Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

Libri dalla categoria Hatha Yoga

L’Agopuntura Cinese

L’Agopuntura Cinese

Titolo originale: Acupuncture – The Ancient Chinese Art of Healing

Autore/i: Mann Felix

Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani

prefazione di Aldous Huxley, introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Eugenia Fano, collana: avventure del pensiero n. 126.

pp. 240, numerose illustrazioni b/n, Milano

L’agopuntura consiste nello stimolare, con un ago finissimo, alcuni punti strategici dell’epidermide.
La medicina cinese conosce da millenni l’agopuntura. Ma solo in questo secolo medici e studiosi occidentali tendono a dare una interpretazione scientifica di questo antichissimo metodo. Così oggi in Cina coesistono l’esercizio della medicina europea e di quella locale. La fisiologia orientale si basa sul concetto di circolazione di energia, e considera le malattie come il risultato della rottura di un equilibrio energetico fra Yin e Yang. Ogni disturbo di un organo o di una funzione risveglia la sensibilità di una zona delimitata del corpo, sempre la stessa per lo stesso disturbo. Uno stimolo esercitato su questo punto, che in condizioni patologiche diventa sensibile, provoca il ritorno alla normalità, temporanea o definitiva, dell’organo collegato.
La malattia incomincia molto prima di quando si manifesti. Un antichissimo testo cinese dice: «le centinaia di malattie nascono tutte per pienezza o vuoto di energia». Compito del medico è dunque diagnosticare, attraverso le alterazioni avvertibili con l’esame del polso, le deficienze o gli eccessi di energia nei singoli organi, e ristabilire, mediante opportuno trattamento, l’equilibrio energetico dell’organismo.
Oggigiorno la medicina preventiva ha acquistato uno sviluppo enorme tanto da far parte del programma di tutti i governi. Ben venga, dunque, anche l’agopuntura se per suo mezzo è possibile affrancare l’uomo dalla malattia e riportare quell’equilibrio interno, che è condizione indispensabile per condurre una vita sana e felice. Solo in Francia, per esempio, più di una dozzina di ospedali civili e militari hanno sezioni di agopuntura. In Russia ricerche sull’agopuntura sono condotte in quattro università.
Il libro di Mann costituisce una «introduzione» al problema che non è tuttavia una «divulgazione». Accessibile a ciascun lettore colto, esso è un manuale scientifico, scritto da un medico che si è tenuto a lungo in contatto coi centri di agopuntura di tutto il mondo.

Psicologia dell’Abbigliamento

Psicologia dell’Abbigliamento

Titolo originale: The Psychology of Clothes

Autore/i: Flügel John Carl

Editore: Franco Angeli Editore

introduzione e traduzione di Gianni Tibaldi, prefazione dell’autore.

pp. 272, numerose fotografie e tavole b/n, Milano

Psicologia del vestire, è considerato un testo fondamentale per almeno tre motivi; (1) è il libro più originale e profondo sugli aspetti psicologici della moda; (2) costituisce la prima applicazione sistematica della teoria psicoanalitica al fenomeno del vestire; (3) prevede esattamente la evoluzione della moda.
L’opera si sviluppa sostanzialmente attraverso l’analisi delle tre fondamentali motivazioni profonde che stanno alla base dell’abbigliamento: la decorazione – che ha lo scopo di rendere il corpo più attraente, migliorando l’autostima -, il pudore e la protezione. Il conflitto tra «decorazione» e «pudore», e il compromesso che ne deriva, costituiscono il punto chiave della psicologia del vestire. Come il sintomo nevrotico, anche l’abito è un compromesso risolutivo tra impulsi inconsci in conflitto. Le vesti accrescono l’attrazione sessuale e lo spostamento dell’erotismo dal corpo all’abbigliamento attribuisce a questo simbolo sessuale, destinato a caricarsi di tutti i contenuti che costituiscono gli equivalenti «culturali» del sesso: il potere, la ricchezza, l’autorità.
Partendo da questi presupposti, Flügel analizza le differenze individuali nell’abbigliamento, viste come espressioni delle diverse personalità dell’individuo, e le differenze sessuali, passando quindi a parlare dei vari tipi d’abbigliamento, delle forze e delle vicissitudini della moda, della evoluzione dell’abbigliamento, della sua etica e del suo futuro. Ed è qui che, forse, egli più mostra la sua genialità non solo con osservazioni e annotazioni precorritrici (sulla evoluzione dell’abbigliamento maschile e femminile, sull’abito come espressione di orientamenti ideali, sul significato dell’abbigliamento in rapporto all’evoluzione tra i sessi, sui ruoli della moda, sui rapporti arte-industria-moda, ecc.), ma soprattutto con la capacità di rilevare le connessioni tra il comportamento e l’ideologia e d’analizzare i fondamenti psicoanalitici dell’ideologia sociale, dell’etica e dell’estetica espressi attraverso l’abbigliamento. Pochi cultori della psicoanalisi hanno saputo, come Flügel, sul terreno sperimentale e con un argomento di natura sociologica dimostrare la verità dell’ideale freudiano della psicoanalisi come metodo per spiegare il mondo.

John Carl Flügel (1884-1955) ha compiuto gli studi al Balliol College di Oxford e all’Università di Würzberg. Nel 1909 fu nominato «demonstrator in psychology» all’Università di Londra, e assistente nel 1910. Nel 1920 divenne «senior lecturer» e «assistant professor» di psicologia all’University College di Londra, dove rimase sino al 1943. Nel 1911 fu nominato «honorary secretary» della British Psychological Society, carica che tenne fino al 1920, per diventarne «honorary librarian» dal 1921 al 1932 e quindi presidente sino al 1935. Dal 1920 al 1922 fu anche «honorary secretary» dell’International Psycho-Analytical Association; presidente del Programme Committee dell’International Congress in Mental Health nel 1948 e presidente della «J Section» della British Association nel 1950.
È autore dei seguenti volumi: The psycho-analytic study of the family (1921), Practice, fatigue and oscillation: A study of work at high pressure (1928), The psychology of clothes (1930), An introduction to psycho-analysis (1932), A hundred years of psychology (1933), Men and their motives (1934), Man, morals and society (1945), Population psychology and peace (1947), nonchè di numerosi articoli e di contributi apparsi in riviste e volumi di psicologia.

Effusione dello Spirito Santo e Doni Carismatici – La Testimonianza di Sant’Agostino

Effusione dello Spirito Santo e Doni Carismatici – La Testimonianza di Sant’Agostino

Autore/i: Bentivegna Giuseppe

Editore: Rinnovamento nello Spirito Santo

edizione ridotta, prefazione dell’autore.

pp. 216, Roma

« Un volume ricco di citazioni e organico nell’esposizione, dove si presenta il patrimonio dottrinale e pastorale che, sull’azione dello Spirito di Pentecoste nella vita dei credenti, ci ha lasciato il più grande Dottore della Chiesa d’Occidente. Le esperienze di fenomeni carismatici riferiti dall’Ipponate si estendono a quasi tutti i fatti inconsueti e straordinari che, anche ai nostri giorni, si verificano in tanti movimenti o gruppi ecclesiali ».
Piersandro Vanzan sj da “La Civiltà Cattolica” (1990)

“Quest’opera breve ma sostanziale ci fa accedere agli scritti riguardanti l’esperienza e il pensiero di Sant’Agostino sull’esercizio dei carismi nella vita delle comunità cristiane. La maggior parte dei testi sono trascritti nelle note, cosa che alleggerisce la lettura e ci offre un florilegio veramente interessante. Nessun dubbio che questo lavoro di dépistage e di messa in luce delle testimonianze dei Padri sulla vita carismatica delle loro comunità ci apporta una luce opportuna sull’azione dello Spirito nel nostro tempo e ci aiuta a discernere bene”.
J. Misson sj da “Mirabilia”, Bruxelles (1990)

“L’autore studia in profondità l’effusione dello Spirito Santo a Pentecoste, i carismi nella vita della Chiesa e l’attualità degli insegnamenti di Sant’Agostino. Tra i carismi, Agostino menziona i sogni e le visioni, i miracoli, l’espulsione dei demoni, il riposo nello Spirito, la profezia, il discernimento, la saggezza e la scienza. La sua dottrina, chiara e concreta, può aiutare a risolvere i nostri problemi attuali nelle esperienze spirituali che hanno ricominciato a diffondersi nella Chiesa e che sconcertano coloro che vedono in esse delle novità strane e scomposte”.
B.C. da “Nouvelle Revue Theologique” (1991)

Psichiatria e Psicoterapia Istituzionale

Psichiatria e Psicoterapia Istituzionale

Autore/i: Oury Jean

Editore: Marsilio Editori

prima edizione, introduzione di François Tosquelles, traduzione dal francese di Ettore Perrella, collana: Semiotica e psicanalisi 2.

pp. 264, Venezia

In un cammino singolare, finora ignoto alla psichiatria e alla psicanalisi, con uno stile vivace e vario, annodato dalla pratica da cui sorge, Jean Oury traccia la portata della psicoterapia istituzionale che si svolge a La Borde da oltre vent’anni, le difficoltà, le proposte, i problemi, la funzione analitica e politica. Con un distacco della psichiatria dall’impostazione medica classica e dall’ideologia nel suo aspetto totalizzante e nel suo valore di nuovo codice corporativo, questioni teoriche e pratiche si intrecciano con un trapasso e legame delle une con le altre, senza alcuna mutua riduzione possibile. Il concetto di malattia si trova radicalmente messo in discussione in tutte le sue implicazioni. E la follia è esplorata nella sua dimensione impadroneggiabile, in quanto effetto imprescindibile della struttura del linguaggio. Più precisamente, il problema politico della follia è posto qui partendo da una lunga sperimentazione pratica, attorno a cui si svolgono alcuni nodi teorici particolarmente avanzati. La psicanalisi si trova così confrontata con la psicosi, come già con Freud e con Lacan e trova quindi l’occasione di un rilancio rivoluzionario.

Jean Oury, nato a Parigi nel 1924, dal 1947, vive in contatto permanente con i ricoverati, prima dell’ospedale di Saint-Alban (Lozère), poi, dal 1949 al 1953, alla clinica di Saumery (Loir-&-Cher). Nel 1953 fonda la clinica di La Borde a Cour-Cheverny. A Parigi incontra nel 1947 Lacan, Ajuriaguerra e Tosquelles. Discepolo e amico di quest’ultimo, nel 1960 fonda con lui e con qualche altro psichiatra, il «G.T. Psy.» e tenta così di elaborare una teoria più approfondita della «Psicoterapia Istituzionale». Il suo lavoro si svolge a La Borde, in un’esperienza che in questi ultimi anni ha effetti sempre più rivoluzionari. È redattore della rivista di psicanalisi «Vel», in cui ha pubblicato importanti contributi.

L’Enigma Gurdjieff

L’Enigma Gurdjieff

Titolo originale: Gurdjieff a Very Great Enigma

Autore/i: Bennett-John-G

Editore: Ubaldini Editore

traduzione di Salvatore Maddaloni.

pp. 72, Roma

I luoghi, le influenze, le religioni, le filosofie, tutto quel mondo misterioso e suggestivo nel quale si è formata la personalità di una delle figure più singolari ed enigmatiche del nostro tempo.

Gurdjieff fu un uomo singolare e multiforme, che mostrava se stesso sotto modi diversi agli uni e agli altri, così da apparire a volte spietato e altre volte compassionevole. Proprio come ’nascondeva’ se stesso, Gurdjieff “nascondeva” anche le fonti dei suoi insegnamenti e dei suoi metodi.
Bennett, che per molti anni lavorò insieme a Gurdjieff e che in seguito divenne uno dei principali continuatori della sua opera, riunisce in questo libro i frammenti sparsi per ricostruire il rompicapo della vita di Gurdjieff e tentare di sciogliere i numerosi interrogativi che tuttora circondano la sua persona.
Il libro comincia con un’affascinante descrizione della vita di Gurdjieff a Kars e delle influenze cui deve essere stato esposto nella fanciullezza e nella gioventù. Bennett ricostruisce poi i primi viaggi di Gurdjieff alla ricerca della verità, discute la fonte delle sue idee e spiega le ragioni dei suoi enigmatici metodi e insegnamenti.

J. G. Bennett, dagli iniziali interessi per la matematica e la ricerca industriale passò ben presto ad appassionarsi di religione e lingue asiatiche, passione che lo portò a numerosi viaggi nei paesi asiatici dove conobbe personalmente molti esponenti religiosi e spirituali poco noti ma importanti.
In seguito abbandonò il suo lavoro puramente scientifico per diventare direttore dell’Istituto per lo Studio Comparato di Storia, Filosofia e Scienze, dove per molti anni condusse una ricerca originale e corsi di studio diretti all’unificazione di scienza, storia, filosofia e religione.
Gli ultimi anni della sua vita furono particolarmente laboriosi in quanto si dedicò a fondare la International Academy for Continuous Education, a Sherborne, Gloucestershire, di cui fu presidente fino alla sua morte nel dicembre 1974.

Visualizza indice
  1. Le origini di Gurdjieff
  2. La fonte delle idee di Gurdjieff
  3. Gli insegnamenti e i metodi di Gurdjieff

L’Ikebana – Filosofia, Religione Teoria dei Fiori – 2 Volumi

L’Ikebana – Filosofia, Religione Teoria dei Fiori – 2 Volumi

Volume 1: “Ikebana: Storia e Basi Ideologiche” – Volume 2: “Ikebana: Quattordici Stili”

Autore/i: Banti Pereira Jenny

Editore: De Luca Editore

fotografie di Giorgio Roda, Shufunotomo Co. Ltd., Hiroshi Matsubara, Pasquale de Antonis, Ugo Tagliaferri, Daigoro Sawayanagi.

vol. 1 pp. 160, vol. 2 pp. 146, nn. fotografie, tavole e illustrazionicartine b/n, Bologna

Dal capitolo “L’Essenza dell’Ikebana“:
“«La gente di Wa abita isole montagnose in mezzo all’oceano». Questo l’inizio di una delle prime cronache del Giappone.
In queste isole montagnose, circondate dall’oceano, abitava un popolo isolato, la cui religione era detta « la via degli dei », cioè lo Shinto. L’universo è costituito da una miriade di parti sensibili e l’adorazione è la contropartita naturale di una profonda sensibilità alle bellezze della natura. La «via degli dei» è più una religione d’amore e di gratitudine che non una religione di paura e di timore; è anche l’espressione della consapevolezza e della coscienza delle innumerevoli reiterazioni di atti creativi, nei quali la estrinsecazione delle forze fondamentali della natura, cioè nascita e morte, assume una importanza estrema.
La nascita, la crescita e la vita sono cose buone e desiderabili, ma la morte e la distruzione sono malefiche e angoscianti.
Dall’intelligibilità totale della natura deriva l’intuito dell’importanza delle stagioni e, nelle stagioni, era ovvio isolare la pianta, il fiore e l’albero.
Solamente dall’osservazione umile della natura, dal guardare con amore i petali di un fiore, la venatura di una foglia, il vento negli alberi, l’erba che si piega, tutto quello cioè che insegna lo Shinto, da quel ritrovare in ogni filo d’erba, potenzialmente, una espressione dell’assoluto o di un dio (lo stesso principio che si ritrova molto più tardi anche nello Zen, quando si dice che bisogna saper vedere un Budda luminoso in un filo d’erba) poteva nascere l’ikebana. Perché è dall’osservazione dell’albero, del sasso, dell’acqua che scorre, dal sentire come sono e come vivono nel loro ambiente naturale, integrati nel cielo e nella terra, che si arriva a intuire le leggi che ne determinano l’esistenza e si può, trasferendo queste leggi, ricreare la natura nell’ikebana.
Questo ricreare la natura si manifesta e si attua attraverso l’abilità della mano. E solo in Giappone troviamo questa doppia componente sin dalle origini: una incredibile sensibilità tattile che ha permesso al popolo di Wa di creare le più perfette ceramiche neolitiche che esistano, cioè le ceramiche Jōmon, associata al senso dell’inserimento dell’uomo nella natura come un elemento di un tutto unico, avente un peso assolutamente eguale a quello di un fiore, di una foglia, di un sasso o dell’acqua, inserimento che si manifesta in una identità con la natura e nella natura, univoca ed equidistante. […]”

Il Tradimento del Sé – La Paura dell’Autonomia nell’Uomo e nella Donna

Il Tradimento del Sé – La Paura dell’Autonomia nell’Uomo e nella Donna

Titolo dell’opera originale: Der Verrat am Selbst – Die Angst vor Autonomie bei Mann und Frau

Autore/i: Gruen Arno

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

premessa di Ashley Montagu, prefazione di Gaetano Benedetti, traduzione di Grazia Gatti, la presente traduzione è stata condotta per espressa volontà dell’autore sull’edizione americana (The Betrayal of the Self, Grove Press, New York 1988).

pp. 144, Milano

Il problema dell’autonomia ha assunto una posizione centrale nella psicoanalisi e nella psicologia d’oggi. Alcune linee di tendenza hanno postulato, accanto alle spinte pulsionali tradizionali quali libido e aggressività, la spinta all’autonomia come pulsione “terza” per spiegare fenomeni di osservazione sempre più frequenti nella clinica.
Le ipotesi sullo sviluppo del sé e sui processi di costruzione della persona “totale” nell’ambito delle relazioni interpersonali permettono l’incrocio, fondato scientificamente, di tesi che vanno dal rapporto natura-cultura al discorso della libertà.
È merito di Arno Gruen l’esposizione accurata e accessibile dello scenario attuale della riflessione a tutto campo sulla persona umana, a sostegno del proprio punto di vista. Non a caso il volume è accompagnato da una premessa di Ashley Montagu e da una prefazione di Gaetano Benedetti che collocano il contributo di Gruen nell’area difficile della divulgazione non banalizzante,

Arno Gruen è nato in Germania, ma ancora bambino, nel 1936, emigrò negli Stati Uniti. Qui, alla New York University, ebbe luogo la sua analisi didattica.
Ha ricoperto vari incarichi di insegnamento, tra cui quello di professore di psicologia alla Rutgers University. Dal 1979 vive e lavora in Svizzera.

Lo Spaccio della Bestia Trionfante

Lo Spaccio della Bestia Trionfante

Autore/i: Giordano Bruno

Editore: Marzorati Editore

cura, introduzione generale, nota preliminare, nota bibliografica di Antimo Negri.

pp. 200, Milano

Dalla nota preliminare di Antimo Negri:
Lo Spaccio de la bestia trionfante è, come si è visto, il primo dei «dialoghi morali» composto in Inghilterra, subito dopo i «dialoghi metafisici» (La cena delle ceneri; De l’infinito, universo e mondi) e prima degli altri due «dialoghi morali» (Cabala del Cavallo Pegaseo con l’aggiunta dell’Asino Cillenico; Degli eroici furori). Si riporta, qui, per intero, il frontespizio della prima edizione curata dallo stesso Bruno: SPACCIO DE LA BESTIA TRIONFANTE, proposto da Giove, effettuato dal Consiglio, svelato da Mercurio, recitato da Sofia, udito da Saulino, registrato dal Nolano. Diviso in tre dialoghi, suddivisi in tre parti. Consecrato al molto illustre ed eccellente cavalliero Sig. Filippo Sidneo, Stampato in Parigi, MDLXXXIIII. […]”

Esiste Un Posto Bellissimo – L’Aldilà nelle Testimonianze di chi lo ha Visto

Esiste Un Posto Bellissimo – L’Aldilà nelle Testimonianze di chi lo ha Visto

Titolo dell’opera originale: Evidence of the Afterlife

Autore/i: Long Jeffrey; Perry Paul

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Daria Restani.

pp. 204, Milano

“Non c’è modo di spiegarlo, perché qui sulla Terra non c’è una sensazione paragonabile a quella. Era pura, cristallina. Come tornare finalmente a casa…”

Il lavoro svolto da Long ci porta più vicini a una soluzione razionale del mistero dell’aldilà. (Raymond Moody, autore del bestseller La vita oltre la vita)

Una felicità indicibile. Un luogo pieno d’amore e di gioia. Una luce bianchissima, forte come un milione di soli, che dona un meraviglioso senso di pace.
Questo libro contiene un tesoro straordinario: la più grande raccolta mai realizzata di testimonianze di persone che hanno “visto” l’aldilà e dopo sono tornate in vita per raccontarlo. Il radiologo oncologico Jeffrey Long presenta i risultati della prima grande ricerca scientifica sulle esperienze di pre-morte, basata su migliaia di testimoni di tutte le età, le provenienze geografiche e le appartenenze religiose. Condivide con i lettori i resoconti e soprattutto le somiglianze tra queste storie, tanto impressionanti quanto rivelatorie. Coincidenze di cui la medicina non è in grado di rendere conto e che secondo Long possono avere una sola spiegazione possibile: queste persone sono sopravvissute alla morte e hanno viaggiato verso un’altra dimensione.

Jeffrey Long è un radiologo oncologico di riconosciuta fama, i cui interventi sono stati pubblicati su Newsweek e Wall Street Journal. Ha lavorato ai vertici della International Association for Near-Death Studies ed è coinvolto attivamente nella ricerca sulle esperienze premorte. Assieme alla moglie ha fondato la Near Death Experience Research Foundation, sul cui sito web www.nderf.com migliaia di persone da tutto il mondo hanno condiviso le proprie esperienze di pre-morte.

Il Sognatore – Storia del Ragazzo che Diventò Pablo Neruda

Il Sognatore – Storia del Ragazzo che Diventò Pablo Neruda

Titolo dell’opera originale: The Dreamer

Autore/i: Muñoz Ryan Pam; Sís Peter

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, si ringrazia Isacco Turina per la traduzione dei versi tratti da Les Rayons et les Ombres di Victor Hugo.

pp. 384, illustrazioni b/n, Milano

Nel più grande dei mondi, quali avventure attendono la più piccola delle navi?

Neftalì non è robusto come pretende il suo severissimo padre, è debole e balbettante. Ma dentro di lui c’è una voce diversa: le sillabe sfilano perfette, le parole si liberano felici, volteggiano, lo portano lontano.
La voce cresce sotto la volta piena di meraviglie della foresta pluviale, nell’oceano potente e spaventoso, attraverso l’ostinata pioggia cilena. E Neftalì non può ignorarla. Lo renderà forte e capace di scegliere il proprio destino, nonostante la feroce opposizione del padre e le inguistizie che lo circondano.
La stessa voce abita la storia e le illustrazioni di questo libro, proprio come ha abitato l’infanzia e l’adolescenza di un grande poeta cileno: perché la storia di Neftalì Reyes è la storia di Pablo Neruda. Una storia vera che lascerà ai lettori le grandi domande che solo la voce della poesia può porre.

Pam Muñoz Ryan, è nata in California. È cresciuta in una famiglia numerosa circondata da parenti dalle origini più disparate, perciò si sente anche un po’ spagnola, basca, italiana, messicana e americana. Apprezzata autrice di romanzi per ragazzi e adulti, ha pubblicato più di venticinque libri, per alcuni dei quali ha ottenuto numerosi riconoscimenti.

Peter Sís, è nato a Brno (Cecoslovacchia) nel 1949. Ha iniziato la sua carriera come regista, vincendo subito l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Con l’occasione di girare un film sulle Olimpiadi di Los Angeles, nel 1982 Sís chiese asilo politico in America dove, oltre a proseguire la sua carriera come regista, ha iniziato a scrivere e illustrare libri per ragazzi, diventando in breve un autore di spicco. È stato più volte insignito di premi molto prestigiosi come il Caldecott Honor, il Boston Globe-Horn Book Award e il New York Times Book Review Award.

CIA – Ascesa e Caduta dei Servizi Segreti più Potenti del Mondo

CIA – Ascesa e Caduta dei Servizi Segreti più Potenti del Mondo

Titolo originale: Legacy of Ashes

Autore/i: Weiner Tim

Editore: Rizzoli

prima edizione, nota dell’autore, traduzione di Carlo Capararo, consulenza tecnico-militare di Maurizio Pagliano.

pp. 576, Milano

«Il resoconto più magistrale mai prodotto sui sessant’anni dell’”agenzia”»

Dall’Italia al Vietnam, da Cuba alla Corea, dagli esperimenti per il controllo della mente alla crociata di Bush, il ritratto a tinte forti delle trame oscure di sessant’anni di storia Americana.

«Un’inchiesta incredibile e agghiacciante […] Un racconto appassionante e vero.» (Tomás Eloy Martínez – Internazionale)

«Una lettura obbligatoria […] per chiunque voglia capire perché la politica estera degli Usa passa da una catastrofe all’altra.» (Boston Globe)

«Una necessità sgradevole ma vitale»: così nel 1960, in piena Guerra fredda, il presidente Eisenhower definì l’attività di spionaggio. In quell’epoca, la sigla «Cia» aveva già i contorni del mito. Eroi intrepidi che sventavano complotti internazionali, ma anche sicari senza scrupoli responsabili di rapimenti, torture e massacri. L’agenzia di spionaggio americana esisteva già dal 1947 e il suo primo successo era stato proprio in Italia: aver «salvato» il Paese dal comunismo alle elezioni del 1948. Ma molti furono in seguito gli insuccessi: dall’impiego di ex gerarchi nazisti come «combattenti per la libertà» al disastroso tentativo di assassinare Fidel Castro, dalle fallimentari infiltrazioni in Manciuria durante la guerra di Corea alle operazioni in Iraq. Dall’Europa all’Africa Nera, dal Medio Oriente al Sudest asiatico, la Cia si trovò infatti a dover fare il lavoro sporco per il suo governo, appoggiando colpi di Stato e regimi dittatoriali e fornendo armi a pericolosi gruppi estremisti. Pur avendo combattuto per decenni un unico nemico, il comunismo, non seppe prevedere il tracollo dell’Unione Sovietica. Né, nel nuovo millennio, poté capire in tempo la minaccia del fondamentalismo islamico ed evitare la seconda tragica Pearl Harbor.
A caccia delle verità nascoste nei sessant’anni di storia della Cia, il premio Pulitzer Tim Weiner ha recuperato per primo dagli archivi migliaia di documenti, spesso appena declassificati, e intervistato centinaia di protagonisti. E oggi, dai finanziamenti al terrorismo di destra italiano negli anni di piombo fino alle carceri di Guantanamo e di Abu Ghraib, demolisce il mito dei servizi segreti americani mettendone a nudo corruzione, brutalità e inefficienza. Una ricostruzione ricca di particolari inquietanti, che getta nuova luce sul nostro recente passato, e sul lato oscuro della politica estera degli Stati Uniti.

Tim Weiner, corrispondente del “New York Times”, si occupa da oltre vent’anni della Cia e degli apparati della sicurezza nazionale americana. Le sue inchieste, condotte in patria e in Paesi come l’Afghanistan e il Sudan, gli sono valse due premi Pulitzer. Per CIA, il suo terzo libro, ha ricevuto il National Book Award 2007.

Viaggiare nel Tempo – La Possibilità Fisica di Spostarsi nel Passato e nel Futuro

Viaggiare nel Tempo – La Possibilità Fisica di Spostarsi nel Passato e nel Futuro

Titolo originale: Time Travel in Einstein’s Universe

Autore/i: Gott J. Richard

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Tullio Cannillo.

pp. 296, illustrazioni b/n, Milano

«Un libro davvero irresistibile: Gott ci porta con arguzia e intelligenza a valicare i confini del tempo.» (The Guardian)

«Volete visitare la Terra di un futuro lontano mille anni? Einstein ha mostrato come fare. Basta salire su un’astronave, andare su una stella distante poco meno di cinquecento anni luce e tornare, viaggiando in entrambi i tragitti con una velocità pari al 99,995 per cento di quella della luce. Al momento del ritorno, la Terra avrà mille anni di più, ma voi sarete invecchiati soltanto di dieci anni. Una simile velocità è possibile: nei nostri massimi acceleratori di particelle portiamo i protoni a velocità anche superiori.» Nell’universo di Newton il viaggio nel tempo era inconcepibile, in quello di Einstein non è più così.
Sulle orme di scienziati come Stephen Hawking e Kip Thorne, J. Richard Gott III, autorevole astrofisico di Princeton, ci mostra come sia possibile spostarsi attraverso il tempo e delinea le nuove tappe dell’esplorazione di questa ipotesi così suggestiva. Dopo aver raccontato come le grandi opere di fantascienza abbiano ispirato alcuni dei più importanti pensatori che oggi si occupano del problema, spiega come il viaggio verso il futuro non solo sia realizzabile ma di fatto si sia già verificato – e infatti gli astronauti sono invecchiati un po’ meno di noi che siamo rimasti con i piedi saldamente per terra –, e discute se sia anche possibile, in determinate condizioni fisiche, muoversi verso il passato. Per proporre, infine, la sua idea più sbalorditiva: l’Universo potrebbe avere una struttura tale da consentirgli di tornare indietro nel tempo e di autocrearsi. Potrebbe, cioè, essere la madre di se stesso.
Convinto che nessun racconto sul viaggio nel tempo sarebbe completo senza un rapporto dal futuro, Gott, basandosi su una tecnica scientifica da lui stesso elaborata, che poggia su quello che chiama «principio copernicano», prefigura la durata della specie umana e delinea futuri scenari di colonizzazione di altri pianeti.
Viaggiare nel tempo è un libro originale e avvincente, che mette il lettore in condizione di esplorare la misteriosa frontiera in cui le più incredibili ipotesi fantascientifiche diventano realtà scientifiche.

J. Richard Gott III insegna scienze astrofisiche all’Università di Princeton. Autore di numerose pubblicazioni, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per le sue ricerche scientifiche. Collabora a «Time», «Scientific American», «New Scientist» e «American Scientist».

Creatività e Perversione

Creatività e Perversione

Titolo originale: Creativity and Perversion

Autore/i: Chasseguet-Smirgel Janine

Editore: Raffaello Cortina Editore

prefazione all’edizione italiana di Pièr Mario Masciangelo, prefazione di Otto Kernberg, traduzione di Marcella Magnino, redazione di Mariella Agostinelli, collana di psicologia.

pp. XXI-254, Milano

Qual è la relazione fra creatività e perversione? In questo libro si esplora attentamente il legame fra il mondo dell’arte e il “mondo artificioso” del soggetto perverso. Al di là delle variazioni banali o pittoresche del comportamento sessuale, sta una dimensione essenziale della condizione umana, una tentazione permanente della mente. È il desiderio di sfuggire ai nostri limiti, di sostituire il nostro mondo con un altro in cui tutto sia possibile. Spinto dall’hybris, il “mondo artificioso” della perversione detronizza Dio padre e riscrive la Bibbia. Lo scopo è di trasformare la realtà, di tornare alla confusione e al caos. Janine Chasseguet-Smirgel cita un’ampia serie di film, di drammi e di scrittori, compresi de Sade, Oscar Wilde e H.G. Wells. Gli esempi tratti da queste fonti sono strettamente collegati e intrecciati al materiale fornito dai casi clinici. Sebbene non si conformi allo schema analitico classico, l’autrice passa in rassegna la letteratura psicoanalitica e rimane fedele al pensiero di Freud. Sottolineando le relazioni fra perversione, narcisismo e idealizzazione, pone il problema della perversione all’interno della lotta senza fine che l’umanità intraprende contro la realtà.

Janine Chasseguet-Smirgel è analista didatta della Società psicoanalitica di Parigi e vicevorsidente dell’International Psychoanalytical Association. Nel 1982-83 tenne la Freud Professorship all’University College di Londra; Creatività e perversione si basa sulle conferenze e sui seminari, molto apprezzati, che svolse in questa occasione.

Lacan o la Retorica dell’Inconscio

Lacan o la Retorica dell’Inconscio

Titolo originale dell’opera: Lacan et la Rhetorique de l’Inconscient

Autore/i: Kremer-Marietti Angèle

Editore: Casa Editrice Astrolabio

traduzione di Raffaella Petrilli.

pp. 208, Roma

Una paziente rilettura di Freud attraverso Lacan e di Lacan attraverso Freud che illumina, evidenziandone la mappa complessa e l’intricato percorso teorico, il labirinto del pensiero lacaniano.

Questo studio è una ricostruzione dell’opera di Jacques Lacan partendo dalla tesi di laurea di quest’ultimo sulla paranoia (1923) fino agli sviluppi più recenti. La ricerca di Angèle Kremer-Marietti, che si sofferma in particolare sulla nozione lacaniana di ’retorica dell’inconscio’, ha l’ambizione di scoprire un denominatore comune tra discipline diverse: linguistica, etnologia, biologia, psicoanalisi… L’autrice cerca di pervenirvi non solo nel modo di approccio al pensiero di Lacan, ma suggerendo anche la possibilità di un metodo che permetta di fondare una nuova antropologia filosofica.I concetti chiave dell’opera lacaniana, i suoi schemi, le sue formule, i suoi algoritmi, i suoi modelli topologici trovano il loro posto e si illuminano a vicenda in un percorso che l’autrice ha sapientemente elaborato svolgendo un paziente lavoro di rilettura di Freud attraverso Lacan, e di Lacan attraverso Freud, ma anche attraverso la tradizione filosofica dell’800 e del ’900, da Nietzsche a Comte, da Hegel a Saussure, da Heidegger a Foucault.Se il piano del libro è in qualche modo semplice, tuttavia il compito di ricostruzione che esso si prefigge non lo è affatto, e sbaglierebbe il lettore che credesse di trovare qui un’ennesima ’volgarizzazione’ del percorso teorico lacaniano. Ciò che l’autrice fa è piuttosto un’opera di amplificazione progressiva della tematica filosofica che, ormai si sa, sottende tutto lo sviluppo del maestro francese, un’amplificazione sistematica, ostinata quanto audace, che finisce però per produrre dei risultati tra i più convincenti che l’esegesi lacaniana abbia mai raggiunto.

Angèle Kremer-Marietti, dottore in lettere e docente di filosofia nell’Università di Amiens, è autrice di numerosi studi su Nietzsche e su Comte, nonché di opere su Hegel, Rousseau, Dilthey, Jaspers e Foucault.

La Risposta Rilassante

La Risposta Rilassante

Un metodo semplice e una pratica psicologica efficace per aiutarci a: ristabilire l’equilibrio emotivo abbassare la pressione migliorare la tenuta fisica

Autore/i: Benson Herbert; Klipper Miriam Z.

Editore: Rizzoli

introduzione degli autori, traduzione di Donatella Tippett Andalò, titolo originale dell’opera: The Relaxation Response.

pp. 152, illustrazioni b/n, Milano

Di fronte alle situazioni di emergenza, gli animali reagiscono in generale con comportamenti di lotta aperta o di fuga. Nell’uomo moderno questi impulsi primordiali vengono moltiplicati ed esasperati dal ritmo febbrile della vita sociale che gli presenta ogni giorno situazioni problematiche nuove e lo costringe ad adattarvisi troppo in fretta. Poiché le convenienze sociali gli vietano quasi sempre di ribellarsi apertamente a queste imposizioni, nel suo sistema nervoso si accumulano tensioni in eccesso che finiscono per scaricarsi all’interno del suo stesso organismo compromettendone gravemente l’equilibrio fisiologico e provocando, fra l’altro, l’aumento dell’attività del sistema simpatico, l’ipertensione, la paralisi anche in età giovanile, l’infarto, con conseguenze spesso mortali.
Le speranze di porre un argine al dilagare di queste malattie tipicamente moderne sono aumentate dopo la scoperta, all’interno stesso dell’organismo, di un dispositivo nervoso capace di funzionare da « valvola di scarico » delle tensioni represse qualora venga attivato da un metodo psicologico appropriato. Quello che Benson propone nel presente volume, e che chiama, appunto, la «Risposta rilassante», o anche, in termini più tecnici, la «Reazione di rilassamento», consiste in alcuni esercizi che tutti possono praticare comodamente a casa propria, senza bisogno di apparecchiature sanitarie o di una preparazione particolare.
Esso si ispira alle pratiche distensive che gli antichi mistici d’Oriente e d’Occidente adottavano per progredire nell’ascesi religiosa e nella speculazione filosofica; e che, reinterpretate da Benson in chiave moderna e messe al servizio della salute fisica, si sono dimostrate, in migliaia di casi scientificamente controllati, un ausilio prezioso per attivare i dispositivi di autodifesa del sistema nervoso; e indirettamente, per aiutarci a ristabilire l’equilibrio emotivo, ad abbassare la pressione sanguigna e a migliorare la tenuta fisica del nostro organismo.

Cambiare Se Stessi – Strategie per Risolvere i Problemi Personali

Cambiare Se Stessi – Strategie per Risolvere i Problemi Personali

Titolo originale dell’opera: Self Change Strategies for Solving Personal Problems

Autore/i: Mahoney Michael J.

Editore: Casa Editrice Astrolabio

prefazione dell’autore, traduzione di Salvatore Maddaloni.

pp. 176, Roma

Come possiamo acquisire la capacità, o quell’insieme di capacità, di primaria importanza per vivere con appagamento e soddisfazione un’esistenza adulta: la capacità di affrontare in modo efficace le crisi, il cambiamento e la tensione?
Spesso questi e altri problemi nascono dalle comuni vicende della vita di ognuno: matrimonio, malattia, cambiamento di lavoro, perdita di una persona cara, nascita dei figli, vecchiaia, pensionamento. La persona felice e ben integrata, anche se incontra queste situazioni nella stessa misura della persona infelice, e non ne è meno influenzata, sa però risolverle positivamente.
Una tale capacità può essere appresa praticamente da tutti, modificando gli schemi di comportamento inaccettabili. In questo libro Mahoney presenta un metodo, articolato in sette fasi, inteso per mettere il lettore in condizione di individuare da solo i propri specifici problemi, le loro cause e soluzioni. Ciascuna fase viene trattata in un apposito capitolo, con adeguati esempi concreti.

Michael Mahoney insegna psicologia alla Pennsylvania State University. Ha pubblicato numerosi libri sull’autocontrollo e le strategie per la crescita personale. Il suo libro Permanent Weight Control, scritto con la moglie Kathryn, ha ottenuto nel 1976 una menzione d’onore da parte dell’American Psychological Foundation. Ha fatto anche parte della redazione di molte riviste nel campo della psicologia ed è membro del Comitato di Medicina Sportiva del Comitato Olimpico americano.

Effetto Prana – Concetti ed Esperienze Mediche in Pranoterapia

Effetto Prana – Concetti ed Esperienze Mediche in Pranoterapia

Autore/i: Lapi Luigi

Editore: Xenia Edizioni

seconda edizione, introduzione dell’autore.

pp. 320, illustrazioni b/n, Milano

“Effetto Prana” è il primo approccio veramente scientifico alla complessa materia relativa ai problemi della pranoterapia con indicazioni sul tipo e sulle caratteristiche delle onde elettromagnetiche emesse attraverso le mani da pranoterapeuti sicuramente dotati.
Il lavoro si suddivide in due parti fondamentali. La prima è un’esposizione degli aspetti psico-emotivi del “donare” l’energia vitale (prana=soffio vitale) ai sofferenti e del come sia possibile allenare il sistema nervoso ad emettere il flusso di onde. La seconda parte affronta le tecniche specifiche di emissione e le modalità per intervenire su molte malattie, alcune delle quali non influenzabili dalle terapie della medicina ortodossa.
Nella trattazione è inserita anche una parte dedicata alla “chirestesia”, cioè al metodo “simil-radiestesico” per formulare diagnosi sulle forme morbose e sulla loro sede.
“Effetto Prana” si configura come un testo fondamentale, indispensabile per chiunque operi in questa branca della medicina integrativa, vale a dire di quella cultura e pratica medica che devono integrare la medicina ufficiale.

Luigi Lapi, neuropsichiatra e pranoterapeuta fiorentino, è autore di vari lavori di psicologia pura e applicata e promotore di ricerche scientifiche sui fluidi terapeutici emessi dai guaritori, verificati alla luce di sofisticate apparecchiature elettroniche.

Il Risveglio Spirituale

Il Risveglio Spirituale

Autore/i: Scenuda III

Editore: Edizioni Paoline

cura, premessa, introduzione e traduzione dall’arabo di Guirguis Younan Mansour e Mariella Uccelli.

pp. 168, Cinisello Balsamo (Milano)

Il messaggio semplice ed essenziale contenuto in queste pagine, espresso con chiarezza da una voce nuova (per noi) ma autorevole – Sua Santità Scenuda III, patriarca della Chiesa copta ortodossa egiziana – scaturisce indubbiamente dalle parole che leggiamo nelle prime pagine del vangelo e che la liturgia della Chiesa ci ripete spesso, soprattutto all’inizio della Quaresima e dell’Avvento: «Il regno di Dio è giunto: convertitevi e credete al vangelo».
«Risveglio» o «veglia» spirituale sono i due aspetti fondamentali di una vita autenticamente cristiana, cioè di ogni esistenza che voglia raggiungere il suo fine, che è Dio.
A una persona che si è smarrita, forse inconsciamente, lontano dal Signore, non basta dichiarare il suo stato miserabile e ribadire le minacce, bensì occorre rivelare le cause del suo torpore spirituale, ricordare l’amore di Dio e della Chiesa per lei e insieme ridare il «calore spirituale» prospettando la dolcezza dei sentimenti che accompagneranno il suo risveglio.
Tutti, convertiti e giusti, dobbiamo vegliare spiritualmente: sarà mortificazione del corpo, sarà preghiera, principalmente quella dei Salmi, sarà esame continuo di noi stessi e altro ancora; sarà soprattutto lotta contro «il nemico», nella quale non siamo lasciati soli ma ci sostiene lo Spirito di Dio.
Concetti antichi, probabilmente, quanto è antico il cristianesimo, ma ribaditi qui da una voce diversa, dalle tonalità proprie e capace di sviluppi originali, nutrita in profondità di Bibbia e illuminata dalla venerabile saggezza del monachesimo egiziano. È impossibile sottrarsi al fascino e alla forza di queste parole!

Sua Santità SCENUDA III, papa di Alessandria d’Egitto e patriarca della Sede di San Marco, è la somma autorità della Chiesa copta, ossia della Chiesa ortodossa egiziana. Nato nel 1923, ha studiato, oltre che filosofia e teologia, anche archeologia e arte classica all’università del Cairo, dedicandosi nel frattempo all’insegnamento. Ritiratosi nel 1954 nel monastero del Serian (deserto occidentale), nel 1962 ha ricevuto il sacro ordine e il 14 novembre 1971 è stato eletto centodiciassettesimo successore di San Marco nella Sede di Alessandria. Molto ha fatto per la rinascita del monachesimo egiziano; come papa e patriarca si è impegnato pastoralmente a fondo per il risveglio e lo sviluppo della Chiesa copta, in Egitto, in Africa e nel mondo. È tra i membri più attivi del movimento ecumenico. Ha svolto e svolge tuttora attività di scrittore e giornalista.

I Beati Paoli – Storia, Letteratura e Leggenda

I Beati Paoli – Storia, Letteratura e Leggenda

Autore/i: Renda Francesco

Editore: Sellerio Editore

prefazione dell’autore, Quaderni della Biblioteca siciliana di storia e letteratura n. 38, in copertina: Disegno a penna di C. Minetti (particolare), Fondazione Mormino del Banco di Sicilia, Palermo.

pp. 248, Palermo

«Insomma, difendevamo i nostri diritti, e le cose camminavano col verso, non come camminano ora che i Beati Paoli ci vorrebbero davvero». È il commento con cui Francesca Campo, «serva» dello studioso di folklore Salomone Marino, nell’Ottocento, accompagnava la sua testimonianza sui Beati Paoli. Di tutte le memorie e i documenti sulla tenebrosa setta – nella seconda parte di questo volume interamente, per la prima volta, raccolte nella loro successione temporale – questa ci sembra la più schietta e commovente, come dire: se non fossero esistiti bisognerebbe inventarli. E segna il momento in cui una tradizione popolare orale, per noi conoscibile solo attraverso testi che popolari non sono, e non mostrano traccia del sogno di giustizia che quella tradizione incarnava, esce dall’oralità, diventa scritta e leggenda, e nella leggenda si perde la storia. Questa linea, dal 1185 alla fine dell’Ottocento, segue Francesco Renda; ed è uno studio di una memoria storica, non di una storia: del come, quando, dove una memoria nasce, cosa serve nei momenti diversi del suo itinerario, quando e perché traligna. Probabilmente lo studio più completo sull’argomento, che lascia, per storico rigore, intatto l’enigma della realtà dei Beati Paoli. Ma certamente all’enigma aggiunge fascino.

Francesco Renda (1922-2013), storico eminente, professore emerito di Storia Moderna nell’Università di Palermo, ha scritto un gran numero di testi. Tra l’altro: La Sicilia del 1812 (Caltanissetta-Roma, 1963), Risorgimento e classi popolari in Sicilia (Milano, 1968), Socialisti e cattolici in Sicilia (Caltanissetta-Roma, 1972), I fasci siciliani (Torino, 1977), Movimenti di massa e democrazia nella Sicilia del dopoguerra (Bari, 1979), Contadini e democrazia in Italia (Napoli, 1980). Con questa casa editrice ha pubblicato i tre volumi della Storia della Sicilia dal 1860 al 1970 (1984, 1985, 1987,1999), I Beati Paoli. Storia, letteratura e leggenda (1988), Il 1º maggio 1890 (1990), L’espulsione dei Gesuiti dalle Due Sicilie (1993), La fine del giudaismo siciliano (1993), L’Inquisizione in Sicilia. I fatti. Le persone (1997), Sicilia e Mediterraneo. La nuova geopolitica (2000), Salvatore Giuliano. Una biografia storica (2002), i tre volumi della Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri (2003), Autobiografia politica (2007) La grande impresa. Domenico Caracciolo viceré e primo ministro tra Palermo e Napoli (2010) e Maria Carolina e Lord Bentinck nel diario di Luigi de’ Medici (2011).

Kebra Nagast – La Bibbia Segreta del Rastafari

Kebra Nagast – La Bibbia Segreta del Rastafari

Autore/i: Anonimo

Editore: Coniglio Editore

traduzione, nota e cura di Lorenzo Mazzoni, prefazione di David Donnini, prefazioni di Sir E.A. Wallis Budge.

pp. 320, Roma

«L’Etiopia tenderà le sue mani a Dio» (Salmi 68,31)

«Nera sono, ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come i padiglioni di Salomone» (Cantico dei cantici 1,5)

«Proclamatelo tra i popoli e fatelo conoscere, non nascondetelo» (Geremia 50,2)

Il Kebra Nagast, in lingua ge’ez La Gloria dei Re, proclama la discendenza della monarchia etiope dalla stirpe di Davide, a cui appartiene lo stesso Gesù Cristo.

Finora ignorato nel nostro Paese, soprattutto per ragioni politiche relative alle guerre coloniali, il Kebra Nagast è un testo sacro denso e affascinante che si presta a molteplici letture. È il racconto avvincente e poetico dell’amore tra Salomone e Makeda, la regina di Saba, vicenda soltanto velatamente accennata nella Bibbia. È un classico della letteratura sacra dell’Africa cristiana. È infine il testo che pone le basi per un importante movimento religioso, politico e culturale dei nostri tempi: il Rastafarianesimo.

Il Kebra Nagast è infatti sacro per tutti i credenti della religione rastafariana, convinti che l’Etiopia sia il Nuovo Israele e che il Negus Neghesti Haile Selassie I sia letteralmente un Cristo ritornato, colui che realizza concretamente la profezia sul regno terreno che deve instaurarsi prima della fine del mondo.

Al centro del libro c’è il trasferimento dal tempio di Gerusalemme di Zion, l’Arca dell’Alleanza, segno concreto della presenza divina nel mondo, che molti ritengono ancora oggi custodito in Etiopia. Dalla Giudea all’Etiopia fino alla Giamaica ed ai suoi aneliti di liberazione, l’Arca, simbolo di giustizia e di speranza a cui affidarsi e per cui lottare, rappresenta oggi l’eredità profonda di questo libro alle future generazioni.