
Storia antica - La Macedonia : 401-301 a. C.
Volumi VI, 1 - VI, 2 • Biblioteca storica dell'antichità 14 • Università di Cambridge
di Autori vari
Editore: Il Saggiatore
Prezzo: € 48,00
Informazioni: a cura di John Bagnell Bury, Stanley Arthur Cook, Fran Erza Adcock, traduzione di Paolo Moreno, Raffaella Moreno Cassano. - vol. 1 pp. 416, vol. 2 pp. 417-834, Milano
Stampato: 1973-03-01
Codice: 500000004409
Volume Primo:
Questo volume ha inizio con la narrazione della ritirata dei diecimila mercenari greci (l'Anabasi di Senofonte) che avevano appoggiato Ciro contro il fratello maggiore Arsace (Arteserse II) nella lotta per la successione di Dario (morto agli inizi del 404 a.C.) sul trono degli Achemenidi.
Ucciso Ciro in battaglia, i diecimila che da Sardis in Cilicia erano giunti, attraverso l'Asia Minore nel senso della lunghezza e lungo l'Eufrate sino al suo massimo approccio al Tigri, iniziano la loro lunga marcia di ritorno, sempre inseguiti dai manipoli di Artaserse, da Baghdad attraverso il Kurdistan e l'Armenia, sino a Trapezous (Trebisonda) sul Mar Nero. L'impero persiano, che dopo la sconfitta subita agli inizi del V secolo nel tentativo di conquistare la Grecia aveva attraverso un periodo di inerzia, riprende ora vigore e riconquista l'Egitto con Artaserse III. Questo nuovo ruolo all'impero achemenide è strettamente legato alle successive vicende che avranno come protagonista la Macedonia e come finale la conquista dell'impero da parte di Alessandro Magno.
Sono vicende, queste, che incidono profondamente nella storia del mondo antico, segnando il tramonto delle città-stato della Grecia (le poleis) con i loro particolari istituiti; la fine dell'età che è stata detta «classica» per la cultura e per l'arte e l'inizio di quelle grandi trasformazioni che caratterizzano l'età ellenistica. E se possiamo ammirare l'altezza morale e poetica delle età più antiche, sentiamo nell'età ellenistica affacciarsi con urgenza i problemi di un mondo più moderno.
Il sistema politico delle poleis, divise da accanite rivalità, non regge più e la Grecia attraversa un periodo di depressione e di ristrettezze di fronte alle quali l'impero degli Achemenidi appariva come tutto d'oro. La monarchia macedone, che si era costituita in disparte ed estranea alla grande civiltà delle libere città greche, cominciò ad apparire a molti come un'àncora di salvezza. La supremazia di Sparta nel Peloponneso si appoggia alla Persia e alla Mecedonia, mentre le nuove leghe tentate da Atene e da Tebe falliscono l'una dopo l'altra.
In questo ambiente sorge e si rafforza l'ascesa della Mecedonia sotto la guida di Filippo, che al colmo dei suoi successi verrà assassinato nel 336 a.C.Si apre la lotta per la successione, conquistata da Alessandro, che verrà poi detto il Grande. Questo regno marginale, che quasi appariva estraneo alla Grecia vera e propria, balza così sul proscenio della storia e si rivela come ricco di tutti gli splendori della civiltà greca (e solo scavi archeologici recenti hanno posto in luce quanto fosse alto il livello artistico della capitale Pella e quanto fastosi fossero gli edifici sepolcri della sua classe dominante). Accanto a questi avvenimenti principali il volume espone quanto si svolgeva in occidente: la rivalità fra Siracusa e Cartagine e, all'interno della storia siracusana, la lotta fra Dionisio II, Dione e il «liberatore» Timoleonte, appoggiato da Corinto, l'antica città-madre della colonia siciliana. Allo stesso tempo Taranto si rivolge dapprima, anch'essa, alla propria città-madre, Sparta, per aiuto contro i Lucani e i Messapi e poi, caduta Sparta sotto influenza macedone, direttamente ai re macedoni: Alessandro (il Molosso), re d'Epiro, che troverà la morte in Italia e poi Pirro. La storia della Grecia e dell'oriente mediterraneo legato ad essa incomincia in tal modo a scontrarsi con la nuova potenza in ascesa, Roma. È su questo orizzonte storico che si chiude il primo tomo del volume VI, lasciando al secondo tomo i capitoli sulle conquiste di Alessandro Magno e sulla cultura greca del IV secolo nel campo delle arti e del pensiero filosofico e politico.
Volume Secondo:
Il secondo tomo del volume VI contiene la trattazione di due temi distinti: l'ascesa e le conquiste di Alessandro III di Macedonia, detto il Grande (Magno), e la cultura greca, in particolare ateniese, del IV secolo nel campo del pensiero filosofico e politico e nel campo delle arti. Le vicende di Alessandro sono qui narrate da uno dei suoi più noti storici, William Woodthorpe Tarn, che alla conoscenza della storiografia greca unisce quella della civiltà indiana, estremo approdo del conquistatore. Il Tran espone anche, in due capitoli particolarmente notevoli, le conseguenze delle conquiste di Alessandro sia per l'oriente che per la Grecia, e traccia la storia della sopravvivenza di Alessandro nella leggenda e nel romanzo sino all'età medievale. Il sogno di Alessandro di fondere la cultura greca con quella persiana e di costituire un nuovo tipo di umanità civile non poté realizzarsi per la sua morte precoce (a trentatrè anni) e per la tenace avversione dei suoi compagni d'arme e successori, che si sentivano razzialmente diversi dai «barbari» persiani e tennero sempre a distinguersi sia dagli Asiatici che dagli Egiziani come «quelli del ginnasio», mal tollerando le unioni matrimoniali con genti diverse, imposte da Alessandro.
La concezione di Alessandro era Aristocratica, ma era pur sempre la prima volta che si fosse tentato di abolire la differenza fra «Greci» e «barbari»: una concezione che influenzerà più tardi il pensiero dello stoico Zenone rivolto a una cittadinanza universale e che tornerà ad essere proclamata dal cristianesimo di Paolo di Tarso. Questa idea di Alessandro fallì e l'unica cosa che, invece, rimase e conquistò grande importanza durante l'impero romano, fu il concetto della natura divina dell'imperatore, che Alessandro derivò dalla tradizione iranica e che si è riflesso sino in età mederna nella locuzione «per grazia di Dio» che ha accompagnato la titolatura dei sovrani.
Con i tesori accumulati dai re persiani furono rinsanguate le antiche città della Grecia e fu attivizzata una fitta rete di commerci tra l'Asia e il Mediterraneo, che rimase determinante sino alla fine dell'impero romano e che sarà poi ripresa dagli Arabi e dalle città mercantili del medioevo.
Il carattere mercantile e industriale della civiltà ellenistica portò al trasformarsi anche della cultura, che divenne più classificatrice che creatrice, più scientifica che mitopoetica. Anche le arti figurative si sviluppano in modo nuovo, in direzione di un naturalismo basato sulle regole della prospettiva, di una produzione di massa per la richiesta privata, di uno sviluppo inaudito dell'artigianato prezioso (oreficeria, argenterie, pietre dure, camei, vetri), richiesto dalle corti dei sovrani e dai ricchi mercanti. Non meno importanti sono i capitoli concernenti la cultura della Grecia del IV secolo, da Socrate ad Aristotele, maestro di Alessandro; da Isocrate a Demostene; da Prassitele a Lisippo. Essi comprendono anche uno sguardo allo sviluppo dell'architettura che, assunta per le costruzioni dei principi dell'Asia Minore, si trasforma per particolari esigenze ignote alla Grecia classica e pone, anche in questo campo, le premesse allo sviluppo dell'età ellenistica e, al di là di questa, dell'età romana.
Il volume è disponibile in copia unica
Argomenti: Antichità, Antiche Civiltà, Antichi Costumi, Storia, Storia dei Popoli, Storia dei Costumi,