Libri dalla categoria Perversioni
Felicità e Altri Racconti
Autore/i: Mansfield Katherine
Editore: Marsilio Editori
a cura di Maurizio Ascari, note e traduzione dall’inglese di Marina Mascagni.
pp. 248, Venezia
Pubblicata nel 1920, mentre Mansfield era ancora in vita, Felicità e altri racconti è una raccolta di piccoli capolavori letterari: da Preludio, in cui l’autrice torna alla sua infanzia neozelandese con una prosa di intensa liricità, a Je ne parle pas français, in cui prevale la vena più sarcastica e amara della scrittrice, il suo sguardo disincantato e impietoso, capace comunque di produrre esiti poetici forse prima di lei sconosciuti al genere del racconto. Accanto all’influsso dal nuovo linguaggio cinematografico, che ben si armonizza con la tecnica narrativa «impressionista», la raccolta rivela – come di consueto in Mansfield – un forte portato biografico, che conduce a temi come la malattia, l’infanzia, il sentimento, ma anche il disagio di essere donna in una società patriarcale. Capace al contempo di offrire ai lettori la propria esperienza di vita e il proprio sguardo infinitamente curioso sul mondo, Mansfield è oggi riconosciuta come una delle figure di spicco del modernismo letterario inglese, per il profondo rinnovamento linguistico e strutturale che ha operato attraverso la forma del racconto.
Marina Mascagni è insegnante e traduttrice.
Maurizio Ascari insegna letteratura inglese presso l’Università di Bologna. Per la Letteratura universale Marsilio ha tradotto: Il richiamo della foresta di Jack London (1996, tascabile 2003) e curato Il nido delle colombe di Katherine Mansfield (2002).
Nella Città del Pane e dei Postini
Autore/i: Messori Giorgio
Editore: Edizioni Diabasis
in copertina fotografia di Fabrizio Cicconi – Tashkent, Uzbekistan – 2000, sul retro fotografia di Vittore Fossati – Lago Issik-Kul – Kirghizistan, 2003.
pp. 240, Reggio Emilia
«Qui le cose diffilmente riescono a entrare in una cornice. Giusto nelle prospettive degli stradoni a predita d’occhio s’intravede un disegno, sennò altrove gli spazi si aggrovigliano senza mai riuscire a fissarne i limiti, i contorni. L’immagine che mi viene è quella del sottobosco, il sottobosco di una civiltà che galleggia nella deriva di qualcosa che è stato e l’annuncio di qualcosa che non si sa cosa sarà. Ed è in questa sospensione che la città rivela la sua anima, la sua tragica naturalezza.»
Primo, vero esordio di uno scrittore che ha talento, Nella Città del Pane e dei Postini racconta l’approccio a persone e luoghi all’inizio remoti, estranei, che mano a mano diventano famigliari. Nello scenario di Tashkent, la più grande città dell’Asia centrale, l’autore racconta l’estraniamento iniziale, una storia d’amore, il disagio per una guerra invisibile ma assai vicina. E ogni viaggio in altre città uzbeke come Samarcanda, Bukhara, e poi fra i laghi e le montagne della Kirghisia, diventa un’occasione per guardare e immaginare, e viaggiare anche nello spazio e nel tempo della memoria. Così, in un’oscillazione fra diario intimo e diario di viaggio, con vari salti temporali e stilistici, il libro privilegia comunque la forma del diario, che è la forma a cui si ricorre quando si vogliono seguire quei cambiamenti che ci riguardano più da vicino.
Giorgio Messori è nato a Castellarano (Reggio Emilia) nel 1955. Ha esordito come narratore mescolando racconti suoi e di Beppe Sebaste nel volume L’ultimo buco nell’acqua (Aelia Laelia 1983). Altri racconti sono usciti sulle riviste «il semplice» (Feltrinelli) e «Riga» (Marcos y Marcos) e sui Narratori delle riserve (Feltrinelli 1992), l’antologia curata da Gianni Celati. Ha tradotto il libro di Peter Bichsel Il lettore, il narrare (Marcos y Marcos 1989) e pubblicato saggi sulla letteratura e sull’arte, con particolare riguardo alla fotografia. Tra questi, il volume Atelier Morandi (Palomar 1992), realizzato insieme al fotografo Luigi Ghirri.
Nel catalogo Diabasis usciranno i racconti brevi Storie invisibili e, in collaborazione col fotografo Vittore Fossati, il Viaggio in un paesaggio terrestre.
Attualmente vive a Tashkent (Uzbekistan), nella cui università insegna.
Il Pesce Bambino • Come la Società degli Adulti deve Riapprendere ad Ascoltare il Bambino
Autore/i: Zappella Michele
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
prefazione dell’autore.
pp. 216, Milano
“Discipline psicologiche e pratica sociale” sezione dei Nuovi Testi a cura di Giovanni Jervis
Il modo di vivere corrente nel mondo occidentale provoca un progressivo restringimento dello spazio relazionale attorno al bambino e una diminuzione dell’ascolto dei suoi desideri. I sintomi psichiatrici, e la esclusione, sono i risultati di queste crescenti tensioni tra bambini e adulti, i quali non di rado reagiscono con la repressione, la manipolazione o il silenzio.
In questo contesto il sistema assistenziale ha finora preteso di gestire le difficolta relazionali dei bambini esclusivamente in ospedali, centri, ambulatori, cioè in un territorio artificiale separato da quello dove essi vivono; inoltre si è rapportato al bambino mantenendo verso di lui un costante dislivello di potere e di sapere, cioè interpretando e decidendo per lui e ripetendo, talora amplificato, l’atteggiamento autoritario della famiglia e della scuola tradizionale.
Avviare un comportamento alternativo implica il recupero della dialettica la dove s’é fratturata, e quindi la disponibilità a un ascolto del desiderio dell’altro come via d’accesso a un più vasto recupero della sua storia (e di quella di coloro che vivono con lui) nelle sue componenti culturali, economiche e biologiche.
Stabilendo col bambino un rapporto che gli. consenta di essere, una volta tanto, protagonista, e seguendolo dove si articola la sua storia quotidiana – nel suo paese, nel suo quartiere, a casa e a scuola -, i disturbi psichiatrici assumono un senso profondamente nuovo rispetto alle teorie e alle prassi assistenziali sinora prevalenti, e si rivelano strettamente collegati al più vasto disagio sociale della collettività. Così le bambine con mutismo elettivo d’un quartiere suburbano possono essere la spia d’una più diffusa prospettiva culturale che riguarda la futura donna, e l’autismo di un bambino può riassumere in sé la violenza che nasce dai rapporti ai produzione.
Questo libro è la testimonianza di un lavoro psichiatrico all’attivo svolto dall’autore sul territorio, è specificatamente nella campagna senese, e presenta la serie di situazioni vissute che ne confermano il discorso tecnico e metodologico.
Michele Zappella è nato a Viareggio nel 1936 e si è laureato in me a a Roma nel 1960. Dopo aver lavorato alcuni anni a Londra e Washington occupandosi in prevalenza di neuropatologia e neurologia infantile, dal 1973 dirige il Servizio di neuropsichiatria infantile Ospedale Maggiore di Siena. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche, in particolare su riviste come “Developmerial Medicine” e “Sapere.”
Gitanjali (Offerta di Canti)
Titolo originale: Gitanjali (Sog offerings)
Autore/i: Tagore Rabindranath
Editore: Edizioni Sarva
pp. 96, Imola
Gitanjali è una raccolta di liriche dal sublime messaggio mistico e dal sottile contenuto etico, per il quale fu conferito a Tagore il premio Nobel per la letteratura. Egli riprende e rinnova la lunga e ricchissima linea del misticismo indiano, rendendola assai più attuale e adatta ai tempi. Egli infatti, a differenza dei suoi predecessori, non rinnega il mondo e i suoi fenomeni, ma lo sublima facendone l’attributo più accessibile a Dio.
Il Leggere Inutile – Indagine sui Testi di Lettura della Scuola Elementare
Indagine sui testi della lettura della scuola elementare a cura di Egidia Barassi, Stefano Magistretti, Gaetano Sansone, con interventi di G. Belgrano, A. dell’Oca, S. Giacomoni, M. Lodi, B. Munari, C. Olivia, P. Roversi
Autore/i: Autori vari
Editore: Emme Edizioni
terza edizione, cura e introduzione di Egidia Barassi, Stefano Magistretti, Gaetano Sansone.
pp. 148, Milano
Dalla prefazione:
Questa indagine è stata condotta su un campione di 50 libri di lettura, attualmente in uso nella scuola dell’obbligo, per un totale di 7.952 pagine. I volumi sono cosi suddivisi: 33 testi per la terza e la quarta classe; 10 testi per la seconda classe; 4 testi per la quinta classe; 3 testi per la prima classe. Venti testi sono di case editrici milanesi, dieci di Brescia, sette di Torino, cinque di Firenze, 3 di Napoli, 3 di Roma e 2 di Bergamo.
La preponderanza di case editrici milanesi risponde ad un dato di fatto: sono in netta maggioranza rispetto a tutta l’editoria scolastica.
Sono stati inoltre utilizzati, traendone citazioni e giudizi, interessanti lavori svolti sul tema, in particolare: «La religione nei libri di testo della scuola elementare» (Seminario di Pedagogia della Facoltà di Magistero di Firenze, anno 69-70), e «… secondo le disposizioni vigenti» catalogo della mostra dedicata ai libri di testo nella scuola dell’obbligo, organizzata dal comune di Reggio Emilia nel febbraio del 1971.
Poiché l’ambiente, i personaggi e valori descritti nei libri di lettura sono proposti come modello ai giovani lettori, sono stati individuati alcuni soggetti fondamentali, quali: ambiente – lavoro – famiglia – scuola – religione – patria, e la ricerca è stata concentrata su questi argomenti. È apparsa subito evidente la generale uniformità dei volumi consultati. I vari volumi si assomigliano in tutto: negli argomenti trattati, nell’impostazione, nei caratteri, nelle illustrazioni e, quel che più conta, nei giudizi.
Varia certamente la forma, ora più narrativa, ora più discorsiva, ecc., ma sostanzialmente siamo di fronte al «testo unico». Le disposizioni ministeriali contribuiscono validamente a determinare questa uniformità anche esteriore. Ecco un estratto delle disposizioni del 23 novembre 1955: «È fatto divieto di usare il colore nella stampa dei caratteri, come pure stampare su sottofondi colorati. Il corpo dei caratteri non dovrà essere inferiore ai tre millimetri per i libri della I e II classe, ai due millimetri e mezzo per quelli della III, IV e V classe. Nessun testo dovrà essere composto con righi a stampa di lunghezza superiore ai tredici centimetri e con pagine alte più di venti centimetri (esclusi i margini bianchi tanto in larghezza che in altezza)».[…]
Diario Cinese
Autore/i: Brandi Cesare
Editore: Editori Riuniti
prefazione di Achille Bonito Oliva.
pp. 112, Roma
«La Cina non è la luna, ma è qualcosa di lontano come la luna… la Cina sta in un tempo perduto, che si trova nel nostro come una specie estinta, eppure viva, astante, giovanissima» queste le prime righe del Diario cinese di Cesare Brandi, per la prima volta a contatto con una realtà e una storia tanto diverse. Pregevoli le sue notazioni relative alla Città proibita, alla Grande Muraglia, alle tombe dei Ming, al Tempio del Cielo: notazioni che non si limitano a dichiarare una diversità palese per tutti ma ne ricercano i nessi formali con l’India, l’Islam e la stessa Europa. La bellezza della campagna, coltivata come un giardino, fa da leit-motiv a tutto il viaggio. Ma non meno della scoperta della grandezza della pittura Tang, interesserà il lettore la riscoperta di luoghi come Hang Chow, che già incantò Marco Polo e che con i suoi laghi e i suoi magnifici giardini sembra far parte di una terra promessa.
Cesare Brandi (Siena 1906-1988) fondò e diresse l’Istituto centrale del restauro; in seguito fu professore di storia dell’arte nelle università di Palermo e di Roma. Scrisse opere di estetica, di storia dell’arte, di teoria del restauro, monografie e libri di viaggio. Gli Editori Riuniti hanno pubblicato tra gli altri suoi Aria di Siena, Città del deserto, Diario cinese, Pellegrino di Puglia – Martina Franca, Persia mirabile, Budda sorride, Viaggi in Oriente, Verde Nilo, Morandi, Celso o della Poesia, Terre d’Italia, Arcadio o della Scultura, Eliante o dell’Architettura, Il restauro. Teoria e pratica, Teoria generale della critica, Il patrimonio insidiato.
- Sguardo dall’alto sulla Cina
- L’acqua calda
- La Città proibita
- L’Altare del cielo
- Il Palazzo d’Estate
- Il Museo di storia
- La Grande Muraglia e le tombe dei Ming
- Da Tong
- Yun gang
- Xi an
- L’esercito di argilla
- La pittura Tang
- Ban po e Hua ching
- Shang hai
- Hang Chow
- Canton
OGM per Tutti – Produzione e Rilascio nell’Ambiente di «Organismi Geneticamnete Manipolati»
Autore/i: Fabbri Fabrizio
Editore: Editoriale Jaca Book
introduzione dell’autore.
pp. 152, nn. figure b/n, Milano
Pochi argomenti come quello dell’introduzione sul mercato di organismi geneticamente manipolati (OGM) hanno suscitato tanto interesse nei consumatori. L’applicazione delle conoscenze sulla struttura del materiale ereditario degli organismi viventi per la produzione di organismi che non esisterebbero in natura, con caratteristiche indotte in laboratorio, pone interrogativi di carattere ambientale, sanitario ed etico a cui il mondo scientifico e quello politico debbono rispondere. Questo libro è stato pensato per fornire gli elementi essenziali di conoscenza in maniera comprensibile anche a chi manca di cultura scientifica, al fine di fornire strumenti utili alla comprensione dei fenomeni biologici alla base della produzione e dell’uso di OGM. Si descrivono i prodotti dell’industria biotecnologica, il loro impatto ambientale e sanitario e le implicazioni sociali. Capendo i meccanismi scientifici, politici ed economici all’origine di questa seconda rivoluzione agricola, i consumatori potranno orientare le scelte delle industrie e le decisioni delle istituzioni verso obiettivi condivisi e di reale vantaggio sociale, ambientale e sanitario.
Fabrizio Fabbri laureato in Scienze Naturali all’Università «La Sapienza» di Roma, dal 1989 lavora con Greenpeace Italia dove ha ricoperto il ruolo di responsabile nazionale delle campagne di ecologia marina, contro l’inquinamento industriale e quella contro gli organismi transgenici. Dal 1998 al 2000 è stato direttore delle campagne e dal 2001 è direttore scientifico di Greenpeace Italia. Dal 1998 è direttore dell’Ufficio Scientifico dell’Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente (ISDE).
Geisha – Storia Erotica del Giappone Raccontata dalle Maestre del Piacere
Titolo originale: Geisha
Autore/i: Downer Lesley
Editore: Edizioni Piemme
nota e introduzione dell’autore, traduzione Giancarlo Carlotti, collana: Piemme Bestseller.
pp. 400, ill. in b/ f.t., Milano
…Quando scese l’oscurità si accesero le bianche lanterne rotonde davanti ai portoni; sentii un rumore di zoccoli e un lieve tintinnio di campanelli. Guardai nel vicolo e mi apparve uno spettacolo straordinario: una ragazza avvolta in un kimono di colore azzurro e oro bruno, le lunghe maniche ondeggianti, che vacillava camminando su zoccoli assurdamente alti. I capelli luccicanti d’olio, ornati con piccoli pettini sfavillanti e monili d’argento, il suo viso dipinto, un bagliore bianco nella penombra. Decisamente una figura di un’altra epoca..
Il fascino delle geishe è senza tempo. Maestre nell’arte del piacere, donne di raffinata cultura, sensuali e misteriose, incarnano l’anima più autentica del Giappone, ce sopravvive accanto alla sua modernità aggressiva. Il ritratto di un mondo segreto attraverso la storia delle sue protagoniste. La geisha è un enigma. È una contraddizione vivente nel Giappone “high tech” del terzo millennio. È l’incarnazione stessa dell’anima del paese. Con tenace pazienza, l’autrice ha saputo schiudere le porte di questo mondo segreto per combinare i curiosi dettagli di quattrocento anni di storia, svelando ad esempio che le prime geishe erano uomini, e che gli uomini geisha esistono ancora. Il risultato è un magnifico, seducente ritratto di una realtà che non smette di meravigliarci.
Lesley Downer, nata a Londra, da madre cinese e padre canadese. Ma è il Giappone, non la Cina, il paese che ha conquistato il suo cuore: dopo averlo visitato per la prima volta nel 1978, vi si è fermata per quindici anni. Scrive regolarmente recensioni per The New York Times Book Review. Per Piemme ha già pubblicato Geisha: storia di un mondo segreto (2002), considerato uno dei libri più autorevoli sull’argomento, L’ultima concubina (2008) e Il kimono rosso (2011). Attualmente vive tra Londra e New York con il marito Arthur I. Miller.
Torna spesso in Giappone.
Nota dell’autrice
Introduzione. Attraverso lo specchio
Parte prima: cortigiane e geishe
- Preludio. L’arte dell’amore
- Il mondo fluttuante
- Tamburini, donne che preparano il tè e ballerine
- Tutto per amore. Eroine e patrioti
- L’amore non cambia mai. Le geishe di Tokyo e i loro potenti amanti
- Innamorati di Gion. Geiko di Kyoto, milionari e salotti
- Sognare le geishe. Tra il vecchio e il nuovo mondo
- Tempi moderni
Parte seconda: Il mondo dei fiori e dei salici
- Indossare la maschera
- Dentro una casa di geishe
- Il mizuage. Diventare donna
- Mondo di donne. Le geishe di Kyoto
- Politica della casa da tè
- Ragazze che lavorano. La solitudine della geisha maratoneta
Parte terza: Sognare le geishe
- Clienti, amanti e relative mogli
- Le geishe e l’amore
- Dire arrivederci
Ringraziamenti
Note
Mediterraneo – Un Nuovo Breviario
I Traffici dei Mercanti, le Migrazioni delle Anguille, Fughe di Popoli e Nascita di Dee, Leggende, Architettura, Storia, Paesaggi.
Autore/i: Matvejević Predrag
Editore: Garzanti Editore
prefazione Claudio Magris, iconografia a cura di Snezana Hefti, traduzione Silvio Ferrari, collana: Saggi Blu, titolo originale: Mediteranski Brevijar.
pp. 248, ill. in b/n n.t., Milano
“Trattato poetico-filosofico”, “romanzo post-moderno”, “portolano”, “diario di bordo”, “libro di preghiere”, “midrash”, “raccolta di aforismi”, “antologia di racconti-saggio”, “cronaca di un viaggio”: sono queste alcune delle definizioni che hanno accolto Mediterraneo, un libro che le accetta tutte e insieme le trasgredisce, in una sfida ai generi letterari.
In pagine sempre dense e appassionanti, Predrag Matvejević ricostruisce la storia di una parola – Mediterraneo – e rievoca gli infiniti significati che essa include. Lontano dalle aridità del trattato ma colmo di sapere, disegna un affascinante percorso attraverso gli uomini e le cose, i luoghi e le culture. Libro che predilige una lettura intermittente, Mediterraneo eccita e soddisfa labirintiche curiosità, registrando un’attenta e magica “filologia del mare”, guidando il lettore verso mille scoperte: lo stile dei porti e delle capitanerie, l’addolcirsi dell’architettura sul profilo della costa, i concreti saperi della cultura dell’olivo e il diffondersi di una religione, le tracce permanenti della civiltà araba ed ebraica, i destini e le storie nascosti nei dizionari nautici e nelle lingue scomparse, i gerghi e le parlate che cambiano lentamente nel tempo e nello spazio.
Predrag Matvejević (1932-2017) ha insegnato letteratura francese all’Università di Zagabria, letterature comparate alla Sorbona di Parigi ed è stato ordinario di slavistica all’Università la Sapienza di Roma e al Collège de France.
Per una filologia del mare di Claudio Magris
- Breviario
- Carte
- Glossario
Nota del traduttore
Il Contrasto tra Freud e Jung – Scritti sulla Psicoanalisi Freudiana
Titoli originali: Die Freud’sche Hysterietheorie (1908) / Versuch einer Darstellung del psycoanalytischen Theorie (1913) / Allgemeine Aspekte der Psychoanalyse (1913) – On Psychoanalysys (1916) – Der Gegensatz Freud-Jung (1929) / Einführung zu Dr. Kranefeldt: “Die Psychoanalyse” (1930) / Sigmund Freud als kulturhistorische Erscheinung (1932) / Sigmund Freud. Ein Nachruf (1939)
Autore/i: Jung Carl Gustav
Editore: Bollati Boringhieri Editore
introduzione di Luigi Aurigemma, traduzioni di Lucia Personeni, Silvano Daniele, Paolo Santarcangeli e Guido Bistolfi, Universale scientifica Boringhieri 126.
pp. 278, Torino
Questo volume raccoglie un ampio numero di scritti dedicati da Jung alla psicoanalsi freudiana. […]
Le scoperte e i concetti maggiori della psicologia analitica junghiana non appaiono dunque qui nella loro ricchissima fioritura. Il volume testimonia piuttosto del continuo ritorno di Jung al pensiero del Maestro, cui egli riconosceva un ineliminabile posto nella storia della cultura, come nella sua personale vita e opera; ed egualmente testimonia del suo sempre rinascente bisogno di precisare le radicali differenze di ottica nella visione dell’universo psichico.
Introduzione di Luigi Aurigemma
- La teoria freudiana dell’isteria (1908)
- Saggio di esposizione della teoria psicoanalitica (1913)
- Aspetti generali della psicoanalisi (1913)
- Sulla psicoanalisi (1916)
- Il contrasto tra Freud e Jung (1929)
- Prefazione a W.M. Kranefeldt, “La psicoanalisi” (1930)
- Sigmund Freud come fenomeno storico-culturale (1932)
- Sigmund Freud: necrologio (1939)
Bibliografia
Indice analitico
Corpus junghiano minore
Ludwig Van Beethoven
La vita, le opere
Autore/i: Molteni Angela
Editore: Kaos Edizioni
prima edizione.
pp. 206, nn. illustrazioni di spartiti b/n, Milano
Uno studio, con intenti divulgativi, relativo alla vita e alle opere del grande musicista tedesco. Introdotto da una cronologia storica, il lavoro si articola in una prima parte, costituita dalla ricostruzione biografica; in una seconda parte di approfondimento umano e artistico; e in una terza, dove l’opera musicale di Beethoven e ripercorsa anche attraverso numerose trascrizioni musicali esemplificative.
In appendice: la riproduzione di un manoscritto originale beethoveniano, e il “Catalogo essenziale” delle opere.
La Buona Alimentazione – Pensieri sulla Salute
Autore/i: Powar Anna
Editore: Il Saggiatore
introduzione dell’autrice.
pp. 352, Milano
È scritto nelle Upanishad che siamo fattidi ciò che mangiamo. Vivere bene, quindi, dipensde anzitutto da un’alimentazione corretta: conoscere noi stessi vuol dire sapere che cosa sono i nutrienti fondamentali e come quella meravigliosa macchina che è il nostro corpo li trasforma in energia. Anna Power ha dedicato la sua attività di nutrizionista a coniugare il rigore della moderna scienza dell’alimentazione e le conoscenze tradizionali sulle proprietà dei cibi. La buona alimentazione è il risultato di questo incontro. Con il linguaggio immediato della metafora, l’autrice guida alla scoperta di carboidrati, proteine, vitamine, lipidi, minerali, spiega che cosa sono virus e batteri e di quali difese dispone l’organismo. Poi accompagna il lettore i un insolito percorso dietetico, tracciando una storia degli alimenti che abbraccia tradizioni remote e mostra come l’uomo conosca da sempre il segreto del benessere nutrirsi di una miscela sapiente di piante e animali. Ma per stare bene il corpo dev’essere in armonia con mente e spirito. Il principio fondamentale del pensiero olistico è alla base delle altre tappe di questo viaggio nella salute, che prosegue descrivendo quali ostacoli può incontrare l’energia quando si trasforma in forza psichica e spirituale. In sintonia con la sapienza millenaria dei popoli, la “dottoressa indiana”, come è affettuosamente conosciuta tra i suoi pazienti, suggerisce che stress, dolore, depressione, allergie, ansie spesso non sono che il risultato di uno stile di vita disarmonico, che può essere cambiato, in meglio, grazie ai piccoli gesti quotidiani, a un rapporto più equilibrato con gli altri e l’ambiente, alla tutela della biodiversità.
Anna Powar è nata a Pune, nello stato indiano del Maharashtra. Ha studiato e lavorato in Europa, Africa e negli Stati Uniti, dove si è laureata in nutrizione. Adotta un approccio olistico, secondo cui il benessere è il risultato di fattori fisiologici, psicologici e spirituali, e condivide i principi della medicina ayurvedica. Ha collaborato con giornali italiani e stranieri. Vive a Roma e ogni anno trascorre periodi di studio e lavoro in India.
Introduzione alla Magia – Volume 3
Autore/i: Gruppo di UR
Editore: Edizioni Mediterranee
diretto da Julius Evola.
pp. 432, Roma
Quest’opera, dovuta ad un gruppo di personalità le quali hanno seguito il principio tradizionale dell’anonimato, rappresenta una vera summa delle discipline iniziatiche e magiche. Essa si basa su una seria, vasta e documentata informazione. La parte principale riguarda la pratica, le tecniche della realizzazione spirituale e della trasformazione dell’essere, associandovisi la relazione di esperienze effettivamente vissute e inquadramenti generali dottrinali, oltre all’interpretazione dei simboli dell’«arte sacra e regale». Essa comprende, inoltre, la traduzione commentata di testi originali rari, come il Rituale mithriaco del Gran Papiro magico di Parigi, la Turba Philosophorum ermetica, estratti del De Mysteriis di Dorn, del Chymica Vannus, di testi tantrici, tibetani e buddhisti, dei Versi d’Oro pitagorei, nonché sinossi di autori di orientamento affine (Meyrink, Kremmerz, Crowley, ecc.). A parte gli indirizzi operativi, riferentisi sempre all’Alta Magia, non a quella deteriore, popolaresca e superstiziosa, viene tratteggiata anche la concezione magica dell’uomo e del mondo. Per magia intendendosi essenzialmente un atteggiamento attivo e affermativo nel campo spirituale, vengono precisate le relazioni fra questo atteggiamento fondamentale, proprio a tutta l’opera, e il misticismo, la morale, la psicanalisi di Jung, la scienza e la metapsichica moderna, il mondo dei primitivi, ecc., tanto da prevenire assai frequenti confusioni. Infine sono dati alcuni riferimenti alla «Tradizione Primordiale», alla quale rimanda gran parte di tale sapere. Per via di tutto questo, la presente opera è veramente senza simili nel suo genere e si distanzia nettamente dalle divagazioni «occultistiche» e teosofiste dei nostri giorni; essa è indispensabile per chi vuole informarsi seriamente sulle discipline iniziatiche, magiche e esoteriche, e trame eventualmente anche elementi per una pratica personale.
Il Gruppo di Ur è stato un sodalizio magico attivo in Italia alla fine degli anni venti. Direttore del gruppo fu probabilmente Julius Evola alternato da Arturo Reghini fino a quando egli ne fece parte. Il gruppo si dichiarava indipendente da qualsiasi scuola o movimento esoterico del tempo (occultismo, massoneria, teosofia, spiritismo, ecc.) in quanto la Tradizione esiste di per sé e non è legata ad alcuna scuola. Di fatto però le principali componenti esoteriche rappresentate nel gruppo furono quella antroposofica, quella kremmerziana e quella massonico-pitagorica, oltre ad alcuni cattolici. Secondo Evola gli obiettivi del gruppo furono essenzialmente due: 1) suscitare una superiore forza metafisica che potesse aiutare i singoli membri a operare magicamente; 2) utilizzare questa forza superiore per poter esercitare un’influenza magica sulle forze politiche del tempo. All’interno del gruppo vi furono dei tentativi di rivitalizzare la componente esoterica-iniziatica del paganesimo tradizionale romano, da parte di Arturo Reghini, di alcuni antroposofi (come Giovanni Cesarò), di Evola stesso, e del personaggio noto con lo pseudonimo di Ekatlos. La relazione dello stesso Ekatlos, pubblicata nel 1929 sulla rivista Krur (articolo La scena e le quinte), su un tentativo da parte di alcuni componenti del gruppo di esercitare una pressione sul fascismo per imprimerne una svolta in senso pagano, rientra nel secondo degli obiettivi del gruppo così come li ha delineati Evola. Vennero costituite diramazioni del gruppo in altre città (come si evince dagli articoli Glosse varie: costituzione di una catena magica, in Ur 1927 e Istruzioni di catena, in Ur 1928), denominate “catene”, delle quali se ne conosce l’esistenza solo per la città di Genova (dall’articolo Esperienze di catena, in Krur 1929). Sono ignoti i componenti della catena di Genova ma si sa che era costituita da cinque persone e che il suo direttore era un ex kremmerziano. Secondo Renato Del Ponte dopo la seconda guerra mondiale un sodalizio in Italia avrebbe ripreso il messaggio del Gruppo di Ur: il Gruppo dei Dioscuri, ma il giudizio sull’esperienza sarebbe sostanzialmente negativo. Il Gruppo dei Dioscuri operò a Roma negli anni settanta e di esso fece parte Salvatore Ruta, il fondatore del MTR.
Introduzione alla Magia – Volume 2
Autore/i: Gruppo di UR
Editore: Edizioni Mediterranee
diretto da Julius Evola.
pp. 400, Roma
Quest’opera, dovuta ad un gruppo di personalità le quali hanno seguito il principio tradizionale dell’anonimato, rappresenta una vera summa delle discipline iniziatiche e magiche. Essa si basa su una seria, vasta e documentata informazione. La parte principale riguarda la pratica, le tecniche della realizzazione spirituale e della trasformazione dell’essere, associandovisi la relazione di esperienze effettivamente vissute e inquadramenti generali dottrinali, oltre all’interpretazione dei simboli dell’«arte sacra e regale». Essa comprende, inoltre, la traduzione commentata di testi originali rari, come il Rituale mithriaco del Gran Papiro magico di Parigi, la Turba Philosophorum ermetica, estratti del De Mysteriis di Dorn, del Chymica Vannus, di testi tantrici, tibetani e buddhisti, dei Versi d’Oro pitagorei, nonché sinossi di autori di orientamento affine (Meyrink, Kremmerz, Crowley, ecc.). A parte gli indirizzi operativi, riferentisi sempre all’Alta Magia, non a quella deteriore, popolaresca e superstiziosa, viene tratteggiata anche la concezione magica dell’uomo e del mondo. Per magia intendendosi essenzialmente un atteggiamento attivo e affermativo nel campo spirituale, vengono precisate le relazioni fra questo atteggiamento fondamentale, proprio a tutta l’opera, e il misticismo, la morale, la psicanalisi di Jung, la scienza e la metapsichica moderna, il mondo dei primitivi, ecc., tanto da prevenire assai frequenti confusioni. Infine sono dati alcuni riferimenti alla «Tradizione Primordiale», alla quale rimanda gran parte di tale sapere. Per via di tutto questo, la presente opera è veramente senza simili nel suo genere e si distanzia nettamente dalle divagazioni «occultistiche» e teosofiste dei nostri giorni; essa è indispensabile per chi vuole informarsi seriamente sulle discipline iniziatiche, magiche e esoteriche, e trame eventualmente anche elementi per una pratica personale.
Il Gruppo di Ur è stato un sodalizio magico attivo in Italia alla fine degli anni venti. Direttore del gruppo fu probabilmente Julius Evola alternato da Arturo Reghini fino a quando egli ne fece parte. Il gruppo si dichiarava indipendente da qualsiasi scuola o movimento esoterico del tempo (occultismo, massoneria, teosofia, spiritismo, ecc.) in quanto la Tradizione esiste di per sé e non è legata ad alcuna scuola. Di fatto però le principali componenti esoteriche rappresentate nel gruppo furono quella antroposofica, quella kremmerziana e quella massonico-pitagorica, oltre ad alcuni cattolici. Secondo Evola gli obiettivi del gruppo furono essenzialmente due: 1) suscitare una superiore forza metafisica che potesse aiutare i singoli membri a operare magicamente; 2) utilizzare questa forza superiore per poter esercitare un’influenza magica sulle forze politiche del tempo. All’interno del gruppo vi furono dei tentativi di rivitalizzare la componente esoterica-iniziatica del paganesimo tradizionale romano, da parte di Arturo Reghini, di alcuni antroposofi (come Giovanni Cesarò), di Evola stesso, e del personaggio noto con lo pseudonimo di Ekatlos. La relazione dello stesso Ekatlos, pubblicata nel 1929 sulla rivista Krur (articolo La scena e le quinte), su un tentativo da parte di alcuni componenti del gruppo di esercitare una pressione sul fascismo per imprimerne una svolta in senso pagano, rientra nel secondo degli obiettivi del gruppo così come li ha delineati Evola. Vennero costituite diramazioni del gruppo in altre città (come si evince dagli articoli Glosse varie: costituzione di una catena magica, in Ur 1927 e Istruzioni di catena, in Ur 1928), denominate “catene”, delle quali se ne conosce l’esistenza solo per la città di Genova (dall’articolo Esperienze di catena, in Krur 1929). Sono ignoti i componenti della catena di Genova ma si sa che era costituita da cinque persone e che il suo direttore era un ex kremmerziano. Secondo Renato Del Ponte dopo la seconda guerra mondiale un sodalizio in Italia avrebbe ripreso il messaggio del Gruppo di Ur: il Gruppo dei Dioscuri, ma il giudizio sull’esperienza sarebbe sostanzialmente negativo. Il Gruppo dei Dioscuri operò a Roma negli anni settanta e di esso fece parte Salvatore Ruta, il fondatore del MTR.
Introduzione alla Magia – Volume 1
Autore/i: Gruppo di UR
Editore: Edizioni Mediterranee
diretto da Julius Evola.
pp. 416, Roma
Quest’opera, dovuta ad un gruppo di personalità le quali hanno seguito il principio tradizionale dell’anonimato, rappresenta una vera summa delle discipline iniziatiche e magiche. Essa si basa su una seria, vasta e documentata informazione. La parte principale riguarda la pratica, le tecniche della realizzazione spirituale e della trasformazione dell’essere, associandovisi la relazione di esperienze effettivamente vissute e inquadramenti generali dottrinali, oltre all’interpretazione dei simboli dell’«arte sacra e regale». Essa comprende, inoltre, la traduzione commentata di testi originali rari, come il Rituale mithriaco del Gran Papiro magico di Parigi, la Turba Philosophorum ermetica, estratti del De Mysteriis di Dorn, del Chymica Vannus, di testi tantrici, tibetani e buddhisti, dei Versi d’Oro pitagorei, nonché sinossi di autori di orientamento affine (Meyrink, Kremmerz, Crowley, ecc.). A parte gli indirizzi operativi, riferentisi sempre all’Alta Magia, non a quella deteriore, popolaresca e superstiziosa, viene tratteggiata anche la concezione magica dell’uomo e del mondo. Per magia intendendosi essenzialmente un atteggiamento attivo e affermativo nel campo spirituale, vengono precisate le relazioni fra questo atteggiamento fondamentale, proprio a tutta l’opera, e il misticismo, la morale, la psicanalisi di Jung, la scienza e la metapsichica moderna, il mondo dei primitivi, ecc., tanto da prevenire assai frequenti confusioni. Infine sono dati alcuni riferimenti alla «Tradizione Primordiale», alla quale rimanda gran parte di tale sapere. Per via di tutto questo, la presente opera è veramente senza simili nel suo genere e si distanzia nettamente dalle divagazioni «occultistiche» e teosofiste dei nostri giorni; essa è indispensabile per chi vuole informarsi seriamente sulle discipline iniziatiche, magiche e esoteriche, e trame eventualmente anche elementi per una pratica personale.
Il Gruppo di Ur è stato un sodalizio magico attivo in Italia alla fine degli anni venti. Direttore del gruppo fu probabilmente Julius Evola alternato da Arturo Reghini fino a quando egli ne fece parte. Il gruppo si dichiarava indipendente da qualsiasi scuola o movimento esoterico del tempo (occultismo, massoneria, teosofia, spiritismo, ecc.) in quanto la Tradizione esiste di per sé e non è legata ad alcuna scuola. Di fatto però le principali componenti esoteriche rappresentate nel gruppo furono quella antroposofica, quella kremmerziana e quella massonico-pitagorica, oltre ad alcuni cattolici. Secondo Evola gli obiettivi del gruppo furono essenzialmente due: 1) suscitare una superiore forza metafisica che potesse aiutare i singoli membri a operare magicamente; 2) utilizzare questa forza superiore per poter esercitare un’influenza magica sulle forze politiche del tempo. All’interno del gruppo vi furono dei tentativi di rivitalizzare la componente esoterica-iniziatica del paganesimo tradizionale romano, da parte di Arturo Reghini, di alcuni antroposofi (come Giovanni Cesarò), di Evola stesso, e del personaggio noto con lo pseudonimo di Ekatlos. La relazione dello stesso Ekatlos, pubblicata nel 1929 sulla rivista Krur (articolo La scena e le quinte), su un tentativo da parte di alcuni componenti del gruppo di esercitare una pressione sul fascismo per imprimerne una svolta in senso pagano, rientra nel secondo degli obiettivi del gruppo così come li ha delineati Evola. Vennero costituite diramazioni del gruppo in altre città (come si evince dagli articoli Glosse varie: costituzione di una catena magica, in Ur 1927 e Istruzioni di catena, in Ur 1928), denominate “catene”, delle quali se ne conosce l’esistenza solo per la città di Genova (dall’articolo Esperienze di catena, in Krur 1929). Sono ignoti i componenti della catena di Genova ma si sa che era costituita da cinque persone e che il suo direttore era un ex kremmerziano. Secondo Renato Del Ponte dopo la seconda guerra mondiale un sodalizio in Italia avrebbe ripreso il messaggio del Gruppo di Ur: il Gruppo dei Dioscuri, ma il giudizio sull’esperienza sarebbe sostanzialmente negativo. Il Gruppo dei Dioscuri operò a Roma negli anni settanta e di esso fece parte Salvatore Ruta, il fondatore del MTR.
Induismo – Una Introduzione
Titolo originale: Hinduism, A Short Introduction
Autore/i: Klostermaier Klaus K.
Editore: Fazi Editore
prima edizione, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione Mimma Congedo, collana: Le Terre/Civiltà n° 69.
pp. 240, ill. in b/n n.t., Roma
…Voglio vedere Dio faccia a faccia. Dio, lo so, è Verità. Per me l’unico mezzo sicuro di conoscere Dio è la nonviolenza, l’amore. Solo un’India libera può venerare il vero Dio…(Mahātmā Gandhi)
Che cos’è l’Induismo? È un pellegrinaggio a Tirupati, un programma politico, una profonda filosofia, un modo di vivere, un sermone sulla Bhagavad-gītā, una vita ascetica, una sera gioiosa in cui si cantano inni in una casa di Bombay, una pratica rituale per i brahmani, una festa in un tempio di Madurai, un’abluzione nel Gange e molto, molto altro ancora. Grazie a un’esposizione semplice e chiara, ma al tempo stesso accurata e precisa, il libro di Klostermaier si rivolge a chiunque voglia accostarsi all’induismo per la prima volta e a chi voglia approfondire l’argomento, offrendo interessanti spunti interpretativi. In questo libro, Klostermaier svela le molteplici dimensioni di una religione variegata e complessa, mostrandone al tempo stesso la profonda unità e l’identica ispirazione, che permeano la tradizione hindu fin dalle sue origini. Il lettore è guidato in un percorso che si snoda attraverso le maggiori tradizioni religiose e filosofiche dell’induismo: dai Veda alle Upanisad, dallo Yoga al Vedanta, secondo un quadro vivido e organico di una cultura feconda, antica, affascinante, senza tuttavia trascurarne i più recenti sviluppi e le implicazioni sociali e politiche. Particolare attenzione è inoltre dedicata agli effetti dell’incontro tra l’induismo e le religioni occidentali, tema di fondamentale importanza per una comprensione profonda di alcuni aspetti dell’induismo contemporaneo. Il libro inaugura una nuova serie formato tascabile di introduzione alle religioni.
Klaus K. Klostermeier è direttore dell’Oxford Center for Vaisnava and Hindu Studies. Ha curato varie edizioni critiche di testi religiosi indiani ed è autore di diversi libri sull’induismo.
Omon Ra
Titolo originale: Omon Ra
Autore/i: Pelevin Viktor
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, traduzione Katia Renna e Tatiana Olear, collana: Strade Blu.
pp. 168, Milano
…Una feroce tragicommedia che celebra l’impulso umano a esplorare, conquistare, trascendere. Il protagonista del romanzo trae il proprio nome dalla parola russa Omon, che è la sigla della polizia interna e della divinità solare egizia Ra. Ambientata ai tempi della corsa allo spazio, Omon Ra racconta la storia di un giovane ossessionato dall’ambizione di diventare cosmonauta. Questa aspirazione lo porta a iscriversi alla scuola segreta di addestramento al volo spaziale del KGB, dove scopre di essere destinato a una missione suicida sulla luna, concepita per non far capire agli occidentali che l’URSS non ha né i soldi per inviare mezzi automatizzati né la tecnologia per far tornare delle navicelle con equipaggio umano…
All’epoca della corsa allo spazio, nel periodo in cui gli americani mandavano in orbita navicelle con equipaggi a bordo, il giovane russo Omon Ra è ossessionato dall’ambizione di diventare cosmonauta. Questa aspirazione lo porta a iscriversi alla scuola segreta di addestramento al volo spaziale del KGB, dove verrà a sapere di essere destinato a una missione suicida sulla luna, concepita per non far capire agli occidentali che l’URSS non ha né i soldi per inviare mezzi automatizzati né la tecnologia per far tornare delle navicelle con equipaggio umano. Ricco di eventi stralunati o macabri come l’amputazione delle gambe ai cadetti militari (per far si che anch’essi possano diventare veri eroi sovietici) e di personaggi irresistibili (memorabile è un ambiguo colonnello, cieco e costretto su una sedia a rotelle: una via di mezzo tra il classico genio del male e il vecchio zio che svela delle verità nascoste a Omon), Omon Ra è un romanzo fantastico, in cui si fondono gli elementi più disparati: situazioni grottesche, realismo magico, surreali meditazioni misticheggianti, deliri ideologici e tecnologici. Al tempo stesso, è una feroce e sovversiva satira dell’Unione Sovietica, che diventa anche occasione per Pelevin di raccontare, con commovente semplicità e ispirata partecipazione, il valore della vita umana di fronte all’inevitabile morte e la passione vitale che può essere evocata dalla bellezza della terra e del cielo.
Viktor Pelevin è nato nel 1962 a Mosca. Appassionato di computer e di filosofie orientali, buddhismo zen e tibetano, taoismo, si impone subito all’attenzione del pubblico russo e straniero con i suoi primi romanzi. Il successo pieno e la consacrazione unanime gli arrivano con la pubblicazione della Mitragliatrice d’argilla nel 1996.
Un Vero Bugiardo – Vita di un Ragazzo nell’America degli Anni ’50
Titolo originale: The Boy’s Life. A Memoir
Autore/i: Wolff Tobias
Editore: Giulio Einaudi Editore
questo volume era stato precedentemente pubblicato con il titolo «Memorie di un impostore», traduzione Lucio Angelini, collana: Einaudi Tascabili. Stile Libero.
pp. 298, Torino
…«È un libro meraviglioso, divertentissimo, perfetto nella sua saggezza e nel descrivere l’arte di arrangiarsi di un adolescente in America». (Richard Ford)
Mettetevi nei panni di un ragazzino di dieci anni costretto a inseguire una madre volubile da una cittadina all’altra di un’America in bianco e nero, mentre il fratello e il padre vivono separati chissà dove; spiatelo mentre inventa una delle sue tante bugie per sfuggire al conformismo degli adulti. Aggiungete poi la polverosa istantanea dell’America suburbana, in un periodo storico in cui gli States non hanno dato il meglio di sé. Pensate infine alla scrittura nitida, realistica, precisa di Tobias Wolff e saprete perché questa strepitosa autobiografia è diventata un classico della letteratura americana contemporanea. Il piccolo Toby Wolff, a tratti esilarante o insopportabile, contapalle o commovente, è in fondo un Huck Finn alla ricerca di una via per crescere in una società verso di lui del tutto indifferente. Un’infanzia fatta di piccole e grandi crudeltà, gioie e frustrazioni da cui Toby emergerà elaborando un suo percorso di sopravvivenza – la guerra infinita con un patrigno mostruoso, la falsificazione dei risultati scolastici, i furti – ma conquistandosi una sua strada nel mondo adulto. Vincitore del Los Angeles Book Award per la migliore autobiografia, questo libro ha segnato il successo di pubblico di Tobias Wolff.
Tobias Wolff è nato nel 1945, in Alabama, negli Stati Uniti. È considerato da molti il più accreditato erede di quella tradizione del realismo americano che parte da Hemingway e arriva a Carver; tre dei racconti di Proprio quella notte (Einaudi, Stile libero) sono stati inseriti nelle antologie della serie Best American Short Stories. Vive tra New York e la California, insegnando scrittura creativa e letteratura. Di lui Einaudi ha anche pubblicato Nell’esercito del Faraone (I coralli, 1996), un memoir sulla guerra del Vietnam, Il colpevole (Stile libero, 2002), Un vero bugiardo (Stile libero, 2003), Quell’anno a scuola (Stile libero, 2005) e La nostra storia comincia (Supercoralli, 2014).
- In cerca di fortuna
- Aspiranti duri
- Tutta un’altra storia
- A casa di Dwight
- A scuola
- L’angolo delle preghiere
- Così sia
Collage d’Arte – 15 Progetti Originali da Ritagliare e Assemblare
Titolo originale: Handmade Collage
Autore/i: Kato Seiko
Editore: Gribaudo
prima edizione, testi Seiko Kato, fotografie di Phil Wilkins e Jim Marsden, design Jo Bettles, traduzione ASter Studio.
pp. 128, Milano
Questo libro vi mostrerà il piacere semplice e terapeutico di ritagliare e assemblare immagini per creare opere d’arte meravigliose attraverso la tecnica del collage. L’autrice e artista Seiko Kato ha creato 15 collage unici, appositamente per questo libro. I suoi progetti originali danno vita a personaggi e mondi tanto eloquenti da animarsi e raccontarci le loro storie: Lady Chapman, Bonnie Bertie, Priscilla del Mar, Il regno del cristallo, Utopia tropicale… Iniziare è semplice. Tutto quello che vi serve sono colla stick, carta o cartoncino, un paio di forbici – oltre alle idee di Seiko a cui ispirarvi – e una vasta collezione di quasi 500 immagini da ritagliare, per progettare e assemblare biglietti di auguri, regali o creazioni da incorniciare ed esporre a casa.
Seiko Kato è un’artista della tecnica del collage; è giapponese e vive a Brighton, nel Regno Unito. Avida collezionista di libri d’epoca, chicche d’antiquariato e interessanti oggetti antichi ritrovati, lei “distrugge” vecchie illustrazioni e le ricostruisce in modo unico.
Capitolo I: Tecniche, strumenti e materiali
- Strumenti e materiali
- Tagliare e incollare
- Composizione
- Posizionamento
- Finitura dell’opera
- Risorse di immagini
Capitolo II: La collezione di collage
Capitolo III: Elementi aggiuntivi
Crediti
Gli Ultimi Giorni di Immanuel Kant
Titolo originale: The Last Days of Immanuel Kant
Autore/i: De Quincey Thomas
Editore: Adelphi Edizioni
seconda edizione, a cura di Fleur Jaeggy, Piccola Biblioteca Adelphi 146.
pp. 120, Milano
La vita di Immanuel Kant, scrive De Quincey, «fu notevole non tanto per i suoi avvenimenti quanto per la purezza e la dignità filosofica del suo tenore quotidiano». Era un ordine perfetto e infantile, dove ogni minuzia della giornata veniva osservata con lo stesso rigore, con lo stesso scrupolo di trasparenza che il grande filosofo dedicò ai problemi epistemologici. Nel corpo minuto di Kant, nelle sue maniere austere e amabili vivevano i Lumi, giunti al grado più nobile e penetrante del loro fulgore, come in un delicato involucro. E un giorno quel perfetto ordine avvertì i primi segni del declino. Da allora, ingaggiò una lunga, testarda lotta contro le forze della disgregazione. Thomas de Quincey, collazionando le varie testimonianze di amici sull’ultimo periodo della vita di Kant, e utilizzando soprattutto quella, insieme modesta e rapace, di Wasianski, ne ha tratto una narrazione che corrisponde agli antichi tratti del «sublime». Dinanzi al progressivo decadere di quella vita mirabilmente costruita, dinanzi alla raccapricciante comicità di certe scene e allo strazio immedicabile di altre, viene naturale dire di questo testo, in cui convivono, come rare volte accade, la più acuminata modernità e un purissimo pathos: chi ha lagrime per piangere pianga.
The Last Days of Immanuel Kant, qui tradotto per la prima volta in italiano, apparve su una rivista, il «Blackwood’s Magazine» del febbraio 1827.
Poligrafo, erudito, grecista, Thomas de Quincey nacque vicino a Manchester nel 1785 e morì nel 1859 a Edimburgo. Dopo un’adolescenza travagliata, studiò a Oxford e in seguito, per mantenere la famiglia numerosa, intraprese la carriera giornalistica prima a Edimburgo e poi a Londra, dove divenne collaboratore del «London Magazine». Dalla sua lunga esperienza di consumatore d’oppio, De Quincey trasse ispirazione per la sua opera più famosa, le Confessioni di un mangiatore d’oppio (1822). Fra i suoi libri si ricordano La rivolta dei tartari (1837), Le avventure di una monaca vestita da uomo (1847) e Il postale inglese (1849).


