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Libri dalla categoria Dilemmi

“Ti Parlerò di Te” – Mario Azzoni – Incontro con l’Uomo che Vede Dentro di Noi

“Ti Parlerò di Te” – Mario Azzoni – Incontro con l’Uomo che Vede Dentro di Noi

Un uomo straordinario rivela per la prima volta il segreto dei suoi incredibili poteri. Un libro che dà speranza, e può cambiare la vita

Autore/i: Benincasa Giovanni

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

pp. 166, illustrazione b/n, Milano

Immaginate di entrare in uno studio luminoso, e di sedervi di fronte a un uomo che non avete mai visto prima. Immaginate che quest’uomo inizi a parlare di voi, dicendovi cose che solo voi potete sapere.
«Ho incontrato un uomo che sa tutto di te» è appunto l’inizio di questo libro sorprendente, in cui Giovanni Benincasa racconta la storia di Mario Azzoni, veggente e bio-terapeuta, e lo fa parlare dei suoi misteriosi poteri. Azzoni non è un mago: è solo un uomo che riesce a vedere con precisione radiologica dentro di noi, a fare una diagnosi del nostro stato fisico nonché un profilo impeccabile del nostro carattere. Non è tutto: ci dice quali problemi di salute abbiamo avuto in passato, quali interventi abbiamo subito, quali crucci ci tormentano, e perfino che cosa abbiamo in tasca. E se gli chiedete come fa, vi risponde: «Non siamo soli, in questa stanza».
A quel punto voi intravedete un’ipotesi vertiginosa, e forse la respingete o forse – come è più probabile – vi ci aggrappate. E se volete, lui vi chiarirà meglio il concetto: la morte non esiste, è solo il passaggio a un’altra dimensione. È da quella dimensione – vi chiederete allora – che riceve informazioni che non potrebbe altrimenti avere?
Alla soluzione di questo mistero il libro offre testimonianze, ipotesi, qualche indizio suggestivo e soprattutto le parole dello stesso Azzoni che per la prima volta rompe un silenzio durato venticinque anni per rispondere alle domande dei suoi fan (le centinaia di «pazienti» che ogni giorno affollano il suo studio) e per portare il suo messaggio a quanti ancora non lo conoscono.

Giovanni Benincasa è autore e produttore televisivo.

Lasciarsi Andare per Non Cadere in Pezzi

Lasciarsi Andare per Non Cadere in Pezzi

Titolo originale: Going to Pieces Without Falling Apart – A Buddhist Perspective on Wholeness

Autore/i: Epstein Mark

Editore: Neri Pozza Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Diana Petech.

pp. 160, Vicenza

«Audace e profonda sintesi tra i modi della cultura occidentale e di quella orientale per affrontare e comprendere le emozioni». (Daniel Goleman, autore di Intelligenza emotiva)

In questa originale guida personale alla scoperta e all’accettazione di sé viene demolito uno dei concetti cardine della psicologia e della psicoterapia occidentale: quello dell’eroico rafforzamento dell’io come fattore indispensabile di riuscita, benessere e felicità. Mark Epstein pensa infatti che il concetto occidentale del sé presenti delle falle profonde e gli contrappone il principio della psicologia buddhista del «lasciarsi andare».
Egli è convinto che la felicità non si raggiunga per accumulo di elementi esterni (beni, relazioni, potere) o interni (difese psicologiche), ma abbandonando la nostra idea di perfezione.
Confrontando e sovrapponendo la saggezza dei due mondi, occidentale e orientale, Epstein ci insegna come rinunciare a «tenersi insieme a tutti i costi» per poter sperimentare una vera libertà interiore e avere una vita più ricca e serena.
Mediante il ricorso alla narrazione di vicende personali e di casi dei propri pazienti, Epstein ci conduce all’esplorazione di blocchi psicologici, senso di vuoto, emozioni e passioni (compresa quella erotica), coinvolgendoci in una lettura ricca di esiti terapeutici e fonte di crescita spirituale.

«…Proprio come i tibetani avevano scoperto che la natura di “chiara luce” della mente affiora non appena smettiamo di identificarci con i nostri contenuti mentali, così io ho trovato che il centro silenzioso della personalità dell’uomo può manifestarsi anche nelle situazioni più moderne. Che si riveli facendo l’amore, in meditazione o nella psicoterapia, questo stato mentale non strutturato e non integrato è condizione per ogni possibile guarigione». (Mark Epstein)

«Mark Epstein si dedica con altrettanto impegno alla pratica della psicoterapia e a quella della meditazione buddhista, e lo dimostra la sua rara capacità di tessere collegamenti fra le due tradizioni. Lasciarsi andare senza cadere in pezzi si muove senza sforzo tra il lettino dell’analista e il cuscino da meditazione; è un’esplorazione, piena di calore e di intuizioni, del dilemma e della gioia propri dell’essere umano». (Stephen Batchelor, autore di Il Buddhismo senza fede)

Mark Epstein è un celebre psicoterapeuta con studio in New York City e, da oltre 25 anni, un meditante buddhista. È autore di libri famosi sulla possibilità di incontro e cooperazione tra culture dell’Occidente e dell’Oriente, il più noto dei quali è Pensieri senza un pensatore. La miscela provocatoria contenuta in Lasciarsi andare per non cadere in pezzi, ne fa – secondo Daniel Goleman – uno dei più brillanti studiosi di psicologia d’oggi.

Più Vicini alla Luce – Le Commoventi Testimonianze di Bambini che Hanno Conosciuto la Morte

Più Vicini alla Luce – Le Commoventi Testimonianze di Bambini che Hanno Conosciuto la Morte

Titolo originale: Closer to the Light

Autore/i: Morse Melvin; Perry Paul

Editore: Sperling & Kupfer Editori

prefazione di Raymond A. Moody, traduzione di Laura Pignatti.

pp. 216, Milano

Più vicini alla luce, best-seller negli Stati Uniti, raccoglie le storie di centinaia di bambini passati attraverso un periodo di morte clinica («Near Death Experience», o NDE) durante il quale hanno vissuto esperienze fuori dal corpo, comunicazioni telepatiche e incontri con amici e parenti defunti. L’idea di un approccio scientifico all’ipotesi dell’anima e della dimensione ultraterrena nacquero nell’autore – che è medico pediatra – quando fu coinvolto nell’evento eccezionale del risveglio dal coma di una piccola paziente, che raccontò la strana e commovente storia di un meraviglioso viaggio spirituale. Di tale vicenda Morse e i suoi collaboratori hanno fatto il punto di partenza per una ricerca che formula affascinanti ipotesi: le NDE dei bambini sono diverse da quelle degli adulti? In che misura possono modificare l’esistenza? Esiste una parte del cervello geneticamente predisposta per esse? D’altro canto non hanno trascurato anche le inevitabili obiezioni: le NDE non possono essere forse banali effetti allucinatori? (Posizione scettica inizialmente condivisa anche dall’autore, e poi abbandonata.) Dopo otto anni di studi basati esclusivamente su testimonianze di bambini, interlocutori privilegiati per la freschezza e la spontaneità delle impressioni, non ancora condizionate da sovrastrutture culturali, Morse ribadisce, con il sostegno di prove scientifiche, la possibilità della vita ultraterrena. Il trapasso è unanimemente descritto come un momento di straordinaria serenità e assenza di affanni, vissuto con lucida consapevolezza e dominato dalla presenza di una calda e amorevole Luce. Un libro che tratta con umanità e delicatezza un tema ancora oggetto di incredulità, timore e superstizione e che al contempo consola, commuove, insegna.

«Trovo affascinante che questi bambini, che talvolta hanno anche solo due o tre anni, descrivano la Luce più o meno con le parole con cui i grandi leader spirituali descrivono la Luce di Dio.
Se supponiamo che questa esperienza di Luce non sia altro che uno spasmo di rigor mortis del nervo ottico, come possiamo spiegare tutti quei sentimenti di amore incondizionato, verità totale e sensazioni di pace e gioia complete?
Secondo il modello di Freud, alcuni psicologi hanno tentato di giustificare il fenomeno affermando che si tratterebbe dell’interiorizzazione dei genitori – il superego – che giunge in aiuto ai bambini sotto forma di luce.
Anche se è la migliore spiegazione che io sia riuscito a trovare, molto resta ancora oscuro. Se la Luce è semplicemente prodotta dal superego, perché talvolta risulta visibile all’esterno del corpo della persona morente?
Sull’argomento della Luce vi sono più domande che risposte. Mi piacerebbe credere che essa sia il luogo in cui ci rechiamo quando moriamo. Come la nascita in un nuovo mondo luminoso, la Luce delle NDE costituisce l’inizio di un nuovo inizio.» (The New York Times)

Melvin Morse è laureato in medicina alla George Washington University e ha ricevuto il National Service Research Award. Noto studioso delle esperienze in punto di morte, vive e lavora a Seattle dove esercita la professione medica.

Paul Perry è stato caporedattore della rivista American Health e ha collaborato con Raymond Moody, indiscusso padre degli studi sulle NDE. Vive e lavora a Scottsdale, in Arizona.

Iguazù – Gli Stregoni del Profondo Verde

Iguazù – Gli Stregoni del Profondo Verde

Autore/i: Rostaing Mirella

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione dell’autrice, in copertina: illustrazione di Ferenc Pintér.

pp. 378, numerose illustrazioni b/n, 8 tavole a colori f.t., Milano

Sullo sfondo dell’attuale problema della progressiva distruzione dell’Amazzonia, questo libro ci parla, con grande sensibilità ecologica, di quella natura misteriosa e dai magici poteri. L’autrice è un’etnolinguista che ha vissuto per più di vent’anni con gli indios dell’Amazzonia, facendo ricerche etnologiche, geologiche, archeologiche e climatologiche, e appassionandosi all’alchimia verde di questo «pianeta» sconosciuto. In Iguazù analizza innumerevoli piante «sacre» e magiche, di cui dà ricette segrete e formule miracolose, e la sua simpatia per gli indios la porta a descrivere anche i costumi di questi popoli amici, con i loro maghi, medici, stregoni. È un viaggio all’interno e secondo una natura che può offrire anche alla civiltà occidentale apporti positivi e davvero sorprendenti.

Nata a Torino, Mirella Rostaing è laureata in lingue e letterature straniere. Negli anni Cinquanta ha vinto borse di studio al Consejo Superior de Investigaciones Científicas in Madrid per le specializzazioni in Storia dell’arte pre-ispano-latina e in lingua e filologia india etno-linguistica ispano-americana.
Dal 1950 al 1971 risiede in America latina per ricerche sistematiche riguardanti il territorio, l’archeologia, le etnie indie anche in zone amazoniche con particolare riferimento alle differenziazioni climatologiche. Rientrata in Italia, si abilita all’insegnamento superiore presso gli Istituti statali, ma continua i suoi viaggi in America per approfondire gli studi. Una spedizione in Africa nel ’76, di cui pubblica una memoria, la vede tra i Tuareg del Sahara per studiarne il ceppo etno-linguistico. Nello stesso anno fonda e dirige per tre anni il mensile “Mondo archeologico” e nel 1980 pubblica Archeologia misteriosa. Vince nel ’78 il Premio nazionale Città di Salsomaggiore per l’Archeologia e su questa disciplina, con risvolti che toccano il paranormale e il misterico, scrive su varie riviste specializzate e partecipa attivamente a programmi radiotelevisivi nonché a congressi nazionali e internazionali.

L’Ultimo Viaggio – La Coscienza nel Mistero della Morte. Dalle Antiche Pratiche Sciamaniche alle Nuove Cartografie della Psiche

L’Ultimo Viaggio – La Coscienza nel Mistero della Morte. Dalle Antiche Pratiche Sciamaniche alle Nuove Cartografie della Psiche

Titolo originale: The Ultimate Journey: Consciousness and the Mystery of Death

Autore/i: Grof Stanislav

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

introduzione dell’autore, coordinamento e cura di Maurizio Rosenberg Colorni, traduzione dall’inglese di Nessia Laniado.

pp. XVIII-398, illustrazioni b/n, xxxii tavole a colori e b/n f.t., Milano

Non abbiamo alcuna prova che la coscienza sia effettivamente prodotta dal cervello

Che cosa sappiamo degli stati liminali della nostra esistenza? Per esempio le fasi che precedono la nascita: è veramente impossibile ricordare qualcosa? O invece siamo in grado di rievocare i traumi che ci hanno accompagnato in questo processo? Stanislav Grof da quasi mezzo secolo si pone quest’ordine di domande sulla coscienza e di conseguenza rintraccia gli strumenti più adatti per scandagliarne i contorni. E la morte? Che cosa sappiamo veramente della morte? Come possono aiutarci i testi antichi di saggezza (il tibetano Bardo Thödol, l’egiziano Per Em Hru, l’azteco Codex Borgia, il Ceramic Codex dei Maya e il nostro Ars Moriendi), e le pratiche sciamaniche accompagnarci positivamente in questo viaggio? Tanti interrogativi apparentemente senza risposta, che però definiscono gli estremi teorici di una ricerca senza pari, per certi versi persino spregiudicata. Perché quando si tratta di porre una domanda “scomoda”, lì c’è Grof. E in questo libro definisce una nuova cartografia della psiche emersa dalla sua ricerca cinquantennale sulla terapia psichedelica, la respirazione olotropica e le crisi psico-spirituali spontanee. Ma anche le aree di ricerca relative alla sopravvivenza della coscienza dopo la morte: esperienze di quasi-morte, karma e reincarnazione, e la comunicazione con coscienze disincarnate. Un libro veramente sorprendente.

Stanislav Grof (1931), nato a Praga, medico, psichiatra e ricercatore da oltre quarant’anni degli stati di coscienza non ordinari, è uno dei fondatori della Psicologia transpersonale. Negli Stati Uniti fu Direttore del reparto di Ricerca Psichiatrica al Centro di Ricerca Psichiatrica del Maryland, dove sperimentò l’Lsd come mezzo per alleviare le sofferenze dei malati di cancro terminali. Dal 1973 al 1987, Grof insegnò da residente all’Esalen Institute di Big Sur, California, allacciando rapporti con studiosi del calibro di Joseph Campbell, Abraham Maslow, Fritjof Capra. Con Urra ha pubblicato, insieme a Christina Grof, Respirazione olotropica, teoria e pratica (2010). per Feltrinelli ha pubblicato inoltre Quando accade l’impossibile (2016) e L’ultimo viaggio (2017).

Le Vene Aperte dell’America Latina

Le Vene Aperte dell’America Latina

Titolo originale: Las Venas Abiertas de América Latina

Autore/i: Galeano Eduardo

Editore: Sperling & Kupfer Editori

prefazione di Isabel Allende, introduzione dell’autore, collana: Continente Desaparecido – collana diretta da Gianni Minà

pp. XVI-368, Milano

Un reportage che attraversa cinque secoli di storia del continente latinoamericano per raccontare il saccheggio delle sue preziose risorse: l’oro e l’argento, il cacao e il cotone, il petrolio e la gomma, il rame e il ferro. Tesori depredati sistematicamente: fin dai tempi della conquista spagnola, le potenze coloniali hanno prosciugato le ricchezze di questa terra rigogliosa, lasciandola in condizioni di estrema povertà. Un testo illuminante che, intrecciando l’analisi storica ed economica con il racconto delle passioni di un popolo sfruttato e sofferente, è diventato un vero e proprio classico della letteratura latinoamericana.

Dalla prefazione di Isabel Allende:
«Le grandi opere letterarie come questa risvegliano la coscienza, riuniscono le persone, interpretano, denunciano e provocano cambiamenti.»

Per la presente edizione Irina Bajni ed Elena Liverani hanno rivisto e aggiornato sulla base dell’edizione spagnola 1994 la traduzione di Gabriella Lapasini, pubblicata nel 1976 da Giulio Einaudi Editore (TO), la traduzione del Capitolo 4 Sette anni dopo, è di Elena Liverani. La traduzione della Prefazione di Isabel Allende è di Tullio Dobner.

Eduardo Galeano (1940-2015), nato a Montevideo, in Uruguay, tra il 1973, anno del colpo di stato militare, e il 1985 ha vissuto in esilio in Argentina e in Spagna. Giornalista, saggista e scrittore, ha ricevuto premi prestigiosi, fra i quali l’American Book Award dell’università di Washington e il premio Dagerman in Svezia. In Italia gli sono stati conferiti i premi Marenostrum e Pellegrino Artusi per la Solidarietà, e in Spagna il premio Vázquez Montalbán del Fútbol Club Barcelona. È stato il primo scrittore a ottenere il Cultural Freedom Prize della Fondazione Lannan. Nel 2008 è stato nominato Cittadino Illustre del Mercosur. Delle sue opere, tradotte in varie lingue, Sperling & Kupfer ha pubblicato Le vene aperte dell’America Latina, Giorni e notti d’amore e di guerra, Atesta in giù, Le labbra del tempo, Il libro degli abbracci, Parole in cammino, Specchi, I figli dei giorni e Splendori e miserie del gioco del calcio.

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Prefazione
Introduzione: Centoventi milioni di bambini nell’occhio del tifone

Parte Prima: Dalla ricchezza della terra, la povertà dell’uomo

  • Febbre dell’oro, febbre dell’argento
  • Re zucchero e altri sovrani agricoli

Parte seconda: Lo sviluppo è un viaggio con più naufraghi che naviganti

  • Storia della morte precoce
  • La struttura contemporanea del saccheggio
  • Le fonti sotterranee del potere
  • Sette anni dopo

Indice dei nomi

 

I Racconti degli Dei

I Racconti degli Dei

Autore/i: Papa Sebastiana

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

in copertina: La Dea Durga, iconografia popolare indù-

pp. 224, 46 illustrazioni b/n, Milano

Cinquantanove racconti nati da una paziente ricerca che l’autrice ha condotto viaggiando per mesi in luoghi diversi dell’India: il distretto di Madurai, roccaforte dell’ortodossia indù, la periferia di Bombay, la grande città industriale da secoli aperta alle influenze occidentali, e la valle di Kulu, in una zona di montagna all’estremo nord del Paese. Essa ha ascoltato e registrato dalla viva voce della gente le storie dei loro Dei, le cui radici affondano nelle tradizioni codificate e in tradizioni orali ancora più antiche. Traducendo quindi la sua ricerca in racconto e illustrandola con immagini tratte dall’iconografia popolare, Sebastiana Papa ha saputo cogliere come il Divino, presso quel popolo straordinario, sia profondamente intessuto al quotidiano, e restituirci, attraverso la freschezza di queste sue «biografie divine», la sensibilità autentica dell’anima indiana.

La Cultura del Narcisismo – L’Individuo in Fuga dal Sociale in un’Età di Disillusioni Collettive

La Cultura del Narcisismo – L’Individuo in Fuga dal Sociale in un’Età di Disillusioni Collettive

Titolo originale: The Culture of Narcissism

Autore/i: Lasch Christopher

Editore: Bompiani

introduzione dell’autore, traduzione di Marina Bocconcelli, in copertina: René Magrítte, Paysage de Baucis.

pp. 304, Milano

In questo saggio Christopher Lasch offre una severa e corrosiva analisi dei modelli culturali dominanti nella società americana dagli anni Settanta in avanti, condizionata da un individualismo esasperato che si diffonde a livelli di massa e trasforma stili e comportamenti della vita quotidiana. Gli Stati Uniti, assunti come quadro di riferimento, rappresentano ancora una volta il modello cui vanno conformandosi le società occidentali più avanzate: nell’inversione di tendenza della cultura americana si possono infatti riconoscere molti dei tratti che hanno segnato i nostri anni Ottanta e Novanta. La diffusa caduta della tensione politica, l’esasperata pratica dell’autocoscienza, il culto del corpo, l’ossessione della vecchiaia e della morte, la liberalizzazione sessuale sono le manifestazioni più importanti dell’edonismo statunitense. Lasch, con continui slittamenti dalla fenomenologia del costume alla storia, dalla letteratura alla psicologia, approfondisce la sua ricerca documentando le conseguenze che la deriva del narcisismo ha avuto nella pratica politica, nello sport, nell’immaginario, nella scuola, nel mondo del lavoro, nella famiglia, nel rapporto tra i sessi ecc. Una nuova postfazione dell’autore, La cultura del narcisismo rivisitata (1990), mette in evidenza la sostanziale attualità delle tesi del volume e ne sottolinea la validità in una società sempre più dominata da grandi organizzazioni burocratiche e dai mass media. 

Christopher Lasch insegna storia alla University of Rochester ed è uno dei maggiori studiosi americani di argomento sociale. Tra i suoi libri: The New Radicalism in America (1965), The Agony of The American Left (1969), Haven in a Heartless World (1977), The Minimal Self (1984), The True and Only Heaven: Progress and its Critics (1991). 

Spiriti della Natura Oracolo – La Saggezza degli Antichi, dall’Uomo Verde all’Alfabeto Ogamico dei Celti

Spiriti della Natura Oracolo – La Saggezza degli Antichi, dall’Uomo Verde all’Alfabeto Ogamico dei Celti

Gli Alberi, la Tua Guida

Autore/i: Matthews John; Worthington Will

Editore: Armenia Editore

prefazione di Fred Hageneder, traduzione dall’inglese di Rossana Terrone.

pp. 128, nn. ill. b/n, 25 Carte a colori, in cofanetto, Cornaredo (MI)

L’Uomo Verde è un’icona antica e popolare del mondo vegetale, simbolo dello spirito della natura. In questo straordinario cofanetto, la sua saggezza arborea e l’alfabeto ogamico dei celti si fondono in un oracolo di immenso potere.
Il mazzo di 25 carte splendidamente illustrato raffigura ciascuno degli alberi che compongono questo antico alfabeto. L’Uomo Verde – a volte manifesto, a volte nascosto – è presente in ogni immagine, e ti invita ad entrare nel suo mondo. Scoprirai le tradizioni, i miti e il simbolismo degli alberi, e imparerai il significato più profondo di ogni carta, e come questa antica conoscenza possa guidarti nella tua vita oggi.

«Il druidismo moderno al suo apice …» (Fred Hageneder, autore di The Spirit of Trees e The Heritage of Trees)

Il Cammino delle Antiche Pietre – Un Pellegrinaggio di Fede, Ragione e Scoperta

Il Cammino delle Antiche Pietre – Un Pellegrinaggio di Fede, Ragione e Scoperta

Titolo originale: In Search of Stones

Autore/i: Peck M. Scott

Editore: Edizioni Frassinelli

traduzione di Giuseppe Bernardi, illustrazioni di Christopher Peck.

pp.XII-412 , nn. illustrazioni b/n, Milano

Le pietre parlano un linguaggio antico che vince i secoli e che a stento si lascia ancora decifrare da chi è mentalmente in cammino, nell’atteggiamento fisico e spirituale del pellegrino disposto all’ascolto. In apparenza questo libro – best-seller negli Stati Uniti – è il resoconto appassionato di un viaggio di tre settimane attraverso Galles, Inghilterra e Scozia che l’autore ha compiuto con la moglie Lily alla ricerca delle affascinanti pietre megalitiche, antica loro passione. Ma questa «cerca» delle pietre si rivela ben presto un itinerario dentro il mistero e il significato delle cose, quasi un pellegrinaggio emblematico alle radici stesse della vita. Stonehenge, Callanish, Abercastle sono solo alcune delle tappe che dischiudono le storie segrete dei dolmen e dei menhir disseminati nelle verdi terre su cui aleggia ancora la leggenda di re Artù e di Camelot. In parallelo, ogni giornata di questo percorso si diffonde su altre «pietre miliari», quelle che segnano l’esperienza umana – il sentimento del sacro, l’essere genitori, il senso artistico, il bisogno di cambiamento -, affrontate alla luce della storia personale e professionale di Scott Peck, che in queste pagine firma una sorta di autobiografia spirituale. È un itinerario che muove a profonda commozione, chiamando in causa ciascuno di noi con domande a cui forse non esiste risposta… Segrete e misteriose le une, densa di significati da trovare l’altra, le pietre e la vita sono là che ci attendono. Illustrato dalla sicura mano di Christopher Peck – figlio dell’autore – che è riuscito a imprigionare nelle immagini una scintilla della magia di quei luoghi, Il cammino delle antiche pietre è un vibrante appello alla ricerca interiore, misura di tutte le cose fuori e dentro di noi.

«Questo libro fa sentire la sua voce nel dibattito sulle pietre megalitiche, ma rappresenta anche un vivido diario esistenziale articolato in prima persona da M. Scott Peck, un’avvincente esperienza di viaggio e di riflessione. Uno dei doni dello scrittore è indubbiamente la sua toccante e naturale autorevolezza. […] In quest’opera egli ha saputo trovare il contrappunto ideale ai sussulti del cuore nella stabilità della pietra grezza.» (The New York Times Book Review)

«Un libro magico… valorizzato da disegni evocativi. Le meditazioni di Scott Peck si librano a grandi altezze toccando argomenti di portata universale quali la fede, l’arte, la disperazione, mentre la scoperta di sé, attraverso una sorvegliata introspezione, rende questo libro una sentita odissea spirituale.» (Publishers Weekly)

M. Scott Peck, psichiatra e psicoterapeuta di chiara fama internazionale, insignito di vari riconoscimenti per la sua attività di pacifista, è apprezzato autore di saggi che hanno appassionato milioni di lettori in tutto il mondo. Per Frassinelli ha pubblicato con successo Voglia di bene, Vivere di pace, Star bene con gli altri e Un’infinita voglia di bene. Vive nel Connecticut settentrionale con la moglie Lily, da cui ha avuto cinque figli.

Christopher Peck, figlio di M. Scott, è un affermato illustratore per l’infanzia. Vive a San Francisco.

Napoleone Imperatore e Massone

Napoleone Imperatore e Massone

Autore/i: Collaveri François

Editore: Nardini Editore

cura, introduzione e traduzione di Aldo Alessandro Mola.

pp. 232, illustrazioni b/n, Firenze

François Collaveri, nato a Marsiglia il 24 settembre 1900, ha svolto per decenni compiti delicati nell’ambito dei poteri dirigenti della Gran Loggia di Francia, allo stesso tempo coinvolgendosi senza riserve nei grandi problemi del governo pubblico. Arrestato durante la repubblica di Vichy e attivo militante della Liberazione francese, nel 1944-1948 segretario del dipartimento Bouches du Rhône, poi (1948-50) direttore della segreteria dei ministeri degli Interni e della Difesa, prefetto dell’Ain (1951) e di Algeri (1956), della Sarthe (1956), della Loire (1959), ispettore generale a Constantine nel 1961, prefetto onorario dal 1965, François Collaveri ebbe un ruolo di rilievo nel tentativo di mediazione tra le parti alla vigilia della guerra d’Algeria. È stato decorato con medaglia al valore per la guerra del 1939-45 e con medaglia al valore militare, ed è commendatore della Legion d’Onore.

Napoleone imperatore e massone, opera unica per la ricchezza del suo apparato documentario, è molto più di un’acuta inchiesta sul «mistero d’Egitto», irrisolto in assenza della «prova provata» dell’iniziazione napoleonica. Giungere, in merito alla questione, a un sufficiente grado di certezza – come Collaveri ci consente – non significa in questo caso rovistare in una fra le molte «coulisses» della biografia napoleonica. L’Autore ha infatti il merito di porre la questione sul terreno più appropriato: non l’apologia, bensì la storia politica. Comprovare il massonismo di Napoleone Bonaparte consente infatti di rispondere con sicurezza al quesito che da due secoli attende risposta esauriente: la chiave del successo attinto dal generale al rientro da una spedizione niente affatto trionfale e della sua rapida ascesa al vertice di un sistema provvisoriamente abbozzato nel Consolato, poi stilizzato con l’incoronazione in Notre-Dame, infine dilatato a Grande Impero. Quella sull’iniziazione del «petit caporal» si rivela dunque un’indagine sul funzionamento del sistema politico postrivoluzionario. (A.A.M.)

Le Vite di Dodici Cesari

Le Vite di Dodici Cesari

Autore/i: Svetonio

Editore: Rusconi

prima edizione, introduzione e traduzione di Alessandro Cutolo, introduzioni storiche di Federico Roncoroni, fotografie di Mario Monge, in copertina: Augusto come Pontefice Massimo (Roma, Museo Nazionale Romano).

pp. 556, nn. tavole in a colori e b/n f.t., Milano

Quasi tutto quel che si conosce su Cesare e sui primi undici imperatori romani deriva dalle Vite di dodici Cesari di Svetonio. Quest’opera ha sempre goduto il favore dei lettori: entrare nell’intimità della vita di personaggi che, grazie a Svetonio, scendevano dal piedistallo sul quale la Storia li aveva collocati, conoscere le loro virtù e i loro vizi, le manie, i passatempi, gli amori e i capricci era tentazione troppo forte. Poco o nulla si sa di Caio Svetonio Tranquillo, chiamato dai medioevali col «cognomen», Tranquillo, e dal Rinascimento in poi col semplice «nomen», Svetonio. Probabilmente era romano di nascita e di famiglia equestre, anche se Plinio il Giovane, che gli fu amico, propende a credere che fosse come lui un Gallo cisalpino. Anche la data di nascita è incerta, intorno al 69 d.C. Esercitò l’avvocatura per un certo tempo, ma non con molta passione, mentre coltivava con passione le lettere. L’imperatore Traiano, grazie a un intervento di Plinio il Giovane, gli concesse l’esenzione fiscale riservata ai padri di tre figli per meriti particolari. Verso il 113 d.C., sotto Adriano, Svetonio ottenne l’incarico di segretario delle epistole latine alla corte imperiale, per cui doveva provvedere alla corrispondenza di tutto l’impero. Proprio in quel periodo egli scriveva Le vite di dodici Cesari che terminò intorno al 115 d.C. La fortuna a corte di Svetonio terminò bruscamente verso il 122 quando il suo protettore Setticio Claro cadde in disgrazia a causa di un intrigo politico. Da quel momento, di Svetonio non si sa più nulla ed è alquanto incerta anche la data della morte.

Un estratto:
“Geloso di Britannico che aveva una voce più amabile della sua e temendo d’altra parte che lo soppiantasse un giorno nel favore del popolo, grazie al ricordo del padre di lui, lo fece avvelenare. Il veleno gli fu dato da una certa Locusta che ne aveva scoperti di ogni specie, ma, dato che quel tossico agiva più lentamente di quanto egli avesse sperato, provocando in Britannico una semplice diarrea, fece venire quella donna e la picchiò con le sue proprie mani, rimproverandola di avergli dato una medicina in luogo di un veleno. Locusta replicò che gli aveva fornito una dose più debole per dissimulare un delitto così odioso, ed egli le disse: «Certamente, io ho paura della legge Giulia», e la costrinse a far cuocere sotto i suoi occhi nella sua camera un veleno che fosse il più possibile adatto; meglio ancora, fulminante.
In seguito lo provò su un capriolo, ma dato che quest’animale visse ancora cinque ore, fece ricuocere la mistura varie volte e la somministrò a un giovane porco; quando vide che quest’ultimo moriva immediatamente, ordinò di portare il veleno nel triclinio e di farlo bere a Britannico che mangiava con lui.
Britannico morì al primo sorso, e Nerone disse ai convitati che si trattava di una delle abituali crisi di epilessia di lui; poi l’indomani lo fece seppellire alla svelta, senza pompa e sotto una pioggia torrenziale. Quanto a Locusta, per premiarne i servigi le offrì l’immunità, vasti possedimenti e persino discepoli da ammaestrare in quell’arte.(Nerone, XXXIII)”

In quest’opera Svetonio narra la vita di dodici Cesari, da Giulio Cesare a Domiziano, ponendo in primo piano gli uomini più che gli avvenimenti senza curarsi di affrontare e approfondire problemi storici di vasta entità. Va in cerca di notizie, di colore, preoccupato di cavar fuori il ritratto a tutto tondo del personaggio che descrive. Non sempre è attendibile, talvolta certi suoi giudizi negativi nascono da pregiudizi politici. Per questo motivo, a ogni Vita si è premessa una breve introduzione di Federico Roncoroni che restaura la verità storica là dove Svetonio non è stato oggettivo. Il volume è illustrato da Mario Monge con fotografie a colori e in bianco e nero.

Rispetto per la Vita

Rispetto per la Vita

Titolo originale: An Anthology

Autore/i: Schweitzer Albert

Editore: Edizioni di Comunità

prefazione e introduzione di Charles R, Joy, traduzione dall’inglese di Costanza Walter, in copertina: Diego Rivera, L’adorazione della Vergine, particolare (1912).

pp. 296, Milano

Questo volume raccoglie in forma antologica le pagine più suggestive e importanti scritte da Albert Schweitzer. Considerazioni filosofiche e teologiche, notazioni estetiche, riflessioni etiche si alternano ai ricordi autobiografici di una vita avventurosamente divisa tra il pensiero e l’azione. Il motivo che ricorre costantemente a dare unità a questo ricco e vasto materiale è l’idea del rispetto per la vita, motivo che potremmo cogliere in questa lunga citazione dove è segnata per la prima volta l’intuizione di una scoperta etica: «Risalivamo lentamente il fiume, cercando con fatica – era la stagione secca – i canali in mezzo ai banchi di sabbia. Sedevo assorto sul ponte della chiatta, lambiccandomi il cervello alla ricerca del concetto elementare e universale dell’etica, che non avevo trovato in nessuna filosofia. La sera del terzo giorno, al tramonto, mentre passavamo in mezzo a un branco di ippopotami, mi balzò d’improvviso in mente, senza che me l’aspettassi, l’espressione “rispetto per la vita”. Ecco che avevo trovato il modo di arrivare al concetto in cui sono contenute insieme l’affermazione del mondo e della vita e l’etica. Ora sapevo che l’affermazione etica del mondo e della vita come pure gli ideali di civiltà sono fondati nel pensiero». In questa definizione parve a Schweitzer di fissare felicemente la novità delle sue ricerche etiche e delle sue esperienze a contatto con una natura primitiva e un’umanità sofferente. Con l’etica del rispetto per la vita come affermazione della vita stessa in ogni sua forma, Schweitzer oppone al pessimismo del pensiero orientale, alla sua « mistica di identità » negatrice del mondo e della vita un accorato richiamo ad un’azione personale e responsabile nel mondo.

Nato nel 1875 a Kayserberg nell’Alsazia, studiò teologia, filosofia e teoria della musica all’Università di Strasburgo. Ordinato pastore della chiesa di San Nicola nel 1900, più tardi divenne rettore del seminario teologico di San Tommaso. A trent’anni, maturata la decisione di dedicare la sua vita agli indigeni dell’Africa equatoriale, si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Strasburgo. Conseguita la laurea e compiuto un corso di specializzazione in malattie tropicali, nel marzo del 1913 si imbarcò per l’Africa con la moglie Hélène Breslau e si stabilì a Lambarene, sperduto villaggio del Gabon, sulle rive del fiume Ogooué, dove costruì le prime capanne del suo ospedale. Dapprima internato, poi trasferito con la moglie in Francia durante la prima guerra mondiale, ritornò in Africa nel 1924 e riedificò il suo ospedale che era caduto in rovina. Da allora alternò i suoi soggiorni in Africa con viaggi e soggiorni in Europa dove tenne conferenze e concerti. Nel 1952 gli fu conferito il premio Nobel per la pace. È morto a Lambarene nel 1965.

L’Arma del Vero Amore – La Mia Battaglia per l’Impegno Sociale dagli Orrori del Vietnam al Plum Village

L’Arma del Vero Amore – La Mia Battaglia per l’Impegno Sociale dagli Orrori del Vietnam al Plum Village

Titolo originale: Learning True Love

Autore/i: Chân Không

Editore: Ubaldini Editore

presentazione di Roberto Mander, prefazione di Thich Nhat Hanh, traduzione di Giampaolo Fiorentini.

pp. 240, nn. fotografie b/n, Roma

Amore per gli altri, impegno sociale e indomito coraggio sono le armi con cui da anni Chân Không conduce la sua appassionata e non violenta battaglia contro la sofferenza. Nata nel delta del Mekong, al centro del sanguinoso conflitto vietnamita, fin da giovane si è adoperata per gli altri nello spirito del Buddhismo.
Discepola di Thich Nhat Hanh, ne ha condiviso le iniziative sociali e pacifiste, spesso a rischio della vita, dapprima in Vietnam e quindi in tutto il mondo.

Oggi, monaca buddhista, vive e lavora al Plum Village, centro voluto da Thich Nhat Hanh in Francia, prodigandosi in favore dei profughi, dei bambini, delle vittime dei conflitti in ogni parte del mondo. Questa sua autobiografia è a un tempo la cronaca di una vita tutta spesa per aiutare gli altri e una grandissima testimonianza di come l’amore possa dimostrarsi più forte di ogni violenza.

Le Scienze Sociali Come Stregonerie

Le Scienze Sociali Come Stregonerie

Titolo originale: Social Sciences as Sorcery

Autore/i: Andreski Stanislav

Editore: Armando Armando Editore

prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese di Piero Stefani.

pp. 240, Roma

Presentazione Editoriale
Se il numero degli psicologi e dei sociologi continua a crescere col ritmo degli ultimi dieci anni, in un paio di secoli ricoprirà l’intera superficie dell’orbe. E questo è solo un risvolto del fenomeno. L’altra faccia non è migliore: la crescita in quantità va tutta a danno della qualità.
Questo è il conto finale del saggio di Andreski, che ricorda per taluni aspetti i saggi, ben noti, di Sorokin e di Debray-Ritzen. Pamphlet, stroncatura? Importa poco. Come non scorgere, dentro il paradosso, l’annotazione caustica, l’ironia, il divertissement, il gioco dell’impertinenza, qualcosa che non è dovuto soltanto ad una intelligenza indubbiamente prodiga e votata all’anticonformismo ma che descrive invece alcuni aspetti di una realtà fattuale ed empiricissima? L’A. parte proprio da una constatazione di fatto: la concomitanza tra la diffusione dei cosiddetti scienziati sociali, la dequalificazione della pratica educativa, e l’indebolimento della salute sociale. Molti medici e molte malattie. Difficile stabilire un rapporto causale tra la promozione di «esperti» e l’estensione dell’inquinamento civile. Però è certo che i molti politologi fino ad ora non hanno migliorato granché il buon governo, che l’armata dei sociologi non è ancora riuscita a bonificare la vita quotidiana, che la produzione di pedagogisti su larga scala non ha elevato l’arte dell’insegnamento.
Andreski conduce il lettore nei vicoli del mercato dell’intelligenza. Visita il baraccone della grande editoria, specializzata nell’imporre prodotti anestetici, adatti al gusto di un pubblico adulato perché continui a pagare e a non essere disturbato nel proprio sonno. Ecco poi la consorteria degli scienziati sociali, che fa la fila per potersi genuflettere al cospetto dei «grandi maestri». Costoro mostrano un grande impegno nel controllare la curva ascendente del loro conto in banca, incrementato dai «fondi per le ricerche» elargiti da politici e imprenditori insipienti o complici. Assegnato il compito di portare a termine i progetti ad una équipe di disoccupati della cultura, i boss delle ricerche si danno allo spaccio non clandestino di un gergo pseudoscientifico, sul quale si esercitano gli scrocconi e i cortigiani, sempre in stato di allarme per difendere l’eccellenza della scuola a colpi di recensioni.
Le tecniche del camuffamento della falsa scienza sono appunto il gergo misterico e l’evasione nella inodore metodologia. Quest’ultima assicura l’immunità dalla responsabilità. I fanatici della metodologia sono come i cuochi che si danno un gran daffare con coltelli e forchette mentre il piatto resta sconsolatamente vuoto. Una tecnica adibita all’autovalorizzazione è poi quella del linguaggio e delle formule cibernetiche, che i santoni del rituale accademico simulano di trasferire nello studio del comportamento umano.
Non si creda che il libro di Andreski sia diretto contro una anonima istituzione accademica, politologica, psicologica, sociologica, an-tropologica e pedagogica. I bersagli sono anagrafati. Da questo fuoco di fila non escono indenni Parsons, Lévi-Strauss, Skinner. In particolare gli ultimi due. Inoltre, si collochino a destra o a sinistra, le ideologie implicite nell’odierno sapere sono bollate come subdolamente conservatrici. Nel calderone si ritrovano e lo struttural-funzionalismo e l’agiografia marxista. Non si tratta di un conservatorismo onesto, che dopotutto era critico nei confronti della realtà, come lo sono stati i maestri che l’A. ricorda, da Tocqueville a Pareto. L’odierno è un conservatorismo criptico, sotterraneo, che glorifica il potere facendo finta di indignarsi, ogni potere, di governo o dell’opposizione.
Malgrado tutto l’A. è disperatamente ottimista. Sa che la vera conoscenza scientifica sarà utile alla società. Ma proprio per questo non perdona niente alla ciarlataneria ed osserva che al posto delle cattedrali sociologiche oggi c’è solo una irrefrenabile bidonville di intellettuali abusivi. Di conseguenza scrive un libro igienico come questo, a costo di sconcertare il lettore, pur di difenderlo dall’oppio degli intellettuali.

Stanislav Andreski è dal 1964 Professore di Sociologia all’Università di Reading. In precedenza era stato Lecturer al Bruner College (1947-60), Professore di Sociologia a Santiago, Cile (1960-61), e Senior Research Fellow del NISER, Ibadan, Nigeria (1962-64).

Giudizi sul testo originale:
«Andreski è convinto che “molto di ciò che passa per studio scientifico del comportamento umano si riduce a stregoneria”, e afferma che il lettore profano sta imparando a distinguere tra un feticcio e un’opera che vale. Come? Mettendo alla prova la sua capacità mentale con pochi libri difficili, come l’Introduzione alla filosofia matematica di Bertrand Russell e i Principi biologici di J. H. Woodger. Se si riesce a capire questi libri, mentre l’opera di un sociologo risulta oscura, “allora si può giustamente sospettare che sia tutto un nonsenso”» («Time» 25 settembre 1972).

«È un libro feroce, brioso ed erudito. Inferociti contro il gergo delle scienze sociali, molti lo rifiutano in blocco, mentre Andreski spicca i petali uno per uno, facendo così vedere che sono di plastica». («The Economist», 9-9-1972).
«E’ un libro dove si conferma il paradosso che i pensatori veramente seri sono i soli che possono permettersi il lusso di scherzare» («The Daily Telegraph» 3-3-1975).

«La critica demolitrice delle scienze sociali, da parte di Andreski, delizierà le persone che da lungo tempo sospettavano come lo spaventoso gergo usato da molti sociologi nascondesse banali luoghi comuni» («BBC», 3-10-1972).

La Luce e La Rinascita – Nuove Esperienze nei “Territori Oltre la Vita”

La Luce e La Rinascita – Nuove Esperienze nei “Territori Oltre la Vita”

Nuove esperienze nei territori oltre la vita

Autore/i: Cariglia Fulvia

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione di Raymond A. Moody, introduzione dell’autrice.

pp. 218, Milano

Una bellissima fanciulla di diciotto anni consunta dal mal d’amore che, nella Firenze del Quattrocento, la famiglia seppellisce ritenendola morta di peste e dopo poche ore si “risveglia”; il grande compositore Arnold Schónberg che nel 1946 “risorge” dalla morte ispirato a tradurre in un Trio per archi il suo “viaggio nell’aldilà”; un bambino di sette anni, miracolosamente scampato a una malattia inguaribile, che “incontra” Padre Pio su altri piani di esistenza e con la sua vicenda convince la Chiesa alla santificazione del Beato; ma anche, e soprattutto, storie di gente comune che, superata una crisi quasi mortale, ne riemerge rinnovata nell’animo e talora arricchita di insospettati talenti artistici. Racconti di vite comuni divenute tuttavia straordinarie, emozionanti vicende di trasformazione e profonda spiritualità che Fulvia Cariglia raccoglie in questo libro, frutto di anni di studio sulle esperienze di “premorte”, del confronto con i maggiori esperti del settore e soprattutto del contatto diretto con i soggetti protagonisti di questi eccezionali fenomeni, analizzati alla luce delle ultime indagini mediche e psicologiche.

Fulvia Bianchi Cariglia
, laureata in sociologia, giornalista e psicologa, si occupa da molti anni di ricerca sugli stati modificati di coscienza. Ha condotto sull’argomento seminari presso l’Università di Firenze e scritto trasmissioni radiofoniche RAI, nonché relazionato a numerosi congressi specifici. Negli Oscar ha pubblicato, fra gli altri, Ter-ritori oltre la vita ed Echi d’altrove, saggio sulla storia dello spiritismo. È consulente culturale della Repubblica di San Marino, dove organizza ogni anno un Congresso internazionale di studi delle esperienze di confine. Vive e lavora a Firenze. 

Autobiografia – Le Esperienze Pedagogiche del Direttore della Scuola di Summerhill

Autobiografia – Le Esperienze Pedagogiche del Direttore della Scuola di Summerhill

Titolo originale: Neill! Neill! Orange Peel!

Autore/i: Neill Alexander S.

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di Silvia Giacomoni.

pp. 384, 1 fotografia b/n f.t., Milano

Il creatore della più sperimentata scuola «antiautoritaria» del nostro tempo, che ha reso celebre in tutto il mondo il nome di Summerhill, racconta in questo libro la sua vita e le sue esperienze pedagogiche. Nell’affascinante trama di una esistenza interamente dedicata alla ricerca di vie e mezzi concreti per educare i ragazzi alla libertà nella libertà, l’autobiografia di Neill spiega con ricchezza di particolari le circostanze storiche e ambientali, gli incontri, le letture, gli «incidenti sul lavoro», le scoperte psicologiche, le innovazioni pratiche e le idee-guida che hanno portato alla nascita, allo sviluppo e al successo della sua celebre scuola. Bilancio della vita di un uomo che ha dato radicali contributi al rinnovamento dell’educazione, il libro è una miniera di suggerimenti, spunti e stimoli per una pratica educativa che voglia essere suscitatrice di coscienze libere e autonome; sintetico e conclusivo messaggio di un pedagogista eterodosso e antiaccademico, si offre come una testimonianza vissuta, perennemente tesa alla soluzione del grande problema che, in termini quanto mai drammatici, si pone oggi nella cerchia familiare non meno che nell’istituzione scolastica: come conciliare le esigenze della «formazione» col rifiuto della costrizione autoritaria. Dallo studio all’impegno politico, dall’educazione sessuale a quella dei sentimenti, i punti d’approdo delle esperienze maturate in comune da Neill e dai suoi ragazzi sono qui esposti in uno schietto resoconto tutt’altro che trionfalistico, il cui ottimismo di fondo non nasconde le ombre, le contraddizioni e i problemi irrisolti. Né l’autobiografia si esaurisce nei limiti di una storia privata: memorabili ritratti delle grandi personalità che hanno influenzato l’evoluzione del protagonista – da H.G. Wells a G.B. Shaw a Wilhelm Reich – fanno del libro un pittoresco spaccato d’una delle più fervide stagioni, tuttora da riscoprire, della storia intellettuale europea.

Alexander Sutherland Neill (1883-1973) prima in Inghilterra, poi in tutto il mondo, è divenuto famoso come simbolo di educazione antiautoritaria. Col progressivo acuirsi della crisi delle istituzioni pedagogiche, le sue idee sono diventate un punto di riferimento obbligato per chiunque, come genitore o come insegnante, si occupi di educazione. Nato a Forfar (Scozia) in una famiglia di maestri elementari, dopo una giovinezza «sbagliata» ma aperta agli stimoli d’un ricchissimo spirito d’osservazione, si dedicò alle tecniche dell’apprendimento e all’attività pedagogica. Nel corso di alcuni decenni si impose all’attenzione internazionale per la novità e i risultati dei suoi metodi; il suo capolavoro è la scuola da lui fondata, Summerhill, dove sperimentò, modificò e perfezionò il suo sistema pedagogico. Tra le sue opere sono state tradotte in Italia: Questa terribile scuola (La Nuova Italia, Firenze 1956), Summerhill (Forum Editoriale, Milano 1969), Il genitore consapevole (Forum Editoriale, Milano 1970), L’ultimo uomo al mondo (Emme Edizioni, Milano 1973).

Distacchi – Gli Affetti, le Illusioni, i Legami e i Sogni Impossibili a cui Tutti Noi Dobbiamo Rinunciare per Crescere

Distacchi – Gli Affetti, le Illusioni, i Legami e i Sogni Impossibili a cui Tutti Noi Dobbiamo Rinunciare per Crescere

Titolo originale: Necessary Losses

Autore/i: Viorst Judith

Editore: Edizioni Frassinelli

seconda edizione, introduzione dell’autrice, traduzione di Laura Sgorbati Buosi.

pp. XVI-432, Milano

Quando pensiamo al distacco intendiamo in genere la perdita di una persona che amiamo. Ma questo tema è in realtà ben più ampio e complesso e scandisce l’intero corso della vita di ognuno. Perché noi non perdiamo solo attraverso l’abbandono, ma anche rinunciando ai sogni romantici, alle aspirazioni impossibili che investono tutti i rapporti umani, o vedendo tramontare, con l’andare degli anni, il nostro io giovanile, con le sue pretese di invulnerabilità. Il distacco dal corpo della madre al momento della nascita segna il primo legame che si spezza, ma anche l’infanzia con le sue sicurezze e l’adolescenza con le sue illusioni rappresentano altrettante tappe da percorrere e da superare nel cammino che porta alla piena maturità dell’essere umano. Distacchi – che negli Stati Uniti ha riscosso enorme interesse e successo, occupando a lungo i primi posti nella classifica dei bestseller sia in edizione rilegata, sia in edizione economica – è una felice sintesi di psicoanalisi, letteratura ed esperienza personale e professionale dell’autrice, la quale indica con chiarezza e sensibilità gli strappi dolorosi ma necessari che dobbiamo affrontare per poter crescere e confrontarci con la realtà. La sua analisi lucida, toccante, sempre ancorata agli aspetti più profondi e pressanti della vita quotidiana è un aiuto, uno stimolo e un arricchimento per ognuno di noi.

«Con Distacchi Judith Viorst ha sintetizzato una vasta attività di ricerca in un’opera organica, ricca e di piacevole lettura.» (The New York Times Book Review)

«Con saggezza, comprensione e brio l’autrice analizza le fasi della vita, dalla perdita dolorosa della fusione con la madre ai labirinti del matrimonio, fino ai diversi modi di morire. Questo libro di particolare sensibilità dovrebbe interessare e arricchire chiunque.» (Benjamin Spock)

«La saggezza è di solito una faticosa conquista, ma Judith Viorst ha scritto un libro così bello e intelligente che ci rende più saggi quasi senza sofferenza. Distacchi è un testo meraviglioso, di grande sensibilità e portata sulla condizione umana, come non ne leggevo da tempo.» (Harold S. Kushner)

Judith Viorst si è specializzata nel 1981 al Washington Psychoanalytic Institute. Ha affrontato in particolare i temi del matrimonio e della terza età, è autrice di numerosi libri di poesia e di testi per bambini e tiene una rubrica mensile, molto seguita, sulla rivista americana Redbook. Vive a Washington col marito, commentatore politico, e con i tre figli.

Il Segreto dell’Infanzia

Il Segreto dell’Infanzia

Autore/i: Montessori Maria

Editore: Garzanti Editore

prefazione dell’autrice.

pp. XIV-312, Milano

Madri ed educatori troveranno in questo libro il mondo in cui s’ambienta il metodo montessoriano: Il segreto dell’infanzia crea infatti lo stato d’animo preliminare all’intelligenza di una pratica pedagogica logica e chiara, che conduce sottilmente alla progressiva scoperta delle verità intellettuali.
Il muto e misterioso lavoro del bambino nei suoi primi tre anni, l’incarnazione dello spirito umano nella giovane creatura divengono una verità acquisita alla nostra coscienza, una rivelazione a cui ognuno può attingere preziosi suggerimenti per meglio orientare il processo formativo.

Maria Montessori (Chiaravalle, Ancona, 1870-Noordwijk, L’Aia, 1952) fu tra le primissime donne italiane a laurearsi in medicina, dedicandosi fin da subito allo studio dell’educazione dei bambini. Dopo il notevole successo ottenuto dai suoi metodi, nel 1906 fu chiamata a curare l’organizzazione di scuole materne per i figli di famiglie operaie di alcuni quartieri popolari romani; nacquero così le prime «case dei bambini», presto conosciute e imitate in tutto il mondo. L’avversione al fascismo la spinse, nel 1936, ad abbandonare l’Italia e a ritirarsi in Olanda, dove rimase fino alla morte. Le sue opere, ora, sono diventati classici del pensiero pedagogico.

Il Mito della Cattiva Madre – Le Realtà Emozionali della Maternità

Il Mito della Cattiva Madre – Le Realtà Emozionali della Maternità

Titolo originale: The Myth of the Bad Mother

Autore/i: Swigart Jane

Editore: Longanesi & C.

introduzione dell’autrice, traduzione dall’americano di Patrizia Bonomi Banas, in copertina: « Schwangere » (1910) di Egon Schiele, acquarello.

pp. 256, Milano

Nella società contemporanea il ruolo della madre ha compiuto una profonda mutazione rispetto al modello ottocentesco: da un lato esso si è rivestito di importanza e gravità totalmente nuove (in relazione all’enfasi attribuita ad alcune teorie psicanalitiche), dall’altro ha perso gran parte del suo «carisma» ed è passato in secondo piano rispetto alle più urgenti istanze di emancipazione della donna. Sono così sorti due modelli di madre: la Buona Madre, devota in tutto e per tutto al benessere dei figli, e la Cattiva Madre, egoista, indifferente e quindi responsabile dei problemi dei figli. Entrambe queste immagini sono ovviamente false e stereotipate, tuttavia hanno finito per influenzare in maniera più o meno cosciente il comportamento di ogni donna… forse anche prima che diventi effettivamente madre. Con competenza e partecipazione, Jane Swigart analizza le speranze, le difficoltà, i drammi e i desideri che caratterizzano le varie fasi del rapporto madre-figlio, tracciando un quadro convincente quanto rivoluzionario, che rifugge da inutili teorizzazioni per ancorarsi solidamente a quella realtà quotidiana che è di certo la più difficile da gestire.

Jane Swigart è cresciuta nel Wyoming e nel Michigan. Laureatasi in letterature comparate, ha ottenuto un dottorato in psicologia e letteratura grazie appunto ai suoi studi sul « mito della Cattiva Madre » e successivamente si è specializzata in psicologia clinica alla San José State University. Madre di due figli, in questo libro riferisce della propria esperienza di maternità in prima persona, supportandola tuttavia di numerose citazioni dei più grandi psicologi (Richard Spock, Bruno Bettelheim, Maggie Scarf) nonché di brani letterari e poetici e di riferimenti a film e programmi televisivi.