Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

Rispetto per la Vita

Rispetto per la Vita

Titolo originale: An Anthology

Autore/i: Schweitzer Albert

Editore: Edizioni di Comunità

prefazione e introduzione di Charles R, Joy, traduzione dall’inglese di Costanza Walter, in copertina: Diego Rivera, L’adorazione della Vergine, particolare (1912).

pp. 296, Milano

Questo volume raccoglie in forma antologica le pagine più suggestive e importanti scritte da Albert Schweitzer. Considerazioni filosofiche e teologiche, notazioni estetiche, riflessioni etiche si alternano ai ricordi autobiografici di una vita avventurosamente divisa tra il pensiero e l’azione. Il motivo che ricorre costantemente a dare unità a questo ricco e vasto materiale è l’idea del rispetto per la vita, motivo che potremmo cogliere in questa lunga citazione dove è segnata per la prima volta l’intuizione di una scoperta etica: «Risalivamo lentamente il fiume, cercando con fatica – era la stagione secca – i canali in mezzo ai banchi di sabbia. Sedevo assorto sul ponte della chiatta, lambiccandomi il cervello alla ricerca del concetto elementare e universale dell’etica, che non avevo trovato in nessuna filosofia. La sera del terzo giorno, al tramonto, mentre passavamo in mezzo a un branco di ippopotami, mi balzò d’improvviso in mente, senza che me l’aspettassi, l’espressione “rispetto per la vita”. Ecco che avevo trovato il modo di arrivare al concetto in cui sono contenute insieme l’affermazione del mondo e della vita e l’etica. Ora sapevo che l’affermazione etica del mondo e della vita come pure gli ideali di civiltà sono fondati nel pensiero». In questa definizione parve a Schweitzer di fissare felicemente la novità delle sue ricerche etiche e delle sue esperienze a contatto con una natura primitiva e un’umanità sofferente. Con l’etica del rispetto per la vita come affermazione della vita stessa in ogni sua forma, Schweitzer oppone al pessimismo del pensiero orientale, alla sua « mistica di identità » negatrice del mondo e della vita un accorato richiamo ad un’azione personale e responsabile nel mondo.

Nato nel 1875 a Kayserberg nell’Alsazia, studiò teologia, filosofia e teoria della musica all’Università di Strasburgo. Ordinato pastore della chiesa di San Nicola nel 1900, più tardi divenne rettore del seminario teologico di San Tommaso. A trent’anni, maturata la decisione di dedicare la sua vita agli indigeni dell’Africa equatoriale, si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Strasburgo. Conseguita la laurea e compiuto un corso di specializzazione in malattie tropicali, nel marzo del 1913 si imbarcò per l’Africa con la moglie Hélène Breslau e si stabilì a Lambarene, sperduto villaggio del Gabon, sulle rive del fiume Ogooué, dove costruì le prime capanne del suo ospedale. Dapprima internato, poi trasferito con la moglie in Francia durante la prima guerra mondiale, ritornò in Africa nel 1924 e riedificò il suo ospedale che era caduto in rovina. Da allora alternò i suoi soggiorni in Africa con viaggi e soggiorni in Europa dove tenne conferenze e concerti. Nel 1952 gli fu conferito il premio Nobel per la pace. È morto a Lambarene nel 1965.

L’Arma del Vero Amore – La Mia Battaglia per l’Impegno Sociale dagli Orrori del Vietnam al Plum Village

L’Arma del Vero Amore – La Mia Battaglia per l’Impegno Sociale dagli Orrori del Vietnam al Plum Village

Titolo originale: Learning True Love

Autore/i: Chân Không

Editore: Ubaldini Editore

presentazione di Roberto Mander, prefazione di Thich Nhat Hanh, traduzione di Giampaolo Fiorentini.

pp. 240, nn. fotografie b/n, Roma

Amore per gli altri, impegno sociale e indomito coraggio sono le armi con cui da anni Chân Không conduce la sua appassionata e non violenta battaglia contro la sofferenza. Nata nel delta del Mekong, al centro del sanguinoso conflitto vietnamita, fin da giovane si è adoperata per gli altri nello spirito del Buddhismo.
Discepola di Thich Nhat Hanh, ne ha condiviso le iniziative sociali e pacifiste, spesso a rischio della vita, dapprima in Vietnam e quindi in tutto il mondo.

Oggi, monaca buddhista, vive e lavora al Plum Village, centro voluto da Thich Nhat Hanh in Francia, prodigandosi in favore dei profughi, dei bambini, delle vittime dei conflitti in ogni parte del mondo. Questa sua autobiografia è a un tempo la cronaca di una vita tutta spesa per aiutare gli altri e una grandissima testimonianza di come l’amore possa dimostrarsi più forte di ogni violenza.

Le Scienze Sociali Come Stregonerie

Le Scienze Sociali Come Stregonerie

Titolo originale: Social Sciences as Sorcery

Autore/i: Andreski Stanislav

Editore: Armando Armando Editore

prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese di Piero Stefani.

pp. 240, Roma

Presentazione Editoriale
Se il numero degli psicologi e dei sociologi continua a crescere col ritmo degli ultimi dieci anni, in un paio di secoli ricoprirà l’intera superficie dell’orbe. E questo è solo un risvolto del fenomeno. L’altra faccia non è migliore: la crescita in quantità va tutta a danno della qualità.
Questo è il conto finale del saggio di Andreski, che ricorda per taluni aspetti i saggi, ben noti, di Sorokin e di Debray-Ritzen. Pamphlet, stroncatura? Importa poco. Come non scorgere, dentro il paradosso, l’annotazione caustica, l’ironia, il divertissement, il gioco dell’impertinenza, qualcosa che non è dovuto soltanto ad una intelligenza indubbiamente prodiga e votata all’anticonformismo ma che descrive invece alcuni aspetti di una realtà fattuale ed empiricissima? L’A. parte proprio da una constatazione di fatto: la concomitanza tra la diffusione dei cosiddetti scienziati sociali, la dequalificazione della pratica educativa, e l’indebolimento della salute sociale. Molti medici e molte malattie. Difficile stabilire un rapporto causale tra la promozione di «esperti» e l’estensione dell’inquinamento civile. Però è certo che i molti politologi fino ad ora non hanno migliorato granché il buon governo, che l’armata dei sociologi non è ancora riuscita a bonificare la vita quotidiana, che la produzione di pedagogisti su larga scala non ha elevato l’arte dell’insegnamento.
Andreski conduce il lettore nei vicoli del mercato dell’intelligenza. Visita il baraccone della grande editoria, specializzata nell’imporre prodotti anestetici, adatti al gusto di un pubblico adulato perché continui a pagare e a non essere disturbato nel proprio sonno. Ecco poi la consorteria degli scienziati sociali, che fa la fila per potersi genuflettere al cospetto dei «grandi maestri». Costoro mostrano un grande impegno nel controllare la curva ascendente del loro conto in banca, incrementato dai «fondi per le ricerche» elargiti da politici e imprenditori insipienti o complici. Assegnato il compito di portare a termine i progetti ad una équipe di disoccupati della cultura, i boss delle ricerche si danno allo spaccio non clandestino di un gergo pseudoscientifico, sul quale si esercitano gli scrocconi e i cortigiani, sempre in stato di allarme per difendere l’eccellenza della scuola a colpi di recensioni.
Le tecniche del camuffamento della falsa scienza sono appunto il gergo misterico e l’evasione nella inodore metodologia. Quest’ultima assicura l’immunità dalla responsabilità. I fanatici della metodologia sono come i cuochi che si danno un gran daffare con coltelli e forchette mentre il piatto resta sconsolatamente vuoto. Una tecnica adibita all’autovalorizzazione è poi quella del linguaggio e delle formule cibernetiche, che i santoni del rituale accademico simulano di trasferire nello studio del comportamento umano.
Non si creda che il libro di Andreski sia diretto contro una anonima istituzione accademica, politologica, psicologica, sociologica, an-tropologica e pedagogica. I bersagli sono anagrafati. Da questo fuoco di fila non escono indenni Parsons, Lévi-Strauss, Skinner. In particolare gli ultimi due. Inoltre, si collochino a destra o a sinistra, le ideologie implicite nell’odierno sapere sono bollate come subdolamente conservatrici. Nel calderone si ritrovano e lo struttural-funzionalismo e l’agiografia marxista. Non si tratta di un conservatorismo onesto, che dopotutto era critico nei confronti della realtà, come lo sono stati i maestri che l’A. ricorda, da Tocqueville a Pareto. L’odierno è un conservatorismo criptico, sotterraneo, che glorifica il potere facendo finta di indignarsi, ogni potere, di governo o dell’opposizione.
Malgrado tutto l’A. è disperatamente ottimista. Sa che la vera conoscenza scientifica sarà utile alla società. Ma proprio per questo non perdona niente alla ciarlataneria ed osserva che al posto delle cattedrali sociologiche oggi c’è solo una irrefrenabile bidonville di intellettuali abusivi. Di conseguenza scrive un libro igienico come questo, a costo di sconcertare il lettore, pur di difenderlo dall’oppio degli intellettuali.

Stanislav Andreski è dal 1964 Professore di Sociologia all’Università di Reading. In precedenza era stato Lecturer al Bruner College (1947-60), Professore di Sociologia a Santiago, Cile (1960-61), e Senior Research Fellow del NISER, Ibadan, Nigeria (1962-64).

Giudizi sul testo originale:
«Andreski è convinto che “molto di ciò che passa per studio scientifico del comportamento umano si riduce a stregoneria”, e afferma che il lettore profano sta imparando a distinguere tra un feticcio e un’opera che vale. Come? Mettendo alla prova la sua capacità mentale con pochi libri difficili, come l’Introduzione alla filosofia matematica di Bertrand Russell e i Principi biologici di J. H. Woodger. Se si riesce a capire questi libri, mentre l’opera di un sociologo risulta oscura, “allora si può giustamente sospettare che sia tutto un nonsenso”» («Time» 25 settembre 1972).

«È un libro feroce, brioso ed erudito. Inferociti contro il gergo delle scienze sociali, molti lo rifiutano in blocco, mentre Andreski spicca i petali uno per uno, facendo così vedere che sono di plastica». («The Economist», 9-9-1972).
«E’ un libro dove si conferma il paradosso che i pensatori veramente seri sono i soli che possono permettersi il lusso di scherzare» («The Daily Telegraph» 3-3-1975).

«La critica demolitrice delle scienze sociali, da parte di Andreski, delizierà le persone che da lungo tempo sospettavano come lo spaventoso gergo usato da molti sociologi nascondesse banali luoghi comuni» («BBC», 3-10-1972).

La Luce e La Rinascita – Nuove Esperienze nei “Territori Oltre la Vita”

La Luce e La Rinascita – Nuove Esperienze nei “Territori Oltre la Vita”

Nuove esperienze nei territori oltre la vita

Autore/i: Cariglia Fulvia

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione di Raymond A. Moody, introduzione dell’autrice.

pp. 218, Milano

Una bellissima fanciulla di diciotto anni consunta dal mal d’amore che, nella Firenze del Quattrocento, la famiglia seppellisce ritenendola morta di peste e dopo poche ore si “risveglia”; il grande compositore Arnold Schónberg che nel 1946 “risorge” dalla morte ispirato a tradurre in un Trio per archi il suo “viaggio nell’aldilà”; un bambino di sette anni, miracolosamente scampato a una malattia inguaribile, che “incontra” Padre Pio su altri piani di esistenza e con la sua vicenda convince la Chiesa alla santificazione del Beato; ma anche, e soprattutto, storie di gente comune che, superata una crisi quasi mortale, ne riemerge rinnovata nell’animo e talora arricchita di insospettati talenti artistici. Racconti di vite comuni divenute tuttavia straordinarie, emozionanti vicende di trasformazione e profonda spiritualità che Fulvia Cariglia raccoglie in questo libro, frutto di anni di studio sulle esperienze di “premorte”, del confronto con i maggiori esperti del settore e soprattutto del contatto diretto con i soggetti protagonisti di questi eccezionali fenomeni, analizzati alla luce delle ultime indagini mediche e psicologiche.

Fulvia Bianchi Cariglia
, laureata in sociologia, giornalista e psicologa, si occupa da molti anni di ricerca sugli stati modificati di coscienza. Ha condotto sull’argomento seminari presso l’Università di Firenze e scritto trasmissioni radiofoniche RAI, nonché relazionato a numerosi congressi specifici. Negli Oscar ha pubblicato, fra gli altri, Ter-ritori oltre la vita ed Echi d’altrove, saggio sulla storia dello spiritismo. È consulente culturale della Repubblica di San Marino, dove organizza ogni anno un Congresso internazionale di studi delle esperienze di confine. Vive e lavora a Firenze. 

Autobiografia – Le Esperienze Pedagogiche del Direttore della Scuola di Summerhill

Autobiografia – Le Esperienze Pedagogiche del Direttore della Scuola di Summerhill

Titolo originale: Neill! Neill! Orange Peel!

Autore/i: Neill Alexander S.

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di Silvia Giacomoni.

pp. 384, 1 fotografia b/n f.t., Milano

Il creatore della più sperimentata scuola «antiautoritaria» del nostro tempo, che ha reso celebre in tutto il mondo il nome di Summerhill, racconta in questo libro la sua vita e le sue esperienze pedagogiche. Nell’affascinante trama di una esistenza interamente dedicata alla ricerca di vie e mezzi concreti per educare i ragazzi alla libertà nella libertà, l’autobiografia di Neill spiega con ricchezza di particolari le circostanze storiche e ambientali, gli incontri, le letture, gli «incidenti sul lavoro», le scoperte psicologiche, le innovazioni pratiche e le idee-guida che hanno portato alla nascita, allo sviluppo e al successo della sua celebre scuola. Bilancio della vita di un uomo che ha dato radicali contributi al rinnovamento dell’educazione, il libro è una miniera di suggerimenti, spunti e stimoli per una pratica educativa che voglia essere suscitatrice di coscienze libere e autonome; sintetico e conclusivo messaggio di un pedagogista eterodosso e antiaccademico, si offre come una testimonianza vissuta, perennemente tesa alla soluzione del grande problema che, in termini quanto mai drammatici, si pone oggi nella cerchia familiare non meno che nell’istituzione scolastica: come conciliare le esigenze della «formazione» col rifiuto della costrizione autoritaria. Dallo studio all’impegno politico, dall’educazione sessuale a quella dei sentimenti, i punti d’approdo delle esperienze maturate in comune da Neill e dai suoi ragazzi sono qui esposti in uno schietto resoconto tutt’altro che trionfalistico, il cui ottimismo di fondo non nasconde le ombre, le contraddizioni e i problemi irrisolti. Né l’autobiografia si esaurisce nei limiti di una storia privata: memorabili ritratti delle grandi personalità che hanno influenzato l’evoluzione del protagonista – da H.G. Wells a G.B. Shaw a Wilhelm Reich – fanno del libro un pittoresco spaccato d’una delle più fervide stagioni, tuttora da riscoprire, della storia intellettuale europea.

Alexander Sutherland Neill (1883-1973) prima in Inghilterra, poi in tutto il mondo, è divenuto famoso come simbolo di educazione antiautoritaria. Col progressivo acuirsi della crisi delle istituzioni pedagogiche, le sue idee sono diventate un punto di riferimento obbligato per chiunque, come genitore o come insegnante, si occupi di educazione. Nato a Forfar (Scozia) in una famiglia di maestri elementari, dopo una giovinezza «sbagliata» ma aperta agli stimoli d’un ricchissimo spirito d’osservazione, si dedicò alle tecniche dell’apprendimento e all’attività pedagogica. Nel corso di alcuni decenni si impose all’attenzione internazionale per la novità e i risultati dei suoi metodi; il suo capolavoro è la scuola da lui fondata, Summerhill, dove sperimentò, modificò e perfezionò il suo sistema pedagogico. Tra le sue opere sono state tradotte in Italia: Questa terribile scuola (La Nuova Italia, Firenze 1956), Summerhill (Forum Editoriale, Milano 1969), Il genitore consapevole (Forum Editoriale, Milano 1970), L’ultimo uomo al mondo (Emme Edizioni, Milano 1973).

Distacchi – Gli Affetti, le Illusioni, i Legami e i Sogni Impossibili a cui Tutti Noi Dobbiamo Rinunciare per Crescere

Distacchi – Gli Affetti, le Illusioni, i Legami e i Sogni Impossibili a cui Tutti Noi Dobbiamo Rinunciare per Crescere

Titolo originale: Necessary Losses

Autore/i: Viorst Judith

Editore: Edizioni Frassinelli

seconda edizione, introduzione dell’autrice, traduzione di Laura Sgorbati Buosi.

pp. XVI-432, Milano

Quando pensiamo al distacco intendiamo in genere la perdita di una persona che amiamo. Ma questo tema è in realtà ben più ampio e complesso e scandisce l’intero corso della vita di ognuno. Perché noi non perdiamo solo attraverso l’abbandono, ma anche rinunciando ai sogni romantici, alle aspirazioni impossibili che investono tutti i rapporti umani, o vedendo tramontare, con l’andare degli anni, il nostro io giovanile, con le sue pretese di invulnerabilità. Il distacco dal corpo della madre al momento della nascita segna il primo legame che si spezza, ma anche l’infanzia con le sue sicurezze e l’adolescenza con le sue illusioni rappresentano altrettante tappe da percorrere e da superare nel cammino che porta alla piena maturità dell’essere umano. Distacchi – che negli Stati Uniti ha riscosso enorme interesse e successo, occupando a lungo i primi posti nella classifica dei bestseller sia in edizione rilegata, sia in edizione economica – è una felice sintesi di psicoanalisi, letteratura ed esperienza personale e professionale dell’autrice, la quale indica con chiarezza e sensibilità gli strappi dolorosi ma necessari che dobbiamo affrontare per poter crescere e confrontarci con la realtà. La sua analisi lucida, toccante, sempre ancorata agli aspetti più profondi e pressanti della vita quotidiana è un aiuto, uno stimolo e un arricchimento per ognuno di noi.

«Con Distacchi Judith Viorst ha sintetizzato una vasta attività di ricerca in un’opera organica, ricca e di piacevole lettura.» (The New York Times Book Review)

«Con saggezza, comprensione e brio l’autrice analizza le fasi della vita, dalla perdita dolorosa della fusione con la madre ai labirinti del matrimonio, fino ai diversi modi di morire. Questo libro di particolare sensibilità dovrebbe interessare e arricchire chiunque.» (Benjamin Spock)

«La saggezza è di solito una faticosa conquista, ma Judith Viorst ha scritto un libro così bello e intelligente che ci rende più saggi quasi senza sofferenza. Distacchi è un testo meraviglioso, di grande sensibilità e portata sulla condizione umana, come non ne leggevo da tempo.» (Harold S. Kushner)

Judith Viorst si è specializzata nel 1981 al Washington Psychoanalytic Institute. Ha affrontato in particolare i temi del matrimonio e della terza età, è autrice di numerosi libri di poesia e di testi per bambini e tiene una rubrica mensile, molto seguita, sulla rivista americana Redbook. Vive a Washington col marito, commentatore politico, e con i tre figli.

Il Segreto dell’Infanzia

Il Segreto dell’Infanzia

Autore/i: Montessori Maria

Editore: Garzanti Editore

prefazione dell’autrice.

pp. XIV-312, Milano

Madri ed educatori troveranno in questo libro il mondo in cui s’ambienta il metodo montessoriano: Il segreto dell’infanzia crea infatti lo stato d’animo preliminare all’intelligenza di una pratica pedagogica logica e chiara, che conduce sottilmente alla progressiva scoperta delle verità intellettuali.
Il muto e misterioso lavoro del bambino nei suoi primi tre anni, l’incarnazione dello spirito umano nella giovane creatura divengono una verità acquisita alla nostra coscienza, una rivelazione a cui ognuno può attingere preziosi suggerimenti per meglio orientare il processo formativo.

Maria Montessori (Chiaravalle, Ancona, 1870-Noordwijk, L’Aia, 1952) fu tra le primissime donne italiane a laurearsi in medicina, dedicandosi fin da subito allo studio dell’educazione dei bambini. Dopo il notevole successo ottenuto dai suoi metodi, nel 1906 fu chiamata a curare l’organizzazione di scuole materne per i figli di famiglie operaie di alcuni quartieri popolari romani; nacquero così le prime «case dei bambini», presto conosciute e imitate in tutto il mondo. L’avversione al fascismo la spinse, nel 1936, ad abbandonare l’Italia e a ritirarsi in Olanda, dove rimase fino alla morte. Le sue opere, ora, sono diventati classici del pensiero pedagogico.

Il Mito della Cattiva Madre – Le Realtà Emozionali della Maternità

Il Mito della Cattiva Madre – Le Realtà Emozionali della Maternità

Titolo originale: The Myth of the Bad Mother

Autore/i: Swigart Jane

Editore: Longanesi & C.

introduzione dell’autrice, traduzione dall’americano di Patrizia Bonomi Banas, in copertina: « Schwangere » (1910) di Egon Schiele, acquarello.

pp. 256, Milano

Nella società contemporanea il ruolo della madre ha compiuto una profonda mutazione rispetto al modello ottocentesco: da un lato esso si è rivestito di importanza e gravità totalmente nuove (in relazione all’enfasi attribuita ad alcune teorie psicanalitiche), dall’altro ha perso gran parte del suo «carisma» ed è passato in secondo piano rispetto alle più urgenti istanze di emancipazione della donna. Sono così sorti due modelli di madre: la Buona Madre, devota in tutto e per tutto al benessere dei figli, e la Cattiva Madre, egoista, indifferente e quindi responsabile dei problemi dei figli. Entrambe queste immagini sono ovviamente false e stereotipate, tuttavia hanno finito per influenzare in maniera più o meno cosciente il comportamento di ogni donna… forse anche prima che diventi effettivamente madre. Con competenza e partecipazione, Jane Swigart analizza le speranze, le difficoltà, i drammi e i desideri che caratterizzano le varie fasi del rapporto madre-figlio, tracciando un quadro convincente quanto rivoluzionario, che rifugge da inutili teorizzazioni per ancorarsi solidamente a quella realtà quotidiana che è di certo la più difficile da gestire.

Jane Swigart è cresciuta nel Wyoming e nel Michigan. Laureatasi in letterature comparate, ha ottenuto un dottorato in psicologia e letteratura grazie appunto ai suoi studi sul « mito della Cattiva Madre » e successivamente si è specializzata in psicologia clinica alla San José State University. Madre di due figli, in questo libro riferisce della propria esperienza di maternità in prima persona, supportandola tuttavia di numerose citazioni dei più grandi psicologi (Richard Spock, Bruno Bettelheim, Maggie Scarf) nonché di brani letterari e poetici e di riferimenti a film e programmi televisivi.

Viaggio al Montamiata – 3 Volumi

Viaggio al Montamiata – 3 Volumi

Viaggio Primo – Viaggio Secondo – Viaggio Terzo

Autore/i: Santi Giorgio

Editore: Multigrafica Editrice

ristampa anastatica dell’Edizione originale Pisa (1795-1806).

vol. 1 pp. VIII-356, vol. 2 pp. 452, vol. 3 pp. 434, nn. tavole e cartine b/n fuori testo, Bologna

Viaggio primo
Nelle vacanze estive del 1789 Giorgio Santi compirà il primo viaggio naturalistico nella Toscana meridionale, principalmente nella zona del Monte Amiata, pubblicandone il resoconto solamente nel 1795.
A proposito di questa sua opera, Viaggio al Montamiata, il Giornale de’ Letterati (1795) scrive: “Il Sig. Santi ha impiegata la massima diligenza non risparmiando né tempo, né fatica, né spesa per non lasciare nulla di inosservato. Dà ragguaglio del locale dei Paesi, dei costumi, dei capi d’industria, del commercio, e dell’agricoltura. La storia politica e l’antiquaria non sono state trascurate, ma la Mineralogia, e la Botanica ci son trattate minutamente”.
Lo stile dell’opera, ricca di tavole botaniche, è assolutamente coerente al suo intento divulgativo, tanto da essere fruibile anche ai meno competenti in materia. A proposito del suo lavoro l’autore stesso scrive infatti: “Ho conservata poi la semplicità di forma, e di stile delle mie narrazioni che attissima mi sembra a farmi intendere ancor da chi di Scienze Naturali non si occupa, e che dando talor qualche riposo, qualche diversione all’attenzione del Lettore, che una non mai interrotta serie di prodotti e di osservazioni naturali facilmente stancherebbe, lo conduce direi quasi per mano, in tutti i luoghi, in tutte le situazioni, nelle quali sonomi trovato”.

Viaggio secondo

Nel 1798 Giorgio Santi pubblicò il Viaggio secondo per le due provincie senesi. Il racconto ha inizio dalle pendici occidentali del Monte Amiata nei pressi di Castellazzara. L’autore scende poi verso Pitigliano e Saturnia per raggiungere Orbetello ed il Monte Argentario, risale per Cinigiano per giungere a Montalcino e visitare l’intera Val d’Orcia. Passa infine per Sinalunga, Montepulciano, Chiusi e termina a Radicofani. I paesi e le località citate sono oltre settanta con itinerari suddivisi in ventinove capitoli.
Prima della descrizione della conformazione del terreno, dei minerali, dei fossili e della flora, il Santi fornisce sempre brevi cenni geografici e storici dei centri abitati. Grande attenzione è dedicata alle terme ed ai fenomeni vulcanici che incontra, dando conto delle sostanze chimiche riscontrate, delle composizioni delle acque e dei minerali, delle temperature, dei colori, degli odori, delle emanazioni e talvolta anche dei sapori delle acque.
Nove tavole realizzate con la tecnica dell’incisione, raffiguranti piante e arbusti spesso descritti per la prima volta arricchiscono l’opera, mentre una carta del territorio precede l’introduzione.

Viaggio terzo
Dopo la discesa di Napoleone in Italia e l’instabilità che ne seguì, Giorgio Santi tornò solo nel 1806 a pubblicare il Viaggio terzo per le due provincie senesi, dove tratta approfonditamente dell’alta Maremma per poi concludere nella zona di Siena e nelle Crete Senesi.
Nell’introduzione il Santi scrive infatti: “Or finalmente, che un Regno fausto, e felice, sotto cui contendono con nobil gara la giustizia, e l’umanità, ha restituita in Toscana la sicurezza, e tranquillità pubblica, non solo cessò ogni motivo del mio silenzio, ma tutto anzi mi eccita a non lasciare inutilmente invecchiare nel Portafogli le mie osservazioni. Io dunque le traggo fuora, e le consegno in questo terzo Volume, il quale con i due già pubblicati verrà a formare l’esposizione completa di quanto io ho osservato sull’Istoria Naturale delle due Provincie Senesi. […] Questo lo scopo delle molteplici, e laboriose mie ricerche.”
E conclude così: “Dolce intanto, ed ampla mercede fia alle mie fatiche, se qualche favore potrà conciliarmi presso la mia Nazione lo scopo da me avuto in mira, e generalmente presso il Pubblico colto, e dotto l’ingenua, e scrupolosa fedeltà, con cui sono esposte le mie osservazioni.”

Giorgio Santi (Pienza, 17 aprile 1746 – Pienza, 30 dicembre 1822) studia da medico, prima a Siena e poi a Parigi, dove incontra Lavoisier e frequenta i salotti illuministi di fine ‘700. Fedele al Granduca Pietro Leopoldo torna in Toscana nel 1782 e diventa professore di storia naturale e chimica presso l’Università di Pisa. Viaggiatore, naturalista, botanico, geologo, zoologo, storico, ma soprattutto attento osservatore, il Santi inizia a rendicontare la sua esperienza nel manoscritto Viaggio da Parigi a Firenze (1782 ma edito solamente postumo) e nel saggio Analisi chimica delle acque dei Bagni Pisani, e dell’acqua acidula di Asciano del 1789 culminando poi nei tre accurati viaggi naturalistici nel Monte Amiata e nelle allora provincie senesi raccolti in questa opera.

(fonte: www.cpadver-effigi.com/blog/viaggio-al-montamiata-giorgio-santi/)

Psicologia e Sviluppo Mentale del Bambino

Psicologia e Sviluppo Mentale del Bambino

Titolo originale: Six Études de Psycologie

Autore/i: Piaget Jean; Inhelder Bärbel

Editore: Edizione CDE

traduzione di Elena Zamorani, “La Psychologie de l’Enfant” traduzione di Chiara Andreis.

pp. 304, Milano

n questo volume, che si compone di più saggi e procede per approfondimenti successivi, il padre della psicologia infantile esamina l’evoluzione dei meccanismi conoscitivi del bambino sui piani fisico, intellettuale e affettivo. Dalla nascita all’adolescenza vengono così individuati sei stadi di sviluppo, che vanno dalle prime tendenze istintive del neonato al sorgere dei sentimenti morali e sociali, alla formazione dei concetti logici astratti, fino ai problemi di inserimento dell’adolescente nel mondo degli adulti.
È un’opera di grande impegno culturale che apre nuovi orizzonti non solo nel campo della psicologia infantile, ma anche in quello più vasto dell’epistemologia e della teoria della conoscenza.

Jean Piaget (Neuchâtel, 9 agosto 1896 – Ginevra, 16 settembre 1980) è stato uno psicologo, biologo, pedagogista e filosofo svizzero.
È considerato il fondatore dell’epistemologia genetica, ovvero dello studio sperimentale delle strutture e dei processi cognitivi legati alla costruzione della conoscenza nel corso dello sviluppo, e si dedicò molto anche alla psicologia dello sviluppo.

Bärbel Inhelder psicologa svizzera (San Gallo, 1913-1997). Docente di psicologia infantile nell’Istituto di scienze dell’educazione dell’Università di Ginevra, fu una strettissima collaboratrice di J. Piaget, con cui condusse studi di grande importanza e di cui continuò, sino al 1983, le ricerche. Opere principali: La représentation de l’espace chez les enfants (1947; con J. Piaget); De la logique de l’enfant à la logique de l’adolescent (1955; con J. Piaget); Discussions on Child Development (1956-60; con J. Tanner); L’image mentale chez l’enfant (1974; con J. Piaget); Apprentissage et structures de la connaissance (1975); Le diagnostic du raisonnement chez les débiles mentales (1975).

La Vita Segreta delle Balene – Dal Massimo Esperto di Cetacei il Racconto Originale e Sorprendente della Vita dei più Grandi Mammiferi Marini

La Vita Segreta delle Balene – Dal Massimo Esperto di Cetacei il Racconto Originale e Sorprendente della Vita dei più Grandi Mammiferi Marini

Titolo originale: Among Whales

Autore/i: Payne Roger

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione dell’autore, traduzione di Giovanni Bearzi e Maddalena Jahoda, in sovraccoperta: foto di Mitsuaki Iwago.

pp. IX-434, Milano

«Il mare profondo. Di solito è alla sua superficie che pensiamo: un’area in eterno movimento, su cui brilla il sole, dove le onde danzano mentre banchi di pesci fremono come cascate d’argento. Spesso dimentichiamo che questo è solo lo strato più sottile e superficiale, che ha poco a che vedere con il “grosso” dell’oceano, un luogo perennemente avvolto nell’oscurità, freddo, silenzioso, mosso da lente correnti. Eppure l’oscurità degli abissi è permeata da una sorprendente manifestazione di vita: il lontano richiamo delle balene.» Roger Payne, il più importante studioso di cetacei al mondo, nonché esploratore e musicista, inizia così il racconto di un’esistenza dedicata allo studio e alla difesa delle balene. Stabilitosi in una zona deserta e remota della costa della Patagonia con l’intera famiglia, ha infatti trascorso anni a osservare i cetacei, integrando con l’esperienza diretta i risultati ottenuti in laboratorio. Questo libro raccoglie le conclusioni della sua lunga ricerca: scritto alla luce delle più recenti teorie scientifiche sui cetacei, contiene dati e informazioni precise e, al tempo stesso, riesce a rivelare la complessità e il fascino della misteriosa vita e «psicologia» delle balene. Ne emerge un ritratto originale e affascinante: questi animali dalle dimensioni quasi inimmaginabili, inseriti in una realtà temporale e spaziale completamente differente dalla nostra, si riuniscono in gruppi, comunicano tra loro, giocano, amano, lottano e perfino cantano in maniera sorprendente e in parte ancora inspiegata.
La vita segreta delle balene non è però soltanto un libro sui cetacei, è anche una ricostruzione attenta dei rapporti che da secoli legano l’uomo ai grandi mammiferi marini. Dopo una denuncia dei metodi spietati, della gratuita crudeltà e della sostanziale inutilità della caccia alla balena, Payne descrive gli esperimenti militari condotti sui delfini, le battaglie di Greenpeace in difesa dell’ambiente e i pericoli derivanti dai test nucleari, dal crescente inquinamento e dal turismo di massa, per invitarci a un maggiore rispetto per il mondo naturale e per tutte le specie con le quali condividiamo il pianeta, unica via questa per salvare il futuro delle prossime generazioni.

Roger Payne è il maggiore esperto mondiale di cetacei, al cui studio ha dedicato gran parte della propria vita. È presidente del Whale Conservation Institute di Lincoln, nel Massachusetts, e consulente scientifico dell’International Whaling Commission. Giunto alla notorietà alla fine degli anni Sessanta con la scoperta che le vocalizzazioni delle megattere possono essere classificate come canti (raccolti poi nel disco The Songs of Humpback Whales), più recentemente ha dedicato i suoi sforzi allo sviluppo di tecniche non invasive nella ricerca sui cetacei. Ha condotto oltre cento spedizioni in ogni oceano e ha studiato tutte le specie di grossi cetacei nel loro ambiente naturale. Vive tra Londra e Lincoln.

Guerra e Società nel Mondo Antico

Guerra e Società nel Mondo Antico

Titolo originale: La Guerre dans l’Antiquité

Autore/i: Garlan Yvon

Editore: Società Editrice Il Mulino

unica edizione, collana: Biblioteca storica.

pp. 296, illustrazioni b/n, Bologna

«Gli antichi distinguevano tre modi fondamentali di combattere: la battaglia in campo aperto, la battaglia attorno alle mura e la battaglia sui mari. Ciascuna aveva particolari tecniche militari e una serie di possibilità di azione di natura strategica e tattica». Mentre si parla oggi di scudi spaziali e di guerre stellari sembra impossibile pensare che le lontane origini della nostra guerra totale siano proprio in quelle pietre, fionde, archi che usavano ateniesi e spartani, macedoni e persiani, romani e barbari. Eppure, talune motivazioni di fondo di carattere psicologico, economico, politico e un certo <<rituale» quasi antropologico sono rimasti immutati nei secoli. É mutato invece, e in modo così radicale da sembrare senza legami, il modo di fare la guerra, l’«arte militare». A questo tema è dedicato il libro di Garlan. Insieme alle «regole del gioco», ai rituali, alle norme che accompagnavano le guerre, l’autore descrive le modalità delle battaglie, i tipi di armi, l’organizzazione degli eserciti, gli sviluppi tecnologici. Ne risulta un ampio panorama del mondo antico, in cui la guerra assume le caratteristiche di uno specchio deforme dove si riflettono i confini occulti che attraversano la levigata rigidità, la feroce geometria del mondo all’alba della civiltà occidentale.

Yvon Garlan insegna storia antica nell’Università dell’Alta Bretagna a Rennes. Dei suoi scritti è già apparso in edizione italiana «Gli schiavi nella Grecia antica» (Milano, 1984).

Commenti Astrologici – Un Classico dell’Astrologia

Commenti Astrologici – Un Classico dell’Astrologia

Autore/i: Morin Jean Baptiste

Editore: Casa Editrice Meb

unica edizione, introduzione di Grazia Mirti, traduzione di Jolanda Boyko, collana: MOB 65.

pp. 220, numerose illustrazioni b/n, Padova

Morin de Villefranche, il geniale compilatore dell’oroscopo di Luigi XIV e autore della monumentale Astrologia Gallica, ha espresso le sue opinioni astrologiche, con magistrale sicurezza e coraggiosa incuranza nei confronti dei mostri “sacri” del suo tempo, in questi celebri Remarques, un classico delle biblioteche astrologiche di ogni tempo e paese. Essi meritano di essere letti, meditati e osservati specialmente alla luce della nuova impostazione, più culturale e raffinata, che questa disciplina sta prendendo, attirando così l’attenzione di persone colte, evolute e qualificate.
La riscoperta di classici astrologici della portata di Morin de Villefranche giunge a colmare una lacuna italiana in un cammino di riqualificazione culturale che già sta dando primi risultati, grazie al rispetto che ha per l’Astrologia chi, vincendo gli sciocchi pregiudizi, sa andare oltre, alla ricerca degli archetipi e dei simboli di ciò che è nascosto in fondo all’anima di ciascuno di noi. Inizia con quest’opera la pubblicazione di una serie di testi molto significativi, utilissimi per chi non vuole trascurare il passato, segue il presente e si prepara a un futuro fatto di intelligente ricerca in campo astrologico.

L’Occhio dello Stregone

L’Occhio dello Stregone

Titolo originale: L’œ du sorcier

Autore/i: Alfonsi Philippe; Pesnot Patrick

Editore: Sperling & Kupfer Editori

traduzione di Maria Dazzi.

pp. 408, Milano

Questo libro racconta una storia vera di stregoneria, in Francia, oggi. Protagonista è un veterinario, il dottor Lavaronnière, un ricercatore stimato negli ambienti scientifici. Dopo vent’anni di professione, il dottor Lavaronnière vende il suo studio in Normandia, dove ha fatto fortuna, e si stabilisce in una proprietà di famiglia nel Berry. Ma qui cominciano ad accadergli strane cose: gli affari si mettono male, il bestiame gli muore inesorabilmente, sua moglie si ammala, egli stesso è vittima di inspiegabili malori. Allora i contadini, a mezze parole, evocano «l’occhio dello stregone» e i poteri di certi iettatori del vicinato. Oggi si crede ancora alla stregoneria e la si pratica quotidianamente: cuori di vitello trafitti da chiodi, sacrifici di galli neri, fotografie picchiettate di spilli e sempre l’eterna paura figlia delle tenebre, che televisione e automobile non riescono a eliminare. Fattore di equilibrio sociale o fonte di odî che sia, la stregoneria esiste. Il dottor Lavaronnière ne è stato vittima involontaria. Questo libro racconta come egli «è entrato nella stregoneria».

Philippe Alfonsi, trentatré anni; Patrick Pesnot, ventinove anni. Capi del settore informazione della RTL fino al 1969. Famosi inviati della televisione francese nel gruppo d’«Information Première», inviati speciali in Brasile, in Africa, nel Medio Oriente, nel Bengala. Oggi cronisti di «Europe n. 1» hanno già pubblicato da Robert Laffont Les enfants de la drogue e presso l’editore Calmann-Lévy, sotto la direzione di Pierre Dumayet, un libro intitolato L’église contestée, riguardante le chiese d’Olanda e di Spagna.

L’Uomo che Fermò Hitler – La Storia di Dimitǎr Pešev che Salvò gli Ebrei di una Nazione Intera

L’Uomo che Fermò Hitler – La Storia di Dimitǎr Pešev che Salvò gli Ebrei di una Nazione Intera

La storia drammatica e misconosciuta di un eroe del nostro secolo: l’uomo che sfidò Hitlerper salvare 48.000 ebrei bulgari e fu perseguitato dai comunisti, processato, accusato di antisemitismoe dimenticato da tutti

Autore/i: Nissim Gabriele

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione dell’autore, in sovraccoperta: Pešev con le nipoti Kička e Kaludka.

pp. 330, numerose tavole b/n f.t., Milano

Il 20 febbraio 1973 Dimitar Pešev si spegneva a Sofia, in povertà e dimenticato da tutti, anche dalla maggioranza di coloro che gli dovevano la vita. Eppure, era stato un uomo importante: avvocato di grido e figura di primo piano sulla scena politica bulgara d’anteguerra, da vicepresidente del Parlamento aveva compiuto un atto pressoché unico nella storia dell’Olocausto.
Nel marzo del 1943 Pešev, informato da alcuni amici dell’imminente deportazione dei 48.000 ebrei bulgari, con un’iniziativa temeraria quanto tempestiva costrinse re Boris III e il governo a dare ordine che i treni diretti ad Auschwitz non si muovessero dalle stazioni di partenza. Fu così l’unica personalità di rilievo in una nazione filotedesca a rompere quel clima di omertà collettiva nel quale si consumò la «soluzione finale». Combatté contro i nazisti la battaglia decisiva, e vinse. Gli ebrei bulgari si salvarono.
Scomparso improvvisamente il sovrano nell’agosto dello stesso anno, Pešev riscoprì il valore della democrazia: lottò per il riallineamento del paese all’Occidente e denunciò i partigiani comunisti, intenzionati a consegnare la Bulgaria ai russi. Una presa di posizione pubblica, quest’ultima, che gli sarebbe costata molto cara al momento dell’occupazione da parte dell’Armata rossa.
Processato per antisemitismo e antisovietismo, fu condannato a quindici anni di carcere e scampò al gulag per un imperscrutabile caso di «banalità del bene» (chi avrebbe dovuto denunciarlo alle autorità si ricordò di un suo passato favore), ma trascorse il resto della sua esistenza senza più identità civile e professionale, rinchiuso tra le quattro mura di casa. Del gesto che aveva compiuto, il più nobile che chiunque potesse compiere negli anni del nazismo, non si vantò mai.
La vicenda di Pešev ha tutte le caratteristiche di «una favola moderna»: un uomo, in una situazione drammatica come la guerra e in un ambiente filonazista, riesce a pensare con la propria testa, a prendere decisioni autonome – diverse da quelle dettate dalla paura o dall’opportunismo – e a modificare il corso della storia. È questa l’eredità morale che Dimităr Pešev ci ha lasciato e che può rendere la memoria, come ha scritto Tzvetan Todorov, un fatto «vivo» ed «esemplare».

Gabriele Nissim (Milano, 1950), saggista, ha fondato nel 1982 «L’Ottavo Giorno», rivista italiana sul tema del dissenso nei paesi dell’Est europeo. Per le reti di Canale 5 e della Svizzera italiana ha realizzato numerosi documentari sull’opposizione clandestina ai regimi comunisti, sui problemi del postcomunismo e sulla condizione ebraica nei paesi dell’Est. Ha collaborato con il «Mondo», «Il Giornale» e il «Corriere della Sera». Ha pubblicato, con Gabriele Eschenazi, Ebrei invisibili. I sopravvissuti dell’Europa orientale dal comunismo a oggi (Mondadori, 1995).

Modernità e Olocausto

Modernità e Olocausto

Titolo originale: Modernity and the Holocaust

Autore/i: Zygmunt Bauman

Editore: Società Editrice Il Mulino

prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Massimo Baldini.

pp. 288, Bologna

La memoria collettiva e la letteratura specialistica hanno tentato in modi diversi di eludere il significato più profondo dell’Olocausto, riducendolo a un episodio della storia millenaria dell’antisemitismo o considerandolo un incidente di percorso, una barbara ma temporanea deviazione dalla via maestra della civilizzazione. In entrambi i casi la patologia evocata non chiama in causa la condizione «normale» della nostra società. In realtà l’Olocausto si dimostra inestricabilmente legato alla logica interna della modernità così come si è sviluppata in Occidente. Gli aspetti di razionalizzazione e burocratizzazione della civiltà occidentale – già analizzati dalla tradizione storico-sociologica che fa capo a Weber e qui criticamente rivisitati da Bauman hanno costituito la condizione necessaria del genocidio nazista, che fu l’esito specifico dell’incontro tra lo sconvolgimento sociale provocato dalla modernizzazione e i poderosi strumenti di ingegneria sociale creati dalla modernità stessa. Sebbene tale intreccio sia stato unico nella sua tragicità, i fattori che furono alla sua base sono tuttora operanti e diffusi. Non riconoscerlo, oltre che oltraggioso nei confronti delle vittime, sarebbe il segno di una cecità pericolosa e suicida. La lezione dell’Olocausto si carica così, nell’interpretazione di Bauman, di sconcertante attualità per il mondo contemporaneo, travagliato da concitate trasformazioni e rinnovati problemi di convivenza tra culture ed etnie.

Zygmunt Bauman, polacco di origine, insegna sociologia nell’Università di Leeds. Tra i suoi scritti ricordiamo «Legislators and Interpreters» (1988), «Modernity and Ambivalence» (1991) e, già tradotti in italiano, «Lineamenti di una sociologia marxista» (Editori Riuniti, 1971) e «Cultura come prassi» (Il Mulino, 1973).

Il Lungo Cammino – Intervista con il Padre delle Costellazioni Familiari

Il Lungo Cammino – Intervista con il Padre delle Costellazioni Familiari

Titolo originale: Ein Langer Weg

Autore/i: Hellinger Bert; ten Hövel Gabriele

Editore: Tecniche Nuove

introduzione di Anna Zanardi, prefazione all’edizione italiana e revisione di Attilio Piazza, traduzione di Maria Teresa Pozzi, collana: Nuovi equilibri.

pp. 146, MIlano

Bert Hellinger ha rivoluzionato il lavoro terapeutico. Nel giro di pochi anni ha messo a punto nuove metodologie nella terapia familiare e sistemica che hanno riscosso vasto consenso presso terapeuti e clienti.
Questa nuova intervista di Gabriele ten Hövel rappresenta il libro più personale di Bert Hellinger. Descrive in modo preciso, acuto e controverso le diverse tappe dalla sua vita, dall’infanzia fino ai più recenti sviluppi del metodo sistemico: i movimenti dell’anima. Apre inoltre nuove prospettive per conciliare vittime e carnefici, ricordo e rimozione.
In questo intenso colloquio il lettore impara a conoscere gli ordini dell’amore ed il dare e prendere che ne derivano, al di là della coscienza e della colpa ed al di là della riconciliazione e della felicità.
Un libro avvincente e commovente da cui possono trarre vantaggio terapeuti e tutti coloro che sono interessati alla rappresentazione delle costellazioni familiari.

Bert Hellinger è nato nel 1925, ha studiato psicologia e teologia e ha lavorato per sedici anni inSudafrica come missionario cattolico. Poi è diventato psicanalista ed ha praticato la dinamica di gruppo, la terapia primaria e l’analisi transazionale per approdare infine al metodo da lui stesso sviluppato della terapia familiare e sistemica. È autore di numerosi libri di grande successo.

Gabriele ten Hövel è nata nel 1952 ed è politologa. Ha lavorato per molti anni come redattrice per la televisione ed autrice radiofonica.
È scrittrice e lavora inoltre nel settore della formazione e della consulenza. Vive ad Amburgo.

Vivere la Distanza

Vivere la Distanza

Autore/i: Carotenuto Aldo

Editore: Bompiani

in copertina: George Tooker, The Subway (particolare) New York, Whitney Museum of American Art.

pp. VII-202, Milano

Aldo Carotenuto in questo saggio descrive in maniera approfondita i temi della solitudine, dell’incomunicabilità e del disagio del vivere, in un mondo nel quale apparire e mostrarsi è ormai diventato l’impegno più comune.

Il coraggio di vivere implica la consapevolezza della propria diversità e di quella incolmabile distanza che ci separa dall’altro, ma che ci rende anche unici. Il raggiungimento di questa unicità è l’opus creativo che opponiamo alle contraddizioni della vita, alle falsità che governano gran parte dei rapporti interpersonali, a una finta prossimità che lentamente, ma inesorabilmente, ci priva della dignità di una voce e di un nome.

Il saggio di Carotenuto si propone di offrire al lettore una sempre più approfondita conoscenza delle contraddizioni nelle quali vive, cosicché il dolore e la disperazione possano trasformarsi in materia creativa.

Aldo Carotenuto è professore di Teorie della personalità nel corso di laurea in Psicologia dell’Università di Roma. Dirige la Rivista di psicologia analitica e il Giornale storico di psicologia dinamica e fa parte del comitato scientifico di Prometeo. Autore di molti libri, alcuni dei quali tradotti nelle maggiori lingue europee e in giapponese, è membro dell’International Association of Analytical Psychology e dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica per la quale svolge attività didattica.

Come Raggiungere la Padronanza e il Controllo di Sé – Conoscere e Dominare Ansie e Fobie della Vita Quotidiana

Come Raggiungere la Padronanza e il Controllo di Sé – Conoscere e Dominare Ansie e Fobie della Vita Quotidiana

Titolo originale: Getting Control

Autore/i: Baer Lee

Editore: Bompiani

presentazione di Judith L. Rapoport, prefazione dell’autore, traduzione di Melina Borelli.

pp. 300, Milano

Finalmente un aiuto pratico per coloro che soffrono di disturbi ossessivi, ansie e fobie: caratterizzate da pensieri paralizzanti e da gesti ritualistici, queste manifestazioni interferiscono con la vita quotidiana in modo drammatico. Come raggiungere la padronanza e il controllo di sé è una valida guida che, utilizzando un ampio apparato di test, permette di individuare, valutare e sconfiggere le ansie, le fobie e alcuni disturbi ossessivi. L’autore, lo psicologo statunitense Lee Baer, da quasi vent’anni si dedica a ricerche in questo campo. Il sistema terapeutico da lui elaborato, basato sulla convinzione che il paziente sia il miglior alleato per sconfiggere i propri disturbi, risulta di grande utilità pratica e permette di raggiungere quella completa padronanza delle azioni e dei pensieri che costituisce il vero benessere.

Riti e Miti della Seduzione

Riti e Miti della Seduzione

Autore/i: Carotenuto Aldo

Editore: Bompiani

introduzione dell’autore.

pp. 2XII-26, Milano

“La seduzione opera ovunque, ha molteplici sembianze e nomi, non possiamo ridurla al fenomeno dell’attrazione erotica tra due esseri, ma dobbiamo conferirle un significato molto ampio, che racchiude ogni ricerca mossa da Eros: da quella dello scienziato nel suo laboratorio, alle esplorazioni dei viaggiatori verso nuove mete, al pellegrinaggio perpetuo dei monaci, agli amorosi lamenti degli antichi trovatori. Ovunque c’è Eros, c’è seduzione. Ma, come ci ricordano gli antichi, la seduzione non è un’attrazione armoniosa del simile per il simile, un movimento di avvicinamento che corona il sogno di un’unione perfetta, che acquieta i cuori e li sospinge l’uno verso l’altro beatamente. Essa è insidiosa, subdola, pericolosa, apre ferite, scardina gli equilibri, getta l’anima nelle tenebre. Meglio non essere toccati da lei, affermavano i tragici greci, perché non lascia indenni, al contrario, rovina, porta distruzione e perdita.” Di qui, l’esigenza di meglio comprendere i più segreti meccanismi che regolano questa “forza sottile e imperscrutabile che attrae gli esseri l’uno verso l’altro”. Aldo Carotenuto ci guida attraverso i molteplici misteri della seduzione, in un saggio che ne affronta con grande lucidità e chiarezza tutti gli aspetti – dalla seduzione amorosa a quella analitica – esplorando i miti, i riti, i luoghi in cui ogni atto di seduzione si compie, facendosi inevitabilmente deviare dai consueti percorsi.

Aldo Carotenuto, psicoanalista, è nato a Napoli nel 1933. Docente di Psicologia della personalità all’Università di Roma, dirige il “Giornale storico di psicologia dinamica”. Tra le sue opere di saggistica più recenti, edite da Bompiani, ricordiamo: Trattato di psicologia della personalità (1991), I sotterranei dell’anima (1995), Le lacrime del male (1996), La mia vita per l’inconscio (1996), Il fascino discreto dell’orrore (1997), L’eclissi dello sguardo (1997), Lettera aperta a un apprendista stregone (1998), Vivere la distanza (1998), La nostalgia della memoria (1999), Pensare l’invisibile e Diario di una segreta simmetria, usciti nel 2000.