegna a conoscere, ad amare, a conservare i gioielli. Vi introduce ad un’arte ancestrale, alle sue tradizioni e alle sue mode e divide con voi le sue passioni e le sue preferenze. Vi consente di penetrare quel mistero che la “casta” dei gioiellieri ha saputo gelosamente conservare attraverso i tempi e vi rivela anche qualche segreto – non è tutto oro quel che luccica! – utile ad evitare i classici errori dei turisti che acquistano ciò che i professionisti scartano. Ci racconta la leggenda di un metallo favoloso, l’oro, e traccia la storia dei grandi gioiellieri che hanno accompagnato con il loro lavoro fasti e capricci di re e regine, ma si rivolge soprattutto al curioso e all’amatore: dove e come acquistare o vendere un gioiello, come assicurarlo e conservarlo? Questa guida vi propone semplici consigli e qualche trucco indispensabile per evitare errori e delusioni.
Il Diario di Petr Ginz – Un Adolescente Ebreo da Praga ad Auschwitz
Titolo originale: Deník Mého Bratra
Autore/i: Pressburger Chava
Editore: Edizioni Frassinelli
ringraziamenti dell’autrice, traduzione di Anna Maria Perissutti, disegni di Petr Ginz (donati da Ota Ginz, Haifa collezione dello Yad Vashem Art Museum, Gerusalemme).
pp. XIII-178, nn. fotografie e illustrazioni nel testo e f.t, Milano
«Ci hanno ingiustamente strappato dal terreno fertile del lavoro, della gioia e della cultura, di cui doveva essere nutrita la nostra giovinezza. Facendo ciò perseguono un unico obiettivo, distruggerci, non fisicamente ma psicologicamente e moralmente. Ci riusciranno? Mai! Privati delle fonti culturali ne creeremo di nuove. Separati dalle sorgenti della nostra felicità, ci creeremo una nuova vita che esulterà di gioia!»
Quanto tempo è passato da quando per l’ultima volta vidi il sole tramontare dietro Petrin. Praga baciata da uno sguardo pieno di lacrime, mentre si velava con l’ombra della sera… Praga, favola di pietra… Sono i versi struggenti e delicati di un ragazzo di appena quindici anni che poteva diventare un artista, anche se gli sarebbe bastato, più semplicemente, vivere. Trascorso un anno da quando compose la poesia, e due dal suo arrivo al ghetto di Terezin, il giovane Petr Ginz fu mandato a morire nelle camere a gas di Auschwitz. Questo libro, un documento inedito frutto di un recente ritrovamento, vuole essere un contributo affinché rimanga viva la tragedia di un popolo e soprattutto la testimonianza di un crimine tanto più efferato quanto accuratamente pianificato. Scritti fra il 1941 e il 1942, durante gli ultimi mesi trascorsi in famiglia, nella Praga occupata, i diari di Petr sono lo specchio dell’attuazione della «soluzione finale». Lentamente, senza scosse che avrebbero potuto creare reazioni indesiderate, ma anzi sollecitando in modo subdolo la loro collaborazione, gli ebrei furono progressivamente privati della libertà e dei diritti, isolati, spogliati dei beni, sfruttati, deportati e uccisi. Le iniziali dimostrazioni di solidarietà da parte dei cechi furono represse senza brutalità ma con estrema durezza. Nelle pagine, ricche di brevi e acute annotazioni sulla vita quotidiana, si intravede la consapevolezza della crescente ingiustizia ed emerge con stupore il confronto fra la propaganda nazista e una realtà sempre più preoccupante. Ma trapela anche la purezza d’animo a un ragazzo dalla mente vivace che nutre l’incrollabile fiducia che il momento brutto passerà e ci sarà un futuro in cui poter affermare – liberamente – se stesso. Curato dalla mano amorevole della sorella minore, che gli fu compagna nel ghetto, arricchito dai disegni e dalle composizioni dell’ultimo periodo, nonché da un inserto fotografico a colori, un volume di scioccante attualità.
Petr Ginz nacque nel 1928 a Praga da madre ceca e padre ebreo. Secondo le leggi di Norimberga, al compimento del quattordicesimo anno di età sarebbe passato sotto la giurisdizione tedesca. Quando accadde, fu deportato e non tornò mai più. Di lui ci restano disegni, linoleografie, riflessioni e articoli che attestano un maturo talento creativo.
Chava Pressburger, sorella di Petr, nata Eva Ginzová nel 1930, fu anch’essa deportata a Terezín. Attualmente vive in Israele. Pittrice affermata, ha dedicato gran parte della sua opera al tema dell’Olocausto.
Cristiani nella Società
Autore/i: Bianchi Enzo
Editore: Rizzoli
premessa dell’autore.
pp. 208, Milano
Enzo Bianchi nelle sue pagine sa intrecci vigore e nitore, citazione e int essenza ed esistenza. (Gianfranco Ravasi, Il Sole 24 Ore)
Chi è il cristiano? Come si declina la fede, e più generalmente la vita spirituale nel mondo di oggi? Se il compito perenne della Chiesa è quello di essere fedele eco della parola di Dio nella storia, per Enzo Bianchi i cristiani, come tutti gli uomini, sono chiamati ad accogliere la diversità, ad assumere la complessità che non è inferno, ma la sola salvezza che abbiamo è la nostra unica occasione di comunione”. Proprio nella comunione con gli altri uomini il cristiano vive il rischio della scelta come atto di libertà, cammino del senso, ricerca continua, rinnovata giorno per giorno in singoli gesti di responsabilità. È questa la buona novella, la sola risposta – perennemente sollecitata dal dubbio – che offre direzione, finalità e significato al vivere umano.
Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose, collabora con “La Stampa” e l'”Avvenire”. È autore di numerosi libri tradotti in molte lingue, fra cui ricordiamo: Adamo, dove sei? (1994), Da forestiero (1995), Altrimenti (1998), Nuove apocalissi (2003), Vivere la domenica (2005), La differenza cristiana (2006), Ero straniero e mi avete ospitato (2006). Per BUR ha pubblicato Lessico della vita interiore. Le parole della spiritualità (2004).
I Riti del Fuoco e dell’Acqua – Nel Folklore Religioso, nel Lavoro e nella Tradizione Orale
Atti del Convegno di Studi, Museo delle Tradizioni Popolari Canepina, 19-21 settembre 2003
Autore/i: Autori vari
Editore: Edup – Edizioni dell’Università Popolare
a cura di Assunta Achilli e Davide Bertolini, del Gruppo Interdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell’Alto Lazio, premessa di Quirino Galli.
pp. 424, numerose illustrazioni in bianco e nero, Roma
Nel capire chi siamo occorre riflettere e soffermarsi sempre più su ciò che siamo stati ed una rivisitazione delle tradizioni popolari non può che arricchire la storia dei luoghi che abitiamo. Questo libro ce ne offre una concreta possibilità raccogliendo, tra Arno e Tevere, storie legate a due degli elementi primari nel rapporto che l’uomo ha con la natura: il fuoco e l’acqua. Il primo è un fattore di purificazione, di eliminazione del male, il secondo è un elemento di vita e di rinascita. La loro unione è anche rivelazione di forze e di principi che sono all’origine dell’esistenza storica dell’uomo, e quindi causa dell’emergere di un sistema di valori simbolici per la rappresentazione della realtà.
Assunta Achilli, psicologa, partecipa alle attività di ricerca e divulgazione del Gruppo lnterdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell’Alto Lazio fin dalla sua costituzione. Per il Museo delle Tradizioni Popolari, oltre a occuparsi di allestimento, schedatura e didattica, ha pubblicato il volume La cucina.
Davide Bertolini, laureato in Conservazione dei Beni Culturali, partecipa a ricerca e progetti nell’ambito della Museologia e Museografia. Collabora alla gestione scientifica del Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina; ha pubblicato, inoltre, il saggio Argentiera. Storia di una piccola borgata mineraria.
Islām Interiore – La Ricerca della Verità nella Religione Islamica
Autore/i: Pallavicini al-Wāhid ’Abd
Editore: Il Saggiatore
questa seconda edizione presenta una nuova struttura rispetto alla prima edizione e a quella francese, anche i capitoli che hanno mantenuto il titolo originario sono stati rivisti e corretti, introduzione dell’autore, collana: La Cultura n° 551.
pp. 224, Milano
La tesi alla base del libro è richiamare l’attenzione sull’unicità di Dio, seguendo i dettami della fede islamica. Se Dio, infatti, è unico e assoluto, è anche lo stesso per i credenti di tutte le religioni. L’autore, passando in rassegna i fondamenti dell’islamismo, sottolinea le analogie con il cristianesimo (religione dalla quale lui proviene) e, al tempo stesso, richiama l’attenzione sulle false interpretazioni della dottrina. Sono proprio queste a dar vita alle peggiori forme di fondamentalismo e a scatenare le guerre di religione. Islām interiore è anche la testimonianza di un ventennio di attività pubblica della comunità islamica in Italia e in Europa della quale Pallavicini è esponente di spicco, ed è anche una coraggiosa proposta di dialogo con le altre comunità.
’Abd al-Wāhid Pallavicini, discendente di un’antica famiglia lombarda che vanta papi e cardinali, Pallavicini, laureato in medicina, si era convertito all’islam nel lontano 1951, mentre si spegneva al Cairo il metafisico francese René Guénon, al cui pensiero rimarrà costantemente legato. Negli anni Ottanta ha l’intuizione di fondare, in Italia e in Francia, una comunità di musulmani autoctoni, ricollegata al sufismo tradizionale. Al suo impegno, in particolare, si deve la nascita della COREIS – Comunità Religiosa Islamica Italiana, dell’Interreligious Studies Academy (Accademia ISA) e della moschea al-Wahid di Milano, sita in via Giuseppe Meda. Già nel 1998 presenta al parlamento italiano una prima bozza d’Intesa tra la comunità islamica e lo Stato; fra l’altro, viene scelto a rappresentare l’islam italiano nello storico incontro di Assisi del 27 ottobre 1986, voluto da Giovanni Paolo II.
Incipit
Prefazione alla seconda edizione italiana di Ahmad’Abd al Waliyy Vincenzo (Co.Re.Is.)
Introduzione
Parte I: La Tradizione islamica tra Oriente e Occidente
- Iniziazione all’Islâm
- La gnosi islamica
- Le confraternite islamiche
- La realizzazione spirituale
- La via ahmadiana
Parte II: René Guénon e l’Islâm
- Incontro fra Genio e Santità
- René Guénon musulmano: conversione o convergenza?
- In memoriam René Guénon
- Morte e Immortalità
- Oriente e Occidente a cinquant’anni dalla morte di René Guénon
Parte III: Islâm e Cristianesimo
- Voi siete un popolo di sacerdoti a Dio consacrati
- L’apporto dell’Islâm all’Occidente
- L’Identità del Dio Unico
- Il dialogo impossibile
- Verso la Terra Santa
Parte IV: Ortodossia ed eterodossie
- Apostolato e apostasia
- Elogio del Monoteismo
- Il ritorno al Sacro
- La Religione naturale
- La Conoscenza di Dio, scopo della vita umana
Parte V: Exoterismo ed Esoterismo
- Autorità Spirituale e Potere Temporale
- Prospettive sull’Esoterismo
- La Risposta della Sfinge
- Tradizione Primordiale e Mistero cristico
- Del Principio e della Fine
Appendice
- Prefazione all’edizione francese di ’Abd al Haqq Ismail Guiderdoni, Institut des Hautes Etudes Islamiques
- Prefazione alla prima edizione italiana di Ahmad ‘Abd al Quddûs Panetta, Centro Studi Metafisici “René Guénon”
- Per un’intesa con lo Stato Italiano
Note
Le Terapie Combinate in Psichiatria
Metodologia della ricerca e pratica clinica dell’integrazione fra psicofarmaci e psicoterapia
Autore/i: Del Corno Franco; Lang Margherita; Taidelli Guido
Editore: Franco Angeli Editore
seconda edizione, prefazione di Dario de Martis.
pp. 192, Milano
L’integrazione fra psicoterapia e somministrazione di psicofarmaci nella cura delle diverse affezioni psicopatologiche è una pratica ancora diffusa in misura ridotta o attuata in modo impreciso e casuale in ambito sia ospedaliero che ambulatoriale, rispetto alle effettive indicazioni per questo specifico trattamento.
Gli psichiatri ad orientamento biologico continuano a guardare con sospetto alle metodiche psicoterapeutiche mentre, per parte loro, gli psicoterapeuti delle più differenti scuole sono spesso arroccati in una posizione di pregiudizio antifarmacologico. I primi restringono così il campo degli interventi possibili sui disturbi dei loro pazienti alla prescrizione di farmaci ed i secondi interpretano soltanto come una sconfitta delle loro capacità terapeutiche il fatto che un loro paziente assuma anche farmaci durante il trattamento.
Una diagnostica attenta e precisa del paziente psichiatrico, compiuta senza le distorsioni indotte da una scelta di campo pregiudiziale, evidenzia invece come il numero dei pazienti per i quali esiste una indicazione elettiva per una combinazione tra psico e farmacoterapia sia in continuo aumento. L’uso integrato di questi strumenti solleva ovviamente numerosi problemi, che riguardano la collaborazione fra chi somministra i farmaci e chi conduce la psicoterapia, le influenze reciproche fra i due strumenti terapeutici impiegati, le differenti risposte dei pazienti, ecc.
Su questi temi gli autori forniscono il contributo della propria esperienza di trattamenti integrati ed una riflessione sugli interrogativi che questa metodica terapeutica pone. Poiché quest’ultima, soprattutto nei paesi di lingua inglese, è stata oggetto di numerose ricerche sperimentali, il volume offre anche una rassegna ragionata di pressoché tutti i lavori più significativi sull’argomento, fino ai più recenti, corredata da un’ampia revisione critica della metodologia da essi adottata.
Franco Del Corno, laureato in filosofia e in psicologia, dirige il Servizio di psicologia della Casa di cura Ville Turro di Milano. Ha pubblicato numerosi articoli e libri; tra gli ultimi: “Metodologia dei test psicologici” (Milano, 1984), curato con Eugenia Pelanda.
Margherita Lang, specialista in psicologia, è ricercatore presso l’Istituto di psicologia della Facoltà di medicina dell’Università di Milano. Svolge attività come psicologa clinica. Ha pubblicato numerosi articoli ed alcuni libri. Tra gli ultimi: “Le strutture intermedie in psichiatria” (Milano, 1983) e, insieme a Katherine Schweizer, “Psicoanalisi e socioanalisi” (Napoli, 1984).
Guido Taidelli, psichiatra, dirige un reparto per pazienti psicotici presso la Casa di cura Ville Turro. Ha pubblicato lavori sul trattamento integrato delle situazioni di crisi e sui fattori non farmacologici della farmacoterapia.
Prefazione, di Dario De Martis
introduzione
1. La funzione della diagnosi in psichiatria, di Margherita Lang
1. Premessa
2. Diagnosi descrittiva
2.1. Verso i Diagnostic Criteria
2.2. Il Gruppo di St. Louis
2.3. Il Research Diagnostic Criteria
2.4. Il DSM III
2.4.1. Sistema multiassiale
2.4.2. Criteri diagnostici
2.4.3. Valutazioni critiche sul DSM III
3. Diagnosi dinamica, evolutiva e strutturale
3.1. K. Menninger
3.2. G. e R. Blanck
3.3. 0. Kernberg
4. Osservazioni conclusive sui due modelli diagnostici
Bibliografia
2. Le terapie combinate. Revisione della letteratura, di Guido Taidelli
1. Definizione di terapie combinate in psichiatria
2. La contrapposizione tra farmacoterapia e psicoterapia
3. Le terapie combinate
3.1. Alcuni criteri generali
3.2. Revisione della letteratura
3.2.1. I precursori
3.2.2. Le ricerche « controllate »
3.2.3. Le ricerche « controllate » sulla schizofrenia
3.2.4. Le ricerche « controllate » sulla depressione
3.2.5. Psicoanalisi e psicofarmaci
3.2.6. Farmaci e trattamento familiare multiplo della schizofrenia
3.2.7. Farmaci e terapie cognitive
3.2.8. Farmaci e terapie comportamentali
Bibliografia
3. Problemi metodologici relativi alle ricerche sulle terapie combinate, di Franco Del Corno
1. Premessa
2. Primo livello
2.1. La numerosità campionaria
2.2. La qualità dei campioni
3. Secondo livello
3.1. Le condizioni dell’intersoggettività
3.2. Qualche esempio e un primo bilancio
4. Terzo livello
4.1. Un modello sperimentale paradigmatico
4.2. Alcuni problemi relativi all’impiego dei modelli sperimentali
5. Conclusioni
Bibliografia
4. Le terapie combinate nella pratica clinica: contesto e aspetti generali, di Franco Del Corno, Margherita Lang e Guido Taidelli
1. La consultazione e la relazione medico-paziente
2. Associazione e combinazione
2.1. Le terapie combinate in psichiatria. Definizione
3. Le terapie combinate
3.1. I vissuti del paziente nei confronti dell’invio ad un altro curante
3.2. I vissuti del paziente nei confronti dell’invio allo psicoterapeuta
3.3. I vissuti del paziente nei confronti dell’invio allo psichiatra
3.4. Lo sviluppo della relazione del paziente con i terapeuti
4. Alcuni problemi nella collaborazione tra psichiatra e psicoterapeuta
4.1. La prescrizione e l’identità dello psichiatra
4.2. Lo psicoterapeuta e i farmaci prescritti dallo psichiatra
4.3. La famiglia del paziente tra psicoterapeuta e psichiatra
5. L’integrazione emotiva tra psicoterapeuta e psichiatra
5.1. Difese dall’integrazione
5.2. L’integrazione
5.3. Casi clinici
Bibliografia
5. Le terapie combinate in psichiatria: questioni teoriche, di Franco Del Corno e Guido Taidelli
1. Il problema di una teoria delle terapie combinate
2. Elementi per una teoria delle terapie combinate
2.1. Indicazioni al trattamento psicofarmacologico in corso di psicoterapia
2.2. Problemi di training e di ricerca
Bibliografia
Appendice – I cosiddetti strumenti «oggettivi», di Margherita Lang
1. Rating scales
2. Self-reporting inventories
3. I cosiddetti strumenti «oggettivi»
3.1. Rating scales
3.2. Self-reporting inventories
Bibliografia
Fūzoku – Viaggio nell’Industria Giapponese del Sesso
Autore/i: Torre Luca
Editore: Nicolodi Editore
unica edizione, premessa dell’autore.
pp. 264, Rovereto (TN)
Fūzoku è il termine giapponese con cui si finisce l’industria del divertimento erotico, in particolare l’intrattenimento sessuale a pagamento. Non è soltanto una vetrina di costumi e gusti legati a uno sfrenato consumo di sesso, ma uno degli angoli prospettici privilegiati per comprendere alcuni tratti fondamentali del Giappone contemporaneo e di una società in perenne e spesso frastornante mutamento. Questo è un viaggio nel Giappone nascosto, un’incursione furtiva nei quartieri a luci rosse e nei luoghi di commercio carnale: insegne sfavillanti, club eleganti, atmosfere conturbanti, ma anche squallidi bordelli e personaggi torbidi. Ma è anche un’esplorazione nel sottobosco della prostituzione minorile, nell’immenso mercato della pornografia e della fumettistica erotica, nelle nuove identità sessuali, nel bizzarro incontro tra sottoculture pop e tradizioni millenarie. Una pittoresca e drammatica rappresentazione di una solitudine collettiva in cui vengono a fondersi ritualità e follia. Un viaggio condotto con la disincantata ironia e l’ingenuo stupore del principiante. Un diario illuminante e sorprendente dal Sol levante.
Luca Torre, dirigente aziendale e giornalista per caso, vive in Giappone da oltre quindici anni.
È il fondatore e l’attuale coordinatore della rivista on-line “Stati Regressivi”, nonché corrispondente dal Giappone per Radio Deejay.
Il Guardiano della Soglia – Come si Diventa Mago Operante
3ᵃ Edizione aggiuntovi un commento su Bulwer e i Rosa Croce col Discorso Iniziatico per un’Ammissione Martinista tenuto per il 3° Grado da Stanislao De Guaita
Autore/i: Bornia Pietro
Editore: Società Editrice Partenopea
prefazione di Giuliano Kremmerz.
pp. 110, illustrazioni in bianco e nero, Napoli
Dalla prefazione di Giuliano Kremmerz:
«Con questo volumetto che riproduce un attraente studio di P. Bornia sul Zanoni del Bulwer, tanto letto e tanto poco compreso, iniziamo una collezione di attraenti pubblicazioni in cui si alternano scritti spiritualisti di ogni fede. Mentre il secolo XIX si spegne, dai ruderi del materialismo arido risorge la mistica Psiche, e, dal fanciullo al sacerdote, dal medico al matematico, dalla credente alla donna peccatrice, la certezza di un’ora migliore dell’umanità diventa universale. Chi sei tu che leggi? un curioso che sogni vagamente di sentire la tua anima nel tuo pensiero? oppure un predestinato all’iniziazione ed ai secreti della natura animistica? o una creatura satolla di mondanità che cerchi per istinto la tua patria ideale? – Chiunque tu sii, leggi attentamente gli scritti che si pubblicheranno in questa biblioteca esoterica, vi troverai in ogni libro, certamente, una riga che si astrae dalla sudiceria della materia e in quel sogno di un minuto, forse di un palpito, sentirai o intuirai una parola o un saluto di Elia, quell’Elia, spirito di Luce, che i Rosacroce salutavano come nunzio della Intelligenza di Dio.
Ricordati però che quelli che tu non intendi, non deriderai: i classici, cioè quelli che sono scritti in linguaggio chiuso ai grammatici volgari, hanno bisogno di essere meditati nel silenzio; affinché, come si legge nei salmi, sulla tua pietra la verga di Mosé batta e l’acqua zampilli!
Queste pubblicazioni, conchiudendo, sono una opera buona che librai coraggiosi danno in pasto all’attività degli intelligenti – ed io le raccomando a tutti gli spiritualisti italiani, la unione dei quali in una sola Luce ideale io aspiro di raccogliere come in una famiglia sola, pel bene della società abrutita dall’egoismo selvaggio della materia.»
Donne Manifeste – L’Udi Attraverso i Suoi Manifesti 1944・2004
Autore/i: Autori vari
Editore: Il Saggiatore
unica edizione, introduzione a cura di Vincenzo Vita e Gianna Borgna, cura e prefazione di Marisa Ombra, fotografie a cura dello Studio Saini.
pp. 176, nn. illustrazioni a colori e b/n, Milano
“Fra il grido, il silenzio e la paura scegliamo la parola” è scritto su uno degli oltre milletrecento manifesti realizzati dall’Unione donne italiane nei Sessant’anni della sua storia.
Insieme al loro contrappunto di immagini, quelle parole hanno dato espressione ad alcune tra le esperienze più alte – avanzate dell’Italia repubblicana, nelle quali l’associazione ha svolto un ruolo di primo piano. La formazione di una cultura nazionale antifascista e il ripudio della guerra, l’impegno nella ricostruzione; le lotte per la parità nel lavoro, la rivendicazione di servizi sociali all’altezza di un paese moderno, le grandi battaglie legate al divorzio e all’aborto, la festa dell’8 marzo – nata con l’Udi e diventata patrimonio di tutte: sono i momenti più importanti nell’attività dell’associazione, quelli in cui si forma la coscienza civile delle donne italiane.
Li illuminano 148 manifesti che testimoniano tutta la ricchezza delle iniziative politiche dell’Udi e i saggi di undici tra studiose e dirigenti che, attraverso la storia dell’associazione, raccontano come un paese a lungo oppresso da mentalità e istituzioni arcaiche sia diventato l’Italia del tempo presente.
Scritti di: Patrizia Gabrielli, Rosanna Galli, Annamaria Guadagni, Lidia Menapace, Rosangela Pesenti, Isabella Pezzini, Margherita Repetto, Marisa Rodano, Ilaria Tani, Giglia Tedesco, Luciana Viviani.
Patrizia Gabrielli è professore associato di Storia Contemporanea e di storia delle relazioni di genere presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Siena (Sede di Arezzo).
Rosanna Galli è membro dell’Unione donne in Italia di Modena.
Annamaria Guadagni, giornalista e scrittrice, ha diretto Noi donne dal 1981 al 1984.
Lidia Menapace è portavoce della Convenzione permanente di donne contro la guerra.
Rosangela Pesenti, laureata in filosofia, counsellor professionista CTA, nell’Udi dal 1978, ha ricoperto ruoli dirigenti negli organismi nazionali.
Isabella Pezzini è professore associato di semiotica presso la facoltà di scienze della comunicazione dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Margherita Repetto, Associate Institute of European Studies, University of British Columbia, Vancouver.
Marisa Rodano, del Comitato d’iniziativa dell’Udi, è stata presidente dell’Udi nazionale dal 1956 al 1959.
Ilaria Tani è ricercatrice in filosofia e teoria dei linguaggi presso il Dipartimento di sociologia e comunicazione dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Giglia Tedesco, nella presidenza nazionale dell’Udi dal 1959 al 1975, senatrice dal 1968 al 1994, è stata vicepresidente del Senato dal 1983 al 1987.
Luciana Viviani, parlamentare per quattro legislature, è nel gruppo dirigente dell’Udi dalla fondazione.
Marisa Ombra è membro dell’Udi dal 1944. Dal 1970 è stata presidente della Cooperative libera stampa, editrice del periodico Noi donne. Attualmente è presidente dell’Associazione nazionale archivi Udi.
Saggi
- Tra pragmatismo e progettualità – Patrizia Gabrielli
- Oltre il grido e il silenzio. La parola nei manifesti dell’Udi – Ilaria Tani
- Donne allo specchio. Immagini del cambiamento – Isabella Pezzini
Temi
- Campagne tematiche – Marisa Rodano
- L’impegno per la pace – Lidia Menapace
- Donne e lavoro – Margherita Repetto
- I diritti civili – Giglia Tedesco
- Nelle maglie del welfare – Luciana Viviani
- I congressi – Rosangela Pesenti
- Il manifesto dell’8 marzo. Da Roma a Modena andata e ritorno – Rosanna Galli
- Noi donne – Annamaria Guadagni
Appendici
- Schede dei manifesti
- Gli archivi dell’Udi
Agitare Prima dell’Uso – L’Avventurosa Storia dei Medicamenti
Autore/i: Soldi Alberto
Editore: Ferro Edizioni
prefazione di Domenico Porzio, introduzione dell’autore.
pp. 180, illustrazioni b/n, Milano
Dalla prefazione:
« Il mestiere del medico è il più disperato di quanti ne annoveri la storia dell’umanità. A parte le gratificazioni mondane e materiali che pure ha raccolto lungo i secoli, il rosario di sprezzanti diffidenze che da sempre ne accompagnano i servigi supera la più fluviale delle immaginazioni. Giustificate ma anche gratuite, le crudeli, ironiche sentenze che crocifiggono questa professione riempiono antologie che per l’alta qualità delle firme resistono alla confutazione del tempo. Già nel Vangelo di Luca risuona da un gong millenario: “Medice, cura te ipsum”. Petronio affida al “Satyricon” una comprensiva ma riduttiva definizione: “Il medico non è null’altro che una consolazione dell’anima”, massima che lo scrittore Guido Ceronetti, nella sua acre e affascinante raccolta di meditazioni “Il silenzio del corpo”, giudica meravigliosa perché se “riduce la pratica medica all’essenziale, alla psicologia, allarga la medicina al paesaggio, alla poesia, ai profumi. Meno indulgente è il malizioso La Bruyère: “Finché gli uomini dovranno morire e ameranno vivere, il medico sarà oggetto di ironia e pagato profumatamente”. Moltère lo diamo per risaputo: ci inonderebbe di citazioni. Leibniz si abbandonò ad un luogo comune: “Un grande dottore uccide più gente di un grande generale”. Tolstoi fu perentorio: “Ognuno, se sapesse quel che i medici fanno, cederebbe loro la metà dei propri beni, a patto che non si accostino troppo”. […]»
Prefazione
Introduzione
- Medicine inventate
- Medicine trovate
- Medicine studiate
- Vita con le medicine
- Le molecole
- Mutuanti, Malati e Medicine
Vita nella Terra di Latte e Miele – Israele: Storia di Donna Qualunque in Tempi Difficili
Autore/i: Dviri Manuela
Editore: Ponte alle Grazie
il testo teatrale citato in queste pagine è “Terra di latte e miele” di Manuela Dviri, da un’idea e in collaborazione con Silvano Piccardi.
pp. 168, Milano
Cosa succede nel cuore e nella mente di una donna che vive a Tel Aviv, a Gerusalemme, a Betlemme o a Gaza? Con la sincerità e l’immediatezza che i lettori dei suoi reportage ben conoscono, Manuela Dviri ci racconta la sua storia: la scelta di lasciare l’Italia e trasferirsi in Israele e, scelta forse ancora più coraggiosa, di rimanervi; il dolore per la perdita di un figlio giovanissimo, soldato nell’esercito israeliano, perdita inutile, che non trova alcuna giustificazione politica o militare; la battaglia pacifista e le conseguenti accuse di tradimento e di opportunismo.
Una testimonianza forte, toccante, che racconta uno dei più tragici conflitti del nostro tempo passando attraverso le ragioni del cuore che sembrano alla fine essere le sole ad indicarci la strada giusta, quella che porta lontano dalle guerre, dall’iniquità, dal dolore.
Manuela Dviri Vitali Norsa è nata a Padova nel 1949 da famiglia ebraica e sionista. Dopo il matrimonio con un ebreo ortodosso si è trasferita in Israele dove si batte per una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese. Ha vinto numerosi premi per la sua attività di giornalista e per il suo impegno umanitario. Collabora con il Corriere della Sera.
Terra di latte e miele è anche una pièce teatrale, interpretata da Ottavia Piccolo e diretta da Silvano Piccardi.
L’Ombra del Mondo – La Vita Quotidiana di un Reporter di Guerra
Autore/i: Affaitati Antonio
Editore: Ponte alle Grazie
introduzione dell’autore.
pp. 160, Milano
Come ci si allena per trenta chilometri in un’area assediata che da un capo all’altro ne misura al massimo sette, e dove le piste di atletica sono solo un ricordo?
Islam correva rasentando i muri, laddove le macerie delle case e i crateri delle esplosioni glielo consentivano. A Sarajevo, è tragicamente noto, i cecchini tiravano sulle donne, i vecchi, i bambini. Quando attraversava uno spazio aperto, il maratoneta cambiava andatura: sarebbe stato troppo comodo centrare quella macchiolina rossa se si fosse mossa a passo lento e costante.
Perciò agli incroci e nelle piazze Islam si lanciava in scatti a zig zag. Un giorno aveva attraversato l’intera Sarajevo sotto un pesante bombardamento d’artiglieria: erano tutti nei rifugi, ma lui aveva voluto rischiare. “Per farla franca” diceva, “la cosa più importante è l’istinto”.
Bosnia, Ruanda, Pakistan, Afghanistan, Cecenia, Kuwait, Kosovo: di Antonio Affaitati si può veramente dire che “le ha viste tutte”. Reporter di guerra per la radio e la televisione, dove c’è un conflitto lo mandano.
O, per meglio dire, dove c’è un conflitto che fa audience, e finché fa audience. Ma dopo vent’anni di carriera, dopo aver assistito a morti e tragedie, dopo esser stato gravemente ferito da una bomba in Kuwait, Affaitati non ha ancora smesso di interessarsi alla sofferenza della gente e di ascoltarne le storie, anche se nei reportage non c’è mai tempo per raccontarle.
In questo libro faremo così la conoscenza di Islam, il maratoneta bosniaco che ha continuato ad allenarsi sotto il fuoco dei cecchini durante l’assedio di Sarajevo; di Ibrahim, il bambino ceceno che ci insegna a sabotare i carri armati sovietici; della sfortunata Thaina, l’infermiera palestinese nel Kuwait invaso.
Affaitati ci racconta di persone “qualsiasi”, di quegli esseri umani che più di tutti vivono la guerra sulla propria pelle e che, quando sulle zone “calde” si spengono i riflettori della stampa internazionale, tornano tragicamente nell’ombra.
I personaggi di queste storie sono le vittime di guerre senza vincitori, accomunati da ciò che rende simile ogni guerra: la paura, una cosa che anche Affaitati, ancora oggi, non riesce a smettere di provare.
Antonio Affaitati, inviato speciale della Rai dal 1976, ha seguito negli ultimi due decenni i principali avvenimenti di politica internazionale. Dalla guerra in Libano alla rivoluzione iraniana, dai mutamenti politici dell’Europa dell’Est a quelli asiatici, dall’India al Pakistan, la guerra in Afghanistan e il dramma del popolo curdo, la tragedia somala e quella della ex Jugoslavia. Ha realizzato reportage e documentari dall’Africa, dalla Cecenia, dal Ruanda e dal Sud America. Nel 1996 ha vinto il premio Lamberti Sorrentino come corrispondente di guerra.
Eurafrika – Zukunftsfragen, Bd. 3 • Eurafrica – I Quesiti del Futuro, vol. 3
Atti del Congresso tenuto a Roma nel 2009
Autore/i: Krienke Markus; Staudacher Wilhelm
Editore: Konrad Adenauer Stiftung Edizioni
introduzione di Markus Krienke, edizione bilingue tedesco italiano.
pp. VIII-366, Roma
Dall’introduzione:
« Con il volume Eurafrica si conclude la trilogia, pubblicata dal la Fondazione Konrad Adenauer, sui quesiti del futuro. La pubblicazione presenta i risultati del convegno che porta il medesimo titolo che si è tenuto il 19 novembre 2009 Presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma, organizzato dalla Konrad-Adenauer-Stiftung, insieme al Centre for European Studies. Il primo volume degli atti tratta della dinamica specifica che segna l’identità europea al suo interno: non è un’identità monolitica o addirittura chiusa o definibile una volta per tutte. Anzi, ciò che emerge è una dinamica specifica che si sviluppa tra Est e Ovest: si tratta di modi differenti di concepire il rapporto fra “religione e cultura politica” all’interno della cultura cristiana, determinati principalmente dalle diverse confessioni. Qui il cristianesimo è l’elemento che al suo interno si dimostra dinamico e amico della molteplicità. Ovviamente, questa dinamica si è realizzata appieno soltanto dopo il 1989, quando l’Europa ha riacquistato la sua unità. Da ciò si è potuto evincere che soltanto un’Europa dimezzata (non solo politicamente ma soprattutto culturalmente) può cadere nell’illusione di possedere un concetto di identità univoco, definibile, statico. È la realtà completa di questa Europa che esprime, nella dinamica interiore, la vera ricchezza dell’identità europea. Allo stesso tempo, in questa dinamica è stata ravvisata la ragione intrinseca per cui l’Europa da sempre induce a guardare al di là dei suoi confini. L’identità europea si Costituisce»[…]
Con la partecipazione di: Robert Dussey, Tumenta F. Kennedy, Uschi Eid, Janvier Marie Gustave Yaméogo, Angelina Phiri, Stefan von Kempis, Sabrina Brancato, Marie-José Hoyet, Peter Molt, Filomeno Lopes, Gudrun Sailer, John Egbulefu.
Arduino e il Regno Italico
Autore/i: Milani Mino
Editore: DeAgostini Editore
introduzione dell’autore.
pp. 192, Milano
Per ben due volte, nell’arco di due anni, Arduino d’Ivrea cinse solennemente la corona d’Italia, re di un regno travagliato e insicuro, che però la storiografia, specialmente quella di ispirazione risorgimentale, ha tramandato come segno dell’esistenza di una coscienza nazionale fin dal lontano Medioevo. Documenti scarsi e leggende appassionate hanno quindi contribuito a creare questa figura avventurosa, sullo sfondo di secoli bui.
Cruento e irruente come un capitano di ventura, interprete forse della piccola nobiltà campagnola e cittadina (i cosiddetti secondi militi), in contrasto violento con i vecchi signori, Arduino trascorse gran parte della sua vita con le armi in pugno. Il biografo deve perciò collegare l’ombra malata e pentita che finisce i suoi giorni in un monastero con il guerriero che irrompe nel 997 a impadronirsi di Vercelli e non si ferma nemmeno di fronte al vescovo Pietro, che viene ucciso nel tumulto. L’episodio di sangue attira la scomunica su Arduino, ma nulla sembra poter fermare il condottiero nel suo disegno di un regno unificato e autonomo.
Così, per primo, Arduino si acquista quel titolo di re d’Italia che anche nel suo stesso Piemonte sarebbe ritornato ad aver senso soltanto dopo molti secoli. I suoi erano i tempi favolosi e favoleggiati intorno all’anno Mille, i secoli di un’Italia che, all’inizio del secondo millennio, si apprestava alla rinascita umanistica e al fiorire delle autonomie comunali, cioè a preparare l’eta moderna.
Il libro ricostruisce questa tumultuosa Italia medievale sia nel suo profilo alto – le corone, i feudi, la chiesa – sia in quello basso della gente, degli usi, del livello di vita: compito arduo per l’Autore, ma assolto con l’abilità, ben nota in Milani, di far ’vivere’ la storia sulla pagina scritta.
Mino Milani è autore di numerosi libri di storia, tra cui La crociera del ’Maddaloni’: vita e morte di Nino Bixio (1977), Garibaldi (1982), La storia di Pavia (1935). I suoi romanzi più noti sono: Fantasma d’amore, Selina e Romanzo militare.
Il Corsivo è Mio
Autore/i: Berberova Nina
Editore: Adelphi Edizioni
seconda edizione, a cura di Julija Dobrovol’skaja, traduzione di Patrizia Deotto, in copertina: Nina Berberova a ventitré anni.
pp. 604, 19 foto b/n, Milano
«Che ne facciamo della visione tragica della vita in cui siamo stati educati? Del tragico periodo della nostra storia? Del destino della mia patria, della mia generazione e infine del mio destino personale? Mi sembra che una risposta ci sia: la tragedia mi fu data come terreno, come base di vita: noi, nati tra il 1900 e il 1910, siamo cresciuti nella tragedia che a suo tempo è entrata in noi; per così dire l’abbiamo bevuta, ce ne siamo nutriti e l’abbiamo assimilata, ma ora che la tragedia è finita ed è iniziato l’epos, io ho il diritto, dopo aver vissuto una vita, di non prendermi troppo sul serio». Prima di giungere a «non prendersi troppo sul serio», la Berberova ha tracciato la storia della sua vita in questo libro, che apparve nel 1969 e col tempo sempre più si impone per l’intensità e la ricchezza della testimonianza. La Russia di prima, durante e dopo la rivoluzione, il mondo degli esiliati russi fra le due guerre, fra Berlino, Praga, Parigi, infine l’America, dove la Berberova è a lungo vissuta, ne sono la scena mutevole. E continuamente la vediamo attraversata da figure vivissime e disparate, fra cui riconosciamo Blok o Pasternak, la Cvetaeva o Belyj, Chodasevic o Remizov, Jakobson o Nabokov, tutti disegnati con la nettezza spavalda della narratrice. Difficile pensare un altro libro che restituisca con altrettanta precisione quell’aria del tempo, fosca e vibrante, che avvolse la vita di tanti grandi russi del nostro secolo, dispersi per l’Europa. A mano a mano che procediamo nella selva degli anni, il tempo sembra apparirci palpabilmente come quell’«ordito che non si può comperare, né scambiare, né rubare, né contraffare, né impetrare», nel quale la Berberova intesse sapientemente la sua vita, devota sin all’inizio, secondo la formula di Herzen, della «crudelissima immanenza».
(Pietroburgo 1901 – Philadelphia 1993) scrittrice russa naturalizzata statunitense. Frequentò in gioventù il gruppo degli acmeisti, traendone quel gusto per la chiarezza e la precisione che attraversa tante sue opere, dalle biografie (di Cajkovskij, Borodin, Blok) alle ricostruzioni storiche (Storia della baronessa Budberg, 1980), all’autobiografia Il corsivo è mio (1972). Lasciò la Russia sovietica nel 1922, con il poeta Vladislav Chodasevic; visse a lungo a Parigi ma nel 1950 emigrò negli Stati Uniti, dove insegnò a Yale e a Princeton. Agli anni Ottanta risale la «scoperta» della sua narrativa, che raffigura con limpidezza la condizione esistenziale degli émigrés russi, trovando la propria misura più che nel romanzo nel racconto lungo (Le feste di Billancourt, 1930-40; Alleviare la sorte, 1949; Il male nero, 1959).
- Il nido e il formicaio
- Il povero Lazzaro
- Tobia e l’Angelo
- Il sale della terra
- «Fiere polene sulle prue delle navi»
- Senza aspettare Godot
Glossario
REGESTO E INDICI
- Regesto
- Indice dei giornali e delle riviste
- Indice dei nomi
Il Figlio del Venditore di Stracci – Una Vita come un Film
Titolo originale: The Ragman’s Son
Autore/i: Douglas Kirk
Editore: Rizzoli
prima edizione, ringraziamenti e introduzione dell’autore, traduzione di Aldo Piccato.
pp. 466, ill. in b/n f.t., Milano
L’autobiografia appassionata e ironica, cinica e commovente, del grande ribelle di Hollywood: un Kirk Douglas senza segreti, spesso feroce e irriverente, sempre sincero. Kirk, che in realtà si chiamava Issur Danielovitch Demsky, era nato nel 1916 a Amsterdam nello stato di New York. Era figlio di genitori russi, emigrati ebrei, giunti negli Stati Uniti nel tentativo di sfuggire alle persecuzioni antisemite zariste e alla povertà. Sin da giovanissimo, unico figlio maschio tra sei sorelle, si cimentò nelle più svariate attività, maturando il desiderio ossessivo di affrancarsi dall’umile condizione originaria, di cui aveva sofferto suo padre Hershell, riuscito appena a sopravvivere come “venditore di stracci” (come ricorda lo stesso Douglas nella prima autobiografia, The ragman’s son del 1988, tradotta in italiano con il titolo Il figlio del venditore di stracci – Una vita come un film, pubblicata da Rizzoli nel 1989).
La prima occasione per fuggire alla condizione di povertà arrivò dopo il suo Bar Mitzva quando gli fu venne offerto di seguire gli studi rabbinici, che declinò fermamente.
Fu sua madre Bryna (dal nome della quale deriva quello della futura compagnia di produzione dell’attore) a spingerlo a studiare, a laurearsi e a dedicarsi a una professione adeguata alle sue aspirazioni, prima come speacker radiofonico, poi come attore di teatro e quindi i primi passi come attore cinematografico. Rimangono celebri alcuni film interpretati da Kirk Douglas, come Sfida all’O.K. Corral (1957), Orizzonti di gloria (1957) e Spartacus (1960), entrambi diretti da Stanley Kubrick. Caratterizzato da una personalità tormentata, dominata da una forte ambizione animata da un incessante desiderio di autoaffermazione, Douglas, divo dal temperamento difficile e spregiudicato, temprato da saldi principi democratici, all’inizio degli anni Cinquanta divenne uno dei nomi più prestigiosi e contesi dalle majors, con le quali ebbe sempre un rapporto contrastato. Per il suo fisico asciutto e atletico, con la mascella piatta, lo sguardo duro e beffardo e con l’inconfondibile fossetta sul mento, Douglas ebbe l’opportunità di ricoprire ruoli assai diversi in film appartenenti a vari generi, che scelse con estrema cura, riuscendo a costruire una filmografia ricca di titoli di rilievo, senza mai rinunciare alla possibilità di discutere, alla pari, scelte di regia e aspetti recitativi con grandi autori.
Ringraziamenti
Introduzione
- La scatola d’oro
- Eagle Street n°46
- Al liceo
- Un grand’uomo al campus
- New York, New York
- Il guardiamarina Douglas
- Civile
- Hollywood
- Star
- Ossessione
- Risultati
- Alla ricerca di Pier
- Israele
- Alla ricerca di Pier (parte seconda)
- Monsieur Douglas
- Anne
- Storie d’amore
- Signor Douglas
- Alla ricerca di Pier (parte terza)
- Negli States
- La Bryna Company
- Brama di vivere
- Sfida all’O.k. Corral
- Herr Douglas
- Il mio amico Sam
- Bryna
- Le guerre di Spartacus
- Solo sotto le stelle
- Sette gioni a maggio
- Killer Douglas
- Qualcuno volò sul nido del cuculo
- L’ambasciatore Douglas
- Generale Douglas
- Compagno Douglas
- Films
- Olimpiadi
- Il regista Douglas
- Fans
- Medaglia della libertà
- Due tipi incorreggibili
- Carillon
- 70
- Anno nuovo
- Ringraziamento
Indice dei nomi e dei films
Yoga Uniting East and West
Autore/i: Yesudian Selvarajan; Haich Elisabeth
Editore: Harper & Brothers
foreword by Professor T. Huzella, translated by John P. Robertson.
pp. 162, New York
This book undertakes to bring together two human paths which lead to God: the individual path of the East and the collective path of the West. In order to build a spiritual bridge between East and X/est, the authors show how to fill our overorganized, mechanized, materialistic western world with new life-giving oriental spirit. They tell how to modify the exaggerated craving for wordly goals and how to help bring about the victory of mind over matter.
On the other hand, the authors feel that it is also necessary for Orientals to accept such Western concepts as community spirit and improved standards of living. They believe Christianity is the world’s best hope for reducing the conflict between individualism and collectivism in religion, between patriotism and love of all humanity, between idealism and realism.
Yoga Uniting East and West demonstrates the power of Yoga to develop the mind, to control the emotions, to make the body healthy. Its universal application was expressed by the saintly Ramakrishna: “Through Yoga a Hindu becomes a better Hindu, a Christian a better Christian, a Mohammedan a better Mohammedan, and a Jew a better Jew!” The spiritual quality of this book and the deep sincerity of the authors make Yoga Uniting East and West worthy of consideration by everyone seriously interested in religion as a force in daily life.
Conversazioni con gli Angeli – Una Storia Vera sulla Presenza dei Messaggeri di Dio nella Vita Quotidiana
Titolo originale: The Messengers
Autore/i: Ingram Julia; Hardin G. W.
Editore: Sperling & Kupfer Editori
unica edizione, traduzione di Anna Orsatti.
pp. X-256, Milano
Questo libro ci porta un messaggio senza tempo proferito duemila anni fa, ma attuale oggi come allora: ciascuno di noi partecipa del divino.
È questo che ci dà la vita, è questo che ci rende eterni.
Se lo accogliamo, il nostro amore forgerà un mondo diverso.
Una storia che conquista per i suoi accenti di sincerità e per gli eventi sbalorditivi che racconta; e che getta una nuova luce sul senso della nostra esistenza. Vi è mai capitato di assistere a una serie di fatti forse non clamorosi, ma decisamente inspiegabili? Avete mai pensato di collegarli fra loro, ottenendo un disegno che vi riguarda, e che sotto sotto vi aspettavate? Nick Bunick, il protagonista di questo libro, ha dovuto arrendersi all’evidenza e accettare di testimoniare quello che il mondo occidentale etichetta come «trascendente» o «paranormale», e lo fa con un entusiasmo davvero coinvolgente e contagioso. Nick custodisce un segreto nel cuore, un ricordo troppo nitido per essere un sogno. Vorrebbe condividerlo con gli altri, ma lo frena da una parte la consapevolezza del suo significato, dall’altra il timore di non essere creduto. E per anni si tiene tutto dentro. Poi però arriva il giorno in cui la sua routine di uomo d’affari con i piedi ben piantati per terra è scossa da una serie di fenomeni che vanno dal curioso allo straordinario: orologi che segnano ore assurde, entità impalpabili che attraversano ostacoli fisici, scrittura in stato di trance, premonizioni… Veggenti e sensitivi non hanno dubbi; in una dimensione parallela, delle forze intermedie – gli angeli della tradizione cristiana – sono all’opera, per portare a Nick il messaggio di una volontà superiore: deve vincere il suo riserbo e rivelare il mistero che racchiude in sé, un mistero legato a una vicenda di duemila anni fa…
Julia Ingram è consulente, terapista matrimoniale e famigliare, ipnoterapista. Da trent’anni si occupa di soggetti che hanno vissuto stadi non comuni del livello di coscienza, aiutandoli a far tesoro dell’esperienza spirituale.
G.W. Hardin ha lavorato presso una casa editrice di Portland e ha scritto come ghostwriter libri e articoli. Laureato in matematica e biostatistica, è un esperto di computer.
La Forza Nascosta della Gentilezza – Il Potere dei Piccoli Gesti che Fanno Stare Bene Noi e gli Altri
Un invito a riscoprire la forza più rivoluzionaria di tutte: la gentilezza
Autore/i: Milani Cristina
Editore: Sperling & Kupfer Editori
prima edizione.
pp. 218, Milano
«Solo le persone gentili sono veramente forti.» (James Dean)
C’è chi è gentile per educazione e ostenta buone maniere, c’è chi lo è per convenienza e vede nella gentilezza il modo più rapido per ottenere qualcosa. Molto più spesso non si è gentili affatto: a causa dello stress, della fretta, di un malinteso senso di praticità, si tende a essere troppo diretti e si saltano quelli che definiamo, con un po’ di disprezzo, «convenevoli», riducendo ogni rapporto a un semplice scambio. Peccato che così facendo si perda il contatto con tre aspetti fondamentali della nostra esistenza: gli altri, l’ambiente che ci circonda e persino noi stessi. Perché gentilezza vuol dire, prima di tutto, mostrare cura e rispetto verso ciò che veramente conta: significa trattarsi con amore, fare ciò che fa bene al nostro corpo e al nostro umore, intrecciare relazioni serene e appaganti, coltivare l’empatia e il sorriso, dare valore anche agli incontri occasionali, calarsi nella prospettiva altrui, rendere sempre piacevole e accogliente il posto dove stiamo. Cristina Milani, vicepresidente del World Kindness Movement, ci invita a riscoprire il potere di questa virtù dimenticata e ci spiega come declinarla giorno per giorno nei rapporti personali, sul lavoro, verso di noi e l’ambiente. Sono piccoli esercizi di civiltà, semplici e spontanei, in grado però di propagarsi e innescare una rivoluzione gentile che contagerà tutti. Basta solo iniziare.
Cristina Milani, svizzera anno 1966, è laureata in psicologia e ha due master in psicologia cognitiva comportamentale e in comunicazione. Ha operato nel settore clinico e in quello della consulenza per le imprese. Nel 1998 ha fondato HeS Human Engineering Systems, una compagnia di professionisti dedicati alla psicologia per manager. Dal 2001 è in GWH, una società di pianificazione strategica dei brand di cui è vicepresidente, occupandosi della sede di Singapore e New York City, della partnership con Great Place to Work Institute e della fondazione del magazine Work Style. Dal 2011 è presidente di Gentletude Switzerland e Gentletude Onlus e Presidente del World Kindness Movement.
La Sciamana – Alla Ricerca della Sapienza degli Antichi Maestri
Titolo originale: Entering the Circle
Autore/i: Kharitidi Olga
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
nota e prologo dell’autrice, traduzione di Francesca Falconieri.
pp. 264, piccole illustrazioni b/n, Milano
Lo sciamanesimo è la religione più antica del mondo. Non ha leggi né templi: poggia le sue basi solo sulla sapienza dei maestri, un’antica saggezza, tramandata da millenni, in cui medicina, magia e mistica sono inscindibilmente intrecciate. Per gli sciamani la malattia e la morte sono uno smarrirsi lungo sentieri invisibili dai quali si può tornare, e il loro compito è quello di cercatori delle anime smarrite. Centro di irradiamento dello sciamanesimo è la regione dell’Altaj, in Siberia, dove l’autrice, una psichiatra russa, si è recata per compiere il viaggio di iniziazione qui descritto. Diventata allieva attraverso passaggi drammatici e a volte spietati, Olga Kharitidi impara a riconoscere il vero io nascosto sotto paure ed equivoci, e compie un itinerario interiore apprendendo dai suoi iniziatori una serie di profezie sul futuro del pianeta e sulle ragioni profonde dei mali della nostra civiltà.
Olga Kharitidi (Novosibirsk, Siberia, 1960), psichiatra, ha viaggiato a lungo tra Siberia, Uzbekistan e Kazakistan sulle tracce dell’antica sapienza sciamanica. Tiene corsi e conferenze sulla spiritualità siberiana e sulle vie alternative. di guarigione negli Stati Uniti, dove vive, e in molti altri paesi. Con Mondadori ha pubblicato Il maestro dei sogni (2002).


