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Selezione di volumi

L’Infinito in Fondo al Cuore – Dialoghi su Dio e sulla Fede

L’Infinito in Fondo al Cuore – Dialoghi su Dio e sulla Fede

«Nessuno può Comprendere la Religione: È Per Questo Che Bisogna Credere. Credere non è Sapere, non è Comprendere: È Aderire Senza Conoscere.»

Autore/i: Guitton Jean; Pini Francesca

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Francesca Pini, titolo originale: Une recherche de Dieu.

pp. 270, Milano

«Per alcuni anni abbiamo affrontato gli interrogativi più importanti, quelli che tutti gli uomini si pongono alla fine di questo secondo millennio. E abbiamo deciso di essere sinceri fino in fondo.»
Tra Jean Guitton e Francesca Pini si è creata una grande familiarità, che ha permesso loro di instaurare un dialogo libero da ogni formalismo. Le domande della giornalista italiana sul mistero dell’esistenza umana sono quelle che prima o poi ognuno di noi affronta. La fede non pregiudica la libertà? Ciascuna religione non contiene una sua verità? Si può conciliare fede e scienza? Perché l’eternità? Davvero tanti aspetti della vita di oggi – dalla sessualità al marxismo, dal sacerdozio della donna all’eutanasia, dal matrimonio dei preti all’aborto – sono condannati senza appello dal pensiero cattolico?
Per dare risposta a queste domande, il novantaseienne Guitton le inquadra nella prospettiva di un secolo da lui vissuto come cristiano e come laico (il primo laico a prendere la parola in un concilio, il Vaticano II): un cristiano che non transige né sui dogmi né sulla fede ma che, grazie alla propria ricchezza spirituale e intellettuale, rifugge da qualsiasi forma di fondamentalismo.
Oltre ai problemi cardine della religione, viene riservata grande attenzione alle questioni della società civile, al ruolo attuale della Chiesa cattolica, al problema dell’infallibilità del papa, alla lotta contro l’integralismo musulmano. Ma lo spirito del libro rivela anche i tratti dell’eclettica personalità dell’autore: curiosità (persino per il mondo del paranormale), grande ironia (l’incontro con Picasso, la storia di un suo omonimo che scriveva commedie erotiche), libertà di pensiero e anticonformismo (due sue opere rischiarono di essere messe all’indice e furono salvate dall’intervento di Giovanni XXIII e del futuro Paolo VI). Un grande esempio, il suo, di umana comprensione, tale da offrire al mondo di oggi, intriso di tutte le inquietudini di un’età di passaggio, un messaggio di speranza nel quotidiano miracolo della vita.

Jean Guitton (1901), allievo e assistente di Henri Bergson, ha insegnato storia e filosofia a Digione e, dal 1955, alla Sorbona. Dal 1961 è membro dell’Académie Française e dal 1987 dell’Académie des Sciences morales et politiques. Ha conosciuto personalmente quattro papi, in particolare Giovanni XXIII che lo chiamò a partecipare ai lavori del Concilio Vaticano II e Paolo VI, di cui è stato consigliere e amico. È autore di oltre una settantina di libri, molti dei quali tradotti in Italia: Il problema di Gesù (1964), Una madre nella sua valle (1981), Paolo VI segreto (1985), L’assurdo e il mistero (1986), Dialoghi con Paolo VI (1986), Il mio secolo, la mia vita (1990), Dio e la scienza (1992), Che cosa credo (1993), Il genio di Teresa di Lisieux (1995) e, in edizione Mondadori, Lettere aperte (1995) e Ogni giorno che Dio manda in terra (1997).

Francesca Pini, giornalista del «Corriere della Sera» e di «Sette», sceneggiatrice e autrice di documentari per la televisione francese, oltre a Jean Guitton, ha intervistato altre grandi personalità del nostro tempo: tra gli altri, Sacharov, l’imperatrice del Giappone Michiko, il Dalai Lama.

Il Codice della Vita – Genoma: la Storia e il Futuro di una Grande Scoperta

Il Codice della Vita – Genoma: la Storia e il Futuro di una Grande Scoperta

Titolo originale: Cracking the Genome

Autore/i: Davies Kevin

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, ringraziamenti e introduzione dell’autore, traduzione di Marcella Bongiovanni.

pp. VIII-388, Milano

Nella storia dell’umanità alcune scoperte hanno portato alla luce mondi sconosciuti e permesso alla scienza di compiere passi da gigante. È il caso della straordinaria vicenda narrata in queste pagine: la rivelazione della mappa genetica dell’uomo, che ha consentito di leggere nuovi capitoli del libro della vita e ha aperto alla ricerca scientifica strade imprevedibili. La corsa affascinante e controversa al «Graal» del nuovo millennio è iniziata nel 1953, quando James Watson e Francis Crick scoprirono la struttura a doppia elica del DNA. I due scienziati (premiati nel 1962 con il Nobel per la medicina) non riuscirono però a decifrare il messaggio presente nei due filamenti elicoidali: il codice era ancora tutto da svelare. Negli anni seguenti, gli studi di genetica fecero enormi progressi, finché, nel 1990, fu lanciato il Progetto Genoma Umano, allo scopo di leggere i tre miliardi di lettere presenti nel DNA. Alla guida di questa titanica impresa si avvicendarono diverse figure carismatiche, dallo stesso Watson a un brillante genetista, Francis Collins, a J. Craig Venter, veterano del Vietnam e ricercatore poco ortodosso, il quale ben presto abbandonò la direzione del progetto pubblico e si mise in proprio per non dover sottostare alla burocrazia statale. Venter fondò la Celera Genomics e, grazie a un supercomputer da ottanta milioni di dollari, la strada parve spianata. I laboratori affiliati al Progetto Genoma cercarono di tenere il passo, nell’intento di evitare quella che sembrava la minaccia più evidente: la richiesta di brevettare i geni avanzata a più riprese da Venter e da altre aziende private. Il resto ormai è leggenda. Ma cosa accadrà ora che si sono aperte nuove frontiere nell’ambito della ricerca? E la domanda che ciascuno di noi si pone. Prima di tutto la medicina non sarà più la stessa: nei prossimi anni non si cureranno più i sintomi delle malattie ma si individueranno i geni difettosi e si interverrà sostituendoli. In secondo luogo, la creazione «a tavolino» di un essere umano non sarà più un argomento da romanzo fantascientifico, ma si affaccerà alla realtà. Naturalmente queste ipotesi nascondono aspetti inquietanti. Chi, per esempio, potrà garantire che la medicina non si accanisca contro gli individui geneticamente predisposti alle malattie, favorendone la discriminazione? Questo libro è il resoconto avvincente della strada percorsa per decifrare il codice che nasconde le risposte sull’origine della vita, evoluzione e il futuro della scienza e dell’umanità.

Kevin Davies, ottenuto il dottorato in genetica alla University of London, ha proseguito gli studi al MIT e alla Harvard Medical School, prima di entrare a far parte della redazione di «Nature». È stato tra i fondatori di «Nature Genetics» ed è autore, con Michael White, di Breakthrough: The Race for the Breast Cancer Gene (1996). Al momento è direttore editoriale di Cell Press, Cambridge (Massachusetts).

 

Trentasette – Il Mistero del Genio Adolescente

Trentasette – Il Mistero del Genio Adolescente

Raffaello, Parmigianino, Valentin De Boulogne, Watteau, Van Gogh, Toulouse Lautrec, Tancredi, Gnoli, Manai: Le Ultime Ore di Vita di Nove “Divini Fanciulli” Fermatisi Sulla Soglia dei Trentasette Anni

Autore/i: Caroli Flavio

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, premessa dell’autore, in sovraccoperta: Parmigianino, Autoritratto allo specchio Vienna, Kunsthistorisches Museum.

pp. 168, numerose illustrazioni b/n, Milano

Che cosa accomuna i quindici “divini fanciulli” dell’arte e della storia raccolti in questo libro?
Il fatto che tutti si siano fermati sul filo dei trentasette anni è solo il dato esteriore, anagrafico, e tuttavia è il segno che in quel punto della vita ci deve essere un momento misterioso in cui le energie abbandonano chi, avendo già espresso tutte le sue potenzialità, si trova sospeso tra lo stato di grazia dell’adolescenza e il peso di doverne dare piena attuazione nella maturità.
Per tentare di svelare il mistero, bisogna perciò provare a immaginare – “perché la morte può solo essere immaginata” – quali siano state le ultime ore di vita di questi “geni adolescenti”, che proprio sui trentasette anni non hanno più avuto la forza, fisica e intellettuale, per proseguire.
Siamo così trascinati, da una scrittura essenziale e capace tuttavia di distendersi alle emozioni dei colori e dei paesaggi, in un viaggio affascinante che ci porta a percorrere al fianco dei protagonisti i luoghi testimoni degli ultimi momenti delle loro vite eccezionali: dalle campagne padane di Parmigianino alla Parigi del cancan di Toulouse-Lautrec, dalla Roma monumentale di Raffaello a quella malfamata delle bettole di Valentin de Boulogne, la narrazione resta sempre in equilibrio tra il dato reale e la pura immaginazione.
E sullo sfondo due presenze costanti: il Nulla, che come uno spiritello maligno fa capolino qua e là, attirando i protagonisti nel suo vortice, e poi l’eros, estrema forma di vitalismo di questi giovani che muoiono per aver già troppo vissuto.
Quindici vite esemplari dunque, quindici “adolescenti” che hanno scelto di consumare subito e fino in fondo la loro forza creativa, ma che proprio per aver liberata tutta la loro energia vitale hanno toccato in qualche modo la perfezione, se è vero, come dicevano gli antichi, che “è caro agli dèi colui che muore giovane”.

Flavio Caroli è ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso il Politecnico di Milano, e insegna alla Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Firenze. Collabora con “Il Sole – 24 Ore” e con varie riviste di storia dell’arte italiane e internazionali. Storico dell’arte moderna e contemporanea (con l’organizzazione di numerose mostre), ha al suo attivo molte pubblicazioni, fra cui: Leonardo, Studi di fisiognomica, 1991; Lorenzo Lotto, 1975 e 1980; Tiziano, 1990; Sofonisba Anguissola e le sue sorelle, 1987; Fede Galizia, 1989; Giuseppe Bazzani. L’opera completa, 1988; La pittura contemporanea dal Romanticismo alla Pop Art, 1987; Primitivismo e Cubismo, 1977 (Premio Campione 1978); Anni Trenta, 1982; La politica dell’arte, 1979; Burri: la forma e l’informe, 1979; Europa America. L’astrazione determinata 1960/1976, 1976; Parola-immagine, 1979; Nuova Immagine, 1980; Magico Primario, 1982; Anni Ottanta, 1985; I capolavori parlano. Cinque secoli di pittura moderna, 1992; Storia della Fisiognomica. Arte e psicologia da Leonardo a Freud, 1995.

Nel 1983 ha pubblicato il romanzo Mayerling amore mio!, e da lì comincia questo libro…

Dimenticare Darwin – Perché una Mosca non è un Cavallo?

Dimenticare Darwin – Perché una Mosca non è un Cavallo?

Autore/i: Sermonti Giuseppe

Editore: Il Cerchio Iniziative Editoriali

nuova edizione, prefazione dell’autore, in copertina: M.C. Escher, Corteccia, 1955. Xilografia su legno di testa a quattro colori.

pp. 152, Rimini

Questo libro non affronta l’annoso conflitto evoluzionecreazione. Il titolo Dimenticare Darwin è un invito a spostare l’attenzione su altri temi. Cercando la spiegazione dell’Evoluzione nelle molecole, il biochimico ha dovuto constatare che «non sono le differenze biochimiche che hanno generato la diversificazione tra gli organismi» (Monod, 1977). Con il confronto molecolare non sappiamo neppure rispondere alla domanda (Cap.6) “Perché una mosca non è un cavallo?”. Se un uomo ha quasi gli stessi geni di un topolino, di un insetto o di un fiore, dove è allora la base genetica della nostra singolarità? Il mistero della forma naturale e delle grandi differenze trai viventi è fuori del DNA, in “campi” immateriali che prescrivono le forme nello spazio. Al di là delle molecole altri percorsi ci attendono, che incontrino il senso, la bellezza e le meraviglie delle forme naturali, senza pretendere l’ultima parola, e lasciandoci stupiti alla soglia del mistero. Dimenticando Darwin, Sermonti ripercorre alcune di queste strade e invita il lettore a seguirlo, a divertirsi, a perdersi e a ritrovarsi. Nel finale l’Evoluzionismo è prospettato come una versione laica del Genesi biblico.

Giuseppe Sermonti è nato e vive a Roma. Ha tenuto cattedra di Genetica a Camerino, Palermo e Perugia. Ha sviluppato la critica allo scientismo (Il Crepuscolo dello scientismo, 1970, 2002) e al neodarwinismo (Dopo Darwin, con R. Fondi, 1980; Le forme della vita, 1981, 2003). Nel 1980 assume la direzione della Rivista di Biologia/ Biology Forum ed è vicepresidente del XIV Congresso Internazionale di Genetica (Mosca). Nel 1987 partecipa alla fondazione del gruppo degli Strutturalisti Dinamici di Osaka. Vedendo nella scienza una attività “simbolico-narrativa”, inizia l’analisi scientifica delle fiabe di magia (Fiabe di luna, 1986, Fiabe del sottosuolo, 1989, Fiabe dei fiori, 1992, Fiabe di Tre Reami, 2004). Nel 2004 gli è assegnato il Premio della Vice-Presidenza del Consiglio per la Cultura, settore Ricerca Scientifica, “per il suo contributo alla ricerca scientifica attraverso la critica al ’darwinismo’ e la pubblicazione di importanti studi sulla genetica”.
Dimenticare Darwin è stato pubblicato negli Stati Uniti con il titolo Why is A Fly not A Horse?”, (Seattle 2005).

Il Desiderio Femminile

Il Desiderio Femminile

Titolo originale: Libido Féminine

Autore/i: Dolto Françoise

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, edizione a cura di Eugène Simion, prefazione di Silvia Vegetti Finzi, introduzione dell’autrice, traduzione di Giuseppina Malinverni Bencinvenga.

pp. XXXIX-308, Milano

«Questo libro va dritto al cuore della questione che più coinvolge la donna e, di conseguenza, l’uomo in quanto impegnato in una relazione d’amore con lei: il desiderio sessuale femminile.» (Silvia Vegetti Finzi)

«Françoise Dolto è diventata, con gli anni, una presenza nota e un valido punto di riferimento per i lettori italiani.
Il suo stile sicuro, tagliente, talora provocatorio, ci ha indotti ad abbandonare i modi rassicuranti e consolatori di tanta letteratura psicologica di consumo, per affrontare un dialogo serrato con lei e, al tempo stesso, con noi stessi» ricorda Silvia Vegetti Finzi nella sua prefazione a questo volume. Allontanandosi dal terreno della psicologia evolutiva, in cui si ponevano i fortunati saggi sull’infanzia e l’adolescenza, la psicanalista francese affronta ora quello che a Freud era parso «il più impenetrabile dei misteri»: il desiderio sessuale femminile. Le più enigmatiche esperienze della donna – l’orgasmo, la frigidità, l’insoddisfazione erotica – diventano così oggetto delle straordinarie intuizioni della Dolto che, di domanda in domanda, attraverso scoperte inquietanti e consapevolezze sofferte va definendo la sua visione di una ideale vita di donna in cui amore, piacere e maternità trovano un perfetto equilibrio. «Ma, si badi bene» conclude Silvia Vegetti Finzi, «Il desiderio femminile non è rivolto solo alle donne, alla loro ricerca di una identità depurata dalle scorie degli stereotipi che società e cultura hanno elaborato sulla loro immagine. Credo che questo testo possa risultare altrettanto utile e formativo per gli uomini. Penso all’analisi del diverso modo di porsi, per i due generi, di fronte all’esperienza del primo rapporto sessuale. Penso alla descrizione dei diversi orgasmi femminili e al panico della cancellazione che si accompagna all’invasione profonda del godimento. Penso alla valorizzazione che la Dolto compie (contrariamente alla maggior parte degli psicanalisti) della figura del padre».

Françoise Dolto, Specialista di psicanalisi infantile, allieva di Jacques Lacan, Françoise Dolto è conosciuta in tutto il mondo per i suoi lavori scientifici e per la partecipazione appassionata ai problemi quotidiani di genitori e di educatori: ha creato, fra l’altro, le «Maisons vertes», un esperimento pionieristico di iniziazione precoce del bambino alla vita sociale. Fra i suoi libri ricordiamo: Psicoanalisi e pediatria (1973), Quando c’è un bambino (1982), Seminario di psicoanalisi infantile (1984), Le parole dei bambini (1988), Adolescenza (1990), Quando i genitori si separano (1991), Come allevare un bambino felice (1992).

 

I Problemi dei Bambini

I Problemi dei Bambini

I dilemmi dei genitori che vogliono aiutare i bambini a crescere, le difficoltà che i bambini incontrano per diventare adulti

Autore/i: Dolto Françoise

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prefazione di Silvia Vegetti Finzi, introduzione di Catherine Dolto-Tolitch, testi raccolti e annotati da Claude Halmos, traduzione di Sergio Atzeni, titolo originale: Les Étapes majeures de l’enfance.

pp. XVIII-282, Milano

I problemi dei bambini, un titolo che può essere inteso in due modi: le preoccupazioni che derivano agli adulti dal prendersi cura di un bambino oppure le difficoltà che i bambini incontrano per diventare adulti. Non c’è dubbio che il lavoro di Françoise Dolto vada inteso soprattutto nel secondo senso, perché la sua posizione è, senza equivoci, «dalla parte dei bambini».
Una volta adottato questo punto di vista, i problemi mutano di prospettiva perché non si tratta soltanto di affrontare capricci, ostilità, ribellioni, di sapere come reagire quando il bambino non mangia, dorme poco, rompe i giocattoli, risponde male, picchia i compagni. Ma soprattutto di chiederci come influiscano su di lui l’assenza della madre oppure frequenti litigi familiari, se sia giusto girare nudi per casa, come potremmo rimediare alla difficile situazione del figlio unico, perché dovremmo occuparci delle cose essenziali, che riguardano l’essere, piuttosto che delle cose superflue, che hanno a che fare soltanto con l’apparire, e così via.
Molti degli argomenti affrontati rispondono ai più consueti dilemmi dei genitori; altri ci appaiono illuminanti perché non avremmo mai pensato che per i più piccoli fossero così importanti situazioni che, a noi adulti, sembrano prive di ogni interesse.
Ma i bambini sono diversi da noi e Françoise Dolto ci allena a considerarli tali, invece di riversare su di loro le nostre proiezioni. Il bambino è una creatura in divenire, una persona che, per crescere, deve affrontare prove difficili e rischiose e, in condizioni normali, è perfettamente attrezzato per farlo. Occorre però dargli fiducia, non soffocarlo di attenzioni superflue, interventi inutili, moralismi colpevolizzanti perché la vita stessa è una grande educatrice.
Se sapremo riconoscere quelle che sono, per lui, le esperienze strutturanti, che mettono in crisi gli equilibri precedenti ma gli permettono di andare avanti, di procedere verso l’autonomia, saremo anche in grado di sostenerlo con disponibilità, generosità, fermezza.” (Silvia Vegetti Finzi)

Specialista di psicoanalisi infantile, allieva di Jacques Lacan, Françoise Dolto (1908-1988) è conosciuta in tutto il mondo per i suoi lavori scientifici e per la partecipazione appassionata ai problemi quotidiani di genitori e di educatori: ha creato, fra l’altro, le «Maisons Vertes», un esperimento pionieristico di iniziazione precoce del bambino alla vita sociale. Fra i suoi libri ricordiamo: Psicoanalisi e pediatria (1973), Quando c’è un bambino (1982), Seminario di psicoanalisi infantile (1984), Le parole dei bambini (1988), Adolescenza (1990), Quando i genitori si separano (1991), Come allevare un bambino felice (1992), Il desiderio femminile (1994).

Se Noi Siamo la Terra – Identità Femminile e Negazione della Maternità

Se Noi Siamo la Terra – Identità Femminile e Negazione della Maternità

Autore/i: Lagorio Silvia; Ravasi Lella; Vegetti Finzi Silvia

Editore: Il Saggiatore

presentazione delle autrici, in copertina: Figura femminile che allatta un bambino seduta su un trono, terracotta, III secolo a.C., Museo Provinciale Campano, Capua (Edizioni Angelicum).

pp. 128, Milano

La maternità è divenuta, alla fine del XX secolo, un luogo di conflitti indicibili, paragonabile a quello che è stata la sessualità nella seconda metà dell’Ottocento. Le turbe del ciclo mestruale, la sterilità crescente, le difficoltà di accogliere il desiderio di procreazione, il ricorso disperato alle biotecnologie, gli aborti volontari ripetuti, i parti indotti sono spesso effetti di un malessere profondo dell’identità femminile.
Se noi siamo la terra è la riflessione di tre donne, tre psicoanaliste, sulla maternità e sul Regno delle Madri, per sottolinearne la radicalità etica. L’indagine risale alle scene primarie, alle origini arcaiche dell’esperienza psichica della maternità dove la dimensione individuale si riverbera nel suo versante impersonale, al mito. La negazione del debito verso la madre si rivela in questa luce come uno dei frutti avvelenati dell’individualismo narcisistico dominante e della sua pretesa di ridurre all’«Io» e al «<mio» l’inestinguibile alterità della vita.

Silvia Lagorio
, psicoanalista, ha pubblicato Introduzione a Roland Barthes (1986), Giobbe e lo scoiattolo (1990), Psicologia analitica e psicoanalisi (in Trattato di psicologia analitica, 1992).

Lella Ravasi, psicoanalista, ha già dedicato alle tematiche femminili Di madre in figlia (1987), giunto alla sesta ristampa, e La lunga attesa dell’Angelo: la donna e il dolore (1992).

Silvia Vegetti Finzi è docente di psicologia dinamica presso il dipartimento di filosofia dell’Università di Pavia. Psicologa clinica, ha svolto attività psicoterapeutica. Collabora con i centri donna di Roma, Napoli, Cagliari, Milano, Livorno e Venezia. Tra le sue opere: Storia della psicoanalisi (1984), Il bambino della notte (1990), Il Romanzo della famiglia (1994), Psicoanalisi ed educazione sessuale (1995 con Marina Catenazzi), Storia delle passioni (1995).

Pranic Healing con i Cristalli

Pranic Healing con i Cristalli

Titolo originale: Pranic Crystal Healing

Autore/i: Choa Kok Sui

Editore: EIFIS Editore

traduzione di Laura Cigolini Gulesu, revisione di Loretta Zanuccoli, collana: Pranic Healing.

pp. 144, numerose illustrazioni b/n, Cervi (RA)

“Un cristallo consacrato è in grado di aumentare la densità o intensità dell’energia pranica nei chakra e nell’aura❞ (Master Choa Kok Sui)

Un cristallo è un condensatore di energie sottili. Questo significa che può assorbire, immagazzinare, proiettare e focalizzare le energie sottili. In un certo senso, è proprio come una batteria ricaricabile che può assorbire, immagazzinare e rilasciare energia elettrica.
Allo stesso modo, un cristallo può assorbire, immagazzinare, proiettare e focalizzare energia pranica.

Master Choa Kok Sui ci rivela l’antica arte del Pranic Healing con i cristalli; una tecnica immediata, semplice ed estremamente potente che utilizza il potere dei cristalli e delle pietre preziose per potenziare il benessere, il potere di guarigione, la prosperità e la spiritualità.

Alcuni dei temi trattati:

  • proprietà energetiche dei cristalli e delle pietre preziose
  • le “quattro tecniche di base” del Pranic Healing con i cristalli
  • aumentare il potere di guarigione
  • utilizzare i cristalli nella guarigione energetica e nel Pranic Healing
  • utilizzare i cristalli nella cura di malattie e disturbi comuni come: dolori addominali, mal di testa, artrite, febbre, …
  • eliminare le impregnazioni psichiche di gioielli e pietre preziose
  • consacrare i cristalli e le pietre preziose estrarre le energie malate, le emozioni negative e le forme pensiero dall’aura e dai chakra
  • programmare e consacrare i gioielli per potenziare la propria salute fisica, emozionale e mentale
  • come utilizzare il “prana colore” con i cristalli per aumentare il potere di guarigione
  • utilizzare i cristalli come estrattori psichici
  • come utilizzare un cristallo “laser”

Master Choa Kok Sui, Autore di fama internazionale e del best seller Miracoli con il Pranic Healing in cui ha svelato al mondo i misteri delle “Energie Sottili”. I suoi libri sono stati tradotti in oltre 27 lingue. Maestro Spirituale seguito in tutto il mondo, ha diffuso la sua opera e i suoi insegnamenti sulle scienze interiori attraverso conferenze e workshops.
Co-fondatore di EIFIS Editore, Ingegnere Chimico, Filantropo, Businessman di successo, discendente di un’antica famiglia cinese, ha vissuto nelle Filippine.
Il Pranic Healing oggi è diffuso in oltre 40 paesi: Asia, Stati Uniti, America Latina, Europa, Canada e Africa.

 

I Rebus – Dal 1800 a Oggi i Più Bei Rebus Italiani

I Rebus – Dal 1800 a Oggi i Più Bei Rebus Italiani

Autore/i: Ferran Nico

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

pp. 160, riccamente illustrato in b/n, Milano

160 tra i più bei rebus italiani d’ogni tempo, completi di tutte le soluzioni. Antichi, nuovi, facili, complicati, sempre comunque divertenti: una rassegna unica e curiosa comprendente anche i tipi di rebus più moderni scelti tra i migliori de “La settimana enigmistica”.

L’Eredità di Einstein – L’Unità di Spazio e Tempo

L’Eredità di Einstein – L’Unità di Spazio e Tempo

Titolo originale: Einstein’s Legacy

Autore/i: Schwinger Julian

Editore: Zanichelli Editore

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Luca Serafini.

pp. 264, numerose illustrazioni a colori e b/n, Bologna

L’opera di Albert Einstein, padre della teoria della relatività, si colloca all’interno di una tradizione scientifica, di uno «stile» di ricerca, che risale a Galileo e Newton. In tale prospettiva la teoria della relatività può quindi anche venir letta come ultimo, ma non conclusivo, atto del secolare sforzo compiuto dall’uomo per riconciliare le forze apparentemente eterogenee della Natura. Ripercorrendo le tappe fondamentali di tale pensiero, dall’unificazione dei moti celesti da parte di Newton a quella di elettricità, magnetismo e fenomeni luminosi ad opera di Maxwell, l’autore descrive con vivacità, e in maniera accessibile anche al non addetto ai lavori, la riconciliazione dei concetti di spazio e tempo che Einstein enunciò dapprima con la teoria ristretta e poi con la teoria generale della relatività. La narrazione della vicenda scientifica si arricchisce in questo libro anche del profilo umano dei personaggi che hanno portato i contributi più significativi a quest’affascinante storia.

Julian Schwinger insegna alla University of California, dove si occupa di ricerca nel campo della fisica sia classica che quantistica. È stato insignito dell’Einstein Prize nel 1951, della National Medal of Science nel 1964 e del premio Nobel per la fisica nel 1965. È riconosciuto come uno dei migliori divulgatori della teoria einsteiniana.

A Lettere Scarlatte: Poesia Come Stregoneria

A Lettere Scarlatte: Poesia Come Stregoneria

Emily Dickinson – H(Ilda) D(Oolittle) – Sylvia Plath – Anne Sexton – Robin Morgan – Adrienne Rich – (e Altre…)

Autore/i: Zaccaria Paola

Editore: FrancoAngeli

pp. 288, Milano

Emily Dickinson, figura cardine della poesia americana e s/oggetto di questo studio, inscrisse a lettere scarlatte la propria appartenenza ad una tradizione di dissidenza praticata da donne culturalmente eretiche nel vecchio come nel nuovo mondo – la stregoneria – nel cuore stesso dei suoi versi-graffiti.
Attraverso la sua narrativa critica Paola Zaccaria prova a rinvenire la cifra nascosta della poetica dickinsoniana cui si ri-connettono alcune artiste del ’900 (fra le altre: H.D., S. Plath, M. Kumin, A. Sexton, M. Rukeyser, D. Wakoski, R. Morgan, S. Griffin, A. Rich, D. Levertov). Si mostra così una simbologia del femminile costruita intorno alle figure della strega e della triplice dea, un immaginario che imbastisce paesaggi interiori dove domina la luna e il ragno, una intertestualità che cortocircuita la posizionalità diacronica con la maestra-sorella sia per immagini sia per ricerca stilistica, la predilezione per opere di riferimento a carattere antropologico in cui gli assunti androcentrici dei miti vengono re-visionati per procedere alla costruzione di miti storici, in continuo divenire, che concorrano alla costruzione di un simbolico in cui la donna non sia semplicemente oggettificata come “l’altra”: la poesia si fa al contempo strumento politico e luogo dell’estetica in cui s’inscrive una visione sessuata del mondo e dei soggetti.

Paola Zaccaria insegna Letteratura Nord-Americana presso l’Università di Bari. Tra le sue pubblicazioni: Virginia Woolf: trama e ordito di una scrittura, Bari, Dedalo, 1980; Forme della ripetizione: le ipertrofie di E.A. Poe, i deficit di S. Beckett, Torino, Tirrenia Stampatori, 1992; Segni eretici. Scritture di donne tra autobiografia, etica e mito (a cura di e in coll. con P. Calefato), Bari, Adriatica, 1993; saggi su J. Joyce, T. Olsen, D. Barnes, K. Mansfield, D. Lessing, A. Lorde, C. Perkins Gilman, teoria della letteratura e critica femminista; ha collaborato con Bompiani e con la rivista Il piccolo Hans; al momento si occupa degli esiti letterari della condizione di esilio e viaggio.

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Invito con istruzioni per l’uso

La Soglia

  • Dove la poesia si coniuga con corpo ed eresia

Ingresso

  • A partire da Emily Dickinson: tensione etica e dimensione estetica nella poesia americana contemporanea di donne

La stanza al secondo piano

  • Emily Dickinson: corpo in poesia Lettere (com)e poesie

L’antro della divinazione-significazione

  • Leggere i segni sul muro insieme all’altra: la poesia oracolare di H.D.

Abbaino con luce lunare

  • La ripresa del canto a metà Novecento: Sylvia Plath

La stanza della filatrice

  • Canto della nascita del soggetto donna in poesia: The Network of the Imaginary Mother, di Robin Morgan

I luoghi comuni

  • Sorelle: le due che vengono dall’una
  • Volgersi indietro: una memoria capace d’ascolto
  • La strega: apertura al divenire e al potere creativo
  • Le vicinanti

Appendice

  • La tela della madre immaginaria, di Robin Morgan

Opere di riferimento bibliografico

La Vergine Maria

La Vergine Maria

Titolo originale: La Vierge Marie

Autore/i: Guitton Jean

Editore: Rusconi

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione dal francese di Lorenzo Fenoglio, in sovraccoperta: Giusto de’ Menabuoi, Annunciazione (part.). Padova, Battistero del Duomo (Photoservice Fabbri, Milano).

pp. 256, Milano

«Fu durante una mia lunga prigionia che ho composto questo libro sulla Vergine, con lo scopo di giustificare la mia “devozione”. I miei amici non credenti mi dicevano che “Maria è il più toccante dei miti”, mentre i miei amici protestanti mi dicevano che Maria è “quanto di paganesimo sopravvive nel cattolicesimo”.
Io ho molto riflettuto su queste obiezioni in sé oneste. E così ho concepito un’opera di filosofia teologica, nella quale avrei tentato di spiegare il motivo per cui avrei scavalcato queste obiezioni, salendo più in alto, come dice il mio motto: “Solvitur in excelsis”. In altre parole: nei riguardi di Maria io mi prefiggevo di mettere in atto la facoltà che vivifica l’amore: cioè l’intelligenza.
Avvenne poi che il mio libro, pubblicato in Francia nel 1945, giunse – non so per quali vie – tra le mani di un prete italiano: Giovanni Battista Montini. Ed ecco la sua impressione, così come me ne riferì lui stesso: “Generalmente le opere che trattano della Madonna sono scritte da Teologi o da Mistici. Ecco qui invece l’opera di un laico, spirito filosofico e critico, il quale offre giustificazioni nuove a questa devozione mariana che a me è stata trasmessa da mia madre e che io non avevo abbastanza giustificato con l’intelligenza”.
Successe poi che un censore romano, monsignor Parente, leggendo il mio libro vi annusò puzza di eresia. Scrisse un articolo severo su “L’Osservatore Romano”, ed io rischiai l’Indice dei Libri Proibiti. Monsignor Montini, che all’epoca era collaboratore di Pio XII, sentì avvicinarsi la bufera e – come mi disse in un sorriso – mi “salvò dal rogo”, facendo firmare da Pio XII una lettera nella quale il mio libro veniva lodato. Ero salvo.» (dalla prefazione dell’autore)

Nato a Saint-Etienne (Loire) nel 1901, allievo di Brunschvicg e di Bergson, Jean Guitton è una delle figure più rappresentative del pensiero cattolico comtemporaneo. Dopo la tesi su Le Temps et l’Eternité chez Plotin et Saint Augustin (1933) ha pubblicato una serie di opere tutte rivolte allo studio dei rapporti tra cattolicesimo e pensiero moderno.
Professore dal 1948 al 1954 all’Università di Digione, nel 1955 è chiamato alla cattedra di filosofia e di storia della filosofia alla Sorbona. L’anno precedente gli era stato assegnato il «Grand Prix de la littérature de l’Académie Française» per la sua opera letteraria e filosofica. Nel 1961 è eletto accademico di Francia. Dopo il 1959 Guitton scrive varie opere che, da L’Eglise et l’Evangile (1959) a L’Eglise et le Concile e Le Christ écartelé (1963), preparano e spiegano il Concilio Ecumenico Vaticano II. Fu il solo laico chiamato da Giovanni XXIII ad assistere alla prima sessione del Concilio (1962); partecipò poi come uditore laico alle altre sessioni (1963). Dalle mani di Paolo VI ricevette l’8 dicembre 1965, alla chiusura del Concilio, il messaggio agli intellettuali.
Presso Rusconi Libri sono usciti in traduzione italiana: La forza della fede (1978), L’assurdo e il mistero (1986), Dialoghi con Paolo VI (1986).

Sybil – Sedici Maschere Su un Unico Volto: Storia di una Donna Divisa fra Sedici Esistenze

Sybil – Sedici Maschere Su un Unico Volto: Storia di una Donna Divisa fra Sedici Esistenze

Titolo originale: Sybil

Autore/i: Schreiber Flora Rheta

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prefazione dell’autrice, traduzione di Renato Prinzhofer, sopracoperta di Ferenc Pintér.

pp. 488, 27 illustrazioni b/n f.t., Milano

Colei che si cela sotto lo pseudonimo di Sybil, oggi è una donna serena che insegna in una scuola americana. Forse più di chiunque altro è «una persona», perché conosce tutte le componenti della sua personalità. Ma per più di trent’anni la sua vita si è svolta in una alternanza di luce e di buio. Nei periodi di luce era Sybil, una ragazza dolce e timida, incalzata da misteriosi terrori e disperatamente bisognosa d’aiuto. Nei periodi di buio diveniva Vicky, sofisticata e sicura di sé; o Peggy Lou, impulsiva e irascibile; o Mary, amante solo delle faccende domestiche; O altri individui, tra cui Sid e Mike, due caratteri maschili quelli di suo padre e di suo nonno: personalità diverse, ciascuna dotata di sensibilità, talenti, aspirazioni, inflessioni linguistiche e, persino, fattezze corporee differenti. Sybil non sapeva nulla degli «altri» che vivevano in lei. La sua esistenza era molteplice ma discontinua: tra lei e le altre quindici personalità che a tratti più o meno lunghi – ore, giorni, anni – possedevano la sua vita, non c’era alcun nesso mentale o di memoria. Sybil sapeva solo che le si attribuivano atti che lei non ricordava d’aver mai compiuto; che gente a lei totalmente estranea e ignota affermava di conoscerla bene; che chissà come le capitava di trovarsi in strani luoghi, in impensate città… L’unica cosa che sapeva con chiarezza era d’aver paura. E fu questa allucinante paura che, quando ormai frequentava la Columbia University a New York, la spinse ad affidarsi alla dottoressa Cornelia Wilbur, oggi docente di psichiatria all’Università del Kentucky.
Appassionante come un thriller e preciso come un rapporto clinico, questo libro racconta l’odissea psichica di Sybil, dal recupero degli oscuri traumi sepolti nella sua coscienza fino alla completa reintegrazione dei frammenti della sua personalità. Vero in ogni dettaglio, Flora Rheta Schreiber l’ha scritto utilizzando fedelmente i diari di Sybil, le registrazioni effettuate nei suoi periodi di dissociazione, gli appunti presi dalla dottoressa Wilbur e i colloqui che lei stessa ha avuto nel corso di dieci anni con la paziente e la sua analista. Storia di un «caso» apparentemente eccezionale, il racconto della Schreiber rivela tuttavia insospettati meccanismi ormai normali nella psicologia dell’uomo moderno, l’uomo dai molti ruoli e dai molteplici volti: ed è forse in queste più generali implicazioni che risiede il fascino profondo della tormentata odissea di Sybil.

Flora Rheta Schreiber, giornalista, già redattrice della sezione di psichiatria della rivista «Science Digest», insegna tecnica dell’apprendimento linguistico presso il John Jay College della City University di New York.

Il Cerchio Magico – Il Gruppo come Oggetto e come Metodo in Psicologia Sociale e Clinica

Il Cerchio Magico – Il Gruppo come Oggetto e come Metodo in Psicologia Sociale e Clinica

Autore/i: Trentini Giancarlo; Amerio Piero; Carli Renzo; Fornari Franco; Scabini Eugenia; Spaltro Enzo; Vanni Ferdinando

Editore: Franco Angeli Editore

presentazione e cura di Giancarlo Trentini.

pp. 256, illustrazione b/n, Milano

Questo volume costituisce il risultato conclusivo del lavoro di ricerca che i sette Autori hanno svolto in comune, per oltre sette anni, coinvolgendo gli atenei di Venezia, Torino, Milano-Statale, Milano-Cattolica, Roma, Bologna, con il coordinamento di Giancarlo Trentini. Si è trattato di un confronto interesperienziale che ha riguardato gli aspetti scientifici, culturali e professionali del pensiero e delle attività degli Autori. Ciò sulla base di una comunicazione intensa, avvenuta sempre all’interno di “mura comuni”, con un dibattito sempre aperto, uno scambio anche duro di idee sulle teorie e le prassi, una ricognizione e talora un contraddittorio trans-personale ed interscuola sul tema del Gruppo: alla ricerca di un approdo “laico”, non confessionale, da parte di chi si interessa e si occupa a fondo, in un modo o nell’altro, di questo argomento. Le sette monografie derivano da una domanda di chiarimento interno che il “Gruppo sui Gruppi”, in una certa fase abbastanza avanzata dell’evoluzione dei suoi lavori, aveva deciso di porre a ciascuno dei propri membri: quale fosse, per ciascuno di essi e dopo il lungo lavoro di ricerca in comune, il “concetto di gruppo nel suo valore euristico”. Il fine ultimo era quello di realizzare, nel dare le singole risposte, una operazione di memoria minima comune.
La rilevanza del tema, la riconosciuta competenza dei singoli Autori e soprattutto il peculiare processo di gruppo che li ha sinergicamente attivati – si tratta del cosiddetto “gruppo sui gruppi”, ben noto ai membri della Società italiana di psicologia e in genere a chi si interessa di questo tema – fanno di quest’opera una tappa fondamentale dello sviluppo delle scienze umane in Italia.
E ciò non solo per chi si occupa esplicitamente di psicologia sociale e clinica, ma anche per chi – a livello di interesse intellettuale, culturale, professionale – si interroga comunque sulla dimensione “gruppo” come oggetto e come metodo del proprio operare. Anzi, del proprio essere nel mondo.

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Presentazione, di Giancarlo Trentini

Prologo – La storia del «gruppo sui gruppi», di Giancarlo Trentini

Individui e gruppi nell’ottica cognitiva psicosociale, di Piero Amerio

  1. Problemi e obiettivi
  2. Il reciproco processo costitutivo tra il mentale e il sociale
  3. L’idea di gruppo e il gruppo come forma associativa reale
  4. Una diversa ottica sui gruppi adolescenziali e giovanili
  5. Conclusioni
    Bibliografia

Modelli teorici di gruppo e ricerca psicologica, di Ferdinando Vanni

  1. Modelli teorici dei gruppi
  2. Ricerca psicologica
    Bibliografia

Piccoli gruppi e famiglia a confronto: il modello di contingenza di F.E. Fiedler e il modello circonflesso di D.H. Olson, di Eugenia Scabini

  1. Le origini di un problema
  2. La prospettiva odierna: verso una psicologia sociale della famiglia
  3. Due modelli interpretativi del funzionamento dei piccoli gruppi e della famiglia
    Bibliografia

Il gruppo come finzione, di Renzo Carli

  1. Premessa
  2. Ipotesi per l’analisi della fenomenologia gruppale
  3. L’intervento psicosociale
  4. La fondazione del gruppo terapeutico
  5. Il cambiamento
  6. Conclusioni

Gruppo e codici affettivi, di Franco Fornari

  1. Un vertice epistemologico: la funzione di accomunamento
  2. Un vertice clinico
  3. Un vertice istituzionale
  4. Un vertice psicostorico e psicopolitico

Il gruppo come luogo della sorgente e dell’omologazione intersoggettiva dei ruoli, di Gíancarlo Trentini

  1. Del concetto di gruppo
  2. Le quattro trappole
  3. Una definizione comprensiva
  4. Il contesto teorico meta-disciplinare utilizzato
  5. Un’iconografia del gruppo
  6. Codice materno e codice paterno
  7. Alcune possibili emergenze effettuali
    Bibliografia

Tecniche di gruppi piccoli: la misura dei processi, di Enzo Spaltro

  1. I presupposti ideologici
  2. L’interazione duale, gruppale e collettiva
  3. Il soggetto collettivo
  4. Processi di potere, soggetto temporale e stress
  5. Problemi e ricerche
    Bibliografia

Annotazioni conclusive, di Giancarlo Trentini

Complemento: il transfert sull’oggetto culturale (in relazione alla coafferenza di valori genetico-culturali)
, di Franco Fornari

Il Libro d’Argento – Manuale Pratico di Magia Lunare

Il Libro d’Argento – Manuale Pratico di Magia Lunare

Autore/i: Dini Sin Marco

Editore: Edizioni Metamorfosi

introduzione dell’autore, in copertina: Lord Sin, disegni interni di Mirko Tomei.

pp. 144, Milano

“Sarebbe fin troppo facile introdurre questo volume con paroloni altisuonanti o con autoglorificazione. Ma che bisogno c’è? La verità è di fronte a tutti coloro che vogliono vederla, il libro d’argento è una parte di me, delle mie esigenze, di ciò in cui io credo. Ogni altra cosa sarebbe superflua, ogni commento di parte… Leggetelo, rifletteteci e donatemi un po’ del vostro tempo prezioso affinchè io possa condurvi in quel Regno d’Argento dove un giorno un Dio mi ha aperto il cuore…” (Marco Dini Sin)

Marco Dini Sin, scrittore, naturopata olistico, ricercatore, esperto di antiche tradizioni spirituali, medicine tradizionali e complementari, interprete del linguaggio delle stelle, feng shui e crystal master. Laureando in assiriologia presso l’Università di Pisa, ha collaborato con diverse riviste specialistiche e partecipato a numerosi programmi televisivi sui principali network nazionali.

Scientology – Libertà e Immortalità

Scientology – Libertà e Immortalità

Autore/i: Terrin Aldo Natale

Editore: Morcelliana

prima edizione, premessa dell’autore.

pp. 288, Brescia

La Chiesa di Scientology può definirsi una religione, e secondo quali elementi? Cosa realmente può dire questa Chiesa di se stessa, al di là delle controversie giuridiche e delle mozioni d’animo dei suoi seguaci e difensori, o dei fuoriusciti? Il libro, andando oltre tanto alla pura critica quanto all’apologia, intende colmare una lacuna nella conoscenza di Scientology, indicando un cambio di passo nella sua stessa autocomprensione. Considerare questa Chiesa come una religione significa anzitutto esaminare i suoi contenuti teologici-dottrinali, gli aspetti liturgici e rituali, ricostruiti in queste pagine nell’equilibrio fra distacco critico ed empatia di chi preliminarmente provi a mettersi “nei panni di”: una ricerca di oggettività che si compie abbandonando i pregiudizi e ponendosi dall’interno della prospettiva che intende studiare, conducendola oltre se stessa. Uno sguardo fenomenologico, che da decenni Aldo Natale Terrin adotta per comprendere e descrivere la pluralità dei fenomeni religiosi, nella comparazione tra antiche e nuove religioni, volto all’”essenza” della spiritualità. L’analisi condotta in queste pagine si sofferma dapprima sulla figura e sul ruolo del fondatore, Lafayette Ron Hubbard, quindi sulla dottrina di questa Chiesa – basata sugli scritti Scientology e Dianetics e intrisa di una teologia dell’immortalità-salvezza e della libertà umana – infine sul calendario liturgico e sulle pratiche e ritualità, che presentano assonanze e parallelismi con le religioni tradizionali, nella loro grammatica profonda e come spazio esperienziale.

Aldo Natale Terrin, professore emerito dell’Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina a Padova, ha pubblicato per l’editrice Morcelliana: Mistiche dell’Occidente (2001); Religione e neuroscienze (2004); L’Oriente e noi (2007); La religione (2008); Religione visibile (2011); Il mito delle acque in Oriente (2012); Liturgia come gioco (2014); Il rito (20152); Meditazione buddhista (2016); Scientology. Libertà e immortalità (2017) e ha curato, di R. Otto, Il sacro (2011).

Il Mondo è ciò che Sogni

Il Mondo è ciò che Sogni

Titolo originale: The World is as you dream it – Shamanic teachings from the Amazon and Andes

Autore/i: Perkins John

Editore: Edizioni Amrita

introduzione e prologo dell’autore, traduzione di Daniela Muggia, copertina di Beppe Viello.

pp. 192, 4 fotografie a colori f.t., illustrazioni b/n, Torino

Gli indios, nella profonda e impenetrabile foresta amazzonica, hanno preservato una cultura antichissima, una tradizione sciamanica che detiene, forse, la chiave per la trasformazione del mondo. John Perkins è vissuto con questi sciamani straordinari, ha imparato da loro ed ha ricevuto il compito di portare il loro insegnamento nel mondo occidentale, affinché ognuno di noi si risvegli al proprio potere e lo usi per rigenerare l’umanità e il pianeta. L’Autore è attualmente impegnato nel salvataggio della foresta pluviale e delle popolazioni minacciate, e i proventi di questo libro vengono devoluti a queste sue ciclopiche iniziative.

Astrologia e Destino – Il Rapporto tra Fato, Transiti e Tema Natale

Astrologia e Destino – Il Rapporto tra Fato, Transiti e Tema Natale

Titolo originale: The Astrology of Fate

Autore/i: Greene Liz

Editore: Armenia Editore

introduzione dell’autrice, traduzione di Enzo Acampora.

pp. 384, illustrazioni b/n, Milano

Liz Greene, nota negli Stati Uniti e in Europa come una delle voci più autorevoli nell’ambito dell’astrologia, propone un saggio sul destino, in cui tale concetto viene rivalutato contro la tesi che lo identifica nel fato cieco e immutabile che priva l’uomo del suo libero arbitrio.
Il rapporto tra fato, transiti e tema natale non si traduce in un concatenarsi di eventi preordinati, rispetto ai quali il soggetto non può nulla, ma nella naturale evoluzione di situazioni originariamente volute dall’individuo stesso.
Il destino è quindi un percorso di vita, sul cui andamento l’uomo può intervenire grazie all’astrologia, che gli offre tutti gli strumenti necessari per leggere in un tema natale o in un oroscopo quale sarà l’evoluzione futura delle sue scelte.

Liz Greene, autorevole studiosa di astrologia, ha pubblicato per Armenia il saggio monografico Saturno.

“Ti Parlerò di Te” – Mario Azzoni – Incontro con l’Uomo che Vede Dentro di Noi

“Ti Parlerò di Te” – Mario Azzoni – Incontro con l’Uomo che Vede Dentro di Noi

Un uomo straordinario rivela per la prima volta il segreto dei suoi incredibili poteri. Un libro che dà speranza, e può cambiare la vita

Autore/i: Benincasa Giovanni

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

pp. 166, illustrazione b/n, Milano

Immaginate di entrare in uno studio luminoso, e di sedervi di fronte a un uomo che non avete mai visto prima. Immaginate che quest’uomo inizi a parlare di voi, dicendovi cose che solo voi potete sapere.
«Ho incontrato un uomo che sa tutto di te» è appunto l’inizio di questo libro sorprendente, in cui Giovanni Benincasa racconta la storia di Mario Azzoni, veggente e bio-terapeuta, e lo fa parlare dei suoi misteriosi poteri. Azzoni non è un mago: è solo un uomo che riesce a vedere con precisione radiologica dentro di noi, a fare una diagnosi del nostro stato fisico nonché un profilo impeccabile del nostro carattere. Non è tutto: ci dice quali problemi di salute abbiamo avuto in passato, quali interventi abbiamo subito, quali crucci ci tormentano, e perfino che cosa abbiamo in tasca. E se gli chiedete come fa, vi risponde: «Non siamo soli, in questa stanza».
A quel punto voi intravedete un’ipotesi vertiginosa, e forse la respingete o forse – come è più probabile – vi ci aggrappate. E se volete, lui vi chiarirà meglio il concetto: la morte non esiste, è solo il passaggio a un’altra dimensione. È da quella dimensione – vi chiederete allora – che riceve informazioni che non potrebbe altrimenti avere?
Alla soluzione di questo mistero il libro offre testimonianze, ipotesi, qualche indizio suggestivo e soprattutto le parole dello stesso Azzoni che per la prima volta rompe un silenzio durato venticinque anni per rispondere alle domande dei suoi fan (le centinaia di «pazienti» che ogni giorno affollano il suo studio) e per portare il suo messaggio a quanti ancora non lo conoscono.

Giovanni Benincasa è autore e produttore televisivo.

Lasciarsi Andare per Non Cadere in Pezzi

Lasciarsi Andare per Non Cadere in Pezzi

Titolo originale: Going to Pieces Without Falling Apart – A Buddhist Perspective on Wholeness

Autore/i: Epstein Mark

Editore: Neri Pozza Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Diana Petech.

pp. 160, Vicenza

«Audace e profonda sintesi tra i modi della cultura occidentale e di quella orientale per affrontare e comprendere le emozioni». (Daniel Goleman, autore di Intelligenza emotiva)

In questa originale guida personale alla scoperta e all’accettazione di sé viene demolito uno dei concetti cardine della psicologia e della psicoterapia occidentale: quello dell’eroico rafforzamento dell’io come fattore indispensabile di riuscita, benessere e felicità. Mark Epstein pensa infatti che il concetto occidentale del sé presenti delle falle profonde e gli contrappone il principio della psicologia buddhista del «lasciarsi andare».
Egli è convinto che la felicità non si raggiunga per accumulo di elementi esterni (beni, relazioni, potere) o interni (difese psicologiche), ma abbandonando la nostra idea di perfezione.
Confrontando e sovrapponendo la saggezza dei due mondi, occidentale e orientale, Epstein ci insegna come rinunciare a «tenersi insieme a tutti i costi» per poter sperimentare una vera libertà interiore e avere una vita più ricca e serena.
Mediante il ricorso alla narrazione di vicende personali e di casi dei propri pazienti, Epstein ci conduce all’esplorazione di blocchi psicologici, senso di vuoto, emozioni e passioni (compresa quella erotica), coinvolgendoci in una lettura ricca di esiti terapeutici e fonte di crescita spirituale.

«…Proprio come i tibetani avevano scoperto che la natura di “chiara luce” della mente affiora non appena smettiamo di identificarci con i nostri contenuti mentali, così io ho trovato che il centro silenzioso della personalità dell’uomo può manifestarsi anche nelle situazioni più moderne. Che si riveli facendo l’amore, in meditazione o nella psicoterapia, questo stato mentale non strutturato e non integrato è condizione per ogni possibile guarigione». (Mark Epstein)

«Mark Epstein si dedica con altrettanto impegno alla pratica della psicoterapia e a quella della meditazione buddhista, e lo dimostra la sua rara capacità di tessere collegamenti fra le due tradizioni. Lasciarsi andare senza cadere in pezzi si muove senza sforzo tra il lettino dell’analista e il cuscino da meditazione; è un’esplorazione, piena di calore e di intuizioni, del dilemma e della gioia propri dell’essere umano». (Stephen Batchelor, autore di Il Buddhismo senza fede)

Mark Epstein è un celebre psicoterapeuta con studio in New York City e, da oltre 25 anni, un meditante buddhista. È autore di libri famosi sulla possibilità di incontro e cooperazione tra culture dell’Occidente e dell’Oriente, il più noto dei quali è Pensieri senza un pensatore. La miscela provocatoria contenuta in Lasciarsi andare per non cadere in pezzi, ne fa – secondo Daniel Goleman – uno dei più brillanti studiosi di psicologia d’oggi.